Studi di settore. Periodo d’imposta 2009: Circolare 34/E

Studi di settore.
Periodo d’imposta 2009:
Circolare 34/E Agenzia delle Entrate

PREMESSA

La presente circolare fornisce chiarimenti in ordine alle principali novità relative agli studi di settore in vigore nel periodo d’imposta 2009.

Con decreti del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 12 marzo 2010 (pubblicati nel Supplemento Straordinario alla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 75 del 31 marzo 2010) sono stati approvati 69 studi di settore (il cui elenco è riportato nell’allegato n. 1), che costituiscono la revisione di altrettanti studi precedentemente in vigore.

In particolare, i complessivi 69 studi interessati dalla prima o dalla seconda revisione riguardano le evoluzioni di: – 12 studi relativi ad attività economiche del settore delle manifatture; – 24 studi relativi ad attività economiche del settore dei servizi; – 12 studi relativi ad attività professionali; – 21 studi relativi ad attività economiche del settore del commercio. La revisione dei predetti studi è stata effettuata sulla base del programma approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 16 gennaio 2009, pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate ai sensi dell’articolo 1, comma 361, della legge n. 244 del 2007.

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Il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 12 marzo 2010, che approva i 12 studi relativi ad attività professionali, prevede inoltre che, a decorrere dal periodo d’imposta 2009, gli studi di settore UK02U, UK06U e UK17U sono approvati definitivamente; per tali studi, pertanto, cessa il regime di applicazione monitorata. Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 12 marzo 2010 sono stati inoltre approvati: – 3 nuovi specifici indicatori territoriali; – l’aggiornamento di alcune aree territoriali omogenee; – l’aggiornamento dei minimi provinciali per gli studi di settore delle attività professionali.

I 69 studi approvati con decreti del 12 marzo 2010 non si applicano nei confronti dei contribuenti che dichiarano compensi di cui all’articolo 54, comma 1, ovvero ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere c), d) ed e) del TUIR, di ammontare superiore a euro 5.164.569.

L’evoluzione è stata condotta analizzando i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2007, fatta eccezione per lo studio VK04U – Attività degli studi legali, che è stato elaborato anche sui dati 2008.

Si evidenzia inoltre che le Note tecniche e metodologiche, allegate ai citati decreti ministeriali del 12 marzo 2010, illustrano con un elevato livello di dettaglio i criteri sulla base dei quali è stato costruito ogni singolo studio di settore, le modalità di applicazione dello stesso, nonché il funzionamento degli indicatori di normalità economica. In particolare, sono stati esplicitati i passaggi logici che connotano la metodologia applicativa degli studi di settore, e riguardano in specie: – l’analisi discriminante; – l’analisi di coerenza; – l’analisi della normalità economica; – l’analisi della congruità.

Con riferimento all’analisi di coerenza, le Note tecniche e metodologiche relative ai nuovi studi indicano, per ogni cluster, i valori di soglia degli indicatori di coerenza, mentre, per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, oltre alle modalità di funzionamento dei relativi indicatori, sono state esplicitate anche: – le formule di calcolo degli indicatori; – i valori di soglia degli indicatori di normalità economica, suddivisi per cluster; – le modalità di distribuzione.

In occasione della riunione del 16 settembre 2009, la Commissione degli esperti degli studi di settore, costituita ai sensi dell’articolo 10, comma 7, della legge n. 146 del 1998, chiamata a esprimere un parere in merito alla capacità degli studi di settore in approvazione a rappresentare la realtà economica cui si riferiscono, ha ritenuto necessaria una più ampia ed approfondita indagine per valutare in modo selettivo l’impatto della crisi nei singoli settori e nei diversi territori.

Per tale motivo la Commissione ha ritenuto di poter esprimere il proprio parere sulla idoneità degli studi a rappresentare le attività a cui si riferiscono per i risultati conseguiti nell’anno 2009, soltanto dopo aver analizzato dati e loro elaborazioni con riferimento a: – dichiarazioni del periodo d’imposta 2008 (Unico 2009); – flussi di dati, riferiti al 2009 e acquisiti con la collaborazione delle Organizzazioni di categoria; – comunicazioni IVA relative all’anno 2009; – flussi di dati, analisi e informazioni acquisiti da centri studi ed organismi che possono dare un contributo significativo per misurare, in maniera selettiva, la crisi.

Al fine di consentire queste attività, la Commissione citata non ha espresso, in tale sede, alcun parere, rinviando ad un momento successivo la valutazione dell’impatto del “fenomeno crisi”, con riguardo ai singoli settori economici ed alle diverse aree territoriali. Allo stesso tempo, la Commissione ha auspicato l’introduzione di opportune modifiche normative che prevedessero lo spostamento al 31 marzo 2010 del termine ultimo entro il quale poter esprimere i propri motivati pareri sugli studi di settore in evoluzione. Alla luce del decreto legge n. 194 del 23 dicembre 2009, che ha disposto la proroga dei termini per la pubblicazione dei decreti di approvazione degli studi di settore per i periodi d’imposta 2009 e 2010, la Commissione degli esperti, nella riunione del 18 febbraio 2010, ha fornito parere positivo sui 69 studi di settore in evoluzione, astenendosi, però, dall’esprimere il parere circa la valenza dello strumento per il periodo d’imposta 2009; annualità per la quale la sospensione del giudizio è correlata all’approvazione di una “revisione congiunturale speciale”, secondo le previsioni di cui all’articolo 8 del decreto legge n. 185 del 2008. Nella riunione straordinaria del 31 marzo 2010, la Commissione degli esperti degli studi di settore è stata chiamata ad esprimere il proprio parere in merito alla validità degli interventi individuati per adeguare le risultanze derivanti dall’applicazione degli studi di settore in vigore per il periodo d’imposta 2009 al contesto di crisi che ha caratterizzato tale annualità. In tale occasione, la Commissione ha ritenuto gli interventi proposti idonei alla finalità sopra evidenziata.

Tenuto conto del predetto parere della Commissione, è quindi stata approvata con decreto ministeriale 20 maggio 2010, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 123 del 28 maggio 2010 – S.O. n. 111, la “revisione congiunturale speciale” per il periodo d’imposta 2009, che si è tradotta nella elaborazione di specifici fattori correttivi e che ha riguardato sia i 69 nuovi studi che gli altri 137 studi già in vigore.

I modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2009 sono stati approvati con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 25 maggio 2010, pubblicato il 28 maggio 2010 sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, ai sensi dell’articolo 1, comma 361, della legge n. 244 del 2007.

Si evidenzia infine che, per il periodo d’imposta 2010, gli studi da sottoporre a revisione, in ottemperanza all’articolo 10-bis della legge n. 146 del 1998, sono stati individuati con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 7 ottobre 2009, pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate il giorno 8 ottobre 2009 (allegato n. 2). Per le nuove versioni degli studi, in vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2009, si segnalano di seguito le principali novità, rinviando all’allegato n. 3 il commento analitico delle principali novità concernenti i singoli studi.

Indice
1. Premessa……………………………………………………………………………………………………………………….3
2. Le novità degli studi di settore per il periodo d’imposta 2009…………………………………………6
2.1 I nuovi termini di approvazione degli studi di settore…………………………………………….7
2.2 L’approvazione di nuove analisi della territorialità specifica e l’aggiornamento di
alcune aree territoriali omogenee e dei minimi provinciali per gli studi di settore delle
attività professionali ……………………………………………………………………………………………….7
2.3 Elaborazione degli studi di settore su base regionale o locale: lo studio di settore
UG69U…………………………………………………………………………………………………………………8
2.4. La gestione dei soci amministratori…………………………………………………………………..10
3. Gli indicatori di normalità economica …………………………………………………………………………..11
4. Revisione congiunturale speciale degli studi di settore………………………………………………….11
4.1. Correttivi relativi all’analisi della normalità economica………………………………………13
4.2. Correttivi specifici per la crisi ………………………………………………………………………….14
4. 3. Correttivi congiunturali di settore ……………………………………………………………………16
4. 4. Correttivi congiunturali individuali………………………………………………………………….17
5. L’utilizzo retroattivo degli studi evoluti e di quelli “integrati” in fase accertativa………….19
5.1 Gli indicatori di normalità economica “a regime” ……………………………………………….20
6. Le principali novità della modulistica studi di settore 2009…………………………………………..21
6.1 Le novità del quadro A …………………………………………………………………………………….21
6.2 Le novità del quadro F e del quadro G ……………………………………………………………….23
6.3 Le novità del quadro Z e del quadro X……………………………………………………………….26
7. Maggiorazione dovuta ai fini dell’adeguamento……………………………………………………………28
8. Le principali novità di GERICO 2010…………………………………………………………………………..29
9. Utilizzo dei risultati degli studi in sede di accertamento ……………………………………………….31
10. Segnalazione delle cause di non congruità ………………………………………………………………….32
11. Parametri …………………………………………………………………………………………………………………..33