Sent. n. 136 2/7/2009 Comm. trib. prov. di Mantova

Massima.

Gli studi di settore rappresentano delle presunzioni “hominis” ed i dati derivanti dalla loro applicazione operano sul piano della prova e non della determinazione del reddito per cui l’ammontare determinato da questa applicazione ha un carattere orientativo e sul piano giuridico ha presunzione legale relativa; dato che il contribuente può contestare il risultato ottenuto attivandosi per dimostrare l’impossibilità di utilizzare le presunzioni medesime o l’inaffidabilità dell’esito degli studi, non è sufficiente l’applicazione automatica o aritmetica degli studi di settore, ma occorre che tali elementi siano confortati da ulteriori indizi al fine di fondare il maggior reddito presunto anche sulle gravi incongruenze che l’ufficio deve motivare tenendo conto dell’effettiva realtà aziendale o professionale e del contesto economico.

Il contratto di trasporto per conto terzi stipulato da un autotrasportatore che lo vincola ad operare con un patto in esclusiva con una sola ditta, che gli preclude la possibilità di assumere qualsivoglia altro incarico di trasporto e che gli impone di impiegare un numero predeterminato di automezzi che devono essere sempre disponibili e che devono avere peculiari caratteristiche per assolvere alla loro speciale funzione, costituiscono fattori ragionevolmente convincenti ed accettabili per accogliere il ricorso del contribuente in considerazione anche che gli strumenti presuntivi di ricavi e compensi vanno applicati con flessibilità in coerenza con l’art. 53 della Costituzione, non essendo ammissibile che il reddito venga determinato in via automatica a prescindere dalla capacità contributiva del soggetto accertato.

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