Circolare N. 29/E 18/6/2009 Studi di settore. Periodo d’imposta 2008.

CIRCOLARE N. 29 /E
Roma, 18 giugno 2009
OGGETTO: Studi di settore. Periodo d’imposta 2008.

CIRCOLARE N. 29 /E
Roma, 18 giugno 2009
OGGETTO: Studi di settore. Periodo d’imposta 2008.
1. Premessa ………………………………………………………………………………………………….. 3
2. Le novità normative degli studi di settore per il 2009……………………… 5
2.1 I nuovi termini di approvazione degli studi di settore………………… 5
2.2 Elaborazione degli studi di settore su base regionale o locale …. 6
3. Gli indicatori di normalità economica ………………………………………………….. 7
3.1 Differenze rispetto agli indicatori di normalità economica
previsti in via transitoria dall’articolo 1, comma 14, della legge n.
296 del 2006……………………………………………………………………………………………… 8
3.2 I nuovi indicatori di normalità economica per gli studi relativi
alle attività professionali …………………………………………………………………………. 8
3.2.1 Indicatore “Rendimento orario” ………………………………………………. 9
3.2.2 Indicatori “Incidenza delle altre componenti negative sui
compensi” e “Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi” 10
3.2.3 Indicatore “Rapporto ammortamenti sul valore storico dei
beni strumentali mobili” …………………………………………………………………….. 12
3.3 I nuovi indicatori di normalità economica per gli studi relativi
alle attività d’impresa…………………………………………………………………………….. 13
3.3.1 Indicatore “Incidenza degli ammortamenti per beni
strumentali mobili rispetto al valore storico degli stessi” ……………. 15
3.3.2 Indicatore “Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in
dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore
storico degli stessi” …………………………………………………………………………….. 15
3.3.3 Indicatore “Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in
dipendenza di contratti di locazione non finanziaria rispetto al
valore storico degli stessi” ………………………………………………………………… 17
Direzione Centrale Accertamento
2
3.3.4 Indicatore “Incidenza del costo del venduto e del costo per
la produzione di servizi sui ricavi”……………………………………………………. 19
3.4 Applicazione dell’indicatore “Incidenza dei costi residuali di
gestione sui ricavi” …………………………………………………………………………………. 20
4. I correttivi previsti all’interno della funzione di stima dei ricavi o
compensi ……………………………………………………………………………………………………… 20
4.1 I correttivi “automatici” introdotti per gli studi in evoluzione dal
periodo d’imposta 2008…………………………………………………………………………. 21
4.2 L’aggiornamento dei correttivi “automatici” per alcuni settori .. 21
4.3 L’aggiornamento dei correttivi “non automatici” per alcuni
settori ……………………………………………………………………………………………………….. 22
5. Revisione congiunturale speciale degli studi di settore………………….. 22
5.1. Correttivi relativi all’analisi della normalità economica…………… 25
5.2. Correttivi da applicare ai risultati degli studi di settore ………….. 26
5.2.1 Correttivi relativi al costo delle materie prime, al costo del
carburante ……………………………………………………………………………………………. 26
5.2.2 Correttivi relativi al credito d’imposta per caro petrolio e al
familiare che svolge esclusivamente attività di segreteria………….. 28
5.2.3 Correttivi congiunturali di settore legati alla c.d. “riduzione
dei margini di redditività” ………………………………………………………………….. 28
5.2.4 Correttivi congiunturali individuali legati alla c.d.
“contrazione dei ricavi”………………………………………………………………………. 30
6. L’utilizzo retroattivo degli studi evoluti e di quelli “integrati” in fase
accertativa …………………………………………………………………………………………………… 31
7. Le principali novità della modulistica studi di settore 2009 ………….. 32
7.1 I codici previsti per le fattispecie disciplinate dall’articolo 10,
commi 1 e 4, della legge 8 maggio 1998, n. 146…………………………. 32
7.2 Imprese multiattività…………………………………………………………………… 33
7.3 Le novità del quadro F e del quadro G …………………………………….. 34
7.4 Ulteriori chiarimenti per la corretta compilazione dei quadri
contabili ………………………………………………………………………………………………… 34
7.5 Applicazione dei codici di attività ATECO 2007 ………………………. 36
8. Maggiorazione dovuta ai fini dell’adeguamento ………………………………. 37
9. Le novità di GE.RI.CO. 2009……………………………………………………………….. 37
10 Le imprese sociali…………………………………………………………………………………. 38
11. Parametri………………………………………………………………………………………………. 39
3
1. Premessa
La presente circolare fornisce chiarimenti in ordine alle principali novità
relative agli studi di settore in vigore dal periodo d’imposta 2008.
Con decreti del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 23 dicembre
2008 (pubblicati nel Supplemento Straordinario alla Gazzetta Ufficiale – Serie
Generale n. 304 del 31 dicembre 2008) sono stati approvati 69 studi di settore (il
cui elenco è riportato nell’allegato n. 1), dei quali:
– 5 derivano dalla prima revisione di altrettanti studi precedentemente in
vigore;
– 64 costituiscono la seconda revisione di altrettanti studi precedentemente in
vigore.
In particolare, i complessivi 69 studi interessati dalla prima o dalla
seconda revisione riguardano le evoluzioni di:
– 18 studi relativi ad attività economiche del settore delle manifatture;
– 17 studi relativi ad attività economiche del settore dei servizi;
– 6 studi relativi ad attività professionali;
– 28 studi relativi ad attività economiche del settore del commercio.
La revisione dei predetti studi è stata effettuata sulla base del programma
approvato con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 14
febbraio 2008 pubblicato sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate ai sensi
dell’articolo 1, comma 361, della legge n. 244 del 2007.
I 69 studi approvati con decreti del 23 dicembre 2008 non si applicano nei
confronti dei contribuenti che dichiarano compensi di cui all’articolo 54, comma
1, ovvero ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, esclusi quelli di cui alle lettere
c), d) ed e) del T.U.I.R., di ammontare superiore a euro 5.164.569.
L’evoluzione degli studi approvati è stata condotta analizzando i modelli
per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di
settore relativi al periodo d’imposta 2006.
Si evidenzia inoltre che le Note tecniche e metodologiche, allegate ai
citati decreti del 23 dicembre 2008 di approvazione dei nuovi studi di settore
evoluti, illustrano con un elevato livello di dettaglio i criteri sulla base dei quali è
stato costruito lo studio di settore, le modalità di applicazione dello stesso,
nonché il funzionamento degli indicatori di normalità economica.
In particolare, sono stati esplicitati i passaggi logici che connotano la
metodologia applicativa degli studi di settore, e riguardano in specie:
– l’analisi discriminante;
– l’analisi di coerenza;
– l’analisi della normalità economica;
4
– l’analisi della congruità.
Con riferimento all’analisi di coerenza, le note tecniche e metodologiche
relative ai nuovi studi indicano, per ogni cluster, i valori di soglia degli indicatori
di coerenza, mentre, per quanto riguarda l’analisi della normalità economica,
oltre alle modalità di funzionamento dei relativi indicatori, sono state esplicitate
anche:
– le formule di calcolo degli indicatori stessi;
– i valori di soglia degli indicatori di normalità economica, suddivisi per cluster
e modalità di distribuzione.
In occasione della riunione straordinaria del 6 novembre 2008, la
Commissione degli esperti degli studi di settore, costituita ai sensi dell’articolo
10, comma 7, della legge n. 146 del 1998, ha preso atto della grave crisi
economica e finanziaria che ha colpito l’intero sistema economico mondiale
negli ultimi mesi del 2008 e degli effetti da essa prodotti sulle attività svolte dalle
piccole e medie imprese e dagli esercenti arti e professioni.
Nell’ambito della riunione è stato comunque convenuto sulla opportunità
di rinviare ad un momento successivo la valutazione dell’impatto del “fenomeno
crisi”, con riguardo ai singoli settori economici ed alle diverse aree territoriali.
Ciò in quanto è emersa la necessità di procedere ad un monitoraggio del
citato fenomeno mediante l’approfondimento di dati provenienti da fonti
specializzate, nonché il riscontro delle informazioni contenute nei modelli di
dichiarazione e delle eventuali segnalazioni fornite dagli Osservatori Regionali.
La stessa Commissione ha evidenziato la necessità di individuare idonee
soluzioni al fine di adeguare i risultati degli studi di settore ai mutamenti
intervenuti nella situazione economica, in modo tale da garantire la
rappresentatività degli studi stessi, anche in presenza di situazioni di crisi
“contingenti”.
L’articolo 8 (Revisione congiunturale speciale degli studi di settore), del
decreto legge n. 185 del 2008, recante “Misure urgenti per il sostegno a famiglie,
lavoro, occupazione e impresa e per ridisegnare in funzione anti-crisi il quadro
strategico nazionale”, convertito con legge n. 2 del 2009, in deroga all’articolo 1,
comma 1, del D.P.R. n. 195 del 1999, ha previsto la possibilità che gli studi di
settore possano essere integrati con decreto del Ministro dell’Economia e delle
Finanze, previo parere della Commissione degli Esperti “…al fine di tenere conto
degli effetti della crisi economica e dei mercati, con particolare riguardo a
determinati settori o aree territoriali….”.
Alla luce delle considerazioni formulate nella predetta riunione del 6
novembre, e delle previsioni di cui all’articolo 8 del decreto legge n. 185 del
2008, la Commissione degli esperti si è riunita in data 11 dicembre 2008.
In tale occasione, nell’astenersi dall’esprimere il parere circa la valenza
dello strumento per il periodo d’imposta 2008, in ottemperanza al disposto
normativo, di cui al D.P.R. n. 195 del 1999, la Commissione ha condiviso la
5
necessità che gli studi in evoluzione fossero comunque pubblicati entro il 31
dicembre 2008.
Inoltre, è stata evidenziata l’esigenza di effettuare, entro marzo 2009,
interventi mirati a migliorare la capacità di tutti gli studi in vigore a rappresentare
i soggetti cui si riferiscono, tenendo conto degli impatti della crisi.
È quindi intervenuta la già menzionata approvazione dei nuovi 69 studi di
settore, con i decreti del 23 dicembre 2008, alla quale ha fatto seguito la
“revisione congiunturale speciale” che ha riguardato sia i predetti 69 nuovi studi
che tutti gli altri 137 studi già in vigore.
Tale revisione si è tradotta nella elaborazione di specifici fattori correttivi,
approvati con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 19 maggio
2009, pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 17 giugno 2009, n. 138.
I modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore per il periodo d’imposta 2008 sono stati approvati con
Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 21 maggio 2009,
pubblicato il 5 giugno 2009 sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate, ai sensi
dell’articolo 1, comma 361, della legge n. 244 del 2007.
Si evidenzia infine che, per il periodo d’imposta 2009, gli studi da
sottoporre a revisione, in ottemperanza all’articolo 10-bis della legge n. 146 del
1998, sono stati individuati con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle
Entrate del 16 gennaio 2009, pubblicato sul sito internet il 19 gennaio 2009
(allegato n. 2).
Per le nuove versioni degli studi, in vigore a decorrere dal periodo
d’imposta 2008, si segnalano di seguito le principali novità, rinviando
all’allegato n. 3 il commento analitico delle novità concernenti i singoli studi.
2. Le novità normative degli studi di settore per il 2009
2.1 I nuovi termini di approvazione degli studi di settore
L’articolo 33, comma 1, del decreto legge n. 112 del 2008, convertito, con
modificazioni dalla legge n. 133 del 2008, ha inciso sostanzialmente sui termini
di approvazione degli studi di settore.
La nuova norma ha in specie modificato l’articolo 1, comma 1, del D.P.R.
n. 195 del 1999, eliminando dopo il periodo “Le disposizioni previste
dall’articolo 10, commi da 1 a 6, – relative alle modalità di utilizzazione degli
studi di settore in sede di accertamento – della legge 8 maggio 1998, n. 146, si
applicano a partire dagli accertamenti relativi al periodo d’imposta nel quale
entrano in vigore gli studi di settore” il periodo “Tali disposizioni si applicano
anche nel caso in cui gli studi di settore siano pubblicati nella Gazzetta Ufficiale
entro il 31 marzo del periodo d’imposta successivo a quello di entrata in vigore.”
6
In sostanza, tale modifica comporta che gli studi di settore possono essere
utilizzati in sede di accertamento solo se pubblicati prima della scadenza del
periodo d’imposta cui si riferisce l’accertamento medesimo, ed opera a far corso
dal periodo d’imposta 2008.
La nuova norma ha altresì previsto che “… a partire dall’anno 2009 gli
studi di settore devono essere pubblicati nella Gazzetta Ufficiale entro il 30
settembre del periodo d’imposta nel quale entrano in vigore. Per l’anno 2008 il
termine di cui al periodo precedente è fissato al 31 dicembre”.
Gli studi in evoluzione per il periodo d’imposta 2008 (così come
individuati dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 14
febbraio 2008) sono stati pertanto tutti approvati con decreti del Ministro
dell’Economia e delle finanze del 23 dicembre 2008, pubblicati in Gazzetta
Ufficiale il 31 dicembre 2008.
A partire dal periodo di imposta 2009 la pubblicazione entro il 30
settembre diventa condizione necessaria per potere utilizzare gli studi ai fini
dell’accertamento con riguardo al periodo d’imposta medesimo ed a quelli
successivi.
2.2 Elaborazione degli studi di settore su base regionale o locale
L’articolo 83, commi 19 e 20 del decreto legge n. 112 del 2008, convertito
in legge n. 133 del 2008, ha posto le basi per una futura elaborazione degli studi
di settore su base regionale o locale.
La norma ha inoltre fissato il lasso temporale per la completa attuazione
del disposto normativo, compreso tra il 1° gennaio 2009 e il 31 dicembre 2013,
demandando l’individuazione delle modalità attuative ad un apposito decreto,
che è stato emanato il 19 maggio 2009 e pubblicato in Gazzetta Ufficiale del 18
giugno 2009, n. 139.
L’articolo 2 del citato decreto prevede che “il processo di elaborazione
degli studi di settore su base regionale o comunale venga realizzato mediante
criteri compatibili con la metodologia prevista dal comma 1 dell’articolo 62-bis
del decreto legge 30 agosto 1993, n. 331, tenendo conto sia del grado di
differenziazione a livello territoriale dei prezzi e delle tariffe relativi alle
prestazioni di servizi o cessioni di beni operate dalle imprese e dagli esercenti
arti e professioni e dei costi di approvvigionamento dei fattori impiegati nel
processo produttivo, sia del grado di differenziazione a livello territoriale dei
modelli organizzativi che caratterizzano la specifica attività economica”.
I criteri cui fa riferimento il decreto dovrebbero quindi consentire la
determinazione dei “ricavi/compensi derivanti dall’applicazione degli studi di
settore con riferimento alle specificità delle aree territoriali di riferimento”.
Il successivo articolo 3 stabilisce che, al fine di consentire la
partecipazione dei Comuni al processo di elaborazione degli studi di settore su
base territoriale, sarà integrata la composizione della Commissione degli esperti.
7
È inoltre prevista la presenza di un rappresentante dei Comuni all’interno
degli Osservatori Regionali istituiti con Provvedimento dell’8 ottobre 2007 “al
fine di assicurare la partecipazione dei Comuni alla fase di individuazione,
nell’ambito territoriale della Regione, dell’eventuale esistenza di specifiche
condizioni di esercizio delle attività economiche a livello locale, rilevanti sia ai
fini della revisione degli studi di settore che della relativa applicazione in sede di
accertamento”.
3. Gli indicatori di normalità economica
I nuovi 69 studi di settore, approvati con decreti del 23 dicembre 2008,
tengono conto degli specifici indicatori di normalità economica previsti dall’art.
10-bis, comma 2, della legge n. 146 del 1998.
In caso di incoerenza rispetto agli indicatori di normalità, vengono
determinati maggiori ricavi/compensi, che vengono sommati sia al valore
puntuale che al valore minimo stimato dall’analisi di congruità dello studio di
settore.
In definitiva, il contribuente dovrà confrontare i propri ricavi/compensi
dichiarati con quelli risultanti dall’applicazione della tradizionale analisi della
congruità e della nuova analisi di normalità economica. La procedura GE.RI.CO.
2009 evidenzierà la “congruità” rispetto ai risultati dello studio qualora il
soggetto dichiari ricavi o compensi di ammontare pari o superiore al valore
puntuale calcolato sulla base degli studi di settore aumentato degli eventuali
maggiori ricavi o compensi derivanti dall’applicazione della normalità
economica.
Esempio
Studio evoluto approvato a decorrere dal periodo d’imposta 2008
Ricavi (o compensi) dichiarati Euro 1.000
Analisi della congruità
Valore puntuale Euro 1.000
Valore minimo Euro 950
Analisi della normalità economica
Maggior ricavo o compenso derivante
dall’applicazione della normalità economica Euro 100
Analisi della congruità e normalità economica
Ricavo (o compenso) puntuale Euro 1.100
Ricavo (o compenso) minimo Euro 1.050
In tal caso, GE.RI.CO. segnalerà la “non congruità” alle risultanze dello studio di settore.
8
3.1 Differenze rispetto agli indicatori di normalità economica previsti in via transitoria
dall’articolo 1, comma 14, della legge n. 296 del 2006
Meritano particolare evidenziazione le profonde differenze esistenti tra gli
“indicatori specifici di normalità economica”, ora contemplati nei nuovi studi
approvati per il periodo d’imposta 2008, e gli “indicatori di normalità
economica” previsti in via transitoria dall’articolo 1, comma 14, della legge
n. 296 del 2006 ed approvati con il decreto ministeriale del 20 marzo 2007, i
quali continuano a trovare applicazione per gli studi di settore già in vigore per il
periodo d’imposta 2006 e che non sono stati oggetto di revisione nel 2007 e
2008.
Gli indicatori transitori, pur avendo finalità simili a quelle dei nuovi
indicatori specifici, si differenziano da questi ultimi in quanto:
– sono i medesimi per tutti gli studi di settore del comparto delle imprese, da
un lato, e delle professioni dall’altro (mentre i nuovi indicatori sono stati
specificamente elaborati per ciascuno studio di settore);
– sono stati individuati con riferimento alla intera platea dei contribuenti
esercenti le attività considerate dai singoli studi di settore (mentre i nuovi
indicatori sono stati specificamente enucleati per ciascun gruppo omogeneo,
spesso distinguendo, all’interno del gruppo, tra i soggetti con dipendenti e
quelli senza dipendenti oppure in funzione del luogo di esercizio
dell’attività).
In sostanza, i nuovi indicatori sono stati definiti con modalità molto più
strutturate, in quanto basate su di una approfondita analisi economica. Essi
contribuiscono quindi a garantire un grado di precisione della stima di gran
lunga superiore rispetto a quello fornito dagli indicatori approvati con il citato
decreto del 20 marzo 2007.
Va inoltre evidenziato che i nuovi indicatori specifici, in quanto definiti in
sede di elaborazione dei nuovi studi, formano parte integrante degli studi
medesimi; al contrario, i precedenti indicatori, data la loro valenza transitoria,
erano stati individuati per macrocategorie ed applicati indistintamente a tutti gli
studi di settore.
3.2 I nuovi indicatori di normalità economica per gli studi relativi alle attività
professionali
Gli indicatori specifici di normalità economica presenti negli studi di
settore riguardanti le attività professionali, approvati con il decreto 23 dicembre
2008, sono i seguenti:
• “Rendimento orario”;
• “Incidenza delle altre componenti negative sui compensi”;
• “Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi”;
• “Rapporto ammortamenti sul valore storico dei beni strumentali mobili”.
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3.2.1 Indicatore “Rendimento orario”
L’indicatore “Rendimento orario” è utilizzato negli studi UK01U,
UK08U (sia per la parte dello studio relativa alle imprese che per quella relativa
al lavoro autonomo) e UK56U.
L’indicatore “Rendimento orario” è calcolato come rapporto tra le
variabili “Valore aggiunto” e “Ore annue lavorate”.
Il “Valore aggiunto”, per gli studi UK01U, UK08U (per la parte dello
studio relativa al lavoro autonomo) e UK56U è a propria volta definito come
differenza tra i compensi dichiarati e le spese sostenute (spese per prestazioni di
collaborazione coordinata e continuativa, compensi corrisposti a terzi per
prestazioni direttamente afferenti l’attività professionale e artistica, consumi e
altre spese).
Per lo studio UK08U applicabile ai titolari di reddito d’impresa, il
“Valore aggiunto” è invece definito come differenza tra i ricavi dichiarati e i
costi sostenuti (per l’esatta formulazione si rimanda alla nota tecnica allegata al
decreto di approvazione dello studio).
Per ogni studio di settore è stata individuata una griglia di valori massimi
ammissibili per l’indicatore “Rendimento orario”, suddivisi per cluster e, per lo
studio UK08U, distribuzione territoriale.
Lo studio di settore calcola, per i titolari di reddito di lavoro autonomo, le
“Ore teoriche del professionista” come rapporto tra il “Valore aggiunto” e la
soglia massima del “Rendimento orario”. Qualora le“Ore annue lavorate dal
professionista” risultino inferiori alle “Ore teoriche del professionista”,
quest’ultimo valore costituisce il parametro di riferimento per la riapplicazione
dell’analisi della congruità e per la determinazione dei maggiori compensi da
normalità economica.
Per i titolari di reddito d’impresa, lo studio di settore calcola le “Ore
teoriche degli addetti non dipendenti” come rapporto tra il “Valore aggiunto” e
la soglia massima del “Rendimento orario”. Qualora le“Ore annue lavorate
dagli addetti non dipendenti” risultino inferiori alle “Ore teoriche degli addetti
non dipendenti”, quest’ultimo valore costituisce il parametro di riferimento per
la riapplicazione dell’analisi della congruità e per la determinazione dei maggiori
compensi da normalità economica.
10
Esempio (Studio di Settore UK56U – Laboratori di analisi cliniche)
Un professionista che opera in forma individuale da oltre 3 anni e senza l’ausilio di dipendenti,
appartenente al cluster 1, indica nel modello studi di settore alla voce “Ore settimanali dedicate
all’attività” un numero di ore pari a 27 e alla voce “Settimane di lavoro nell’anno” un numero
di settimane pari a 45. La soglia massima, fissata per il cluster 1, con riguardo all’indicatore
“rendimento orario” è pari a 31,39.
Pertanto:
Ore annue lavorate dal professionista 1.215 (27 ore settimanali * 45
settimane)
Compensi dichiarati Euro 85.000
Compensi stimati in base alle ore dichiarate Euro 95.000
Spese dichiarate Euro 45.000
Valore aggiunto Euro 40.000
(dato da 85.000 – 45.000)
Rendimento orario (valore calcolato) 32,92 (dato da 40.000/1.215)
Rendimento orario (soglia massima) 31,39
Ore teoriche del professionista 1.274 (dato da 40.000/31,39)
Il soggetto risulta non normale e, riapplicando l’analisi di congruità sulla base del valore
normale delle ore annue lavorate dal professionista (1.274 ore), si ottiene un compenso stimato
pari a Euro 96.922.
La differenza, pari a Euro 1.922, tra il compenso stimato con le ore normalizzate (Euro 96.922)
e il compenso stimato con le ore dichiarate (Euro 95.000), costituisce il maggior compenso
derivante dall’indicatore “Rendimento orario”.
3.2.2 Indicatori “Incidenza delle altre componenti negative sui compensi” e “Incidenza dei
costi residuali di gestione sui ricavi”
L’indicatore “Incidenza delle altre componenti negative sui compensi”,
applicato allo studio UK20U e, per la parte relativa al reddito di lavoro
autonomo, agli studi UK08U e UK16U, nonché l’indicatore “Incidenza dei costi
residuali di gestione sui ricavi”, per la parte relativa al reddito d’impresa degli
studi UK08U e UK16U, prendono in considerazione alcune delle variabili
contabili di costo che non risultano rilevanti ai fini dell’analisi della congruità, in
rapporto ai ricavi/compensi stimati.
In particolare, l’incoerenza viene segnalata qualora il rapporto tra le
“Altre componenti negative” (o i “Costi residuali di gestione”) e l’ammontare
dei compensi (o ricavi), stimati con l’analisi della congruità ed eventualmente
con quella della normalità economica (per gli studi che prevedono altri indicatori
di normalità economica), superi il valore massimo ammissibile.
11
In concreto, con riferimento al singolo contribuente, si determina il valore
massimo ammissibile per la variabile “Altre componenti negative” (o “Costi
residuali di gestione”), mediante l’applicazione al compenso (o ricavo) puntuale
di riferimento, derivante dall’analisi di congruità e di normalità economica, di
una soglia massima di riferimento (espressa in percentuale) individuata per ogni
gruppo omogeneo (cluster).
Nel caso in cui il valore dichiarato dal contribuente relativo a “Altre
componenti negative” (o “Costi residuali di gestione”) risulti superiore a quello
massimo ammissibile, la parte di costi eccedente tale valore massimo costituisce
parametro di riferimento per la determinazione dei maggiori compensi (o ricavi)
da normalità economica, calcolati moltiplicando tale parte eccedente per uno
specifico coefficiente individuato per singolo gruppo omogeneo (cluster).
Formula indicatore “Incidenza delle altre componenti negative sui compensi”
Altre componenti negative * 100
————————————————————————————————-
Compensi da congruità + maggiori compensi da normalità economica
Formula indicatore “Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi”
(Oneri diversi di gestione (al netto di abbonamenti a riviste e giornali, acquisto di libri,
spese per cancelleria e di spese per omaggi a clienti ed articoli promozionali) +
altre componenti negative (al netto degli utili agli associati)) * 100
————————————————————————————————-
Ricavi da congruità + maggiori ricavi da normalità economica
Esempio Studio di Settore UK08U – Attività tecniche svolte da disegnatori
Un professionista, appartenente al cluster 2, indica nel modello studi di settore alla voce “Altre
componenti negative” un valore pari a euro 29.000. La soglia massima, fissata per il cluster 2,
con riguardo al predetto studio di settore è pari a 32%, mentre il coefficiente di determinazione
dei maggiori compensi da applicarsi alle “Altre componenti negative” è pari a 0,2023.
Per cui avremo:
Altre componenti negative (valore dichiarato) Euro 29.000
Compensi puntuali derivanti da congruità e normalità Euro 80.000
Incidenza delle altre componenti negative sui compensi (valore calcolato) 36,25%
Incidenza delle altre componenti negative sui compensi (soglia massima) 32,00%
Altre componenti negative (valore massimo ammissibile) Euro 25.600
(dato da 80.000 * 32%)
Il soggetto risulta non normale.
Altre componenti negative (valore eccedente) Euro 3.400
(dato da 29.000-25.600)
I maggiori compensi derivanti dall’applicazione dell’indicatore “Incidenza delle altre
componenti negative sui compensi” sono pari a Euro 688 (3.400 × 0,2023).
12
3.2.3 Indicatore “Rapporto ammortamenti sul valore storico dei beni strumentali mobili”
L’indicatore “Rapporto ammortamenti sul valore storico dei beni
strumentali mobili” verifica che vi sia coerenza tra le quote di ammortamento dei
beni mobili strumentali e il valore degli stessi esposto ai fini dell’applicazione
degli studi di settore.
In particolare, il valore dei beni mobili strumentali è considerato al netto
del valore dei beni disponibili in dipendenza di contratti di locazione finanziaria
e non finanziaria e viene normalizzato all’anno in base al numero dei mesi di
attività nel corso del periodo d’imposta.
Per lo studio di settore UK56U, unico studio in evoluzione per le attività
professionali al quale si applica l’indicatore in parola, sono state individuate le
soglie massime di coerenza attraverso l’analisi delle relative distribuzioni
ventiliche.
L’indicatore segnala un’incoerenza nel caso in cui il valore dichiarato
delle quote di ammortamento dei beni mobili strumentali si posizioni al di sopra
del valore massimo ammissibile, ottenuto moltiplicando la soglia massima di
coerenza individuata per il valore dichiarato dei beni mobili strumentali (al netto
del valore dei beni disponibili per effetto di contratti di locazione finanziaria e
non finanziaria).
In caso di incoerenza, la parte di costi eccedente detto valore massimo
ammissibile costituisce parametro di riferimento per la determinazione dei
maggiori compensi da normalità economica, calcolati moltiplicando tale
eccedenza per uno specifico coefficiente individuato per lo studio di settore.
L’indicatore trova pertanto applicazione nelle situazioni in cui, a fronte di
determinate quote di costi ed ammortamenti riferibili ai beni strumentali mobili,
non corrisponde un adeguato valore di beni strumentali in linea con quello
considerato “normale”.
13
Esempio (studio di settore UK56U – Laboratori di analisi cliniche)
Un contribuente , che non presta attività in convenzione con il SSN, indica nel modello studi di
settore alla voce “Quote di ammortamento dei beni mobili strumentali” un valore pari a euro
9.000 e dichiara un valore dei beni strumentali (al netto di quelli disponibili in dipendenza di
contratti di locazione finanziaria e non finanziaria) pari a euro 30.000. La soglia massima,
fissata per il predetto studio di settore è pari a 25%, mentre il coefficiente di determinazione dei
maggiori compensi da applicarsi alle quote di ammortamento è pari a 2,3578.
Per cui avremo:
Quote di ammortamento dei beni mobili strumentali (valore dichiarato) Euro 9.000
Valore dei beni strumentali (al netto di quelli disponibili in dipendenza
di contratti di locazione finanziaria e non finanziaria) Euro 30.000
Rapporto ammortamenti sul valore storico dei beni strumentali mobili
(valore calcolato) 30%
Rapporto ammortamenti sul valore storico dei beni strumentali mobili
(soglia massima) 25%
Quote di ammortamento dei beni mobili strumentali (valore massimo
ammissibile) Euro 7.500
(dato da 30.000 × 25%)
Il soggetto risulta non normale.
Quote di ammortamento dei beni mobili strumentali (valore eccedente) Euro 1.500
(dato da 9.000 – 7.500)
Coefficiente di determinazione del maggior compenso 2,3578
I maggiori compensi derivanti dall’applicazione dell’indicatore “Rapporto ammortamenti sul
valore storico dei beni strumentali mobili” sono pari a Euro 3.537 (1.500 × 2,3578).
3.3 I nuovi indicatori di normalità economica per gli studi relativi alle attività
d’impresa
L’analisi della normalità economica utilizzata per gli studi di settore
relativi alle attività d’impresa approvati con il decreto 23 dicembre 2008 prende
in considerazione differenti indicatori di normalità economica, che possono
variare da studio a studio in relazione alle specifiche particolarità che
caratterizzano ognuno di essi.
Per la maggior parte dei nuovi studi in parola sono stati individuati i
seguenti sei indicatori di normalità economica, che possono trovare applicazione
per le imprese:
1. “Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi”;
2. “Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi”;
14
3. “Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi”;
4. “Durata delle scorte”;
5. “Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi
sui ricavi”;
6. “Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi”.
Sono altresì previsti specifici indicatori di normalità economica (ulteriori
rispetto a quelli sopra elencati) che trovano applicazione limitatamente ad uno o
più dei nuovi studi di settore.
Di seguito vengono illustrate le principali novità relative agli indicatori di
normalità economica sopra elencati, rinviando all’allegato 3 la descrizione delle
modalità applicative degli indicatori specificamente individuati per alcuni
macrocomparti (Manifatture, Commercio, Servizi) o singoli studi.
Rispetto a quelli utilizzati per il periodo d’imposta 2007, i nuovi
indicatori presentano due novità essenziali:
a) la suddivisione dell’indicatore relativo all’incidenza dei costi di disponibilità
dei beni strumentali mobili in tre distinti indicatori, al fine di tener conto
della diversa entità e natura delle variabili di costo da cui questi possono
essere costituiti;
b) l’introduzione di un nuovo indicatore di normalità sull’incidenza del costo
del venduto e di produzione dei servizi sui ricavi.
In merito a quanto sub a), è stata affinata la metodologia precedentemente
adottata, in modo da tener conto delle differenze riscontrabili tra l’ammontare
dei costi di disponibilità relativi ad ammortamenti, quelli relativi a canoni di
locazione finanziaria e quelli inerenti i canoni di locazione non finanziaria. A
seguito di tale ripartizione, negli studi evoluti per il periodo d’imposta 2008, in
luogo dell’indicatore “Incidenza tra costi di disponibilità dei beni mobili
strumentali e valore degli stessi” applicato per il periodo d’imposta 2007, sono
utilizzati i tre indicatori di cui ai punti 1), 2) e 3) dell’elenco sopra riportato.
Tale ripartizione si è resa necessaria al fine di risolvere, in casi particolari,
le potenziali criticità connesse all’applicazione dell’unico indicatore
precedentemente utilizzato, come ad esempio nel caso (già evidenziato
nell’allegato n. 4, paragrafo 1, della circolare n. 38/E del 2007) “in cui il
contribuente utilizzi, esclusivamente o prevalentemente, beni mobili strumentali
utilizzati per effetto di contratti di locazione finanziaria (leasing)”.
In situazioni del genere, infatti, considerato che l’incidenza dei canoni di
locazione finanziaria (in rapporto al valore del bene strumentale) risulta
generalmente più elevata rispetto alla quota di ammortamento di un bene in
proprietà fiscalmente deducibile, l’utilizzo di un unico indicatore di normalità
economica, che non distingua tra le varie voci di costo attinenti ai beni
strumentali utilizzati nell’ambito dell’attività esercitata dal contribuente,
15
potrebbe far emergere esiti di non normalità economica, con conseguente
attribuzione di maggiori ricavi non adeguatamente fondata.
Di seguito vengono forniti maggiori dettagli sulle modalità applicative dei
tre nuovi indicatori in parola.
3.3.1 Indicatore “Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore
storico degli stessi”
Il meccanismo di funzionamento dell’indicatore “Incidenza degli
ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore storico degli stessi”
è del tutto analogo a quello dell’indicatore dal quale deriva; l’analisi di normalità
economica segnala i valori non normali riscontrati nei dati dichiarati ai fini
dell’applicazione degli studi di settore prendendo in considerazione, tuttavia,
unicamente il rapporto tra gli ammortamenti indicati ed il valore dichiarato dei
beni strumentali mobili in proprietà. In particolare, per ciascun contribuente,
viene determinato il valore massimo ammissibile per la variabile
“Ammortamenti per beni strumentali mobili” moltiplicando la soglia massima di
coerenza dell’indicatore per il “Valore dei beni strumentali mobili in proprietà”.
Qualora il valore dichiarato degli ammortamenti sia superiore a tale
valore massimo, l’eccedenza rispetto a tale soglia costituisce parametro di
riferimento per la determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica,
calcolati moltiplicando tale parte eccedente per il relativo coefficiente
individuato a livello di singolo studio di settore. Per un maggior dettaglio delle
modalità di funzionamento dell’indicatore in parola si rinvia a quanto chiarito
nel paragrafo 2.3.4, lettera a) della circolare n. 31/E del 2007, con la
precisazione che le soglie massime di coerenza dell’indicatore sono
differenziate, oltre che per singolo studio, anche in base al cluster di
appartenenza.
3.3.2 Indicatore “Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi”
Tale indicatore verifica la coerenza tra i costi relativi a beni mobili
acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria ed il valore dei beni
medesimi (quest’ultimo rappresentato dal costo storico dei beni stessi).
Con l’analisi di normalità economica si definisce il valore massimo
ammissibile della variabile “Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di
contratti di locazione finanziaria”, ottenuto moltiplicando la soglia massima di
coerenza prevista per l’indicatore (individuata a livello di singolo cluster) per il
“Valore dei beni strumentali mobili relativo a beni acquisiti in dipendenza di
contratti di locazione finanziaria”. Se l’ammontare dei canoni per beni mobili
acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria dichiarato dal
contribuente risulta superiore a tale valore massimo ammissibile, l’eccedenza
rispetto a tale soglia costituisce parametro di riferimento per la determinazione
16
dei maggiori ricavi da normalità economica, calcolati moltiplicando la parte
eccedente per il relativo coefficiente individuato a livello di singolo studio di
settore.
Esempio (Studio di Settore UM06A – Commercio al dettaglio di elettrodomestici e di casalinghi)
Un’impresa appartenente al cluster 1 dichiara nel modello studi di settore un valore dei beni
strumentali pari a euro 300.000, di cui euro 100.000 per beni acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria.
La soglia massima relativa all’indicatore “Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili
rispetto al valore storico degli stessi” è pari a 20,14% e il coefficiente di determinazione dei
maggiori ricavi è pari a 1,0223. La soglia massima relativa all’indicatore “Incidenza dei costi per
beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore storico
degli stessi” è pari a 30,85% e il coefficiente di determinazione dei maggiori ricavi è pari a 0,2517.
Valore dei beni strumentali Euro 300.000
di cui relativi a beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione
finanziaria Euro 100.000
Quote di ammortamento dei beni mobili strumentali Euro 30.000
Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione
finanziaria Euro 50.000
Valore dei beni strumentali mobili in proprietà (valore calcolato) Euro 200.000
(dato da 300.000-100.000)
Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili
rispetto al valore storico degli stessi (valore calcolato) 15,00%
(dato da 30.000/200.000)
Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili
rispetto al valore storico degli stessi (soglia massima) 20,14%
Quote di ammortamento dei beni mobili strumentali
(valore massimo ammissibile) Euro 40.280
(dato da 200.000×20,14%)
Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti
in dipendenza di contratti di locazione finanziaria
rispetto al valore storico degli stessi (valore calcolato) 50,00%
(dato da 50.000/100.000)
Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti
in dipendenza di contratti di locazione finanziaria
rispetto al valore storico degli stessi (soglia massima) 30,85%
Canoni cui per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria (valore massimo ammissibile) Euro 30.850
(dato da 100.000×30,85%)
Il soggetto risulta normale rispetto all’indicatore “Incidenza degli ammortamenti per beni
strumentali mobili rispetto al valore storico degli stessi” poiché il valore dichiarato delle “Quote di
ammortamento dei beni mobili strumentali” (Euro 30.000) è inferiore al valore massimo ammissibile
(Euro 40.280).
Il soggetto risulta, invece, non normale rispetto all’indicatore “Incidenza dei costi per beni mobili
acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi”
poiché il valore dichiarato dei “Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria” (Euro 50.000) è superiore al valore massimo ammissibile (Euro 30.850).
Canoni per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria
(valore eccedente) Euro 19.150
(dato da 50.000 – 30.850)
Coefficiente di determinazione del maggior ricavo 0,2517
I maggiori ricavi derivanti dall’applicazione dell’indicatore “Incidenza dei costi per beni mobili
acquisiti in dipendenza di contratti di locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi”
sono pari a Euro 4.820 (dato da 19.150 × 0,2517).
17
3.3.3 Indicatore “Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi”
Il nuovo indicatore di normalità relativo ai beni acquisiti in dipendenza di
contratti di locazione non finanziaria si applica solo qualora, a fronte
dell’indicazione di un valore positivo dei beni strumentali mobili acquisiti a
nolo, non venga indicato alcun importo relativo al corrispondente costo.
I maggiori ricavi da normalità economica, in tal caso, vengono
determinati attribuendo il valore dichiarato dei beni strumentali acquisiti a nolo
ai beni in proprietà e riapplicando la funzione di regressione con l’importo così
rideterminato.
In sostanza, l’indicatore in parola risulta non normale quando assume
valore nullo. In tale circostanza, il “Valore dei beni strumentali mobili relativi a
beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria” viene
sommato al “Valore dei beni strumentali mobili” utilizzato ai fini dell’analisi di
congruità ed il nuovo valore così rideterminato costituisce parametro di
riferimento per la riapplicazione dell’analisi della congruità e per la
determinazione dei maggiori ricavi da normalità economica.
18
Esempio (Studio di Settore UD09A – Fabbricazione di mobili, poltrone e divani, porte e finestre in
legno)
Una società appartenente al cluster 19 dichiara nel modello studi di settore un valore dei beni
strumentali pari a euro 400.000, di cui euro 100.000 per beni acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria. La soglia massima relativa all’indicatore “Incidenza degli ammortamenti
per beni strumentali mobili rispetto al valore storico degli stessi” è pari al 25% e il coefficiente di
determinazione dei maggiori ricavi è pari a 0,9399.
L’impresa, inoltre, non dichiara costi per il godimento di beni di terzi relativi a beni mobili acquisiti
in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria.
Valore dei beni strumentali Euro 400.000
di cui relativi a beni acquisiti in dipendenza
di contratti di locazione non finanziaria Euro 100.000
Valore dei beni strumentali mobili in proprietà (valore calcolato) Euro 300.000
(dato da 400.000-100.000)
Quote di ammortamento dei beni mobili strumentali Euro 80.000
Costi per il godimento di beni di terzi (di cui per beni mobili
acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria) Euro 0
Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili
rispetto al valore storico degli stessi (valore calcolato) 26,67%
(dato da 80.000/300.000)
Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili
rispetto al valore storico degli stessi (soglia massima) 25,00%
Quote di ammortamento dei beni mobili strumentali
(valore massimo ammissibile) Euro 75.000
(dato da 300.000 × 25%)
Il soggetto risulta non normale rispetto all’indicatore “Incidenza degli ammortamenti per beni
strumentali mobili rispetto al valore storico degli stessi” poichè il valore dichiarato delle “Quote di
ammortamento dei beni mobili strumentali” (Euro 80.000) è superiore al valore massimo
ammissibile (Euro 75.000).
Quote di ammortamento dei beni mobili strumentali
(valore eccedente) Euro 5.000
(dato da 80.000 -75.000)
Coefficiente di determinazione del maggior ricavo 0,9399
I maggiori ricavi derivanti dall’applicazione dell’indicatore“Incidenza degli ammortamenti per beni
strumentali mobili rispetto al valore storico degli stessi” sono pari a euro 4.700 (dato da 5.000 ×
0,9399).
Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti
di locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi
(valore calcolato) 0%
(dato da 0/100.000)
Il soggetto risulta non normale rispetto all’indicatore “Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in
dipendenza di contratti di locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi” dal
momento che non è stato indicato alcun importo in merito ai “Costi per il godimento di beni di terzi
per i beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria” in presenza del
relativo valore dei beni strumentali mobili. Tale valore viene aggiunto al valore dei beni strumentali
mobili utilizzato nelle funzioni di regressione. La determinazione dei maggiori ricavi da normalità
economica relativi a questo indicatore si ottiene riapplicando la funzione di regressione che utilizza
il valore dei beni strumentali mobili così rideterminato.
Pertanto i maggiori ricavi derivanti dall’applicazione dell’indicatore “Incidenza dei costi per beni
mobili acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non finanziaria rispetto al valore storico
degli stessi” sono pari a Euro 1.688.
Complessivamente dall’applicazione della normalità economica si determinano maggiori ricavi per
Euro 6.388 (dato da 4.700 + 1.688).
19
3.3.4 Indicatore “Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi”
L’indicatore di normalità sull’incidenza del costo del venduto e di
produzione dei servizi sui ricavi ha l’obiettivo di contrastare i fenomeni più
marcati di manipolazione dei dati attinenti i costi variabili di produzione, quali
quelli delle materie prime, delle merci, di produzione dei servizi, della
consistenza del magazzino, e così via.
Il meccanismo implementato prevede che, qualora risulti un valore
negativo o, per alcuni studi, nullo dell’indicatore, al valore di “Costo del
venduto e di produzione dei servizi” dichiarato venga sostituito un valore
determinato dal sistema quale quello economicamente più plausibile,
compatibilmente con gli altri dati dichiarati dal contribuente. In tali circostanze,
con l’analisi della normalità economica si individua il valore normale di
riferimento della variabile “Costo del venduto + Costo per la produzione di
servizi”, ottenuto moltiplicando i ricavi dichiarati dal contribuente per il valore
mediano dell’indicatore “Incidenza del costo del venduto e del costo per la
produzione di servizi sui ricavi”, individuato per ogni gruppo omogeneo
(cluster). L’ammontare del “Costo del venduto + Costo per la produzione di
servizi” così rideterminato costituisce parametro di riferimento per la
riapplicazione dell’analisi di congruità e per la determinazione dei maggiori
ricavi da normalità economica.
Esempio (studio di settore UM29U – Commercio al dettaglio di mobili)
Un’impresa, appartenente al cluster 1, dichiara nel modello studi di settore i seguenti dati:
Ricavi dichiarati euro 800.000
Esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti, materie prime
e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale (F12) euro 200.000
Rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti, materie prime
e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata ultrannuale (F13) euro 500.000
Costi per l’acquisto di materie prime, sussidiare, semilavorati e merci (F14) euro 200.000
Costo per la produzione di servizi (F15) euro 50.000
Il “Costo del venduto e di produzione dei servizi” (F12-F13+F14+F15) è pari a euro -50.000.
Ne consegue che il soggetto è non normale rispetto all’indicatore “Incidenza del costo del venduto e di
produzione dei servizi sui ricavi”.
Per lo specifico cluster di appartenenza del contribuente, il valore mediano della distribuzione
dell’indicatore “Incidenza del costo del venduto e della produzione dei servizi sui ricavi” è pari a
69,23%.
Ne consegue che il valore normale del “Costo del venduto e di produzione dei servizi” è pari a Euro
553.840 (800.000 × 69,23%).
Riapplicando l’analisi di congruità sulla base del valore normale del “Costo del venduto e di produzione
dei servizi” (Euro 553.840), si ottiene un ricavo stimato pari a Euro 826.110.
La differenza, pari a Euro 678.402, tra il ricavo stimato con i dati normalizzati (Euro 826.110) e il ricavo
stimato con i dati dichiarati (Euro 147.708), costituisce il maggior ricavo derivante dall’indicatore
“Incidenza del costo del venduto e di produzione dei servizi sui ricavi”.
20
3.4 Applicazione dell’indicatore “Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi”
Con riferimento all’indicatore in esame, si rileva che, allo stato,
all’interno della voce “Oneri diversi di gestione” utilizzata nel calcolo dello
stesso, vanno computate anche “perdite su crediti” di natura commerciale o
minusvalenze patrimoniali relative alla cessione di beni strumentali.
Al riguardo, si fa presente che si tratta di elementi di costo non
direttamente correlabili ai ricavi da congruità, presi in considerazione ai fini del
calcolo citato indicatore.
In presenza, quindi, di una eventuale segnalazione di non normalità del
dato dichiarato il contribuente potrà, nel caso in specie, rimodulare il valore
relativo al denominatore, depurandolo dei valori riferibili alle citate voci di
natura finanziaria e straordinaria.
Di ciò è opportuno che sia dato riscontro nell’apposito riquadro “note
aggiuntive” di GE.RI.CO..
In tal modo si sterilizzeranno gli effetti delle “perdite su crediti” di natura
commerciale o minusvalenze patrimoniali relative alla cessione di beni
strumentali sull’indicatore in argomento.
4. I correttivi previsti all’interno della funzione di stima dei ricavi o
compensi
In alcuni studi di settore sono stati previsti, all’interno della funzione di
stima dei ricavi o compensi, opportuni correttivi al fine di garantire un loro
maggiore adattamento ad un sistema caratterizzato da una profonda dinamicità
degli accadimenti economici e da un’estrema variabilità delle condizioni
congiunturali esterne alle imprese, quali le conseguenze legate alla
globalizzazione ed altri fenomeni di più complessa prevedibilità.
I correttivi introdotti negli studi di settore, prima dell’ultimo, specifico
intervento operato dal decreto del 19 maggio 2009 con riguardo alla generale
situazione di crisi economica, si possono distinguere in due categorie:
1) “automatici”, in quanto applicati direttamente sulla base delle informazioni
richieste negli appositi campi del modello per la comunicazione dei dati rilevanti
ai fini dell’applicazione degli studi di settore. Tali correttivi, soddisfatte le
condizioni applicative necessarie, determinano automaticamente una riduzione
dei compensi o dei ricavi stimati dallo studio;
2) “non automatici” (introdotti per la prima volta su alcuni studi in vigore a
decorrere dal periodo d’imposta 2005), così definiti in quanto l’ammontare della
riduzione dei ricavi o compensi teorici non avviene in maniera automatica, ma
viene visualizzata in un’apposita area del programma GE.RI.CO., denominata
“Riduzioni”, e solo eventualmente riconosciuta al contribuente (in termini
riduttivi del ricavo o compenso puntuale di riferimento) nel momento in cui
21
l’ufficio, in sede di contraddittorio e su richiesta del contribuente stesso, accerti
l’esistenza dei presupposti necessari per poter fruire del correttivo.
4.1 I correttivi “automatici” introdotti per gli studi in evoluzione dal periodo d’imposta
2008
Per lo studio di settore UD21U (Occhialeria), è stato individuato un
correttivo congiunturale calcolato su un panel di contribuenti per i periodi
d’imposta dal 2002 al 2006, da applicare alla singola impresa, ponderando il
correttivo stimato con la riduzione percentuale effettiva dei ricavi dichiarati
dall’impresa in esame in un quinquennio mobile.
Un correttivo congiunturale analogo a quello introdotto dal periodo
d’imposta 2007 per i settori del Tessile-Abbigliamento-Calzature e della
ceramica, di tipo automatico, è stato inserito anche nello studio di settore
UD33U (Gioielleria ed oreficeria), che tiene conto della possibile contrazione
dei ricavi intervenuta in un quinquennio, con il confronto dei valori dichiarati dal
contribuente in un anno base, coincidente con il primo periodo del quinquennio
esaminato, ed il periodo d’imposta di applicazione dello studio.
Si tratta di un correttivo che è soggetto ad un aggiornamento del
quinquennio di riferimento, per quanto concerne la verifica dell’eventuale
contrazione dei ricavi intervenuta.
La condizione di normalità economica non è più richiesta per il periodo
d’imposta 2008, a seguito dell’emanazione del decreto ministeriale di
approvazione dei correttivi anticrisi (vedi successivo paragrafo 5.2.4).
4.2 L’aggiornamento dei correttivi “automatici” per alcuni settori
Gli studi interessati dal correttivo congiunturale di tipo strutturale sono:
– UD07A – Fabbricazione di articoli di calzetteria a maglia;
– UD07B – Confezione ed accessori per abbigliamento;
– UD08U – Fabbricazione di calzature;
– UD13U – Finissaggio dei tessili;
– UD14U – Tessile;
– UD18U – Fabbricazione prodotti in ceramica e terracotta;
– UM05U – Commercio al dettaglio di abbigliamento e calzature.
L’applicazione di tale correttivo è subordinata alle seguenti condizioni:
– non congruità alle risultanze dell’applicazione dello studio;
– aver conseguito una diminuzione di ricavi, nell’anno di applicazione dello
studio, rispetto ai ricavi dichiarati nel quinto anno precedente (ad eccezione
dello studio UM05U per il quale la condizione opera nel caso di una
22
diminuzione di ricavi nell’anno di applicazione dello studio rispetto alla
media dei ricavi dichiarati nei periodi d’imposta 2005, 2006 e 2007).
La condizione di normalità economica non è più richiesta per il periodo
d’imposta 2008, a seguito dell’emanazione del decreto ministeriale di
approvazione dei correttivi anticrisi(vedi successivo paragrafo 5.2.4). .
4.3 L’aggiornamento dei correttivi “non automatici” per alcuni settori
Per il periodo d’imposta 2008 rimangono in vigore specifici correttivi
“non automatici”.
Nello studio di settore UG44U (Alberghi ed affittacamere) è presente un
correttivo che trova applicazione in riferimento alla variabile “Altri costi per
servizi”, che viene utilizzata nella funzione di regressione al netto delle “Spese
per manutenzione e riparazione relative agli immobili”. Tale correttivo, che
trova applicazione solo nei confronti dei contribuenti non congrui, risponde
all’esigenza di garantire parità di trattamento tra i contribuenti che effettuano la
capitalizzazione di tali spese ed i contribuenti che non operano in detta
fattispecie.
Negli studi TG40U (locazioni immobiliari) e TG69U (edilizia) è previsto,
infine, un fattore di adattamento, introdotto dal periodo d’imposta 2007, che
interviene a correggere la stima del ricavo puntuale di riferimento nelle ipotesi in
cui l’impresa effettui la costruzione del bene, con valutazione a costo delle
rimanenze, ma non abbia ancora conseguito i relativi ricavi.
5. Revisione congiunturale speciale degli studi di settore
L’articolo 8 del decreto legge n. 185 del 2008 ha previsto una “revisione
congiunturale speciale” degli studi di settore, al fine di consentire le
integrazioni necessarie per tener conto degli effetti che la crisi economica e dei
mercati ha generato nel corso del periodo d’imposta 2008 sulla singola attività
interessata dall’applicazione degli studi stessi, con particolare riguardo a
determinati settori o aree territoriali.
In attuazione di tale disposizione e per sterilizzare gli effetti causati dalla
crisi sulla realtà delle piccole e medie imprese e dei professionisti cui si
applicano gli studi, il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 19
maggio 2009 ha introdotto quattro tipologie di correttivi, le cui specifiche
modalità applicative sono dettagliate nella nota tecnica e metodologica allegata
al citato decreto.
Tali correttivi sono stati sottoposti, ai sensi del comma 7 dell’articolo10
della legge n.146/1998, alla Commissione degli esperti, la quale , nella riunione
del 2 aprile 2009, ha espresso parere favorevole sulla loro idoneità.
Al fine di realizzare la revisione congiunturale in oggetto, le informazioni
già presenti nella Banca Dati degli Studi di Settore, sono state integrate
23
attraverso un’attenta analisi delle pubblicazioni e delle informazioni fornite da
fonti quali:
– Banca d’Italia;
– Istituto nazionale di statistica (ISTAT);
– Istituto di Studi e Analisi Economica (ISAE);
– Prometeia;
– Ministero dello Sviluppo Economico;
– Assoreti;
e dei risultati delle analisi settoriali predisposte dai centri studi ed istituti di
ricerca universitari di seguito elencati:
– Analisi e Decisioni per l’Economia e il Management dell’Università degli
Studi di Parma (ADEM Lab);
– Centro Internazionale di Studi e ricerche sull’Economia Turistica (CISET);
– Consorzio Universitario di Economia Industriale e Manageriale (CUEIM);
– Istituto Adriano Olivetti di studi per la gestione dell’economia e delle
aziende (ISTAO);
– Scuola di Direzione Aziendale dell’Università Bocconi di Milano (SDA
Bocconi);
– Scuola di Direzione per le Imprese e la Pubblica Amministrazione (SDIPA);
– TradeLab (Milano).
Inoltre, le informazioni contenute nella Banca Dati degli Studi di Settore
relative al periodo d’imposta 2007, sono state integrate con dati riferiti all’anno
2008 ed ottenuti a mezzo delle comunicazioni annuali IVA 2009, dei dati
riepilogativi dei consumi di energia elettrica e di questionari appositamente
progettati e compilati direttamente da parte dei singoli operatori economici al
fine di acquisire informazioni di natura economica e finanziaria.
Sulla base delle analisi svolte sulle fonti informative suddette, è stato
possibile realizzare interventi idonei a produrre effetti non solo a livello dei
diversi settori economici, ma anche con riferimento ai singoli modelli
organizzativi, alle specifiche situazioni individuali, ed anche in relazione alla
localizzazione territoriale.
In particolare, i quattro diversi tipi di intervento individuati rispondono
all’esigenza di tenere in debita considerazione:
– il sensibile incremento dei costi delle materie prime e del costo del
carburante che si è registrato, in particolare, all’inizio del periodo d’imposta
2008 e della contestuale impossibilità, da parte di alcune imprese, di attuare
una completa e immediata traslazione di tali aumenti sui prezzi praticati;
24
– la rigidità di alcuni fattori impiegati nel processo produttivo che, per loro
natura, non sono suscettibili di subire modificazioni nel breve periodo
(personale impiegato, beni strumentali, ecc.);
– la presenza di consistenze di magazzino tendenzialmente più alte del
normale, a causa della contrazione delle vendite a fronte di acquisti già
effettuati;
– il verificarsi di andamenti congiunturali negativi nei diversi settori
economici ed ambiti territoriali, nonché le contrazioni dei margini e delle
redditività che si sono registrati nelle diverse attività economiche.
In attuazione del più volte citato articolo 8 del decreto legge n. 185 del
2008 sono stati, pertanto, definiti i seguenti correttivi:
1. relativi al costo delle materie prime, al costo del carburante, al credito
d’imposta per caro petrolio e al familiare che svolge esclusivamente attività
di segreteria;
2. congiunturali di settore legati alla c.d. “riduzione dei margini di redditività ”
3. congiunturali individuali collegati alla c.d. “contrazione dei ricavi”;
4. relativi all’analisi della normalità economica.
I correttivi sopra indicati agiscono secondo un meccanismo che può
essere definito “a cascata” e che prevede l’applicazione prima dei correttivi di
cui al punto 4 e, successivamente, dei correttivi di cui ai punti 1, 2 e 3.
In particolare, i correttivi di cui ai primi tre punti intervengono sui
risultati derivanti dall’applicazione degli studi di settore, determinati sulla base
della tradizionale analisi di congruità e di eventuali correttivi non riferibili alla
crisi economica (già presenti nei singoli studi in vigore o approvati con il
decreto 23 dicembre 2008), nonché dell’analisi di normalità economica
modificata in funzione dell’applicazione del correttivo di cui al punto 4.
Tutti i correttivi previsti per tenere conto degli effetti della crisi
economica sono automatici, in quanto vengono applicati, verificate le specifiche
condizioni previste, direttamente sulla base delle informazioni richieste ai singoli
contribuenti negli appositi campi del quadro X – Altre informazioni rilevanti ai
fini dell’applicazione degli studi di settore, del modello studi allegato ad UNICO
2009.
La condizione necessaria per accedere ai correttivi di cui ai punti 1, 2 e 3,
è costituita dalla non congruità del singolo contribuente rispetto ai risultati degli
studi di settore.
Per accedere al correttivo relativo all’analisi della normalità economica
(punto 4) è, invece, necessario che si verifichi una riduzione dei ricavi dichiarati
ai fini della congruità nel periodo d’imposta 2008. Analoga condizione si applica
anche al correttivo di cui al punto 3.
L’applicazione dei correttivi “crisi”, quindi, non necessita della
condizione di normalità economica, prevista per i correttivi già presenti negli
25
studi approvati il 23 dicembre 2008 e negli studi entrati in vigore nei periodi
d’imposta precedenti.
5.1. Correttivi relativi all’analisi della normalità economica
Nei confronti dei soggetti che presentano una riduzione dei
ricavi/compensi dichiarati ai fini della congruità per il periodo d’imposta 2008,
rispetto a quelli relativi al periodo d’imposta 2007, è stato previsto un
adattamento delle soglie minime o massime individuate per il calcolo di alcuni
indicatori di normalità economica.
Per le imprese soggette agli studi di settore non interessati da revisione
per i periodi d’imposta 2007 e 2008, e per le quali trovano ancora applicazione
gli indicatori di normalità di cui al comma 14 della legge 296 del 2006 le soglie
minime degli indicatori “Valore aggiunto per addetto” e “Redditività dei beni
mobili strumentali” vengono ridotte di una percentuale pari alla percentuale di
riduzione dei ricavi dichiarati.
Tale intervento è stato anche previsto per le soglie degli indicatori “Resa
oraria per addetto” e “Resa oraria del professionista”, individuati per le attività
professionali. La nuova soglia minima di normalità economica viene in tal caso
calcolata moltiplicando la soglia ordinariamente individuata, per il rapporto tra i
ricavi/compensi dichiarati ai fini della congruità per il 2008 e quelli relativi al
2007.
Con riferimento agli indicatori di normalità economica relativi alla
gestione del magazzino (Durata delle scorte o Rotazione del magazzino), deve
essere in primo luogo osservato che la contrazione della domanda globale,
generata dalla crisi economica in atto, potrebbe aver determinato una reale
difficoltà per le imprese a collocare sul mercato i propri prodotti e,
conseguentemente, un incremento delle rimanenze finali.
L’intervento effettuato in relazione all’indicatore “Durata delle scorte”
(o “Rotazione del magazzino”) è, pertanto, diretto a contrastare gli effetti
derivanti da tale aumento della consistenza di magazzino e a neutralizzare il
conseguente maggior costo del venduto, attraverso la determinazione della parte
dell’incremento delle rimanenze finali riconducibile alla crisi e, nello stesso
tempo, l’aumento della soglia massima di coerenza dell’indicatore (o la
riduzione della soglia minima in caso di “Rotazione di magazzino”).
Per i soggetti che rimangono non normali anche dopo l’applicazione delle
nuove soglie di coerenza dei due indicatori sopra indicati, il maggiore costo del
venduto, utilizzato come parametro di riferimento per la determinazione dei
maggiori ricavi da normalità economica, viene diminuito dell’incremento delle
rimanenze finali riconducibile alla crisi economica.
Per l’applicazione di tale correttivo è stata prevista l’introduzione, nel
quadro X – Altre informazioni rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di
settore, del modello per la comunicazione dei dati, di un apposito rigo in cui
26
viene richiesta l’informazione relativa ai “Ricavi/compensi dichiarati ai fini
della congruità relativi al periodo d’imposta 2007”.
5.2. Correttivi da applicare ai risultati degli studi di settore
Ai soggetti che dichiarano per il periodo d’imposta 2008 ricavi o
compensi ai fini della congruità inferiori al ricavo o compenso puntuale
derivante dall’applicazione dell’analisi di congruità e di normalità economica,
modificata come descritto nel precedente paragrafo, si applicano i seguenti
interventi correttivi:
– Correttivi relativi al costo delle materie prime;
– Correttivi relativi al costo del carburante;
– Correttivi congiunturali di settore;
– Correttivi congiunturali individuali.
Tali correttivi vengono applicati in maniera automatica,
indipendentemente dal posizionamento rispetto all’analisi di normalità
economica, e determinano una riduzione dei ricavi o compensi stimati dal
singolo studio di settore.
5.2.1 Correttivi relativi al costo delle materie prime, al costo del carburante
I correttivi relativi al costo delle materie prime e al costo del carburante
costituiscono correttivi di tipo specifico, in quanto trovano applicazione nei
riguardi di quegli studi di settore nei quali il costo del carburante e/o delle
materie prime figurano tra le variabili della funzione di regressione.
L’intervento integrativo è finalizzato a sterilizzare gli effetti derivanti
dall’incremento del costo del venduto o della produzione di servizi, causato dal
forte aumento che, nel primo semestre del 2008, ha registrato il prezzo di alcune
materie prime e il prezzo del carburante, cui ha corrisposto una contrazione
della domanda di beni e servizi, nel secondo semestre dello stesso anno.
Il valore della riduzione derivante dall’applicazione di tali correttivi
viene calcolato come differenza tra il ricavo puntuale derivante dall’analisi della
congruità sui dati dichiarati e il ricavo stimato in base ai dati modificati con i
correttivi stessi.
a) Correttivi relativi al costo delle materie prime. Tali correttivi trovano
applicazione negli studi di settore del comparto manifatturiero UD20U –
Fabbricazione e lavorazione dei prodotti in metallo, UD32U – Fabbricazione
di macchine e apparecchi meccanici, TD40U – Fabbricazione di motori e
TD41U – Fabbricazione di macchine ed attrezzature per ufficio.
Accedono al correttivo i soggetti non congrui per i quali si sia verificato un
incremento del rapporto tra l’ammontare della variabile “Costo del venduto e
Costo per produzione di servizi” e quello dei ricavi dichiarati per il periodo
27
d’imposta 2008, rispetto allo stesso rapporto calcolato con riferimento al
periodo d’imposta preso a riferimento per la costruzione dello studio (2005
per gli studi TD40U e TD41U, 2006 per gli studi UD20U e UD32U).
I correttivi sono individuati in relazione al particolare materiale metallico
utilizzato nel processo produttivo, da applicare per il periodo d’imposta 2008
alla variabile “Costo del venduto e costo per produzione di servizi”.
Nella nota tecnica e metodologica allegata al decreto 19 maggio 2009 sono
riportate le tabelle dei coefficienti correttivi, per i singoli materiali metallici,
da utilizzare, rispettivamente, negli Studi di settore UD20U e UD30U, e
TD40U eTD41U.
b) Correttivi relativi al costo del carburante. Tali correttivi trovano
applicazione in alcuni studi del comparto dei servizi e precisamente: TG90U
– Esercizio della pesca in acque marine, lagunari e dolci e servizi connessi,
UG61A/B/C/D/E/F/G/H, relativi alle attività di intermediazione nel
commercio, UG68U – Trasporto di merci su strada, UG72A – Trasporto con
taxi e trasporto mediante noleggio di autovetture con conducente e UG72B –
Altri trasporti terrestri di passeggeri.
Accedono al correttivo i soggetti non congrui, che abbiano barrato l’apposito
campo Correttivo per l’incremento del costo del carburante, del quadro X del
modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli
studi di settore.
Negli studi contraddistinti dalle sigle TG90U, UG72A e UG72B, il
correttivo viene applicato direttamente alla variabile “Costo del carburante”,
mentre negli studi relativi agli intermediari del commercio, il correttivo
viene applicato alla variabile “Costo del venduto e costo per la produzione
dei servizi”.
Nello studio di settore UG68U, l’applicazione del correttivo tiene conto sia
dell’aumento del prezzo dei carburanti, sia della quota parte dell’aumento
del costo di carburante suscettibile di essere traslata sui prezzi praticati dalla
singola impresa.
In particolare, per questo ultimo studio i “Costi per carburanti e lubrificanti”
dichiarati per il periodo d’imposta 2008 vengono deflazionati, riportandoli a
prezzi 2006, anno cui si riferiscono i dati presi a base per l’evoluzione dello
Studio di Settore UG68U.
Successivamente, il ricavo puntuale, risultante dall’applicazione della sola
analisi di congruità sulla base dei costi così deflazionati, viene incrementato
della quota parte dei “Costi per carburanti e lubrificanti” che dalle analisi
effettuate risulta essere stata traslata sui ricavi. A tal fine sono stati
individuati degli appositi coefficienti di traslazione che, ponderati sulla base
della probabilità di appartenenza a ciascun gruppo omogeneo e moltiplicati
per l’incremento della variabile più volte richiamata, consentono di
determinare la parte dell’incremento dei costi dei carburanti suscettibile di
essere traslata.
28
I predetti coefficienti sono riportati nella nota tecnica e metodologica
allegata al decreto 19 maggio 2009, nella quale sono anche riportate anche le
tabelle dei coefficienti correttivi da applicare:
– alla variabile “costo del carburante”, da utilizzare negli studi di settore
TG90U, UG72A e UG72B;
– alla variabile “costo del venduto e costo della produzione di servizi” da
utilizzare negli studi di settore relativi agli intermediari del commercio.
5.2.2 Correttivi relativi al credito d’imposta per caro petrolio e al familiare che svolge
esclusivamente attività di segreteria
Per lo studio di settore UG68U sono stati realizzati, due ulteriori
interventi correttivi applicabili in caso di non congruità:
1. correttivo relativo al credito d’imposta per il caro petrolio, che viene
applicato, in fase di applicazione dell’analisi di congruità, riducendo il valore
della variabile “Costo per carburanti e lubrificanti” di un importo pari
all’ammontare del credito stesso;
2. correttivo relativo ai familiari che svolgono nell’impresa esclusivamente
attività di segreteria; tale intervento prevede che, in fase di applicazione
dell’analisi di congruità, per il calcolo della variabile di regressione
“Collaboratori dell’impresa familiare e coniuge dell’azienda coniugale e
familiari diversi (numero normalizzato)”, la percentuale complessiva di
lavoro prestato dai “Collaboratori familiari e coniuge dell’azienda
coniugale” e dai “Familiari diversi” venga diminuita del valore maggiore tra
la percentuale media di lavoro prestato dai “Collaboratori familiari e
coniuge dell’azienda coniugale” e la percentuale media di lavoro prestato dai
“Familiari diversi”.
Per l’accesso a tali correttivi è necessario che i soggetti non congrui
compilino i righi appositamente previsti nel quadro X del modello UG68U.
5.2.3 Correttivi congiunturali di settore legati alla c.d. “riduzione dei margini di redditività”
I correttivi congiunturali di settore sono stati introdotti per tenere conto della
possibile riduzione dei margini di redditività che, nel periodo d’imposta 2008,
ha interessato in particolare alcuni settori del comparto delle manifatture, il
commercio al dettaglio di abbigliamento e calzature e l’attività rientrante nello
studio di settore TG91U (Agenti, mediatori e periti assicurativi, promotori e
agenti finanziari e mediatori creditizi), rispetto all’anno di costruzione dello
studio.
L’unica condizione richiesta per l’accesso a tali correttivi è costituita
dalla non congruità del singolo contribuente ai risultati dello studio di settore.
Gli studi interessati dai correttivi di secondo livello sono:
29
– TD17U – Fabbricazione di prodotti in gomma e plastica;
– TD25U – Concia delle pelli e del cuoio;
– TD36U – Fusione di metalli, prima trasformazione del ferro e dell’acciaio;
– TD44U – Fabbricazione di accessori;
– TG91U – Attività degli intermediari delle assicurazioni;
– UD09A – Fabbricazione di mobili (relativamente al comparto del mobile
imbottito);
– UD13U – Finissaggio dei tessili;
– UD14U – Lavorazione della lana;
– UD18U – Fabbricazione prodotti in ceramica e terracotta;
– UM04U – Farmacie;
– UM05U – Commercio al dettaglio di abbigliamento e calzature.
Per le attività interessate dagli studi di settore del comparto delle
manifatture e per lo studio UM05U, l’applicazione dei correttivi in oggetto
determina una riduzione dei ricavi stimati, pari ad un valore ottenuto
moltiplicando il ricavo puntuale, derivante dalla tradizionale analisi di
congruità, per i coefficienti congiunturali individuati a livello di singolo cluster
e ponderati con la probabilità di appartenenza ai diversi gruppi omogenei.
Per le attività interessate dallo studio TG91U, invece, è stato previsto uno
specifico fattore correttivo da applicare alla variabile “Dimensione del
portafoglio prodotti”, tenuto conto che, sulla base delle analisi effettuate, si è
rilevato che la crisi che ha investito i mercati finanziari nel 2008 ha determinato
una modifica della composizione di tale portafoglio, tradottasi in una sensibile
diminuzione della quota di risparmio gestito e in un contestuale incremento del
risparmio amministrato, caratterizzato da commissioni mediamente più basse.
La riduzione del valore di congruità, nel caso dello studio TG91U, viene
pertanto determinata come differenza tra il ricavo puntuale calcolato attraverso
l’analisi di congruità sulla base dei dati dichiarati, e il ricavo stimato tenendo
conto dell’effetto del fattore correttivo sulla variabile di regressione sopra
menzionata.
Infine, per le attività interessate dallo studio di settore UM04U
(Farmacie), per tener in debita considerazione la riduzione dei ricarichi che
potrebbe essersi registrata a partire dal 1° gennaio 2008 a causa della completa
liberalizzazione della vendita dei farmaci non soggetti a prescrizione medica
(prevista dalla legge 296/2006 articolo 1, comma 801), è stato introdotto uno
specifico correttivo che determina una riduzione dei ricavi stimati in funzione
della percentuale dei ricavi derivanti dalla vendita di medicinali SOP e OTC e
della appartenenza ai singoli cluster.
Nella nota tecnica e metodologica, allegata al decreto 19 maggio 2009,
sono riportate le tabelle dei coefficienti correttivi congiunturali da applicare agli
30
studi di settore del comparto delle manifatture e agli studi UM04U e UM05U,
nonché le modalità di calcolo del fattore correttivo da applicare alla variabile
“dimensione del portafoglio prodotti” relativa allo studio TG91U.
5.2.4 Correttivi congiunturali individuali legati alla c.d. “contrazione dei ricavi”
I correttivi congiunturali individuali hanno carattere generale, in quanto
riguardano tutti i 206 studi di settore applicabili al periodo d’imposta 2008.
Sono stati introdotti per fronteggiare, in relazione al particolare momento
congiunturale, situazioni di rigidità del modello di stima dei ricavi o dei
compensi, dovute alla presenza, nella funzione di regressione, di variabili non
modificabili nel breve periodo come il valore dei beni strumentali o il costo del
personale.
Il correttivo trova applicazione nei confronti dei contribuenti che
presentano ricavi o compensi dichiarati ai fini della congruità per il periodo
d’imposta 2008, inferiori ai ricavi o compensi dichiarati storici di riferimento.
I ricavi o compensi storici di riferimento sono costituiti:
– dai ricavi dichiarati nel periodo d’imposta 2004, per gli studi di settore
UD07A, UD07B, UD08U, UD13U, UD14U, UD18U, UD21U, UD33U;
– dalla media dei ricavi dichiarati per i periodi d’imposta 2005, 2006 e
2007, per lo studio di settore UM05U;
– dai ricavi o compensi dichiarati per il periodo d’imposta 2007, per gli
altri 197 restanti studi.
Il correttivo agisce direttamente sul risultato della funzione di
regressione, determinando un valore di riduzione dei ricavi o compensi stimati
risultanti dall’analisi della congruità comprensiva di eventuali correttivi già
presenti nei singoli studi e non riferibili alla crisi in atto e dall’analisi della
normalità economica.
Tale riduzione è calcolata moltiplicando il ricavo puntuale di riferimento,
derivante dalla sola analisi della congruità, per un coefficiente di ponderazione
determinato in relazione a coefficienti congiunturali di natura sia strutturale che
territoriale.
I coefficienti congiunturali strutturali sono stati individuati per ogni
singolo modello organizzativo (cluster), mentre i coefficienti congiunturali
territoriali per ciascuno studio di settore.
I coefficienti congiunturali territoriali sono stati definiti utilizzando i
risultati dell’analisi della “territorialità generale” a livello comunale o
provinciale per le attività rientranti nel comparto delle manifatture, dei servizi e
delle attività professionali; per le attività del comparto del commercio sono stati
utilizzati i risultati dell’analisi della territorialità del commercio, sempre a
livello comunale o provinciale.
31
Occorre da ultimo precisare che per gli studi di settore per i quali, nelle
note tecniche e metodologiche, era già prevista l’applicazione di un correttivo
congiunturale strutturale (UD07A, UD07B, UD08U, UD13U, UD14U, UD18U,
UD21U, UD33U e UM05U), ai fini della definizione dei correttivi in discorso, è
stata prevista la valorizzazione dei soli coefficienti congiunturali territoriali.
Anche per quest’ultima tipologia di correttivo, i coefficienti congiunturali
strutturali e territoriali sono riportati nella nota tecnica e metodologica allegata al
decreto 19 maggio 2009.
6. L’utilizzo retroattivo degli studi evoluti e di quelli “integrati” in fase
accertativa
Gli studi di settore evoluti possono essere utilizzati ai fini
dell’accertamento, ove più favorevoli al contribuente ed a richiesta del medesimo,
anche con riguardo a periodi d’imposta precedenti quello della loro entrata in
vigore. Ciò in linea con il consolidato orientamento dell’Agenzia e negli stessi
termini a suo tempo precisati al paragrafo 2.1 della circolare n. 23/E del 22 giugno
2006 nel quale viene evidenziato che “…in sede di contraddittorio, l’Ufficio
dovrà attentamente valutare, caso per caso, l’eventuale accoglimento della
richiesta avanzata dai contribuenti di far valere le risultanze dello studio di
settore evoluto per giustificare scostamenti tra l’ammontare dei ricavi dichiarati e
quelli presunti in base alla precedente versione dello stesso studio. In particolare,
l’Ufficio avrà cura di verificare se effettivamente il nuovo studio evoluto sia in
grado di poter meglio valutare la posizione del contribuente anche per i periodi
d’imposta precedenti e con riferimento alle medesime attività esercitate e previste
nello studio evoluto….”
Per quanto in specie attiene alle risultanze dell’applicazione dell’analisi di
congruità e dell’analisi di normalità economica fondata sugli indicatori di cui
all’articolo 10-bis, comma 2, della legge n. 146 del 1998, vanno sempre tenute
presenti le indicazioni fornite con la circolare n. 38/E del 12 giugno 2007. In
particolare in detta sede era stato evidenziato che “nel triennio 2007-2009 tutti
gli studi vigenti per il periodo d’imposta 2006 saranno sottoposti gradualmente
a revisione… Pertanto, gli Uffici dovranno sempre valutare, nella fase del
contraddittorio, i risultati derivanti dalla applicazione degli studi revisionati
anche sulla base dell’art. 10-bis, comma 2, della legge n. 146 del 1998 e, ove più
favorevoli al contribuente, utilizzarli in luogo di quelli ottenibili con
l’applicazione degli studi che tengono conto degli indicatori di normalità
economica approvati con il decreto del 20 marzo 2007”.
Le risultanze degli studi di settore approvati in evoluzione con i decreti del
23 dicembre 2008 potranno pertanto essere utilizzate, oltre che per i periodi
d’imposta 2008 e seguenti, anche per quelli precedenti al 2008, ove ciò venga
chiesto dal contribuente.
Tale possibilità di utilizzo retroattivo è tuttavia esclusa per le risultanze che
derivino dagli stessi studi in parola, così come successivamente integrati dagli
32
interventi correttivi apportati dal decreto 19 maggio 2009, in quanto in tal caso le
risultanze tengono conto degli effetti della crisi economica del 2008 non
applicabili con riguardo ad annualità precedenti.
Analoga conclusione vale per tutti i restanti studi, non in evoluzione per il
2008, per i quali pure operano i correttivi introdotti dal decreto 19 maggio 2009.
Anche per tali studi è infatti da escludere che le risultanze della loro
applicazione con riguardo al periodo d’imposta 2008, le quali tengono conto degli
effetti della crisi mediante gli interventi correttivi, possano avere alcun valore
retroattivo.
In altri e più pratici termini, le risultanze degli studi che tengono conto dei
correttivi di cui al decreto 19 maggio 2009 trovano applicazione, ai fini
dell’accertamento, per il solo periodo d’imposta 2008.
7. Le principali novità della modulistica studi di settore 2009
7.1 I codici previsti per le fattispecie disciplinate dall’articolo 10, commi 1 e 4, della
legge 8 maggio 1998, n. 146
Nel frontespizio del modello è presente una sezione in cui viene chiesto di
indicare le eventuali circostanze che hanno caratterizzato, in varie forme, l’inizio
e/o la cessazione dell’attività nel corso del periodo d’imposta, nonché il numero
dei mesi di durata dell’attività, se diverso dai dodici mesi.
Per il periodo d’imposta 2008, tale sezione prevede un ulteriore codice per
individuare un’ipotesi di esclusione dall’applicazione degli studi di settore. Il
contribuente dovrà infatti indicare nell’apposita casella il “codice 5” qualora
l’attività di impresa o di lavoro autonomo sia cessata nel periodo d’imposta 2008
e non sia stata successivamente iniziata, da parte dello stesso soggetto, entro sei
mesi dalla sua cessazione (nella predetta situazione il contribuente dovrà sempre
segnalare la causa di esclusione dagli studi di settore anche nel modello Unico
2009, indicando il “codice 2” nel primo rigo dei quadri RE, RF, RG).
Ad esempio, si rappresenta che il “codice 5” andrà indicato nel caso in cui
l’attività sia cessata definitivamente il 16 settembre 2008, oppure qualora
l’attività sia cessata il 16 marzo 2008 e venga nuovamente iniziata, da parte dello
stesso soggetto il 20 novembre 2008.
L’introduzione del nuovo codice consente ai soggetti che rientrano nella
predetta causa di esclusione, di presentare il modello studi di settore, così come
previsto dall’articolo 1, comma 19, secondo periodo, della legge n. 296 del 2006
indicando anche il numero dei mesi di durata dell’attività nell’apposito campo
posto nel frontespizio.
Tra le novità da segnalare con riguardo ai codici relativi alle cause di
esclusione dagli studi di settore, si fa presente che ai fini della compilazione
dell’apposita casella posta nel primo rigo dei quadri RE, RF, RG, del modello
Unico 2009, è stato previsto il nuovo “codice 12” – modifica nel corso del
33
periodo d’imposta dell’attività esercitata, nel caso in cui le due attività siano
soggette a due differenti studi di settore.
A partire dalla dichiarazione Unico 2009, il nuovo “codice 12” consente di
codificare in maniera puntuale i contribuenti che ricadono in questa specifica
causa di esclusione. Al riguardo è necessario rappresentare che la modifica nel
corso del periodo d’imposta dell’attività esercitata, si configura come una causa
di esclusione riconducibile a quella prevista per i contribuenti che si trovano in
un periodo di non normale svolgimento dell’attività, ai sensi dell’articolo 10,
comma 4, lett. c), della legge n. 146 del 1998.
Si ricorda che per i soggetti esclusi dall’applicazione degli studi di settore
in conseguenza di un periodo di non normale svolgimento dell’attività, l’articolo
1, comma 19, della legge n. 296 del 2006 ha previsto la compilazione del
modello per l’applicazione degli studi di settore. Il modello che tali soggetti
devono presentare è quello afferente lo studio di settore relativo all’attività per la
quale si sono conseguiti i maggiori ricavi/compensi durante il periodo d’imposta
considerato, prescindendo dalla circostanza che detta attività sia quella iniziata o
cessata.
7.2 Imprese multiattività
Con decreto 11 febbraio 2008 è stato abolito l’obbligo dell’annotazione
separata dei componenti rilevanti ai fini degli studi di settore a decorrere dal
periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2007.
Pertanto, nel modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore, già dallo scorso anno era presente una
apposita sezione riservata alle “Imprese multiattività”. Tale sezione doveva
essere compilata dai contribuenti per i quali l’importo complessivo dei ricavi
dichiarati, relativi alle attività non rientranti tra quelle analizzate dallo studio di
settore relativo all’attività prevalente, superava il 20 per cento dell’ammontare
totale dei ricavi dichiarati.
A decorrere dal periodo d’imposta 2008 è terminato il “regime
transitorio” previsto dal citato decreto e la disciplina giuridica prevista per le
imprese multiattività entra a pieno regime.
Pertanto, i soggetti che esercitano due o più attività d’impresa, non
rientranti nel medesimo studio di settore, dovranno compilare l’apposito
prospetto delle “Imprese multiattività” del modello relativo all’attività prevalente
esclusivamente qualora l’importo complessivo dei ricavi derivanti dalle attività
non prevalenti sia superiore al 30 per cento dell’ammontare complessivo dei
ricavi dichiarati.
Ai fini dell’attività di accertamento, la diretta utilizzazione degli studi di
settore potrà avvenire solo qualora i ricavi delle attività non prevalenti siano
inferiori o pari al 30 per cento dei ricavi complessivi. In caso contrario le
risultanze dello studio di settore possono essere utilizzate esclusivamente ai fini
34
della selezione delle posizioni da sottoporre a controllo con le ordinarie
metodologie.
7.3 Le novità del quadro F e del quadro G
In relazione alle disposizioni di cui al decreto legislativo 10 settembre
2003, n 276, sono state apportate modifiche in merito alla compilazione dei
quadri contabili F e G.
In particolare, al rigo F19, campo 3, viene chiesto di indicare
esclusivamente l’ammontare delle spese sostenute per l’impiego di personale di
terzi, distaccato presso l’impresa e le spese sostenute in base a contratto di
somministrazione di lavoro, mentre al rigo G05, campo 2, viene chiesto di
indicare le sole spese sostenute in base a contratto di somministrazione di lavoro.
Riguardo, invece, le novità che interessano esclusivamente il quadro F,
giova specificare che nella sezione degli elementi contabili necessari alla
determinazione dell’aliquota IVA, occorre barrare la casella, in corrispondenza
del rigo F30, esclusivamente nel caso di “esenzione I.V.A”. Lo scorso anno,
invece, la casella riguardava anche i contribuenti che applicavano il regime IVA
dei minimi in franchigia di cui all’articolo 32-bis del D.P.R. n. 633 del 1972,
introdotto dal decreto legge n. 223 del 2006. Tale regime è stato abrogato a
seguito dell’introduzione della nuova disciplina dedicata ai cosiddetti
“Contribuenti minimi”, di cui alla legge 24 dicembre 2007, n. 244.
7.4 Ulteriori chiarimenti per la corretta compilazione dei quadri contabili
Tassa e tariffa
Negli ultimi anni, alcuni Comuni hanno effettuato una modifica nella
gestione dell’attività di smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Ciò ha comportato il
passaggio da un servizio erogato a fronte del pagamento di una “tassa” ad un
servizio erogato a fronte del pagamento di una “tariffa” comprensiva del
corrispettivo per la prestazione e dell’imposta sul valore aggiunto.
E’ opportuno precisare che allo stato, da un punto di vista “sostanziale” in
merito all’applicazione degli studi di settore, fra “tassa” e “tariffa” non vi sono
differenze, in quanto entrambe costituiscono prestazioni imposte cui le imprese
sono soggette per legge. Pertanto, entrambe le tipologie di costo dovranno essere
indicate nel Quadro F – Elementi contabili al rigo F22 “Oneri diversi di
gestione”.
Riorganizzazione aziendale
Si forniscono di seguito indicazioni per le ipotesi in cui si registri una
operazione di riorganizzazione aziendale, in merito alle novità apportate dalla
legge n. 244 del 2007, che ha introdotto il comma 2-ter all’articolo 176 del
T.U.I.R..
35
Tale disposizione consente alle società conferitarie, in sede di
compilazione della dichiarazione dei redditi relativa all’esercizio nel corso del
quale è stata posta in essere l’operazione di conferimento o nel periodo d’imposta
successivo, di optare per l’applicazione di una imposta sostitutiva sui maggiori
valori attribuiti in bilancio agli elementi dell’attivo costituenti immobilizzazioni
materiali e immateriali.
Tuttavia, il valore dei beni strumentali da indicare ai fini dell’applicazione
degli studi di settore, non dovrà tener conto delle rivalutazioni effettuate
successivamente all’entrata in vigore delle norme di cui alla legge n. 342/2000.
Infatti, come riportato nelle istruzioni del Quadro F – Elementi contabili,
al rigo F29, campo 1 del modello studi di settore il valore dei beni strumentali
dovrà essere indicato al “costo storico, comprensivo degli oneri accessori di
diretta imputazione e degli eventuali contributi di terzi, dei beni materiali e
immateriali, escluso l’avviamento…considerando le eventuali rivalutazioni a
norma di legge effettuate prima dell’entrata in vigore delle disposizioni di cui
agli artt. Da 10 a 16 della legge 21 novembre 2000, n. 342”.
Tenuto conto che i maggiori valori assoggettati a imposta sostitutiva si
considerano riconosciuti ai fini dell’ammortamento a partire dal periodo
d’imposta nel corso del quale è esercitata l’opzione, potrebbero verificarsi
anomalie in sede di determinazione della normalità economica. Infatti,
l’indicatore “incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto
al valore storico degli stessi”, potrebbe segnalare un valore di non congruità
proprio in ragione del valore degli ammortamenti dichiarato dal contribuente, che
potrebbe risultare superiore a quello massimo ammissibile, calcolato
quest’ultimo tenendo conto del costo storico dei beni strumentali mobili.
Pertanto, si invitano gli Uffici a considerare con particolare attenzione
situazioni di non congruità e/o di non coerenza determinate da questa specifica
situazione.
IRAP
Infine, l’articolo 6, comma 1, del decreto legge n. 185 del 2008, prevede
la possibilità di dedurre dal reddito d’impresa, ai sensi dell’articolo 99, comma 1,
del T.U.I.R., un importo pari al 10% dell’IRAP determinata ai sensi degli articoli
5, 5-bis, 6, 7 e 8 del decreto legislativo 15 dicembre 1997, n. 446, forfetariamente
riferita all’imposta dovuta sulla quota imponibile degli interessi passivi e oneri
assimilati al netto degli interessi attivi e proventi assimilati ovvero delle spese
per il personale dipendente e assimilato al netto delle deduzioni spettanti ai sensi
dell’articolo 11, comma 1, lettera a), 1-bis, 4-bis, 4-bis.1 del medesimo decreto
legislativo. La disposizione si applica a decorrere dal periodo d’imposta in corso
al 31dicembre 2008.
Al riguardo, si fa presente che la predetta quota deve essere indicata:
36
– per gli esercenti arti e professioni nel rigo G12 – altre componenti negative
del “Quadro G – Elementi contabili”;
– per gli esercenti attività di impresa nel rigo F23 – altre componenti negative –
campo 1 del “Quadro F – Elementi contabili”.
In tal modo l’importo in argomento non influisce nella determinazione
delle stime dei ricavi/compensi.
In relazione invece ai possibili impatti sugli indicatori di normalità
economica, si ricorda che la procedura GE.RI.CO. permette al contribuente,
qualora ritenga che il risultato non sia corrispondente alla sua reale situazione, di
segnalare all’Amministrazione finanziaria l’eventuale non corretta applicazione,
nel caso specifico, del singolo indicatore di normalità economica, con la
possibilità di modificare, utilizzando una apposita sezione della procedura,
l’importo delle variabili che rilevano ai fini del calcolo della normalità
economica, ovvero richiedendo la totale non applicazione del singolo indicatore.
7.5 Applicazione dei codici di attività ATECO 2007
Con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 16
novembre 2007 è stata approvata la “Classificazione delle attività economiche
da utilizzare in tutti gli adempimenti posti in essere con l’Agenzia delle entrate”.
La tabella ATECO 2007 è resa disponibile in formato elettronico anche
sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate, all’indirizzo
www.agenziaentrate.gov.it.
Al riguardo per ogni chiarimento si rinvia alle precisazioni fornite nella
Circolare n. 44/E del 29 maggio 2008.
Occorre comunque tenere presente che la classificazione delle attività
economiche ATECO 2007 è stata oggetto di modifiche non sostanziali ad alcune
definizioni dei codici attività, con decorrenza a partire dal 1° gennaio 2009.
A seguito di tale modifica, è stata prevista l’introduzione del nuovo
codice attività “96.09.05 – Organizzazione di feste e cerimonie”. Si precisa che i
soggetti che si classificano con tale codice dovranno applicare, per il periodo
d’imposta 2008, lo studio di settore SG99U.
In particolare, si precisa che, ai fini dell’applicazione degli studi di
settore, i soggetti che si classificano in uno dei codici attività la cui definizione
sia risultata modificata a partire dal 1° gennaio 2009, nel caso in cui non abbiano
variato la propria attività nel corso del periodo d’imposta 2008, devono indicare
nel quadro RF, RG o RE del modello UNICO 2009 il codice ATECO 2007 in
vigore al 1° gennaio 2009 relativo alla propria attività esercitata, mentre
nell’allegato studi di settore dovranno indicare il codice attività ATECO 2007
collegato allo studio di settore applicabile precedentemente alla introduzione dei
nuovi codici di attività.
37
Qualora lo studio di settore sia stato oggetto di evoluzione nel corso del
2008, dovrà essere compilato il modello relativo allo studio di settore evoluto.
8. Maggiorazione dovuta ai fini dell’adeguamento
L’articolo 2, comma 2-bis del D.P.R. n. 195 del 1999 prevede che ai fini
dell’adeguamento ai risultati degli studi di settore debba essere versata, entro il
termine per il versamento a saldo dell’imposta sul reddito, una maggiorazione
pari al 3% della differenza tra i ricavi/compensi risultanti dall’applicazione degli
studi di settore e i ricavi/compensi annotati nelle scritture contabili, qualora detta
differenza sia superiore al 10% dei ricavi/compensi annotati.
Tale maggiorazione non è dovuta per i periodi d’imposta in cui lo studio
trova applicazione per la prima volta, anche a seguito di evoluzione.
Come in precedenza evidenziato, il decreto legge n. 185 del 2008 ha
previsto, all’articolo 8, che gli studi di settore, al fine di tener conto degli effetti
della crisi economica e dei mercati, “…possono essere integrati con decreti del
Ministro dell’economia e delle finanze…”.
L’introduzione dei correttivi “anticrisi”, effettuata con il decreto del 19
maggio 2009, configura quindi non una “evoluzione” degli studi di settore ma,
stante il disposto normativo, una integrazione degli stessi.
Pertanto, alle condizioni citate, ai fini dell’adeguamento ai risultati degli
studi è confermato l’obbligo del versamento della maggiorazione, con riguardo
agli studi non evoluti per il 2008.
9. Le novità di GE.RI.CO. 2009
Tra le principali novità presenti nel software di applicazione GE.RI.CO.
2009 per il periodo d’imposta 2008 si evidenzia, in particolare, la
visualizzazione di ulteriori informazioni nella sezione “Risultati Congruità e
Normalità” in ordine agli effetti dovuti ai nuovi correttivi “anticrisi” introdotti
dal DM del 19 maggio 2009.
Come già evidenziato nel paragrafo 5, i dati necessari per fruire dei
correttivi anticrisi sono richiesti nel quadro X di ciascuno studio di settore.
In linea generale, l’applicazione dei correttivi anticrisi non esplica effetti
sulla tradizionale analisi di congruità. Per il solo studio UG68U, l’intervento
anticongiunturale ha previsto, tra gli altri, due correttivi (relativi al credito
d’imposta per caro petrolio e al familiare che svolge esclusivamente attività di
segreteria) che determinano modifiche a livello di analisi di congruità. Di ciò è
data evidenza nell’ “esito” dell’applicazione GE.RI.CO. relativo allo studio in
questione.
Qualora ricorrano le condizioni per l’intervento dei correttivi che
agiscono sull’analisi di normalità economica, in corrispondenza della legenda
38
recante il nome dell’indicatore interessato dalla correzione è riportata la dicitura
integrativa “indicatore corretto per effetto crisi 2008”.
In presenza delle condizioni che determinano l’applicazione degli altri
“correttivi crisi” (relativi al costo delle materie prime, al costo del carburante,
congiunturali di settore e congiunturali individuali), è specificamente
visualizzato il contributo da essi apportato in termini di riduzione della stima dei
ricavi/compensi complessivi, sotto il titolo “Applicazione dei correttivi riferiti
alla crisi economica 2008”.
Pertanto, nella parte inferiore della sezione descritta sono riportati i valori
stimati, i valori di adeguamento e i valori IVA che tengono conto
dell’applicazione dell’analisi di congruità, dell’analisi di normalità economica e
dei correttivi per la crisi.
Si ricorda che sia sul sito Internet che sul sito Intranet dell’Agenzia è
disponibile la guida operativa all’utilizzo di GE.RI.CO. 2009, di cui si
raccomanda una attenta lettura.
10 Le imprese sociali
Il D.Lgs. n. 155/2006, che ha dato attuazione alla legge delega n. 118 del
13 giugno 2005, ha regolamentato l’impresa sociale.
Secondo il dettato normativo, devono intendersi “imprese sociali le
organizzazioni private senza scopo di lucro che esercitano in via stabile e
principale un’attività economica di produzione o di scambio di beni o di servizi
di utilità sociale, diretta a realizzare finalità di interesse generale”.
La qualifica di impresa sociale (e l’assoggettamento alla relativa
disciplina) può essere acquisita dalle predette organizzazioni a condizione che
esse siano in possesso dei requisiti soggettivi ed oggettivi previsti dalla predetta
legge.
In considerazione di tali caratteristiche, ed in particolar modo per la
mancanza dello scopo di lucro e l’impiego di personale disabile o svantaggiato,
le imprese sociali potrebbero non conciliarsi perfettamente con gli studi di settore
che rappresentano un modello statistico-matematico sviluppato sulla base di
rapporti economici tra fattori produttivi. Gli stessi indicatori di coerenza, presenti
negli studi di settore, potrebbero risultare sfalsati e non rappresentativi, dal
momento che il fine “ultimo” dell’impresa sociale non è il profitto.
Sull’argomento si ritiene sia possibile richiamare le indicazioni in tema di
cooperative a c.d. mutualità prevalente.
Al riguardo, nella circolare n. 110/E del 21 maggio 1999 è stato chiarito
che, relativamente a tali soggetti, “in sede di contraddittorio … gli uffici
terranno conto, comunque, che … operano in situazioni di mercato influenzate
dal perseguimento di fini mutualistici che possono incidere in maniera anche
rilevante sui ricavi conseguiti”..
39
Inoltre, nella Risoluzione n. 330/E del 14 novembre 2007, l’Agenzia ha
ribadito tale orientamento, esplicitando che gli uffici dovranno tener conto delle
particolari “situazioni di mercato influenzate dal perseguimento di fini
mutualistici che possono incidere in maniera anche rilevante sui ricavi
conseguiti”.
Nel confermare l’applicazione degli studi di settore anche alle imprese
sociali, si rappresenta che nell’eventuale fase di controllo, effettuata sulla base
degli studi di settore, gli uffici dovranno tener conto, di volta in volta, della
sussistenza del requisito della mutualità, delle particolari situazioni locali e della
tipologia di attività svolta, così da valutare la credibilità dei ricavi presunti a
fronte di quanto dichiarato dal contribuente.
11. Parametri
Appare opportuno evidenziare che, a seguito della particolare congiuntura
economica in atto, la ricostruzione dei ricavi e compensi operata attraverso le
risultanze dei parametri istituiti dalla legge n. 549 del 1995 potrebbe risultare
meno sostenibile rispetto al passato.
Tanto premesso le risultanze dei parametri, relativamente al solo periodo
di imposta 2008, saranno utilizzate prevalentemente in fase di selezione dei
soggetti.
Coerentemente, per l’attività di accertamento, sempre con riferimento al
periodo di imposta 2008, si renderà opportuno da parte degli Uffici verificare la
sussistenza, oltre che della presenza di maggiori ricavi o compensi derivanti
dall’applicazione dei parametri, anche di ulteriori elementi ad ausilio della
determinazione della pretesa tributaria.
Si ricorda, infine, che, i parametri non trovano applicazione nei confronti
dei soggetti che esercitano le attività economiche comprese negli studi di settore
approvati con carattere monitorato
40
. ALLEGATO N. 1
ELENCO STUDI DI SETTORE APPROVATI IN VIGORE
DAL PERIODO D’IMPOSTA 2008
MANIFATTURE
1) Studio di settore UD03U (che sostituisce lo studio di settore TD03U) –
Pulitura e cernita di semi e granaglie, codice attività 01.64.01; Molitura del
frumento, codice attività 10.61.10; Molitura di altri cereali, codice attività
10.61.20; Lavorazione del riso, codice attività 10.61.30; Altre lavorazioni di
semi e granaglie, codice attività 10.61.40;
2) Studio di settore UD04A (che sostituisce lo studio di settore TD04A) –
Estrazione di pietre ornamentali e da costruzione, calcare, pietra da gesso,
creta e ardesia, codice attività 08.11.00; Estrazione di ghiaia, sabbia;
estrazione di argille e caolino, codice attività 08.12.00; Estrazione di pomice
e di altri minerali nca, codice attività 08.99.09; Attività di supporto
all’estrazione di pietre ornamentali, da costruzione, da gesso, di anidrite, per
calce e cementi, di dolomite, di ardesia, di ghiaia e sabbia, di argilla, di
caolino, di pomice, codice attività 09.90.01;
3) Studio di settore UD04B (che sostituisce lo studio di settore TD04B) –
Segagione e lavorazione delle pietre e del marmo, codice attività 23.70.10;
Lavorazione artistica del marmo e di altre pietre affini, lavori in mosaico,
codice attività 23.70.20; Frantumazione di pietre e minerali vari non in
connessione con l’estrazione, codice attività 23.70.30;
4) Studio di settore UD09A (che sostituisce lo studio di settore TD09A) –
Fabbricazione di pavimenti in parquet assemblato, codice attività 16.22.00;
Fabbricazione di porte e finestre in legno (escluse porte blindate), codice
attività 16.23.10; Fabbricazione di altri elementi in legno e di falegnameria
per l’edilizia, codice attività 16.23.20; Fabbricazione di altri prodotti vari in
legno (esclusi i mobili), codice attività 16.29.19; Fabbricazione dei prodotti
della lavorazione del sughero, codice attività 16.29.20; Fabbricazione di sedili
per autoveicoli, codice attività 29.32.01; Fabbricazione di sedili per navi,
codice attività 30.11.01; Fabbricazione di sedili per tram, filovie e
metropolitane, codice attività 30.20.01; Fabbricazione di sedili per
aeromobili, codice attività 30.30.01; Fabbricazione di sedie e poltrone per
ufficio e negozi, codice attività 31.01.10; Fabbricazione di altri mobili non
metallici per ufficio e negozi, codice attività 31.01.22; Fabbricazione di
mobili per cucina, codice attività 31.02.00; Fabbricazione di mobili per arredo
domestico, codice attività 31.09.10; Fabbricazione di sedie e sedili (esclusi
quelli per aeromobili, autoveicoli, navi, treni, ufficio e negozi), codice attività
31.09.20; Fabbricazione di poltrone e divani, codice attività 31.09.30;
Fabbricazione di parti e accessori di mobili, codice attività 31.09.40; Finitura
di mobili, codice attività 31.09.50; Fabbricazione di altri mobili (inclusi quelli
per arredo esterno), codice attività 31.09.90; Fabbricazione di casse funebri,
41
codice attività 32.99.40; Riparazioni di altri prodotti in legno nca, codice
attività 33.19.04; Riparazione di mobili e di oggetti di arredamento, codice
attività 95.24.01; Laboratori di tappezzeria, codice attività 95.24.02;
5) Studio di settore UD09B (che sostituisce lo studio di settore TD09B) –
Taglio e piallatura del legno, codice attività 16.10.00; Fabbricazione di fogli
da impiallacciatura e di pannelli a base di legno, codice attività 16.21.00;
Fabbricazione di imballaggi in legno, codice attività 16.24.00; Riparazioni di
pallets e contenitori in legno per trasporto, codice attività 33.19.01;
6) Studio di settore UD16U (che sostituisce lo studio di settore TD16U) –
Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno, codice attività
14.13.20;
7) Studio di settore UD19U (che sostituisce lo studio di settore TD19U) –
Fabbricazione di porte, finestre e loro telai, imposte e cancelli metallici,
codice attività 25.12.10; Fabbricazione di strutture metalliche per tende da
sole, tende alla veneziana e simili, codice attività 25.12.20;
8) Studio di settore UD20U (che sostituisce lo studio di settore TD20U) –
Attività dei maniscalchi, codice attività 01.62.01; Fabbricazione di pannelli
stratificati in acciaio, codice attività 24.33.01; Fabbricazione di strutture
metalliche e parti assemblate di strutture, codice attività 25.11.00;
Fabbricazione di radiatori e contenitori in metallo per caldaie per il
riscaldamento centrale, codice attività 25.21.00; Fabbricazione di cisterne,
serbatoi e contenitori in metallo per impieghi di stoccaggio o di produzione,
codice attività 25.29.00; Fabbricazione di generatori di vapore (esclusi i
contenitori in metallo per caldaie per il riscaldamento centrale ad acqua
calda), codice attività 25.30.00; Fucinatura, imbutitura, stampaggio e
profilatura dei metalli; metallurgia delle polveri, codice attività 25.50.00;
Trattamento e rivestimento dei metalli, codice attività 25.61.00;
Fabbricazione di articoli di coltelleria, posateria ed armi bianche, codice
attività 25.71.00; Fabbricazione di serrature e cerniere e ferramenta simili,
codice attività 25.72.00; Fabbricazione di utensileria ad azionamento
manuale, codice attività 25.73.11; Fabbricazione di bidoni in acciaio e
contenitori analoghi per il trasporto e l’imballaggio, codice attività 25.91.00;
Fabbricazione di imballaggi leggeri in metallo, codice attività 25.92.00;
Fabbricazione di prodotti fabbricati con fili metallici, codice attività 25.93.10;
Fabbricazione di molle, codice attività 25.93.20; Fabbricazione di catene
fucinate senza saldatura e stampate, codice attività 25.93.30; Fabbricazione di
articoli di bulloneria, codice attività 25.94.00; Fabbricazione di stoviglie,
pentolame, vasellame, attrezzi da cucina e altri accessori casalinghi non
elettrici, articoli metallici per l’arredamento di stanze da bagno, codice attività
25.99.19; Fabbricazione di casseforti, forzieri e porte metalliche blindate,
codice attività 25.99.20; Fabbricazione di oggetti in ferro, in rame ed altri
metalli, codice attività 25.99.30; Fabbricazione di altri articoli metallici e
minuteria metallica nca, codice attività 25.99.99; Fabbricazione di caldaie per
riscaldamento, codice attività 28.21.21; Fabbricazione di articoli in metallo
per la sicurezza personale, codice attività 32.99.13; Riparazione e
manutenzione di utensileria ad azionamento manuale, codice attività
33.11.02; Riparazione e manutenzione di casseforti, forzieri, porte metalliche
blindate, codice attività 33.11.04; Riparazione e manutenzione di armi
42
bianche, codice attività 33.11.05; Riparazione e manutenzione di altri prodotti
in metallo, codice attività 33.11.09; Installazione di cisterne, serbatoi e
contenitori in metallo, codice attività 33.20.04; Installazione di generatori di
vapore (escluse le caldaie per il riscaldamento centrale ad acqua calda),
codice attività 33.20.05; Posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate,
codice attività 43.32.01;
9) Studio di settore UD21U(che sostituisce lo studio di settore TD21U) –
Fabbricazione di armature per occhiali di qualsiasi tipo; montatura in serie di
occhiali comuni, codice attività 32.50.50;
10) Studio di settore UD24U (che sostituisce lo studio di settore TD24U) –
Confezione di articoli in pelliccia, codice attività 14.20.00; Commercio al
dettaglio di pellicce e di abbigliamento in pelle, codice attività 47.71.40;
11) Studio di settore UD26U(che sostituisce lo studio di settore TD26U) –
Confezione di abbigliamento in pelle e similpelle, codice attività 14.11.00;
12) Studio di settore UD27U (che sostituisce lo studio di settore TD27U) –
Fabbricazione di altri articoli da viaggio, borse e simili, pelletteria e selleria,
codice attività 15.12.09;
13) Studio di settore UD28U (che sostituisce lo studio di settore TD28U) –
Lavorazione e trasformazione del vetro piano, codice attività 23.12.00;
Fabbricazione di vetrerie per laboratori, per uso igienico, per farmacia, codice
attività 23.19.10; Lavorazione di vetro a mano e a soffio artistico, codice
attività 23.19.20; Fabbricazione di altri prodotti in vetro (inclusa la vetreria
tecnica), codice attività 23.19.90; Riparazione di articoli in vetro, codice
attività 33.19.03;
14) Studio di settore UD32U (che sostituisce lo studio di settore TD32U) –
Fabbricazione di armi e munizioni, codice attività 25.40.00; Lavori di meccanica
generale, codice attività 25.62.00; Fabbricazione di parti intercambiabili per
macchine utensili, codice attività 25.73.12; Fabbricazione di stampi,
portastampi, sagome, forme per macchine, codice attività 25.73.20;
Fabbricazione di apparecchiature di irradiazione per alimenti e latte, codice
attività 26.60.01; Fabbricazione di elettrodomestici, codice attività 27.51.00;
Fabbricazione di apparecchi per uso domestico non elettrici, codice attività
27.52.00; Fabbricazione di apparecchiature elettriche per saldature e
brasature, codice attività 27.90.01; Fabbricazione di motori a combustione
interna (esclusi i motori destinati ai mezzi di trasporto su strada e ad
aeromobili), codice attività 28.11.11; Fabbricazione di turbine e
turboalternatori (incluse parti e accessori), codice attività 28.11.20;
Fabbricazione di apparecchiature fluidodinamiche, codice attività 28.12.00;
Fabbricazione di altre pompe e compressori, codice attività 28.13.00;
Fabbricazione di altri rubinetti e valvole, codice attività 28.14.00;
Fabbricazione di organi di trasmissione (esclusi quelli idraulici e quelli per
autoveicoli, aeromobili e motocicli), codice attività 28.15.10; Fabbricazione
di cuscinetti a sfere, codice attività 28.15.20; Fabbricazione di forni, fornaci e
bruciatori, codice attività 28.21.10; Fabbricazione di altri sistemi per
riscaldamento, codice attività 28.21.29; Fabbricazione di ascensori,
montacarichi e scale mobili, codice attività 28.22.01; Fabbricazione di gru,
argani, verricelli a mano e a motore, carrelli trasbordatori, carrelli elevatori e
43
piattaforme girevoli, codice attività 28.22.02; Fabbricazione di altre macchine
e apparecchi di sollevamento e movimentazione, codice attività 28.22.09;
Fabbricazione di utensili portatili a motore, codice attività 28.24.00;
Fabbricazione di attrezzature di uso non domestico per la refrigerazione e la
ventilazione; fabbricazione di condizionatori domestici fissi, codice attività
28.25.00; Fabbricazione di bilance e di macchine automatiche per la vendita e
la distribuzione (incluse parti staccate e accessori), codice attività 28.29.10;
Fabbricazione di macchine e apparecchi per le industrie chimiche,
petrolchimiche e petrolifere (incluse parti e accessori), codice attività
28.29.20; Fabbricazione di macchine automatiche per la dosatura, la
confezione e per l’imballaggio (incluse parti e accessori), codice attività
28.29.30; Fabbricazione di apparecchi per depurare e filtrare liquidi e gas per
uso non domestico, codice attività 28.29.91; Fabbricazione di macchine per la
pulizia (incluse le lavastoviglie) per uso non domestico, codice attività
28.29.92; Fabbricazione di altro materiale meccanico e di altre macchine di
impiego generale nca, codice attività 28.29.99; Fabbricazione di trattori
agricoli, codice attività 28.30.10; Fabbricazione di altre macchine per
l’agricoltura, la silvicoltura e la zootecnia, codice attività 28.30.90;
Fabbricazione di macchine utensili per la formatura dei metalli (incluse parti
e accessori ed escluse le parti intercambiabili), codice attività 28.41.00;
Fabbricazione di altre macchine utensili (incluse parti e accessori) nca, codice
attività 28.49.09; Fabbricazione di macchine per la metallurgia (incluse parti
e accessori), codice attività 28.91.00; Fabbricazione di altre macchine da
miniera, cava e cantiere (incluse parti e accessori), codice attività 28.92.09;
Fabbricazione di macchine per l’industria alimentare, delle bevande e del
tabacco (incluse parti e accessori), codice attività 28.93.00; Fabbricazione di
macchine tessili, di macchine e di impianti per il trattamento ausiliario dei
tessili, di macchine per cucire e per maglieria (incluse parti e accessori),
codice attività 28.94.10; Fabbricazione di macchine e apparecchi per
l’industria delle pelli, del cuoio e delle calzature (incluse parti e accessori),
codice attività 28.94.20; Fabbricazione di apparecchiature e di macchine per
lavanderie e stirerie (incluse parti e accessori), codice attività 28.94.30;
Fabbricazione di macchine per l’industria della carta e del cartone (incluse
parti e accessori), codice attività 28.95.00; Fabbricazione di macchine per
l’industria delle materie plastiche e della gomma (incluse parti e accessori),
codice attività 28.96.00; Fabbricazione di macchine per la stampa e la
legatoria (incluse parti e accessori), codice attività 28.99.10; Fabbricazione di
robot industriali per usi molteplici (incluse parti e accessori), codice attività
28.99.20; Fabbricazione di altre macchine ed attrezzature per impieghi
speciali nca (incluse parti e accessori), codice attività 28.99.99; Fabbricazione
di missili balistici, codice attività 30.30.02; Fabbricazione di veicoli militari
da combattimento, codice attività 30.40.00; Fabbricazione di centrifughe per
laboratori, codice attività 32.50.14; Riparazione e manutenzione di stampi,
portastampi, sagome, forme per macchine, codice attività 33.11.01;
Riparazione e manutenzione di armi, sistemi d’arma e munizioni, codice
attività 33.11.03; Riparazione e manutenzione di macchine di impiego
generale, codice attività 33.12.10; Riparazione e manutenzione di forni,
fornaci e bruciatori, codice attività 33.12.20; Riparazione e manutenzione di
macchine e apparecchi di sollevamento e movimentazione (esclusi ascensori),
codice attività 33.12.30; Riparazione e manutenzione di attrezzature di uso
44
non domestico per la refrigerazione e la ventilazione, codice attività 33.12.40;
Riparazione e manutenzione di bilance e macchine automatiche per la vendita
e la distribuzione, codice attività 33.12.52; Riparazione e manutenzione di
macchine per le industrie chimiche, petrolchimiche e petrolifere, codice
attività 33.12.53; Riparazione e manutenzione di macchine per la dosatura, la
confezione e l’imballaggio, codice attività 33.12.54; Riparazione e
manutenzione di estintori (inclusa la ricarica), codice attività 33.12.55;
Riparazione e manutenzione di altre macchine di impiego generale nca,
codice attività 33.12.59; Riparazione e manutenzione di altre macchine per
l’agricoltura, la silvicoltura e la zootecnia, codice attività 33.12.70;
Riparazione e manutenzione di parti intercambiabili per macchine utensili,
codice attività 33.12.91; Riparazione e manutenzione di altre macchine per
impieghi speciali nca (incluse le macchine utensili), codice attività 33.12.99;
Riparazione e manutenzione di apparati di distillazione per laboratori, di
centrifughe per laboratori e di macchinari per pulizia ad ultrasuoni per
laboratori, codice attività 33.13.04; Installazione di altre macchine ed
apparecchiature industriali, codice attività 33.20.09; Riparazione di articoli
per il giardinaggio, codice attività 95.22.02;
15) Studio di settore UD33U (che sostituisce lo studio di settore TD33U) –
Produzione di metalli preziosi e semilavorati, codice attività 24.41.00;
Fabbricazione di oggetti di gioielleria ed oreficeria in metalli preziosi o
rivestiti di metalli preziosi, codice attività 32.12.10; Lavorazione di pietre
preziose e semipreziose per gioielleria e per uso industriale, codice attività
32.12.20;
16) Studio di settore UD35U (che sostituisce lo studio di settore TD35U) – Altra
stampa, codice attività 18.12.00; Lavorazioni preliminari alla stampa e ai
media, codice attività 18.13.00; Legatoria e servizi connessi, codice attività
18.14.00; Edizione di libri, codice attività 58.11.00; Pubblicazione di elenchi,
codice attività 58.12.01; Edizione di riviste e periodici, codice attività
58.14.00; Altre attività editoriali, codice attività 58.19.00; Edizione di musica
stampata, codice attività 59.20.20;
17) Studio di settore UD38U (che sostituisce lo studio di settore TD38U) –
Fabbricazione di altri mobili metallici per ufficio e negozi, codice attività
31.01.21;
18) Studio di settore UD47U (che sostituisce lo studio di settore TD47U) –
Fabbricazione di carta e cartone ondulato e di imballaggi di carta e cartone
(esclusi quelli in carta pressata), codice di attività 17.21.00; Fabbricazione di
prodotti cartotecnici scolastici e commerciali quando l’attività di stampa non è
la principale caratteristica, codice attività 17.23.01; Fabbricazione di altri
prodotti cartotecnici, codice di attività 17.23.09; Fabbricazione di altri articoli
di carta e cartone, codice attività 17.29.00;
SERVIZI
19) Studio di settore TG57U (che sostituisce lo studio di settore SG57U) –
Attività dei centri di radioterapia, codice attività 86.22.03; Attività dei centri
45
di dialisi, codice attività 86.22.04; Centri di medicina estetica, codice attività
86.22.06; Altri studi medici specialistici e poliambulatori, codice attività
86.22.09; Laboratori radiografici, codice attività 86.90.11; Laboratori di
analisi cliniche, codice attività 86.90.12; Attività degli ambulatori tricologici,
codice attività 86.90.41;
20) Studio di settore TG96U (che sostituisce lo studio di settore SG96U) –
Lavaggio auto, codice attività 45.20.91; Altre attività di manutenzione e di
riparazione di autoveicoli, codice attività 45.20.99; Attività di traino e
soccorso stradale, codice attività 52.21.60;
21) Studio di settore UG31U (che sostituisce lo studio di settore TG31U) –
Riparazioni meccaniche di autoveicoli, codice attività 45.20.10; Riparazione
di carrozzerie di autoveicoli, codice attività 45.20.20; Riparazione di impianti
elettrici e di alimentazione per autoveicoli, codice attività 45.20.30;
Riparazione e sostituzione di pneumatici per autoveicoli, codice di attività
45.20.40; Manutenzione e riparazione di motocicli e ciclomotori (inclusi i
pneumatici), codice attività 45.40.30;
22) Studio di settore UG33U (che sostituisce lo studio di settore TG33U) –
Servizi degli istituti di bellezza, codice attività 96.02.02; Attività di tatuaggio
e piercing, codice attività 96.09.02;
23) Studio di settore UG34U (che sostituisce lo studio di settore TG34U) –
Servizi dei saloni di barbiere e parrucchiere, codice attività 96.02.01;
24) Studio di settore UG36U (che sostituisce lo studio di settore TG36U) –
Ristorazione con somministrazione, codice attività 56.10.11; Ristorazione
senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto, codice attività
56.10.20; Ristorazione ambulante, codice attività 56.10.42;
25) Studio di settore UG37U (che sostituisce lo studio di settore TG37U) –
Gelaterie e pasticcerie, codice attività 56.10.30; Gelaterie e pasticcerie
ambulanti, codice attività 56.10.41; Bar e altri esercizi simili senza cucina,
codice attività 56.30.00;
26) Studio di settore UG50U (che sostituisce lo studio di settore TG50U) –
Intonacatura e stuccatura, codice attività 43.31.00; Rivestimento di pavimenti
e di muri, codice attività 43.33.00; Tinteggiatura e posa in opera di vetri,
codice attività 43.34.00; Attività non specializzate di lavori edili (muratori),
codice attività 43.39.01; Altri lavori di completamento e di finitura degli
edifici nca, codice attività 43.39.09; Pulizia a vapore, sabbiatura e attività
simili per pareti esterne di edifici, codice attività 43.99.01;
27) Studio di settore UG51U (che sostituisce lo studio di settore TG51U) –
Attività di conservazione e restauro di opere d’arte, codice attività 90.03.02;
28) Studio di settore UG55U (che sostituisce lo studio di settore TG55U) –
Servizi di pompe funebri e attività connesse, codice attività 96.03.00;
29) Studio di settore UG58U (che sostituisce lo studio di settore TG58U) –
Villaggi turistici, codice attività 55.20.10; Aree di campeggio e aree attrezzate
per camper e roulotte, codice attività 55.30.00;
46
30) Studio di settore UG60U (che sostituisce lo studio di settore TG60U) –
Gestione di stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali, codice attività
93.29.20;
31) Studio di settore UG68U (che sostituisce lo studio di settore TG68U) –
Trasporto di merci su strada, codice attività 49.41.00; Servizi di trasloco,
codice di attività 49.42.00;
32) Studio di settore UG70U (che sostituisce lo studio di settore TG70U) –
Pulizia generale (non specializzata) di edifici, codice attività 81.21.00; Altre
attività di pulizia specializzata di edifici e di impianti e macchinari industriali,
codice attività 81.22.02; Altre attività di pulizia nca, codice attività 81.29.99;
33) Studio di settore UG72A (che sostituisce lo studio di settore TG72A) –
Trasporto con taxi, codice attività 49.32.10; Trasporto mediante noleggio di
autovetture da rimessa con conducente, codice attività 49.32.20;
34) Studio di settore UG72B (che sostituisce lo studio di settore TG72B) –
Trasporto terrestre di passeggeri in aree urbane e suburbane, codice attività
49.31.00; Gestioni di funicolari, ski-lift e seggiovie se non facenti parte dei
sistemi di transito urbano o suburbano, codice attività 49.39.01; Altre attività
di trasporti terrestri di passeggeri nca, codice attività 49.39.09;
35) Studio di settore UG75U (che sostituisce lo studio di settore TG75U) –
Installazione di impianti elettrici in edifici o in altre opere di costruzione
(inclusa manutenzione e riparazione), codice attività 43.21.01; Installazione
di impianti elettronici (inclusa manutenzione e riparazione), codice attività
43.21.02; Installazione impianti di illuminazione stradale e dispositivi elettrici
di segnalazione, illuminazione delle piste degli aeroporti (inclusa
manutenzione e riparazione), codice attività 43.21.03; Installazione di
impianti idraulici, di riscaldamento e di condizionamento dell’aria (inclusa
manutenzione e riparazione) in edifici o in altre opere di costruzione, codice
attività 43.22.01; Installazione di impianti per la distribuzione del gas (inclusa
manutenzione e riparazione), codice attività 43.22.02; Installazione di
impianti di spegnimento antincendio (inclusi quelli integrati e la
manutenzione e riparazione), codice attività 43.22.03; Installazione di
impianti di depurazione per piscine (inclusa manutenzione e riparazione),
codice attività 43.22.04; Installazione di impianti di irrigazione per giardini
(inclusa manutenzione e riparazione), codice attività 43.22.05; Installazione,
riparazione e manutenzione di ascensori e scale mobili, codice attività
43.29.01; Lavori di isolamento termico, acustico o antivibrazioni, codice
attività 43.29.02; Altri lavori di costruzione e installazione nca, codice attività
43.29.09; Posa in opera di infissi, arredi, controsoffitti, pareti mobili e simili,
codice attività 43.32.02;
ATTIVITÀ PROFESSIONALI
36) Studio di settore TK29U (che sostituisce lo studio di settore TK29U) –
Attività di studio geologico e di prospezione geognostica e mineraria, codice
attività 71.12.50; Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo della geologia,
codice attività 72.19.01;
47
37) Studio di settore UK01U (che sostituisce lo studio di settore TK01U) –
Attività degli studi notarili, codice attività 69.10.20;
38) Studio di settore UK08U (che sostituisce lo studio di settore TK08U) –
Altre attività dei disegnatori grafici, codice attività 74.10.29; Attività dei
disegnatori tecnici, codice attività 74.10.30;
39) Studio di settore UK16U (che sostituisce lo studio di settore TK16U) –
Amministrazione di condomini e gestione di beni immobili per conto terzi,
codice attività 68.32.00; Servizi integrati di gestione agli edifici, codice
attività 81.10.00;
40) Studio di settore UK20U (che sostituisce lo studio di settore TK20U) –
Attività svolta da psicologi, codice attività 86.90.30;
41) Studio di settore UK56U (che sostituisce lo studio di settore TK56U) –
Laboratori di analisi cliniche, codice attività 86.90.12;
COMMERCIO
42) Studio di settore TM47U (che sostituisce lo studio SM47U) – Commercio al
dettaglio di natanti e accessori, codice attività 47.64.20;
43) Studio di settore TM81U (che sostituisce lo studio SM81U) – Commercio
all’ingrosso di prodotti petroliferi e lubrificanti per autotrazione, di
combustibili per riscaldamento, codice attività 46.71.00;
44) Studio di settore UM06A (che sostituisce lo studio di settore TM06A) –
Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di computer, periferiche,
attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di consumo audio e video,
elettrodomestici, codice attività 47.19.20; Commercio al dettaglio di
apparecchiature per le telecomunicazioni e la telefonia in esercizi
specializzati, codice attività 47.42.00; Commercio al dettaglio di apparecchi
audio e video in esercizi specializzati, codice attività 47.43.00; Commercio al
dettaglio di tende e tendine, codice attività 47.53.11; Commercio al dettaglio
di elettrodomestici in esercizi specializzati, codice attività 47.54.00;
Commercio al dettaglio di utensili per la casa, di cristallerie e vasellame,
codice attività 47.59.20; Commercio al dettaglio di articoli per
l’illuminazione, codice attività 47.59.30; Commercio al dettaglio di macchine
per cucire e per maglieria per uso domestico, codice attività 47.59.40;
Commercio al dettaglio di altri articoli per uso domestico nca, codice attività
47.59.99; Commercio al dettaglio di registrazioni musicali e video in esercizi
specializzati, codice attività 47.63.00;
45) Studio di settore UM06B (che sostituisce lo studio di settore TM06B) –
Commercio al dettaglio di strumenti musicali e spartiti, codice attività
47.59.60;
46) Studio di settore UM08U (che sostituisce lo studio di settore TM08U) –
Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli per il tempo
libero, codice attività 47.64.10; Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli
(inclusi quelli elettronici), codice attività 47.65.00; Commercio al dettaglio di
48
armi e munizioni, articoli militari, codice attività 47.78.50; Ricarica di
bombole per attività subacquee, codice attività 93.19.91;
47) Studio di settore UM09A (che sostituisce lo studio di settore TM09A) –
Commercio all’ingrosso e al dettaglio di autovetture e di autoveicoli leggeri,
codice attività 45.11.01; Intermediari del commercio di autovetture e di
autoveicoli leggeri (incluse le agenzie di compravendita), codice attività
45.11.02; Commercio all’ingrosso e al dettaglio di altri autoveicoli, codice
attività 45.19.01; Intermediari del commercio di altri autoveicoli (incluse le
agenzie di compravendita), codice attività 45.19.02;
48) Studio di settore UM09B (che sostituisce lo studio di settore TM09B) –
Commercio all’ingrosso e al dettaglio di motocicli e ciclomotori, codice
attività 45.40.11; Intermediari del commercio di motocicli e ciclomotori,
codice attività 45.40.12;
49) Studio di settore UM10U (che sostituisce lo studio di settore TM10U) –
Commercio all’ingrosso di parti e accessori di autoveicoli, codice attività
45.31.01; Intermediari del commercio di parti ed accessori di autoveicoli,
codice attività 45.31.02; Commercio al dettaglio di parti e accessori di
autoveicoli, codice attività 45.32.00; Commercio all’ingrosso e al dettaglio di
parti e accessori per motocicli e ciclomotori, codice attività 45.40.21;
Intermediari del commercio di parti ed accessori di motocicli e ciclomotori,
codice attività 45.40.22;
50) Studio di settore UM15B (che sostituisce lo studio di settore TM15B)-
Commercio al dettaglio di materiale per ottica e fotografia, codice attività
47.78.20;
51) Studio di settore UM16U (che sostituisce lo studio di settore TM16U) –
Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per
l’igiene personale, codice attività 47.75.10;
52) Studio di settore UM18A (che sostituisce lo studio di settore TM18A)-
Commercio all’ingrosso di fiori e piante, codice attività 46.22.00;
53) Studio di settore UM18B (che sostituisce lo studio di settore TM18B)-
Commercio all’ingrosso di animali vivi, codice attività 46.23.00;
54) Studio di settore UM19U (che sostituisce lo studio di settore TM19U) –
Commercio all’ingrosso di tessuti, codice attività 46.41.10; Commercio
all’ingrosso di articoli di merceria, filati e passamaneria, codice attività
46.41.20; Commercio all’ingrosso di altri articoli tessili, codice attività
46.41.90; Commercio all’ingrosso di abbigliamento e accessori, codice
attività 46.42.10; Commercio all’ingrosso di camicie, biancheria intima,
maglieria e simili, codice attività 46.42.30;
55) Studio di settore UM20U (che sostituisce lo studio di settore TM20U) –
Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio, codice
attività 47.62.20;
56) Studio di settore UM21A (che sostituisce lo studio di settore TM21A) –
Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi freschi, codice attività 46.31.10;
49
57) Studio di settore UM21B (che sostituisce lo studio di settore TM21B) –
Commercio all’ingrosso di bevande alcoliche, codice attività 46.34.10;
Commercio all’ingrosso di bevande non alcoliche, codice attività 46.34.20;
58) Studio di settore UM21C (che sostituisce lo studio di settore TM21C) –
Commercio all’ingrosso di prodotti della pesca freschi, codice attività
46.38.10; Commercio all’ingrosso di prodotti della pesca congelati, surgelati,
conservati, secchi, codice attività 46.38.20;
59) Studio di settore UM21D (che sostituisce lo studio di settore TM21D) –
Commercio all’ingrosso di carne fresca, congelata e surgelata, codice attività
46.32.10;
60) Studio di settore UM21E (che sostituisce lo studio di settore TM21E) –
Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi conservati, codice attività 46.31.20;
Commercio all’ingrosso di prodotti di salumeria, codice attività 46.32.20;
Commercio all’ingrosso di prodotti lattiero-caseari e di uova, codice attività
46.33.10; Commercio all’ingrosso di oli e grassi alimentari di origine vegetale
o animale, codice attività 46.33.20; Commercio all’ingrosso di zucchero,
cioccolato, dolciumi e prodotti da forno, codice attività 46.36.00; Commercio
all’ingrosso di tè, cacao e spezie, codice attività 46.37.02; Commercio
all’ingrosso di pasti e piatti pronti, codice attività 46.38.30; Commercio
all’ingrosso di altri prodotti alimentari, codice attività 46.38.90; Commercio
all’ingrosso non specializzato di prodotti surgelati, codice attività 46.39.10;
Commercio all’ingrosso non specializzato di altri prodotti alimentari, bevande
e tabacco, codice attività 46.39.20;
61) Studio di settore UM22A (che sostituisce lo studio di settore TM22A) –
Commercio all’ingrosso di elettrodomestici, di elettronica di consumo audio e
video, codice attività 46.43.10; Commercio all’ingrosso di supporti registrati,
audio, video (Cd, Dvd e altri supporti), codice attività 46.43.20; Commercio
all’ingrosso di articoli per l’illuminazione; materiale elettrico vario per uso
domestico, codice attività 46.47.30; Commercio all’ingrosso di apparecchi e
materiali telefonici, codice attività 46.52.01; Commercio all’ingrosso di nastri
non registrati, codice attività 46.52.02;
62) Studio di settore UM22B (che sostituisce lo studio di settore TM22B) –
Commercio all’ingrosso di vetreria e cristalleria, codice attività 46.44.10;
Commercio all’ingrosso di ceramiche e porcellana, codice attività 46.44.20;
Commercio all’ingrosso di coltelleria, posateria e pentolame, codice attività
46.44.40;
63) Studio di settore UM22C (che sostituisce lo studio di settore TM22C) –
Commercio all’ingrosso di mobili di qualsiasi materiale, codice attività
46.47.10;
64) Studio di settore UM25A (che sostituisce lo studio di settore TM25A) –
Commercio all’ingrosso di giochi e giocattoli, codice attività 46.49.30;
65) Studio di settore UM25B (che sostituisce lo studio di settore TM25B) –
Commercio all’ingrosso di articoli sportivi (incluse le biciclette), codice
attività 46.49.40; Commercio all’ingrosso di imbarcazioni da diporto, codice
attività 46.69.11;
50
66) Studio di settore UM29U (che sostituisce lo studio di settore TM29U) –
Commercio al dettaglio di mobili per la casa, codice attività 47.59.10;
Commercio al dettaglio di articoli in legno, sughero, vimini e articoli in
plastica per uso domestico, codice attività 47.59.91;
67) Studio di settore UM30U (che sostituisce lo studio di settore TM30U) –
Commercio al dettaglio di prodotti surgelati, codice attività 47.11.50;
68) Studio di settore UM32U (che sostituisce lo studio di settore TM32U) –
Commercio al dettaglio di oggetti d’arte (incluse le gallerie d’arte), codice
attività 47.78.31; Commercio al dettaglio di oggetti d’artigianato, codice
attività 47.78.32; Commercio al dettaglio di arredi sacri ed articoli religiosi,
codice attività 47.78.33; Commercio al dettaglio di articoli da regalo e per
fumatori, codice attività 47.78.34; Commercio al dettaglio di bomboniere,
codice attività 47.78.35; Commercio al dettaglio di chincaglieria e bigiotteria
(inclusi gli oggetti ricordo e gli articoli di promozione pubblicitaria), codice
attività 47.78.36; Commercio al dettaglio di articoli per le belle arti, codice
attività 47.78.37;
69) Studio di settore UM35U (che sostituisce lo studio di settore TM35U) –
Erboristerie, codice attività 47.75.20.
51
ALLEGATO N. 2
ELENCO DEGLI STUDI DI SETTORE DA REVISIONARE PER IL PERIODO
D’IMPOSTA 2009 E RELATIVE ATTIVITÀ ECONOMICHE
(PROVVEDIMENTO DEL DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE DEL
16 GENNAIO 2009)
SG98U (primo anno di applicazione 2006)
95.12.01 – Riparazione e manutenzione di telefoni fissi, cordless e cellulari
95.29.02 – Riparazione di articoli sportivi (escluse le armi sportive) e
attrezzature da campeggio (incluse le biciclette)
95.29.03 – Modifica e riparazione di articoli di vestiario non effettuate dalle
sartorie
95.29.04 – Servizi di riparazioni rapide, duplicazione chiavi, affilatura coltelli,
stampa immediata su articoli tessili, incisioni rapide su metallo non prezioso
95.29.09 – Riparazione di altri beni di consumo per uso personale e per la
casa nca
SG99U (primo anno di applicazione 2006)
63.99.00 – Altre attività dei servizi di informazione nca
74.90.94 – Agenzie ed agenti o procuratori per lo spettacolo e lo sport
74.90.99 – Altre attività professionali nca
77.40.00 – Concessione dei diritti di sfruttamento di proprietà intellettuale e
prodotti simili (escluse le opere protette dal copyright)
82.11.01 – Servizi integrati di supporto per le funzioni d’ufficio
82.11.02 – Gestione di uffici temporanei, uffici residence
82.99.99 – Altri servizi di supporto alle imprese nca
96.09.03 – Agenzie matrimoniali e d’incontro
96.09.04 – Servizi di cura degli animali da compagnia (esclusi i servizi
veterinari)
96.09.05 – Organizzazione di feste e cerimonie
96.09.09 – Altre attività di servizi per la persona nca
SK30U (primo anno di applicazione 2006)
71.12.40 – Attività di cartografia e aerofotogrammetria
74.90.21 – Consulenza sulla sicurezza ed igiene dei posti di lavoro
74.90.92 – Attività riguardanti le previsioni meteorologiche
74.90.93 – Altre attività di consulenza tecnica nca
SM87U (primo anno di applicazione 2006)
47.19.10 – Grandi magazzini
47.19.90 – Empori ed altri negozi non specializzati di vari prodotti non
alimentari
47.73.20 – Commercio al dettaglio in altri esercizi specializzati di medicinali
non soggetti a prescrizione medica
47.78.60 – Commercio al dettaglio di saponi, detersivi, prodotti per la
lucidatura e affini
52
47.78.91 – Commercio al dettaglio di filatelia, numismatica e articoli da
collezionismo
47.78.92 – Commercio al dettaglio di spaghi, cordami, tele e sacchi di juta e
prodotti per l’imballaggio (esclusi quelli in carta e cartone)
47.78.93 – Commercio al dettaglio di articoli funerari e cimiteriali
47.78.94 – Commercio al dettaglio di articoli per adulti (sexy shop)
47.78.99 – Commercio al dettaglio di altri prodotti non alimentari nca
47.79.10 – Commercio al dettaglio di libri di seconda mano
47.79.30 – Commercio al dettaglio di indumenti e altri oggetti usati
SM88U (primo anno di applicazione 2006)
46.47.20 – Commercio all’ingrosso di tappeti
46.49.90 – Commercio all’ingrosso di vari prodotti di consumo non
alimentare nca
46.69.93 – Commercio all’ingrosso di giochi per luna-park e videogiochi per
pubblici esercizi
46.69.94 – Commercio all’ingrosso di articoli antincendio e antinfortunistici
46.73.21 – Commercio all’ingrosso di moquette e linoleum
46.76.10 – Commercio all’ingrosso di fibre tessili gregge e semilavorate
46.76.30 – Commercio all’ingrosso di imballaggi
46.76.90 – Commercio all’ingrosso di altri prodotti intermedi nca
46.90.00 – Commercio all’ingrosso non specializzato
TD05U (primo anno di applicazione 2006)
10.11.00 – Produzione di carne non di volatili e di prodotti della macellazione
(attività dei mattatoi)
10.12.00 – Produzione di carne di volatili e prodotti della loro macellazione
(attività dei mattatoi)
10.13.00 – Produzione di prodotti a base di carne (inclusa la carne di volatili)
10.85.01 – Produzione di piatti pronti a base di carne e pollame
10.89.01 – Produzione di estratti e succhi di carne
TD11U (primo anno di applicazione 2006)
10.41.10 – Produzione di olio di oliva da olive prevalentemente non di
produzione propria
10.41.20 – Produzione di olio raffinato o grezzo da semi oleosi o frutti oleosi
prevalentemente non di produzione propria
TD15U (primo anno di applicazione 2006)
10.51.10 – Trattamento igienico del latte
10.51.20 – Produzione dei derivati del latte
TD17U (primo anno di applicazione 2006)
22.19.09 – Fabbricazione di altri prodotti in gomma nca
22.21.00 – Fabbricazione di lastre, fogli, tubi e profilati in materie plastiche
22.22.00 – Fabbricazione di imballaggi in materie plastiche
22.23.02 – Fabbricazione di porte, finestre, intelaiature eccetera in plastica
per l’edilizia
22.23.09 – Fabbricazione di altri articoli in plastica per l’edilizia
22.29.09 – Fabbricazione di altri articoli in materie plastiche nca
53
27.33.09 – Fabbricazione di altre attrezzature per cablaggio
32.99.12 – Fabbricazione di articoli in plastica per la sicurezza personale
33.19.02 – Riparazione di prodotti in gomma
TD22U (primo anno di applicazione 2005)
27.40.09 – Fabbricazione di altre apparecchiature per illuminazione
27.90.02 – Fabbricazione di insegne elettriche e apparecchiature elettriche di
segnalazione
TD23U (primo anno di applicazione 2006)
16.29.40 – Laboratori di corniciai
TD25U (primo anno di applicazione 2005)
15.11.00 – Preparazione e concia del cuoio e pelle; preparazione e tintura di
pellicce
TD29U (primo anno di applicazione 2005)
23.61.00 – Fabbricazione di prodotti in calcestruzzo per l’edilizia
23.63.00 – Produzione di calcestruzzo pronto per l’uso
23.69.00 – Fabbricazione di altri prodotti in calcestruzzo, gesso e cemento
TD30U (primo anno di applicazione 2006)
38.31.10 – Demolizione di carcasse
38.32.10 – Recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami
metallici
38.32.20 – Recupero e preparazione per il riciclaggio di materiale plastico
per produzione di materie prime plastiche, resine sintetiche
38.32.30 – Recupero e preparazione per il riciclaggio dei rifiuti solidi urbani,
industriali e biomasse
46.77.10 – Commercio all’ingrosso di rottami e sottoprodotti della lavorazione
industriale metallici
46.77.20 – Commercio all’ingrosso di altri materiali di recupero non metallici
(vetro, carta, cartoni eccetera); sottoprodotti non metallici della lavorazione
industriale (cascami)
TD31U (primo anno di applicazione 2006)
20.41.10 – Fabbricazione di saponi, detergenti e di agenti organici
tensioattivi (esclusi i prodotti per toletta)
20.41.20 – Fabbricazione di specialità chimiche per uso domestico e per
manutenzione
20.42.00 – Fabbricazione di prodotti per toletta: profumi, cosmetici, saponi e
simili
20.53.00 – Fabbricazione di oli essenziali
TD36U (primo anno di applicazione 2005)
24.10.00 – Siderurgia – Fabbricazione di ferro, acciaio e ferroleghe
24.31.00 – Stiratura a freddo di barre
24.32.00 – Laminazione a freddo di nastri
24.33.02 – Profilatura mediante formatura o piegatura a freddo
24.34.00 – Trafilatura a freddo
54
24.51.00 – Fusione di ghisa e produzione di tubi e raccordi in ghisa
24.52.00 – Fusione di acciaio
24.53.00 – Fusione di metalli leggeri
24.54.00 – Fusione di altri metalli non ferrosi
TD37U (primo anno di applicazione 2005)
30.11.02 – Cantieri navali per costruzioni metalliche e non metalliche (esclusi
i sedili per navi)
30.12.00 – Costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive
33.15.00 – Riparazione e manutenzione di navi commerciali e imbarcazioni
da diporto (esclusi i loro motori)
TG38U (primo anno di applicazione 2006)
95.23.00 – Riparazione di calzature e articoli da viaggio in pelle, cuoio o in
altri materiali simili
TG40U (primo anno di applicazione 2006)
41.10.00 – Sviluppo di progetti immobiliari senza costruzione
42.99.01 – Lottizzazione dei terreni connessa con l’urbanizzazione
68.10.00 – Compravendita di beni immobili effettuata su beni propri
68.20.01 – Locazione immobiliare di beni propri o in leasing (affitto)
68.20.02 – Affitto di aziende
TG42U (primo anno di applicazione 2006)
73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari
73.12.00 – Attività delle concessionarie e degli altri intermediari di servizi
pubblicitari
TG46U (primo anno di applicazione 2005)
33.12.60 – Riparazione e manutenzione di trattori agricoli
TG48U (primo anno di applicazione 2006)
95.21.00 – Riparazione di prodotti elettronici di consumo audio e video
95.22.01 – Riparazione di elettrodomestici e di articoli per la casa
TG52U (primo anno di applicazione 2006)
82.92.10 – Imballaggio e confezionamento di generi alimentari
82.92.20 – Imballaggio e confezionamento di generi non alimentari
TG53U (primo anno di applicazione 2006)
74.30.00 – Traduzioni e interpretariato
82.30.00 – Organizzazione di convegni e fiere
TG54U (primo anno di applicazione 2006)
92.00.02 – Gestione di apparecchi che consentono vincite in denaro
funzionanti a moneta o a gettone
93.29.30 – Sale giochi e biliardi
TG69U (primo anno di applicazione 2006)
39.00.01 – Attività di rimozione di strutture ed elementi in amianto
55
specializzata per l’edilizia
41.20.00 – Costruzione di edifici residenziali e non residenziali
42.11.00 – Costruzione di strade, autostrade e piste aeroportuali
42.12.00 – Costruzione di linee ferroviarie e metropolitane
42.13.00 – Costruzione di ponti e gallerie
42.21.00 – Costruzione di opere di pubblica utilità per il trasporto di fluidi
42.22.00 – Costruzione di opere di pubblica utilità per l’energia elettrica e le
telecomunicazioni
42.91.00 – Costruzione di opere idrauliche
42.99.09 – Altre attività di costruzione di altre opere di ingegneria civile nca
43.11.00 – Demolizione
43.12.00 – Preparazione del cantiere edile e sistemazione del terreno
43.13.00 – Trivellazioni e perforazioni
43.91.00 – Realizzazione di coperture
43.99.09 – Altre attività di lavori specializzati di costruzione nca
TG73A (primo anno di applicazione 2006)
52.10.10 – Magazzini di custodia e deposito per conto terzi
52.24.30 – Movimento merci relativo a trasporti ferroviari
52.24.40 – Movimento merci relativo ad altri trasporti terrestri
TG73B (primo anno di applicazione 2006)
52.29.10 – Spedizionieri e agenzie di operazioni doganali
52.29.21 – Intermediari dei trasporti
53.20.00 – Altre attività postali e di corriere senza obbligo di servizio
universale
TG76U (primo anno di applicazione 2006)
56.21.00 – Catering per eventi, banqueting
56.29.10 – Mense
56.29.20 – Catering continuativo su base contrattuale
TG77U (primo anno di applicazione 2006)
50.10.00 – Trasporto marittimo e costiero di passeggeri
50.20.00 – Trasporto marittimo e costiero di merci
50.30.00 – Trasporto di passeggeri per vie d’acqua interne (inclusi i trasporti
lagunari)
50.40.00 – Trasporto di merci per vie d’acqua interne
52.22.09 – Altre attività dei servizi connessi al trasporto marittimo e per vie
d’acqua
85.32.01 – Scuole di vela e navigazione che rilasciano brevetti o patenti
commerciali
TG78U (primo anno di applicazione 2006)
79.11.00 – Attività delle agenzie di viaggio
79.12.00 – Attività dei tour operator
79.90.19 – Altri servizi di prenotazione e altre attività di assistenza turistica
non svolte dalle agenzie di viaggio nca
TG79U (primo anno di applicazione 2006)
56
77.11.00 – Noleggio di autovetture ed autoveicoli leggeri
77.12.00 – Noleggio di autocarri e di altri veicoli pesanti
77.34.00 – Noleggio di mezzi di trasporto marittimo e fluviale
77.39.10 – Noleggio di altri mezzi di trasporto terrestri
77.39.92 – Noleggio di container per diverse modalità di trasporto
TG81U (primo anno di applicazione 2006)
43.99.02 – Noleggio di gru ed altre attrezzature con operatore per la
costruzione o la demolizione
77.32.00 – Noleggio di macchine e attrezzature per lavori edili e di genio
civile
77.39.91 – Noleggio di container adibiti ad alloggi o ad uffici
TG82U (primo anno di applicazione 2006)
70.21.00 – Pubbliche relazioni e comunicazione
73.11.01 – Ideazione di campagne pubblicitarie
TG83U (primo anno di applicazione 2006)
93.11.20 – Gestione di piscine
93.11.30 – Gestione di impianti sportivi polivalenti
93.11.90 – Gestione di altri impianti sportivi nca
93.13.00 – Gestione di palestre
TG85U (primo anno di applicazione 2006)
85.52.01 – Corsi di danza
93.29.10 – Discoteche, sale da ballo night-club e simili
TG87U (primo anno di applicazione 2006)
70.22.09 – Altre attività di consulenza imprenditoriale e altra consulenza
amministrativo-gestionale e pianificazione aziendale
82.91.20 – Agenzie di informazioni commerciali
85.60.01 – Consulenza scolastica e servizi di orientamento scolastico
TG88U (primo anno di applicazione 2006)
82.99.40 – Richiesta certificati e disbrigo pratiche
85.32.03 – Scuole di guida professionale per autisti, ad esempio di autocarri,
di autobus e di pullman
85.53.00 – Autoscuole, scuole di pilotaggio e nautiche
TG89U (primo anno di applicazione 2006)
82.19.09 – Servizi di fotocopiatura, preparazione di documenti e altre attività
di supporto specializzate per le funzioni d’ufficio
82.99.91 – Servizi di stenotipia
TK10U (primo anno di applicazione 2005)
86.21.00 – Servizi degli studi medici di medicina generale
86.22.01 – Prestazioni sanitarie svolte da chirurghi
86.22.03 – Attività dei centri di radioterapia
86.22.05 – Studi di omeopatia e di agopuntura
57
86.22.06 – Centri di medicina estetica
86.22.09 – Altri studi medici specialistici e poliambulatori
86.90.11 – Laboratori radiografici
TK19U (primo anno di applicazione 2005)
86.90.21 – Fisioterapia
86.90.29 – Altre attività paramediche indipendenti nca
TK22U (primo anno di applicazione 2005)
75.00.00 – Servizi veterinari
TK23U (primo anno di applicazione 2006)
71.12.20 – Servizi di progettazione di ingegneria integrata
TK24U (primo anno di applicazione 2006)
74.90.12 – Consulenza agraria fornita da agrotecnici e periti agrari
TK25U (primo anno di applicazione 2006)
74.90.11 – Consulenza agraria fornita da agronomi
TM11U (primo anno di applicazione 2005)
46.73.10 – Commercio all’ingrosso di legname, semilavorati in legno e legno
artificiale
46.73.22 – Commercio all’ingrosso di altri materiali per rivestimenti (inclusi gli
apparecchi igienico-sanitari)
46.73.23 – Commercio all’ingrosso di infissi
46.73.29 – Commercio all’ingrosso di altri materiali da costruzione
46.73.30 – Commercio all’ingrosso di vetro piano
46.73.40 – Commercio all’ingrosso di carta da parati, colori e vernici
46.74.10 – Commercio all’ingrosso di articoli in ferro e in altri metalli
(ferramenta)
46.74.20 – Commercio all’ingrosso di apparecchi e accessori per impianti
idraulici, di riscaldamento e di condizionamento
47.52.10 – Commercio al dettaglio di ferramenta, vernici, vetro piano e
materiale elettrico e termoidraulico
47.52.20 – Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari
47.52.30 – Commercio al dettaglio di materiali da costruzione, ceramiche e
piastrelle
47.53.20 – Commercio al dettaglio di carta da parati e rivestimenti per
pavimenti (moquette e linoleum)
47.59.50 – Commercio al dettaglio di sistemi di sicurezza
TM12U (primo anno di applicazione 2005)
47.61.00 – Commercio al dettaglio di libri nuovi in esercizi specializzati
TM13U (primo anno di applicazione 2006)
47.62.10 – Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
TM17U (primo anno di applicazione 2005)
58
46.21.10 – Commercio all’ingrosso di cereali e legumi secchi
46.21.22 – Commercio all’ingrosso di sementi e alimenti per il bestiame
(mangimi), piante officinali, semi oleosi, patate da semina
TM23U (primo anno di applicazione 2006)
46.46.10 – Commercio all’ingrosso di medicinali
46.46.20 – Commercio all’ingrosso di prodotti botanici per uso farmaceutico
46.46.30 – Commercio all’ingrosso di articoli medicali ed ortopedici
TM24U (primo anno di applicazione 2006)
46.49.10 – Commercio all’ingrosso di carta, cartone e articoli di cartoleria
TM31U (primo anno di applicazione 2006)
46.48.00 – Commercio all’ingrosso di orologi e di gioielleria
TM33U (primo anno di applicazione 2006)
46.24.10 – Commercio all’ingrosso di cuoio e pelli gregge e lavorate (escluse
le pelli per pellicceria)
46.24.20 – Commercio all’ingrosso di pelli gregge e lavorate per pellicceria
46.42.20 – Commercio all’ingrosso di articoli in pelliccia
TM34U (primo anno di applicazione 2006)
46.42.40 – Commercio all’ingrosso di calzature e accessori
46.49.50 – Commercio all’ingrosso di articoli in pelle; articoli da viaggio in
qualsiasi materiale
TM36U (primo anno di applicazione 2005)
46.49.20 – Commercio all’ingrosso di libri, riviste e giornali
TM37U (primo anno di applicazione 2005)
46.44.30 – Commercio all’ingrosso di saponi, detersivi e altri prodotti per la
pulizia
46.45.00 – Commercio all’ingrosso di profumi e cosmetici
TM39U (primo anno di applicazione 2006)
47.78.40 – Commercio al dettaglio di combustibile per uso domestico e per
riscaldamento
TM40B (primo anno di applicazione 2006)
47.89.01 – Commercio al dettaglio ambulante di fiori, piante, bulbi, semi e
fertilizzanti
TM42U (primo anno di applicazione 2006)
47.74.00 – Commercio al dettaglio di articoli medicali e ortopedici in esercizi
specializzati
TM43U (primo anno di applicazione 2006)
47.52.40 – Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e prodotti per
l’agricoltura; macchine e attrezzature per il giardinaggio
59
TM44U (primo anno di applicazione 2006)
47.41.00 – Commercio al dettaglio di computer, unità periferiche, software e
attrezzature per ufficio in esercizi specializzati
47.78.10 – Commercio al dettaglio di mobili per ufficio
TM45U (primo anno di applicazione 2006)
47.79.20 – Commercio al dettaglio di mobili usati e oggetti di antiquariato
TM46U (primo anno di applicazione 2006)
46.43.30 – Commercio all’ingrosso di articoli per fotografia, cinematografia e
ottica
46.69.91 – Commercio all’ingrosso di strumenti e attrezzature di misurazione
per uso scientifico
TM48U (primo anno di applicazione 2006)
47.76.20 – Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
UK03U (primo anno di applicazione 2006)
71.12.30 – Attività tecniche svolte da geometri
UK04U (primo anno di applicazione 2006)
69.10.10 – Attività degli studi legali
UK05U (primo anno di applicazione 2006)
69.20.11 – Servizi forniti da dottori commercialisti
69.20.12 – Servizi forniti da ragionieri e periti commerciali
69.20.30 – Attività dei consulenti del lavoro
UK18U (primo anno di applicazione 2006)
71.11.00 – Attività degli studi di architettura
UK21U (primo anno di applicazione 2006)
86.23.00 – Attività degli studi odontoiatrici
60
ALLEGATO N. 3
1. Comparto delle attività professionali
1.1 Valutazioni di carattere generale
Con il decreto 23 dicembre 2008 relativo alle attività professionali sono
stati approvati a decorrere dal periodo d’imposta 2008, i seguenti studi di settore
in evoluzione:
TK29U – Geologi;
UK01U – Attività degli studi notarili;
UK08U – Attività dei disegnatori;
UK16U – Amministrazione di beni immobili;
UK20U – Attività svolta da psicologi;
UK56U – Laboratori di analisi cliniche.
I predetti studi erano previsti nel provvedimento dell’Agenzia delle
Entrate del 14 febbraio 2008, relativo al programma delle revisioni degli studi di
settore applicabili a decorrere dal periodo d’imposta 2008.
1.2 Principali novità degli studi relativi ad attività professionali
Tra le principali novità che caratterizzano quasi tutti gli studi in oggetto, è
possibile evidenziare:
– una revisione ed un aggiornamento delle funzioni di compenso;
– l’introduzione di specifici indicatori di normalità economica formulati
in base a quanto previsto dall’articolo 1, comma 13 della legge n.
296/06 (legge finanziaria per il 2007).
Per quanto riguarda quest’ultimo aspetto, occorre evidenziare che
l’evoluzione degli studi di settore è stata effettuata anche tenendo conto di
specifici indicatori di normalità economica definiti per ciascuno studio, ai sensi
dell’articolo 10-bis, comma 2 della legge 8 maggio 1998, n. 146 (introdotto
dall’articolo 1, comma 13 della legge n. 296 del 2006, finanziaria per il 2007).
Per i dettagli relativi alle modalità di funzionamento e applicazione degli
indicatori in argomento, si rimanda al paragrafo n. 3.2 della Parte generale della
presente circolare.
1.3 Le novità delle funzioni di stima degli studi di settore relativi alle attività
professionali
Tra gli studi di settore approvati con decreto 23 dicembre 2008 sono
presenti due studi (UK08U – disegnatori e UK16U – amministratori di
61
condominio) applicabili sia ai contribuenti che dichiarano redditi d’impresa sia a
coloro che dichiarano redditi di lavoro autonomo. Per tali studi, ovviamente,
sono state sviluppate le funzioni di regressione dei ricavi e dei compensi, in
maniera separata.
Per quanto riguarda le funzioni di compenso, le novità introdotte al fine di
migliorare la stima dei compensi presunti, hanno riguardato:
– l’eliminazione di tutte le variabili relative agli elementi contabili, nello
studio TK29U (geologi);
– l’utilizzo del numero complessivo delle “Ore dedicate all’attività”
negli studi UK01U (notai) per la sola stima dei compensi non annotati
a repertorio, UK08U (disegnatori) e UK56U (laboratori di analisi
cliniche). Al riguardo, va precisato che nello studio UK56U, sulla
variabile in questione è applicato un correttivo sulla base dell’età
professionale.
E’ inoltre opportuno ricordare che, nella funzione di regressione dello
studio UK16U (amministratori di condominio) per la stima dei compensi
derivanti da lavoro autonomo, è presente un correttivo sulla variabile “Consumi
ed altre spese” che interviene qualora il contribuente dichiari, nel relativo
modello di comunicazione dei dati, di essere “Pensionato”.
Per quanto riguarda le funzioni di ricavo dei due studi che consentono
l’applicazione anche ai soggetti che dichiarano redditi d’impresa, le novità
riguardano:
– l’utilizzo, per entrambi gli studi, delle variabili “Altri costi per
servizi”, “Costo per il godimento di beni di terzi acquisiti in
dipendenza di contratti di locazione non finanziaria” , “Abbonamenti
a riviste e giornali, acquisto di libri, spese per cancelleria” e “Spese
per omaggio a clienti ed articoli promozionali”;
– l’utilizzo del numero complessivo delle “Ore dedicate all’attività”
nello studio UK08U (disegnatori).
Resta fermo, per gli studi che già lo prevedevano nella precedente
versione, l’utilizzo del numero degli incarichi svolti, ponderati sulla base del
valore medio dichiarato, ai fini del calcolo della congruità.
A tal riguardo, giova ricordare quanto precisato nella circolare 29 maggio
2008, n. 44/E, laddove si richiama l’attenzione degli uffici a valutare in maniera
approfondita la posizione di un contribuente che dichiara di aver svolto incarichi
per i quali ha percepito compensi di valore medio inferiore ai valori minimi
definiti. Al paragrafo 4.4 dell’allegato 3 della circolare richiamata, è stato infatti
evidenziato che “la non congruità, nel nuovo modello proposto (quello fondato
sul numero degli incarichi svolti, ponderati sulla base del valore medio
dichiarato), derivando in via prevalente dalla dichiarazione di incarichi con
compenso medio inferiore ad un minimo definito, potrebbe riscontrarsi anche in
situazioni perfettamente normali, quali ad esempio la presenza di tipologie di
62
attività per le quali gli incarichi dichiarati sono stati retribuiti prevalentemente
con pagamenti parziali (acconti o saldi)”.
1.4 I singoli studi per il comparto delle attività professionali
Studio di settore TK29U – Studi di Geologia
L’attività interessata è quella relativa ai seguenti codici:
71.12.50 – Attività di studio geologico e di prospezione geognostica e
mineraria;
72.19.01 – Ricerca e sviluppo sperimentale nel campo della geologia.
Lo studio di settore TK29U è il risultato dell’evoluzione dello studio
SK29U, approvato con decreto ministeriale del 24 marzo 2005 in vigore fino al
periodo d’imposta 2007 e relativo alla medesima attività.
Per lo studio TK29U è stata mantenuta la medesima suddivisione in
cluster che caratterizzava il precedente studio. Si è invece provveduto ad
eliminare dal calcolo della stima dei compensi tutte le variabili relative agli
elementi contabili che costituivano parte integrante della precedente versione
dello studio. La funzione di regressione del nuovo studio si basa, pertanto,
esclusivamente sul numero degli incarichi ponderati per le tariffe medie
dichiarate dal contribuente per ogni tipologia di attività confrontate con quelle
minime definite a livello provinciale.
Ai fini dell’analisi della coerenza, è stato possibile effettuare un
affinamento dell’analisi stessa che ora si basa su 3 diversi indicatori economici,
solo in parte mutuati dal precedente studio:
– “incidenza delle spese sui compensi”;
– “resa del capitale”;
– “resa oraria per addetto”.
Per la realizzazione di tali indicatori, sono state utilizzate distribuzioni
ventiliche suddivise per presenza/assenza di forza lavoro e per localizzazione
dell’attività, per il cui dettaglio si rinvia alla nota tecnica e metodologica relativa
alla costruzione dello studio.
Per quanto riguarda l’analisi di normalità economica, per lo studio in
parola, come già fatto cenno nei paragrafi precedenti della presente circolare,
non è stato possibile individuare degli specifici indicatori di normalità
economica, stante il particolare modello di regressione adottato, fondato
esclusivamente sul numero degli incarichi ponderati per le tariffe medie
dichiarate confrontate con quelle minime definite a livello provinciale.
Ai fini dell’attività di controllo delle posizioni dei soggetti che risultano
non congrui, andrà posta particolare attenzione a quelle situazioni in cui risulta
particolarmente elevato il numero delle prestazioni classificate nella voce “Altre
63
attività” del modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore. La natura eterogenea di tale voce, infatti, potrebbe
comportare la determinazione di un valore medio dichiarato dei compensi
relativo a queste prestazioni inferiore al livello minimo definito a livello
provinciale sulla base del quale lo studio effettua il confronto ai fini della
congruità.
Si segnala, infine, che l’eliminazione dal calcolo della stima dei compensi
di tutte le variabili relative agli elementi contabili ha anche comportato
l’eliminazione del correttivo relativo alle spese e ai costi sostenuti per l’utilizzo
di servizi di terzi e di strutture polifunzionali che nel vecchio studio agiva su tali
variabili.
Studio di settore UK01U – Attività degli studi notarili
L’attività interessata è quella relativa al codice:
69.10.20 – Attività degli studi notarili.
Lo studio di settore UK01U è il risultato dell’evoluzione dello studio
TK01U, approvato con decreto ministeriale del 24 marzo 2005 in vigore fino al
periodo d’imposta 2007 e relativo alla medesima attività.
Lo studio in esame, tenuto conto delle caratteristiche pressoché omogenee
dell’esercizio della professione notarile, ha mantenuto l’impostazione del
precedente studio che era caratterizzato dall’assenza dei cluster. Come già
osservato nella circolare 32/E del 21 giugno 2005, infatti, la suddivisione in
gruppi omogenei dei soggetti che esercitano la professione notarile poteva dare
origine a rilevanti distorsioni.
Ai fini dell’analisi della coerenza è stato previsto l’utilizzo dell’indicatore
“resa oraria per addetto” (già presente nello studio precedente) per la
costruzione del quale sono state utilizzate distribuzioni ventiliche suddivise per
localizzazione dell’attività, per il cui dettaglio si rinvia alla nota tecnica e
metodologica relativa alla costruzione dello studio.
La funzione di regressione del nuovo studio mantiene una impostazione
simile a quella precedente, con un’importante novità riguardante l’utilizzo del
numero complessivo delle “Ore dedicate all’attività” per la stima dei compensi
non annotati a repertorio e i valori di riferimento delle attività connesse al
trasferimento di proprietà di immobili. La definizione dei valori minimi
provinciali delle suddette attività, infatti, è avvenuta tenendo conto anche dei
differenziali territoriali nel valore dei beni interessati, sulla base delle quotazioni
degli immobili emergenti dai dati elaborati dall’Agenzia del Territorio e riportati
nell’Osservatorio del mercato immobiliare (OMI).
Per quanto riguarda, infine, l’analisi della normalità economica, il nuovo
studio di settore è stato costruito sulla base dei nuovi indicatori di normalità
introdotti a “regime” dal comma 13 dell’articolo 1 della legge 27 dicembre 2006,
n. 296 (legge finanziaria per il 2007).
64
Pertanto, gli indicatori presenti nel vecchio studio sono stati sostituiti dal
solo indicatore di normalità economica “Rendimento orario”. Detto indicatore,
peraltro, potrà essere funzionante e quindi, eventualmente, esplicare i suoi
effetti, soltanto nei confronti dei contribuenti che hanno conseguito almeno una
parte dei propri compensi a seguito di prestazioni non annotate a repertorio
ovvero di quelle indicate nel rigo “Altre prestazioni annotate a repertorio” del
modello di comunicazione dei dati.
Studio di settore UK08U – Attività tecniche svolte da disegnatori
Le attività interessate sono quelle relative ai seguenti codici:
74.10.29 – Altre attività dei disegnatori grafici;
74.10.30 – Attività dei disegnatori tecnici.
Lo studio di settore UK08U è il risultato dell’evoluzione dello studio di
settore TK08U, approvato con decreto ministeriale del 24 marzo 2005 ed in
vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2004.
Ai fini dell’analisi della coerenza, è stato possibile effettuare un
affinamento dell’analisi stessa che ora si basa su 3 diversi indicatori economici,
solo in parte mutuati dal precedente studio:
– “resa oraria per addetto” (per il lavoro autonomo);
– “valore aggiunto per addetto” (per l’attività d’impresa);
– “margine operativo lordo per addetto non dipendente” (per l’attività
d’impresa).
Per la realizzazione di tali indicatori, sono state utilizzate distribuzioni
ventiliche suddivise per localizzazione dell’attività, per il cui dettaglio si rinvia
alla nota tecnica e metodologica relativa alla costruzione dello studio.
Rispetto alla precedente versione dello studio di settore, emergono gli
indicatori di normalità economica, come di seguito individuati.
Per l’attività di lavoro autonomo, essi sono,:
– rendimento orario professionisti;
– incidenza della voce “altre componenti negative sui compensi”;
Per l’attività d’impresa, essi sono:
– rendimento orario imprese;
– incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
La principale novità relativa alla stima dei compensi/ricavi presunti, sia
per l’attività di lavoro autonomo che per l’attività d’impresa, riguarda l’utilizzo
del numero complessivo delle ore dedicate all’attività all’interno delle funzioni
di regressione. Al riguardo, si precisa che tale variabile ha permesso anche
l’elaborazione degli indicatori di normalità economica basati sul fattore “tempo”.
65
Per l’attività d’impresa, poi, sono state utilizzate nella funzione di
regressione le variabili relative ad alcune voci di costo residuali, quali “Altri
costi per servizi”, “Costo per il godimento di beni di terzi acquisiti in
dipendenza di contratti di locazione non finanziaria” e “Spese per omaggio a
clienti ed articoli promozionali”.
Studio di settore UK16U – Amministrazione di condomini e gestione di beni
immobili per conto terzi.
Le attività interessate sono quelle relative ai seguenti codici:
68.32.00 – Amministrazione di condomini e gestione di beni immobili per
conto terzi;
81.10.00 – Servizi integrati di gestione agli edifici.
Lo studio di settore UK16U è il risultato dell’evoluzione dello studio di
settore TK16U, approvato con decreto ministeriale del 24 marzo 2005 ed in
vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2004.
Nello studio UK16U è stato possibile specificare meglio le diverse
modalità operative, raggruppando i contribuenti sotto il punto di vista
“dimensionale” e distinguendoli per tipologia di attività esercitata. Al riguardo, è
stato eliminato il cluster degli “Studi di amministrazione di medie dimensioni”,
in quanto i contribuenti che rientravano in questo gruppo sono stati attribuiti agli
altri due cluster di tipo dimensionale, ponendo l’attenzione più sulla modalità di
svolgimento e distinguendo il singolo amministratore di condominio dagli studi
di amministrazione, maggiormente organizzati. Seguendo questa impostazione, i
contribuenti interessati dallo studio evoluto sono stati suddivisi come segue:
– un primo gruppo di contribuenti raccoglie gli amministratori che svolgono
l’attività in forma individuale e per poche unità immobiliari, spesso
lavorando all’interno della propria abitazione in uso promiscuo (cluster
“Amministratori di condominio”);
– un secondo gruppo che risulta mediamente più strutturato del primo;
– un terzo gruppo che, rispetto alla media del settore, è di dimensioni più
rilevanti e ha, in media, 3-4 addetti come personale dipendente.
Confrontando i profili dei nuovi cluster identificativi dell’attività, rispetto
alla vecchia versione dello studio UK16U, si rileva che fanno parte del primo
gruppo di contribuenti gli amministratori di condominio che lavorano
prevalentemente da soli e che amministrano complessivamente un numero
ridotto di unità immobiliari. Il profilo di tale gruppo omogeneo, denominato
“Amministratori di condominio”, è sovrapponibile a quello che nella precedente
evoluzione (TK16U) corrispondeva al cluster “Studi di amministrazione di
condomini di piccole dimensioni”.
Il cluster che nell’attuale versione viene denominato “Studi di
amministrazione condominiale di piccole dimensioni”, invece, raggruppa
66
soggetti mediamente più “strutturati” e va letto in contrapposizione con il cluster
“Studi di amministrazione condominiale di più grandi dimensioni”.
Nel nuovo studio, inoltre, sono stati confermati alcuni cluster promiscui,
tra cui un gruppo di contribuenti che affiancano all’attività di elaborazione di
dati contabili l’attività di “amministrazione condominiale”, un gruppo di soggetti
che si occupa anche di intermediazione e di consulenza immobiliare, un gruppo
specializzato nella gestione immobiliare, nonché un cluster di soggetti
specializzati nell’attività di Facility Management.
Per l’attività di lavoro autonomo, per quanto riguarda il calcolo della
congruità, all’interno delle funzioni di regressione è stato introdotto un correttivo
che agisce sulle variabili “consumi” ed “altre spese” nel caso in cui il
contribuente sia pensionato.
Nel modello UK16U, inoltre, è stato inserito un quadro Z, contenente le
informazioni relative ai box e/o posti auto che costituiscono pertinenze delle
unità immobiliari amministrate.
Tali variabili sono richieste al fine di distinguerle da quelle già presenti
nel quadro D, nei righi D12 e D20, dove il numero complessivo dei box e/o dei
posti auto amministrati è considerato indipendentemente dal fatto che essi
costituiscano o meno pertinenze delle unità immobiliari.
L’inserimento di queste informazioni servirà a valutare se la presenza dei
box/posti auto di pertinenza delle unità immobiliari amministrate comporti una
non corretta rappresentazione dell’attività esercitata.
A tal fine, gli uffici presteranno particolare attenzione nel caso in cui la
eventuale non congruità del contribuente dipenda da una non adeguata
valorizzazione dei box e/o dei posti auto, laddove questi risultino pertinenze di
unità immobiliari amministrate.
Ai fini dell’analisi della coerenza, è stato possibile effettuare un
affinamento dell’analisi stessa che ora si basa su diversi indicatori economici,
solo in parte mutuati dal precedente studio.
Per l’attività di lavoro autonomo, essi sono:
– “resa oraria per addetto”;
– “compenso medio per unità immobiliare amministrata”;
– “compenso medio per unità immobiliare gestita”;
Per l’attività d’impresa, essi sono:
– “valore aggiunto per addetto”;
– “margine operativo lordo per addetto non dipendente” ;
– “ricavo medio per unità immobiliare amministrata”;
– “ricavo medio per unità immobiliare gestita”.
67
Per la realizzazione di tali indicatori, sono state utilizzate distribuzioni
ventiliche suddivise in base alla localizzazione dell’attività, per il cui dettaglio si
rinvia alla nota tecnica e metodologica relativa alla costruzione dello studio.
Rispetto alla precedente versione dello studio di settore, emergono gli
indicatori di normalità economica, così individuati:
– incidenza delle “altre componenti negative sui compensi”, per
l’attività di lavoro autonomo;
– incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi, per l’attività
d’impresa.
Studio di settore UK20U – Attività professionale svolta da psicologi
L’attività interessata è quella relativa al seguente codice:
86.90.30 – Attività svolta da psicologi.
Lo studio di settore UK20U, è il risultato dell’evoluzione dello studio di
settore TK20U, approvato con decreto ministeriale del 24 marzo 2005 ed in
vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2004.
L’indicatore di coerenza, come per la precedente versione dello studio, è
la resa oraria per addetto. Per la realizzazione di tale indicatore, sono state
utilizzate distribuzioni ventiliche suddivise in base alla localizzazione
dell’attività, per il cui dettaglio si rinvia alla nota tecnica e metodologica relativa
alla costruzione dello studio.
Per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, gli indicatori
presenti nel vecchio studio sono stati sostituiti dal solo indicatore “incidenza
delle altre componenti negative sui compensi”.
Nella definizione della funzione di regressione, si è tenuto conto
solamente dei compensi derivanti da attività diverse da quelle in convenzione
con il Servizio Sanitario Nazionale, per cui tutte le variabili che contribuiscono
alla stima dei compensi presunti sono state ponderate con la percentuale dei
compensi derivante dalle attività non in convenzione con il Servizio Sanitario
Nazionale.
Studio di settore UK56U – Laboratori di analisi cliniche
L’attività interessata è quella relativa al seguente codice:
86.90.12 – Laboratori di analisi cliniche.
Lo studio di settore UK56U è il risultato dell’evoluzione dello studio
TK56U, approvato con decreto del 5 aprile 2006 e in vigore a decorrere dal
periodo d’imposta 2005.
L’evoluzione dello studio in esame ha confermato i cluster del precedente
studio.
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Ai fini dell’analisi della coerenza, è stato possibile effettuare un
affinamento dell’analisi stessa che ora si basa su 2 diversi indicatori economici,
solo in parte mutuati dal precedente studio:
– “resa oraria per addetto”;
– “incidenza delle spese sui compensi”.
Per la realizzazione di tali indicatori, sono state utilizzate distribuzioni
ventiliche suddivise per presenza/assenza di forza lavoro (per l’ “incidenza delle
spese sui compensi”) e per localizzazione dell’attività (per la “resa oraria per
addetto”), per il cui dettaglio si rinvia alla nota tecnica e metodologica relativa
alla costruzione dello studio.
Rispetto alla precedente versione dello studio di settore, emergono gli
indicatori di normalità economica, così individuati:
– rapporto ammortamenti sul valore storico dei beni strumentali
mobili;
– rendimento orario .
Si fa presente che nella definizione delle funzioni di regressione si è
tenuto conto solamente dei compensi derivanti da attività diverse da quelle in
convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale; di conseguenza tutte le
variabili sono state ponderate con la percentuale di compensi derivante da
attività non in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale.
69
2. Comparto del Commercio
2.1 Valutazioni di carattere generale
Per il periodo d’imposta 2008 sono stati approvati 28 studi di settore che
interessano complessivamente 77 attività economiche del settore del commercio
e che costituiscono il risultato dell’“evoluzione” di 28 studi già in vigore nei
periodi d’imposta precedenti.
L’individuazione delle variabili da utilizzare per l’applicazione degli studi
di settore evoluti è stata effettuata sulla base delle informazioni contenute nei
modelli studi di settore per il periodo d’imposta 2006.
Tale evoluzione è stata effettuata anche tenendo conto di specifici
indicatori di normalità economica, definiti per ciascuno studio, ai sensi
dell’articolo 10-bis, comma 2 della legge 8 maggio 1998, n. 146.
Si rimanda al paragrafo n. 3.3 della Parte generale della presente circolare
per i dettagli relativi alle modalità di funzionamento e applicazione degli
indicatori in argomento.
2.2 I singoli studi per il comparto delle attività del commercio
Studio di settore TM47U – Commercio al dettaglio di natanti e accessori
L’attività interessata dallo studio di settore TM47U è quella relativa al
codice ATECO 2007 – 47.64.20 – Commercio al dettaglio di natanti e
accessori.
Lo studio di settore TM47U costituisce un’evoluzione del precedente
studio SM47U, approvato con decreto ministeriale del 24 dicembre 2003 ed
entrato in vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2003.
La cluster analysis non ha evidenziato novità di rilievo rispetto allo studio
precedente, ed i diversi gruppi omogenei sono stati definiti, anche per il modello
in argomento, in relazione alla tipologia dell’offerta.
È stato possibile, invece, effettuare un affinamento dell’analisi della
coerenza economica delle singole attività produttive. Tale analisi viene ora
infatti effettuata sulla base di quattro diversi indicatori economici solo in parte
mutuati dal precedente studio: “Durata delle scorte”, “Ricarico”, “Valore
aggiunto per addetto” e “Margine Operativo Lordo (MOL) per addetto non
dipendente”.
Gli indicatori di normalità economica applicati sono:
– incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
70
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
– durata delle scorte (in giorni);
– incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
L’evoluzione dello studio di settore in oggetto ha consentito, infine, di
superare le problematiche connesse allo svolgimento dell’attività d’impresa
mediante più unità locali. Infatti, il quadro B del modello per la comunicazione
dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore è stato modificato
così da prevedere la possibilità di inserire le informazioni relative a più punti
vendita. Pertanto, anche per lo studio di settore TM47U, la presenza di più unità
locali deve essere considerata, a partire dal periodo d’imposta 2008, come una
caratteristica fisiologica dell’attività esercitata.
Studio di settore TM81U – Commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi e
lubrificanti per autotrazione, di combustibili per riscaldamento
L’attività interessata dallo studio di settore TM81U è quella relativa al
codice ATECO 2007 – 46.71.00 – Commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi
e lubrificanti per autotrazione, di combustibili per riscaldamento.
Lo studio di settore TM81U costituisce un’evoluzione del precedente
studio SM81U, approvato con decreto ministeriale del 24 dicembre 2003 ed
entrato in vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2003.
I modelli organizzativi presenti nel vecchio studio di settore sono stati
confermati con la sola particolarità che due dei vecchi cluster sono stati
aggregati in un unico gruppo omogeneo specializzato nella commercializzazione
di combustibili solidi.
La revisione dello studio in oggetto ha reso possibile l’affinamento
dell’analisi della coerenza economica delle singole realtà presenti sul mercato.
Tale analisi viene ora, infatti, effettuata sulla base di quattro diversi
indicatori: “Valore aggiunto per addetto”, “MOL per addetto non dipendente”,
“Durata delle scorte” (in giorni) e “Ricarico”.
Gli indicatori di normalità economica applicati sono:
– incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
71
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
– durata delle scorte (in giorni);
– incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Studio di settore UM06A – Commercio al dettaglio di elettrodomestici,
materiale elettrico e per l’illuminazione, articoli per la casa, telefonia,
apparecchi e supporti audio/video, macchine per cucire e per maglieria
Le attività interessate sono quelle relative ai seguenti codici ATECO 2007:
47.19.20 – Commercio al dettaglio in esercizi non specializzati di
computer, periferiche, attrezzature per le telecomunicazioni, elettronica di
consumo audio e video, elettrodomestici;
47.42.00 – Commercio al dettaglio di apparecchiature per le
telecomunicazioni e la telefonia in esercizi specializzati;
47.43.00 – Commercio al dettaglio di apparecchi audio e video in esercizi
specializzati;
47.53.11 – Commercio al dettaglio di tende e tendine;
47.54.00 – Commercio al dettaglio di elettrodomestici in esercizi
specializzati;
47.59.20 – Commercio al dettaglio di utensili per la casa, di cristallerie e
vasellame;
47.59.30 – Commercio al dettaglio di articoli per l’illuminazione;
47.59.40 – Commercio al dettaglio di macchine per cucire e per maglieria
per uso domestico;
47.59.99 – Commercio al dettaglio di altri articoli per uso domestico nca;
47.63.00 – Commercio al dettaglio di registrazioni musicali e video in
esercizi specializzati.
Lo studio di settore UM06A costituisce l’evoluzione dello studio TM06A,
approvato con decreto ministeriale del 17 marzo 2005 ed entrato in vigore a
decorrere dal periodo d’imposta 2004.
Le nuove informazioni, che sono alla base dell’evoluzione dello studio in
esame, hanno consentito di cogliere le modifiche intervenute nelle caratteristiche
tipologiche e strutturali delle imprese che operano nel settore merceologico.
I nuovi modelli di business sono stati individuati sulla base dei fattori
discriminanti della specializzazione nell’assortimento, della dimensione e
struttura del punto vendita e dei servizi offerti. Tale analisi ha comportato la
72
riduzione dei gruppi omogenei dei soggetti che svolgono le attività rientranti
nell’ambito di applicazione dello studio, che sono passati dai 20 cluster che
caratterizzavano la precedente versione dello studio, agli attuali 14. In
particolare la specializzazione nell’assortimento ha permesso di ricondurre i
soggetti che svolgono prevalentemente l’attività di commercio al dettaglio di
supporti musicali in un unico cluster (cluster 14), in luogo dei 4 presenti nello
studio TM06A (cluster 1, 2, 3 e 10). Parimenti, non sono stati riconfermati il
precedente cluster 5 relativo ai soggetti che svolgono l’attività in negozi di
grandi dimensioni localizzati in centri commerciali al dettaglio e il cluster 17
riguardante i soggetti che svolgono l’attività in negozi di elettrodomestici con
gestione di contratti Pay-tv. L’eliminazione di entrambi i cluster deriva
dall’esigua numerosità di soggetti che non ha permesso l’emergere di gruppi
omogenei rappresentativi. È stato possibile, inoltre, effettuare un affinamento
dell’analisi della coerenza economica delle singole attività produttive. Tale
analisi viene ora svolta sulla base di 4 diversi indicatori economici solo in parte
mutuati dal precedente studio: “Durata delle scorte”, “Valore aggiunto per
addetto”, “Ricarico” e “MOL per addetto non dipendente”.
Rispetto alla precedente versione dello studio di settore, emergono gli
indicatori di normalità economica, così individuati:
– incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
– durata delle scorte (in giorni);
– incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
L’evoluzione in argomento ha, inoltre, permesso un affinamento
dell’analisi della territorialità che ha consentito di valutare, in maniera più
adeguata, l’incidenza della localizzazione di un’azienda sulla sua capacità
produttiva. Nella funzione di regressione costruita per il nuovo studio di settore
UM06A è stato utilizzato un nuovo correttivo che tiene conto del livello degli
affitti degli immobili commerciali accanto a quello tradizionalmente basato
sull’analisi della territorialità generale a livello comunale.
Infine, sono stati introdotti nella funzione di regressione, nei cluster per i
quali sono risultati significativi, dei differenziali territoriali a livello comunale
che vengono ad incidere sul valore della variabile “Costo del venduto + Costo
per la produzione dei servizi”, per tener conto:
1) del livello di concorrenza con la Grande distribuzione organizzata;
2) delle caratteristiche del potenziale mercato di riferimento;
73
3) della percentuale di merce acquistata dagli importatori;
4) della percentuale di grandi e piccoli elettrodomestici, climatizzatori e
apparecchi radio, TV, HI-FI.
Studio di settore UM06B – Commercio al dettaglio di strumenti musicali e
spartiti
L’attività interessata dallo studio di settore UM06B è quella relativa al
codice ATECO 2007 – 47.59.60 – Commercio al dettaglio di strumenti musicali
e spartiti.
Lo studio di settore UM06B costituisce l’evoluzione dello studio TM06B,
approvato con decreto ministeriale del 17 marzo 2005 ed entrato in vigore a
decorrere dal periodo d’imposta 2004.
L’evoluzione in argomento non ha evidenziato caratteristiche strutturali
ed economiche delle imprese sostanzialmente diverse da quelle emerse con il
precedente studio. Sono stati confermati i 5 gruppi omogenei già presenti nello
studio TM06B, con lievi variazioni in termini di numerosità e di
specializzazione all’interno di ciascuno di essi. I singoli cluster sono stati
individuati utilizzando i due fattori discriminanti della modalità di acquisto e
della tipologia dei prodotti venduti.
È stato possibile, effettuare un affinamento dell’analisi della coerenza
economica delle singole attività produttive. Tale analisi viene ora svolta sulla
base di 4 diversi indicatori economici solo in parte mutuati dal precedente
studio: “Durata delle scorte”,“Valore aggiunto per addetto”, “Ricarico” e “MOL
per addetto non dipendente”.
Rispetto alla precedente versione dello studio di settore, emergono gli
indicatori di normalità economica, così individuati:
– incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
– durata delle scorte (in giorni);
– incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
74
Studio di settore UM08U – Commercio al dettaglio di giochi, giocattoli,
articoli sportivi
Le attività interessate dallo studio UM08U sono quelle relative ai seguenti
codici ATECO 2007:
47.64.10 – Commercio al dettaglio di articoli sportivi, biciclette e articoli
per il tempo libero;
47.65.00 – Commercio al dettaglio di giochi e giocattoli (inclusi quelli
elettronici);
47.78.50 – Commercio al dettaglio di armi e munizioni, articoli militari;
93.19.91 – Ricarica di bombole per attività subacquee.
Lo studio di settore UM08U è il risultato, a decorrere dal periodo
d’imposta 2008, dell’evoluzione dello studio TM08U, approvato con decreto
ministeriale del 17 marzo 2005 ed in vigore dal periodo d’imposta 2004.
Il nuovo studio, rispetto allo studio TM08U, presenta una riduzione di
modelli organizzativi, il cui numero passa da 27 gruppi omogenei della
precedente versione a 15.
La riduzione del numero di cluster è stata dettata dalla tendenza delle
imprese del settore a concentrare la propria offerta su un numero più ristretto di
prodotti rispetto al passato, e dall’emergere di una più semplice mappatura delle
caratteristiche dimensionali delle imprese.
In particolare, i gruppi omogenei sono stati determinati utilizzando come
fattori discriminanti:
– il fattore dimensionale, che ha permesso di individuare le grandi superfici
multispecializzate (cluster 11);
– la modalità organizzativa, che ha reso possibile identificare le imprese che
operano in franchising o in affiliazione commerciale (cluster 8);
– la modalità di acquisto, che ha consentito di distinguere le imprese che si
approvvigionano da ditte produttrici (cluster 10, 13 e 14), dalle imprese
che si rivolgono a commercianti all’ingrosso (cluster 7, 9 e 12);
– il numero di giorni di apertura, che ha reso possibile l’identificazione degli
esercizi commerciali con apertura stagionale (cluster 5);
– la tipologia dei prodotti offerti, che ha permesso di classificare i punti
vendita in base alla specializzazione dei prodotti commercializzati.
Per l’analisi della coerenza, sono stati utilizzati i seguenti indicatori
economici: “Valore Aggiunto per addetto”, “MOL per addetto non dipendente”,
“Ricarico” e “Durata delle scorte”.
Il nuovo studio di settore è stato costruito sulla base dei seguenti indicatori
di normalità economica:
75
– incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– durata delle scorte;
– incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
– incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Gli Uffici in fase di controllo, dovranno prestare particolare attenzione
alle seguenti circostanze determinanti per l’attività contraddistinta dal codice
ATECO 2007 – 47.78.50 – Commercio al dettaglio di armi e munizioni, articoli
militari:
– la normativa che regola la produzione, il trasporto e l’utilizzo delle armi
sportive vincola in modo significativo i comportamenti dei soggetti
interessati a tali pratiche. Tale fattore si è rilevato eserciti una deterrenza
alla pratica sportiva, non solo per i rischi connessi all’uso dell’attrezzo,
ma anche per il timore di incorrere nella violazione di norme, sanzionabile
sia in via amministrativa sia penalmente;
– il fattore ambientale potrebbe giocare un ruolo determinante, tanto da
ridurre in condizioni di marginalità le attività economiche collegate alla
caccia e alla pesca. Tale condizione di marginalità, a cui si aggiunge,
inoltre, la rilevante contrazione del valore della produzione e la continua
riduzione della domanda, si potrebbe riflettere anche nei rapporti di
negoziazione dei prezzi di acquisto, tra produttori e distributori;
– con riferimento ai cluster 10 (Commercianti di armi, munizioni, prodotti
tecnico-sportivi per la caccia, la pesca e le attività subacquee che si
approvvigionano prevalentemente da ditte produttrici), 11 (Grandi
superfici multispecializzate) e 12 (Commercianti di prodotti tecnicosportivi
per la caccia, la pesca e le attività subacquee che si
approvvigionano all’ingrosso), in merito agli indicatori di coerenza:
1. la forte sperequazione esistente tra offerta e domanda, e il numero
rilevante di esercizi, possono indurre gli esercenti a praticare sconti
e ribassi pur di vendere la loro merce, comportando una possibile
riduzione significativa dei margini di ricarico;
2. la durata delle scorte può risultare particolarmente elevata, in
quanto le imprese del settore, per stimolare la domanda, possono
doversi approvvigionare delle novità di produzione, pur non
avendo provveduto a smaltire le precedenti forniture ed a
riprendere in conto-prezzo la merce usata. Pertanto, i margini e la
durata delle scorte possono essere fortemente condizionati dalla
76
presenza della merce invenduta e da quella usata; in particolare
quest’ultima contribuisce ad abbassare i margini di ricarico, in caso
di rivendita, e nello stesso tempo, ad aumentare il magazzino;
– l’apertura stagionale degli esercizi commerciali spesso rappresenta un
vincolo dettato dal calendario faunistico, e non una scelta imprenditoriale.
Contrariamente a quanto succede per altri esercizi commerciali, dove la
stagionalità è legata alle opportunità di cogliere un andamento
particolarmente favorevole della domanda, nel caso in esame la
stagionalità è funzione del calendario faunistico, la cui tempistica può
comportare effetti sulla concorrenza tra gli operatori del settore e
conseguenti possibili prezzi minori di vendita.
Studio di settore UM09A – Commercio di autoveicoli
Le attività interessate sono quelle relative ai seguenti codici ATECO
2007:
45.11.01 – Commercio all’ingrosso e al dettaglio di autovetture e di
autoveicoli leggeri;
45.11.02 – Intermediari del commercio di autovetture e di autoveicoli
leggeri (incluse le agenzie di compravendita);
45.19.01 – Commercio all’ingrosso e al dettaglio di altri autoveicoli;
45.19.02 – Intermediari del commercio di altri autoveicoli (incluse le
agenzie di compravendita).
Lo studio di settore UM09A è il risultato della evoluzione dello studio
TM09A approvato con decreto ministeriale del 17 marzo 2005 e in vigore fino al
periodo d’imposta 2007.
Le nuove e più dettagliate informazioni che sono alla base dell’evoluzione
dello studio in esame, hanno consentito di realizzare un’analisi più completa
delle caratteristiche tipologiche e strutturali delle imprese che operano nel settore
merceologico.
La nuova analisi ha, infatti, consentito di individuare aspetti strutturali
delle imprese in relazione ai quali definire i diversi gruppi omogenei, che
risultano più numerosi e più dettagliati rispetto alla precedente versione dello
studio. I nuovi 14 modelli organizzativi, definiti in luogo degli 11 del vecchio
studio, sono stati individuati soprattutto a seguito dell’analisi degli elementi
qualitativi dei servizi offerti dall’impresa, come la prestazione di servizi postvendita
(principale fattore di differenziazione tra cluster).
In particolare, le novità di maggior rilievo che emergono dalla
clusterizzazione riguardano i gruppi omogenei degli intermediari del commercio
di autoveicoli (comprese le agenzie di compravendita), degli operatori che
commercializzano autovetture importate e/o acquistate all’interno della Unione
Europea, delle concessionarie più strutturate, che oltre ad offrire servizi di
77
assistenza post-vendita, si caratterizzano anche per la distribuzione di una parte
del parco auto tramite “sottorete” nonché, infine, dei distributori che
intermediano servizi di finanziamento, leasing, noleggio a lungo termine e/o di
assicurazioni.
È stato possibile, anche, effettuare un affinamento dell’analisi della
coerenza economica delle singole attività produttive. Tale analisi viene ora,
infatti, effettuata, oltre che sul ricarico, sulla base dei seguenti indicatori
economici: “Valore aggiunto per addetto”, “MOL per addetto non dipendente”,
“Durata delle scorte”, “Provvigioni sulle vendite di autoveicoli nuovi” e
“Provvigioni sulle vendite di autoveicoli usati”.
L’evoluzione dello studio ha, inoltre, permesso un affinamento dell’analisi
della territorialità che ha consentito di valutare, in maniera ancora più puntuale,
l’incidenza della localizzazione di un’azienda sulla sua capacità produttiva. Nella
funzione di regressione costruita per il nuovo studio di settore UM09A è stato,
utilizzato un nuovo correttivo che tiene conto del livello dei canoni di affitto
degli immobili commerciali accanto a quello tradizionalmente basato sull’analisi
della territorialità generale a livello comunale.
Rispetto alla precedente versione dello studio di settore, emergono gli
indicatori di normalità economica, così individuati:
– incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– durata delle scorte (in giorni);
– incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
– incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Si fa presente, inoltre, che la mancanza di un apposito cluster per l’attività
di commercio all’ingrosso e al dettaglio di caravan e camper potrebbe influire
sensibilmente sui risultati dell’indicatore “durata delle scorte”, sia in termini di
analisi di coerenza, sia in termini di normalità economica. Infatti, per i rivenditori
di caravan e camper il magazzino potrebbe essere fortemente influenzato nel caso
in cui tali soggetti siano costretti, per soddisfare l’esigenza dei potenziali clienti,
ad avere un’elevata quantità di veicoli per ogni singola casa costruttrice,
suddivisi, a loro volta, per fascia di prezzo (economico, medio, lusso), per tipo di
veicolo (camper furgonato, mansardato, semintegrale, motorhome) e per singolo
modello (letti a castello, ecc.). Inoltre, si dovrà tener conto che la vendita di
caravan e camper risente fortemente del fattore della stagionalità: generalmente
la campionatura dei veicoli della nuova stagione arriva ai rivenditori tra luglio e
78
dicembre, mentre la relativa vendita avviene entro luglio-settembre dell’anno
successivo.
Studio di settore UM09B – Commercio di motocicli
L’attività interessata è quella relativa ai codici ATECO 2007:
45.40.11 – Commercio all’ingrosso e al dettaglio di motocicli e
ciclomotori
45.40.12 – Intermediari del commercio di motocicli e ciclomotori.
Lo studio di settore UM09B è il risultato dell’evoluzione dello studio
TM09B, approvato con decreto ministeriale del 17 marzo 2005 ed entrato in
vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2004.
La cluster analysis ha confermato sostanzialmente i modelli organizzativi
emersi nello studio precedente.
Ai fini dell’analisi della coerenza è stato mantenuto l’indicatore “Ricarico”
e sono stati sostituiti i vecchi indicatori “Rotazione del magazzino” e
“Produttività per addetto” con i nuovi indici “Durata delle scorte” e “Valore
aggiunto per addetto”. Inoltre sono stati previsti tre nuovi indicatori: il “MOL per
addetto non dipendente”, il “Ricarico relativo all’attività di vendita di ricambi e
accessori” e la “Durata delle scorte relativa all’attività di vendita di ricambi e
accessori”. Per la costruzione degli indicatori “Ricarico”, “Valore aggiunto per
addetto” e “MOL per addetto non dipendente”, sono state utilizzate distribuzioni
ventiliche suddivise sulla base dei cluster territoriali afferenti il comparto del
commercio.
Ai fini dell’attività di controllo delle posizioni dei soggetti che risultano
non coerenti, potrà essere posta particolare attenzione a quelle situazioni in cui
risultano non coerenti gli indicatori dedicati all’attività di vendita di ricambi e
accessori (“ricarico” e “durata delle scorte”).
Per quanto riguarda l’indice di ricarico, infatti, il valore minimo di soglia è
uguale a “1”, ossia il valore delle vendite dei ricambi e accessori dovrebbe,
perlomeno, uguagliare il relativo costo di acquisto. Tuttavia un valore dell’indice
inferiore all’unità potrebbe essere giustificato dal fatto che gli accessori sono stati
destinati in maniera significativa ad omaggi ai clienti e promozioni (es. casco in
omaggio a chi compra un motociclo), ovvero da errori di compilazione del
modello (es. costi per ricambi utilizzati per il ricondizionamento di veicoli che
non sono stati inseriti nell’apposito rigo).
Per quanto riguarda l’indice di “durata delle scorte”, invece, la
valutazione dei risultati forniti dall’indicatore deve essere sempre effettuata
tenendo in debita considerazione la rilevanza dell’attività specifica di vendita di
ricambi e accessori rispetto al complesso dell’attività d’impresa. Infatti, nel caso
di giacenze medie di magazzino relative ai beni menzionati, poco significative
rispetto al volume complessivo dei ricavi, i valori dell’indice di “durata delle
79
scorte” assumerebbero scarso significato ai fini dell’analisi riguardante la
gestione stessa del magazzino.
Studio di settore UM10U – Commercio di parti e accessori di autoveicoli e di
motoveicoli
Le attività interessate dallo studio di settore UM10U sono quelle relative
ai seguenti codici ATECO 2007:
45.31.01 – Commercio all’ingrosso di parti e accessori di autoveicoli;
45.31.02 – Intermediari del commercio di parti ed accessori di autoveicoli;
45.32.00 – Commercio al dettaglio di parti e accessori di autoveicoli;
45.40.21 – Commercio all’ingrosso e al dettaglio di parti e accessori per
motocicli e ciclomotori;
45.40.22 – Intermediari del commercio di parti ed accessori di motocicli e
ciclomotori.
Lo studio di settore UM10U è il risultato dell’evoluzione dello studio
TM10U, approvato con decreto ministeriale del 17 marzo 2005 ed entrato in
vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2004.
I fattori discriminanti in base ai quali sono stati individuati i nuovi gruppi
omogenei sono: la dimensione della struttura, la modalità di vendita e i prodotti
merceologici venduti.
L’elaborazione del nuovo studio UM10U ha permesso un affinamento
dell’analisi della coerenza economica. Tale analisi viene ora infatti effettuata
sulla base di quattro indicatori solo in parte mutuati dal precedente studio:
“Valore Aggiunto per addetto”, “MOL per addetto non dipendente”, “Durata
delle scorte” e “Ricarico”.
Le distribuzioni ventiliche per gli indicatori di coerenza “Valore Aggiunto
per addetto”, “MOL per addetto non dipendente” e “Ricarico” sono state
suddivise sulla base del cluster territoriale della territorialità del commercio a
livello provinciale.
Gli indicatori di normalità economica individuati sono:
– incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– durata delle scorte;
– incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
80
– incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Nella funzione di regressione è confermata la tradizionale analisi della
Territorialità del commercio a livello comunale.
Studio di settore UM15B – Commercio al dettaglio di materiale per ottica e
fotografia
L’attività interessata dallo studio UM15B è quella relativa al codice
ATECO 2007 – 47.78.20 – Commercio al dettaglio di materiale per ottica e
fotografia.
Lo studio di settore UM15B è il risultato della evoluzione dello studio
TM15B approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato in vigore
a decorrere dal periodo d’imposta 2005.
L’evoluzione dello studio sul “Commercio al dettaglio di materiale per
ottica e fotografia” ha condotto alla classificazione di 9 gruppi omogenei. I
modelli di business sono stati individuati in base ai seguenti elementi: presenza
di più di un punto vendita, tipologia dell’offerta, modalità organizzativa,
dimensione del punto vendita e localizzazione del punto vendita. L’utilizzo di
queste variabili ha permesso non solo di confermare ma anche di modificare
alcuni modelli organizzativi presenti nel vecchio studio. Inoltre è stato
individuato, all’interno del nuovo, il cluster dei negozi di ottica prevalentemente
in franchising/affiliati, non presente nella precedente versione.
La revisione dello studio in oggetto ha reso possibile l’affinamento
dell’analisi della coerenza economica delle singole realtà presenti sul mercato.
Tale analisi viene ora, infatti, effettuata sulla base di quattro diversi indicatori
solo in parte mutuati dal precedente studio: “Valore aggiunto per addetto”,
“MOL per addetto non dipendente”, “Durata delle scorte” e “Ricarico”.
Gli indicatori di normalità economica individuati sono:
– incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– durata delle scorte;
– incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
– incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Dalle analisi effettuate è emerso che, con riferimento all’applicazione
dello studio UM15B a coloro che commerciano materiale per ottica, particolare
81
attenzione dovrà essere posta relativamente alla problematica del “fattore moda”
che potrebbe agire negativamente sulla rotazione delle giacenze di magazzino.
Infatti, come emerso in fase di analisi dello studio, alcuni prodotti,
specialmente gli occhiali da sole di marca, sono molto richiesti dalla clientela
solo per brevi periodi, perdono valore in poco tempo ed in seguito non è
possibile una loro restituzione al fornitore. Inoltre, spesso, per poter avere
all’interno del negozio una determinata “griffe” è necessario effettuare ingenti
ordini di merce che difficilmente si riuscirà poi a smaltire. Gli uffici, pertanto,
dovranno tenere in opportuna considerazione il fatto che il valore contabile delle
merci che compongono il magazzino potrebbe non corrispondere al reale valore
commerciale delle stesse, in quanto non solo i prodotti acquistati diversi anni
prima, ma anche quelli acquistati solo pochi mesi prima, possono subire un
sensibile deprezzamento. Tale circostanza potrebbe rendere alcuni soggetti
incoerenti con riferimento all’indicatore della “durata delle scorte”.
Studio di settore UM16U – Commercio al dettaglio di profumi e cosmetici
L’attività interessata è quella relativa al codice ATECO 2007 – 47.75.10
– Commercio al dettaglio di articoli di profumeria, prodotti per toletta e per
l’igiene personale.
Lo studio di settore UM16U è il risultato dell’evoluzione dello studio
TM16U, approvato con decreto ministeriale del 17 marzo 2005 ed entrato in
vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2004.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di individuare 15 gruppi
omogenei, sostanzialmente corrispondenti sia per numero che per composizione
dei modelli organizzativi rispetto a quelli presenti nella precedente versione
dello studio.
La revisione dello studio in oggetto ha reso possibile l’affinamento
dell’analisi della coerenza economica delle singole realtà presenti sul mercato.
Tale analisi viene ora, infatti, effettuata sulla base di quattro diversi indicatori:
“Valore aggiunto per addetto”, “MOL per addetto non dipendente”, “Durata
delle scorte” e “Ricarico”.
Gli indicatori di normalità economica applicati sono:
– incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– durata delle scorte;
– incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
82
– incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Studio di settore UM18A – Commercio all’ingrosso di fiori e piante
L’attività interessata è quella relativa al codice ATECO 2007 – 46.22.00
– Commercio all’ingrosso di fiori e piante.
Lo studio di settore UM18A costituisce l’evoluzione dello studio di
settore TM18A approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato
in vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2005.
Il nuovo studio é stato elaborato analizzando le informazioni contenute
nel modello studi di settore, relative al periodo d’imposta 2006.
L’analisi dei dati ha permesso l’individuazione di 8 gruppi omogenei di
imprese, mentre nella versione del modello precedente erano emersi 11 modelli
organizzativi delle imprese del settore.
In particolare è stata differenziata la vendita al banco dalla vendita sul
territorio e, nell’ambito di tale ultima tipologia di vendita, sono stati meglio
individuati due gruppi di soggetti: quelli che vendono prevalentemente a
grossisti (precedentemente suddivisi nei cluster 5 e 10) e quelli che operano con
dettaglianti (ex cluster 11). Infine, sono stati confermati i gruppi omogenei
relativi alla vendita tramite posteggio in mercati generali o floreali, alla tentata
vendita, alla presenza anche di vendita al dettaglio, alla commercializzazione di
piante ornamentali e piante da esterno e le imprese che offrono una vasta gamma
di servizi.
Rispetto alla precedente versione dello studio è stata ulteriormente
sviluppata l’analisi della coerenza; viene infatti previsto che si applichino 4
indici di coerenza in luogo dei 3 previsti precedentemente, ovvero:
– durata delle scorte (in giorni);
– valore aggiunto per addetto;
– ricarico;
– margine operativo lordo per addetto non dipendente.
Per l’analisi della normalità economica sono stati inseriti nello studio i
seguenti 3 indicatori:
– l’incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi
sui ricavi;
– la durata delle scorte (in giorni);
– l’incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
83
Studio di settore UM18B – Commercio all’ingrosso di animali vivi
L’attività interessata è quella relativa al codice ATECO 2007 – 46.23.00
– Commercio all’ingrosso di animali vivi.
Lo studio di settore UM18B è il risultato dell’evoluzione dello studio
TM18B, approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato in
vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2005.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di individuare 6 gruppi
omogenei, differenziati principalmente sulla base del tipo di animale
commercializzato.
La revisione dello studio in oggetto ha reso possibile l’affinamento
dell’analisi della coerenza economica delle singole realtà presenti sul mercato.
Tale analisi viene ora, infatti, effettuata sulla base di quattro diversi indicatori:
“Valore aggiunto per addetto”, “MOL per addetto non dipendente”, “Durata
delle scorte” e “Ricarico”.
Gli indicatori di normalità economica applicati sono:
– incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– durata delle scorte;
– incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
– incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Studio di settore UM19U – Commercio all’ingrosso di tessuti ed
abbigliamento
L’attività interessata è quella relativa ai codici ATECO 2007:
46.41.10 – Commercio all’ingrosso di tessuti;
46.41.20 – Commercio all’ingrosso di articoli di merceria, filati e
passamaneria;
46.41.90 – Commercio all’ingrosso di altri articoli tessili;
46.42.10 – Commercio all’ingrosso di abbigliamento e accessori;
46.42.30 – Commercio all’ingrosso di camicie, biancheria intima,
maglieria e simili.
84
Lo studio di settore UM19U è il risultato dell’evoluzione dello studio
TM19U, approvato con decreto ministeriale del 17 marzo 2005 ed entrato in
vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2004.
Tale evoluzione ha condotto all’individuazione di 17 cluster, rispetto ai
30 della precedente versione dello studio. Un contributo a tale semplificazione è
stato dato dal raggruppamento di alcuni prodotti in ragione della loro
appartenenza ad un medesimo comparto merceologico.
Ai fini dell’analisi della coerenza sono stati mantenuti gli indici “Durata
delle scorte” e “Valore aggiunto per addetto” ed è stato sostituito il vecchio
indicatore “Ricarico” con i nuovi indici “MOL per addetto non dipendente” e
“Margine operativo lordo sulle vendite”. Per la costruzione degli indicatori
“Valore aggiunto per addetto” e “MOL per addetto non dipendente”, sono state
utilizzate distribuzioni ventiliche suddivise sulla base dei cluster territoriali
afferenti il comparto del commercio, per quello del “Margine operativo lordo
sulle vendite” sono state utilizzate distribuzioni ventiliche suddivise sulla base
della presenza o meno di lavoro dipendente e per regime d’imposta.
Ai fini dell’attività di controllo, occorre rammentare che nella circolare n.
44/E del 29 maggio 2008, l’Agenzia delle Entrate, nel commentare lo studio
UM05U, riguardante il commercio al dettaglio, ha chiarito che l’andamento
sfavorevole delle vendite può determinare, in alcuni casi, la necessità di ricorrere
in modo più massiccio a cessioni di merci a prezzo di stock che comportano una
diminuzione del ricarico e, di conseguenza, un peggioramento del
posizionamento dell’impresa rispetto alla congruità dei ricavi.
La stessa precauzione appare opportuna nel valutare i risultati dello studio
di settore UM19U. In questo caso, l’ufficio accertatore dovrà tenere in
considerazione eventuali valori significativi relativi all’acquisto delle merci
vendute a prezzo di stock, sulla base dell’informazione reperibile all’interno del
modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi
di settore.
Studio di settore UM20U – Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e
forniture per ufficio
L’attività interessata è quella relativa al codice ATECO 2007 – 47.62.20
– Commercio al dettaglio di articoli di cartoleria e forniture per ufficio.
Lo studio di settore UM20U costituisce l’evoluzione dello studio di
settore TM20U approvato con decreto ministeriale del 17 marzo 2005 ed entrato
in vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2004.
L’analisi dei dati ha consentito di definire, sulla base di fattori
discriminanti quali la tipologia dell’offerta, la modalità organizzativa, la
dimensione e la localizzazione, 13 gruppi omogenei di imprese, in luogo dei 16
modelli organizzativi che erano stati individuati nella precedente versione dello
studio.
85
In particolare, in base alla tipologia dell’offerta sono state differenziate le
imprese del settore specializzate in articoli per la scuola per la presenza in
assortimento di testi scolastici e sono state raggruppate in un unico cluster
(cluster 11), le imprese associate a gruppi di acquisto o unioni volontarie che
non erano state individuate nel modello precedente. Infine, sono stati
sostanzialmente riconfermati i modelli della versione precedente contraddistinti
dall’offerta prevalente o specializzata in una specifica merceologia o categoria di
prodotto, dalla modalità organizzativa in franchising/affiliazione, dalla
localizzazione in centri commerciali al dettaglio, nonché da una struttura
d’impresa più complessa sia in termini di estensione dei locali a supporto
dell’attività che, di numero di addetti coinvolti.
Con riferimento all’analisi della coerenza la nuova versione dello studio
prevede che si applichino 4 indici di coerenza in luogo dei 3 previsti per la
versione precedente, ovvero: “Valore aggiunto per addetto”, “MOL per addetto
non dipendente”, “Durata delle scorte” e “Ricarico”.
Per l’analisi della normalità economica sono stati inseriti nello studio i
seguenti indicatori:
– l’incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– l’incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– l’incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– l’incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi
sui ricavi;
– la durata delle scorte (in giorni);
– l’incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Studio di settore UM21A – Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi
freschi
L’attività interessata dallo studio di settore UM21A è quella relativa al
seguente codice ATECO 2007 – 46.31.10 – Commercio all’ingrosso di frutta e
ortaggi freschi.
Lo studio di settore UM21A costituisce l’evoluzione dello studio
TM21A, approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato in
vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2005.
Le nuove informazioni raccolte ed elaborate sulla base dei dati presenti
nei modelli studi di settore per il periodo d’imposta 2006, hanno portato a
confermare i criteri di definizione dei singoli cluster, già utilizzati nel precedente
studio TM21A. La cluster analysis, pur mantenendo invariato il numero di
gruppi omogenei di cui risulta costituito lo studio (18), ha condotto
86
all’individuazione, sulla base del fattore discriminante della tipologia
dell’attività, di 2 distinti cluster di soggetti specializzati nella vendita di agrumi
(cluster 2 e 11, rispettivamente per i concessionari ed i distributori di agrumi), in
luogo dell’unico cluster presente nel vecchio studio. Le informazioni raccolte
non hanno, invece, consentito di individuare un apposito cluster di soggetti che
effettuano la vendita di prodotti in locali per la vendita al dettaglio, presente
invece nel vecchio studio TM21A.
Nel nuovo studio di settore in oggetto, l’analisi della coerenza economica
delle singole attività produttive viene condotta, oltre che sulla base dei tre
indicatori già presenti nel vecchio studio “Valore aggiunto per addetto”,
“Ricarico” e “Durata delle scorte”, anche sulla base di un nuovo indicatore
costituito dal “MOL per addetto non dipendente”.
Gli indicatori di normalità economica che trovano applicazione nel
presente studio sono:
– l’incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– l’incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– l’incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– la durata delle scorte;
– l’incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione dei servizi
sui ricavi;
– l’incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
L’evoluzione dello studio ha, inoltre, permesso un affinamento
dell’analisi della territorialità che ha consentito di valutare, in maniera più
adeguata, l’incidenza della localizzazione di una azienda sulla sua capacità
produttiva. In particolare, nella funzione di regressione costruita per il nuovo
studio di settore UM21A, sono stati introdotti dei correttivi territoriali che vanno
ad incidere, in maniera differenziata da cluster a cluster, sulla variabile “Costo
del venduto + Costo per la produzione dei servizi”:
1) un correttivo basato sull’analisi della territorialità del commercio a livello
provinciale, utilizzato in relazione all’attività di vendita non al dettaglio;
2) un correttivo costruito con riferimento al livello del canone di affitto degli
immobili commerciali a livello comunale, utilizzato in relazione
all’attività di vendita al dettaglio;
Al riguardo, si ricorda che nella precedente versione dello studio veniva
utilizzato unicamente il correttivo basato sull’analisi della territorialità del
commercio a livello regionale, correttivo che trovava applicazione con
riferimento alla variabile “Costo del venduto”.
87
Inoltre, nella funzione di stima dei ricavi, si è tenuto conto anche della
tipologia della clientela Grande distribuzione organizzata.
Studio di settore UM21B – Commercio all’ingrosso di bevande
Le attività interessate dallo studio di settore UM21B sono quelle relative
ai seguenti codici ATECO 2007:
46.34.10 – Commercio all’ingrosso di bevande alcoliche;
46.34.20 – Commercio all’ingrosso di bevande non alcoliche.
Lo studio di settore UM21B costituisce l’evoluzione dello studio TM21B,
approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato in vigore a
decorrere dal periodo d’imposta 2005.
L’evoluzione dello studio non ha evidenziato caratteristiche strutturali ed
economiche delle imprese sostanzialmente diverse da quelle emerse con il
precedente studio. Sono stati confermati 9 gruppi omogenei, che si distinguono
da quelli definiti nel vecchio studio TM21B solamente per lievi variazioni in
termini di numerosità e di specializzazione all’interno di ciascuno di essi. I
singoli cluster sono stati individuati utilizzando cinque fattori discriminanti:
specializzazione merceologica, tipologia di vendita, dimensione della struttura,
modalità di acquisto e vendita di prodotti a marchio proprio.
Nel nuovo studio di settore in oggetto, l’analisi della coerenza economica
delle singole attività produttive viene condotta, oltre che sulla base dei tre
indicatori già presenti nel vecchio studio “Valore aggiunto per addetto”,
“Ricarico” e “Durata delle scorte”, anche sulla base di un nuovo indicatore
costituito dal “MOL per addetto non dipendente”.
Gli indicatori di normalità economica che trovano applicazione nel
presente studio sono:
– l’incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– l’incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– l’incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– la durata delle scorte;
– l’incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione dei servizi
sui ricavi;
– l’incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
L’evoluzione dello studio ha, inoltre, permesso un affinamento
dell’analisi della territorialità che ha consentito di valutare, in maniera più
88
adeguata, l’incidenza della localizzazione di una azienda sulla sua capacità
produttiva. In particolare, nella funzione di regressione costruita per il nuovo
studio di settore UM21B, sono stati introdotti dei correttivi territoriali che vanno
ad incidere, in maniera differenziata da cluster a cluster, sulla variabile “Costo
del venduto + Costo per la produzione dei servizi”:
1) un correttivo basato sull’analisi della territorialità del commercio a livello
provinciale, utilizzato in relazione all’attività di vendita non al dettaglio;
2) un correttivo costruito con riferimento al livello del canone di affitto degli
immobili commerciali a livello comunale, utilizzato in relazione
all’attività di vendita al dettaglio.
Al riguardo, si ricorda che nella precedente versione dello studio veniva
utilizzato unicamente il correttivo basato sull’analisi della territorialità del
commercio a livello provinciale, correttivo che trovava applicazione con
riferimento alla variabile “Costo del venduto”.
Studio di settore UM21C –Commercio all’ingrosso di prodotti della pesca
Le attività interessate dallo studio di settore UM21C sono quelle relative
ai seguenti codici ATECO 2007:
46.38.10 – Commercio all’ingrosso di prodotti della pesca freschi;
46.38.20 – Commercio all’ingrosso di prodotti della pesca congelati,
surgelati, conservati, secchi.
Lo studio di settore UM21C costituisce l’evoluzione dello studio TM21C,
approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato in vigore a
decorrere dal periodo d’imposta 2005.
L’evoluzione dello studio non ha evidenziato caratteristiche strutturali ed
economiche delle imprese sostanzialmente diverse da quelle emerse con il
precedente studio. Sono stati confermati 7 gruppi omogenei che si distinguono
da quelli definiti nel vecchio studio TM21C solamente per lievi variazioni in
termini di numerosità e di specializzazione all’interno di ciascuno di essi. I
singoli cluster sono stati individuati utilizzando quattro fattori discriminanti:
tipologia dell’attività, fonte di approvvigionamento, specializzazione
merceologica e dimensione della struttura.
Nel nuovo studio di settore in oggetto, l’analisi della coerenza economica
delle singole attività produttive viene condotta, oltre che sulla base dei tre
indicatori già presenti nel vecchio studio “Valore aggiunto per addetto”,
“Ricarico” e “Durata delle scorte”, anche sulla base di un nuovo indicatore
costituito dal “MOL per addetto non dipendente”.
Gli indicatori di normalità economica che trovano applicazione nel
presente studio sono:
– l’incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
89
– l’incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– l’incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– la durata delle scorte;
– l’incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione dei servizi
sui ricavi;
– l’incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
L’evoluzione dello studio ha, inoltre, permesso un affinamento dell’analisi
della territorialità che ha consentito di valutare, in maniera più adeguata,
l’incidenza della localizzazione di una azienda sulla sua capacità produttiva. In
particolare, nella funzione di regressione costruita per il nuovo studio di settore
UM21C, sono stati introdotti dei correttivi territoriali che vanno ad incidere, in
maniera differenziata da cluster a cluster, sulla variabile “Costo del venduto +
Costo per la produzione dei servizi”:
1) un correttivo basato sull’analisi della territorialità del commercio a livello
provinciale, utilizzato in relazione all’attività di vendita non al dettaglio;
2) un correttivo costruito con riferimento al livello del canone di affitto degli
immobili commerciali a livello comunale, utilizzato in relazione
all’attività di vendita al dettaglio.
Al riguardo, si ricorda che nella precedente versione dello studio veniva
utilizzato unicamente il correttivo basato sull’analisi della territorialità del
commercio a livello regionale, correttivo che trovava applicazione con
riferimento alla variabile “Costo del venduto”.
Inoltre, al fine di cogliere le peculiari caratteristiche dell’attività del
commercio all’ingrosso di prodotti della pesca, nella funzione di stima dei ricavi
si è tenuto conto anche:
– della tipologia di attività, ed in particolare dell’attività di commercio
all’ingrosso con consegna al cliente;
– di alcune categorie merceologiche di prodotti venduti, in particolare
“crostacei” e “conserve”;
– della tipologia della clientela, in particolare Grande distribuzione
organizzata e alberghi, bar, ristoranti ed altri locali pubblici.
Studio di settore UM21D – Commercio all’ingrosso di carni
L’attività interessata dallo studio di settore UM21D è quella relativa al
codice ATECO 2007 – 46.32.10 – Commercio all’ingrosso di carne fresca,
congelata e surgelata.
90
Lo studio di settore UM21D costituisce l’evoluzione dello studio TM21D,
approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato in vigore a
decorrere dal periodo d’imposta 2005.
L’evoluzione dello studio non ha evidenziato caratteristiche strutturali ed
economiche delle imprese sostanzialmente diverse da quelle emerse con il
precedente studio. Sono stati confermati 8 gruppi omogenei, che si distinguono
da quelli definiti nel vecchio studio TM21D solamente per lievi variazioni in
termini di numerosità e di specializzazione all’interno di ciascuno di essi. I
singoli cluster sono stati individuati utilizzando tre fattori discriminanti: tipologia
dell’offerta, dimensione della struttura e modalità di vendita.
Nel nuovo studio di settore in oggetto, l’analisi della coerenza economica
delle singole attività produttive viene condotta, oltre che sulla base dei tre
indicatori già presenti nel vecchio studio “Valore aggiunto per addetto”,
“Ricarico” e “Durata delle scorte”, anche sulla base di un nuovo indicatore
costituito dal “MOL per addetto non dipendente”.
Gli indicatori di normalità economica che trovano applicazione nel
presente studio sono:
– l’incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– l’incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– l’incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– la durata delle scorte;
– l’incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione dei servizi sui
ricavi;
– l’incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
L’evoluzione dello studio ha, inoltre, permesso un affinamento dell’analisi
della territorialità che ha consentito di valutare, in maniera più adeguata,
l’incidenza della localizzazione di una azienda sulla sua capacità produttiva. In
particolare, nella funzione di regressione costruita per il nuovo studio di settore
UM21D, sono stati introdotti dei correttivi territoriali che vanno ad incidere, in
maniera differenziata da cluster a cluster, sulla variabile “Costo del venduto +
Costo per la produzione dei servizi”:
1) un correttivo basato sull’analisi della territorialità del commercio a livello
provinciale, utilizzato in relazione all’attività di vendita non al dettaglio;
2) un correttivo costruito con riferimento al livello del canone di affitto degli
immobili commerciali a livello comunale, utilizzato in relazione
all’attività di vendita al dettaglio.
Al riguardo si ricorda che nella precedente versione dello studio veniva
utilizzato unicamente il correttivo basato sull’analisi della territorialità del
91
commercio a livello provinciale, correttivo che trovava applicazione con
riferimento alla variabile “Costo del venduto”.
Studio di settore UM21E – Commercio all’ingrosso di prodotti alimentari
Le attività interessate dallo studio di settore UM21E sono quelle relative
ai seguenti codici ATECO 2007:
46.31.20 – Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi conservati;
46.32.20 – Commercio all’ingrosso di prodotti di salumeria;
46.33.10 – Commercio all’ingrosso di prodotti lattiero-caseari e di uova;
46.33.20 – Commercio all’ingrosso di oli e grassi alimentari di origine
vegetale o animale;
46.36.00 – Commercio all’ingrosso di zucchero, cioccolato, dolciumi e
prodotti da forno;
46.37.02 – Commercio all’ingrosso di tè, cacao e spezie;
46.38.30 – Commercio all’ingrosso di pasti e piatti pronti;
46.38.90 – Commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari;
46.39.10 – Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti surgelati;
46.39.20 – Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti
alimentari, bevande e tabacco.
Lo studio di settore UM21E costituisce l’evoluzione dello studio TM21E,
approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato in vigore a
decorrere dal periodo d’imposta 2005.
Le nuove informazioni, che sono alla base dell’evoluzione dello studio in
esame, hanno consentito di realizzare una analisi più completa delle mutate
caratteristiche tipologiche e strutturali delle imprese che operano nel settore
merceologico. Tale analisi ha condotto a definire, sulla base di fattori
discriminanti quali la tipologia dell’attività, la tipologia dell’offerta, la
dimensione della struttura e la commercializzazione di prodotti con marchio
proprio, 22 distinti gruppi omogenei, in luogo dei 21 cluster che caratterizzavano
il precedente studio. In particolare, mentre alcuni modelli di business sono stati
confermati nel passaggio tra il vecchio e il nuovo studio, alcune specificità delle
attività che precedentemente non erano state individuate come statisticamente
rilevanti ai fini della cluster analysis, hanno ora condotto, sulla base delle nuove
informazioni raccolte, a definire appositi gruppi omogenei di contribuenti. I
soggetti che effettuano il commercio all’ingrosso di uova sono stati, per
esempio, distinti in coloro che commercializzano prevalentemente uova in
tentata vendita e coloro che vendono prevalentemente uova con consegna al
92
cliente, mentre prima era presente un unico cluster relativo ai grossisti
specializzati nella vendita di uova in genere.
Nel nuovo studio di settore in oggetto, l’analisi della coerenza economica
delle singole attività produttive viene condotta oltre che sulla base dei tre
indicatori già presenti nel vecchio studio “Valore aggiunto per addetto”,
“Ricarico” e “Durata delle scorte”, anche sulla base di un nuovo indicatore
costituito dal “MOL per addetto non dipendente”.
Gli indicatori di normalità economica che trovano applicazione nel
presente studio sono:
– l’incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– l’incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– l’incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– la durata delle scorte;
– l’incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione dei servizi
sui ricavi;
– l’incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
L’evoluzione dello studio ha, inoltre, permesso un affinamento dell’analisi
della territorialità che ha consentito di valutare, in maniera più adeguata,
l’incidenza della localizzazione di una azienda sulla sua capacità produttiva. In
particolare, nella funzione di regressione costruita per il nuovo studio di settore
UM21E, sono stati introdotti dei correttivi territoriali che vanno ad incidere, in
maniera differenziata da cluster a cluster, sulla variabile “Costo del venduto +
Costo per la produzione dei servizi”:
1) un correttivo basato sull’analisi della territorialità del commercio a livello
provinciale, utilizzato in relazione all’attività di vendita non al dettaglio;
2) un correttivo costruito con riferimento al livello del canone di affitto degli
immobili commerciali a livello comunale, utilizzato in relazione
all’attività di vendita al dettaglio.
Al riguardo, si ricorda che nella precedente versione dello studio veniva
utilizzato unicamente il correttivo basato sull’analisi della territorialità del
commercio a livello regionale, correttivo che trovava applicazione con
riferimento alla variabile “Costo del venduto”.
Inoltre, nella funzione di stima dei ricavi, si è tenuto conto anche della
tipologia della clientela Grande distribuzione organizzata.
93
Studio di settore UM22A – Commercio all’ingrosso di elettrodomestici e
materiali radioelettrici
Le attività interessate sono quelle relative ai seguenti codici ATECO
2007:
46.43.10 – Commercio all’ingrosso di elettrodomestici, di elettronica di
consumo audio e video;
46.43.20 – Commercio all’ingrosso di supporti registrati, audio, video (Cd,
Dvd e altri supporti);
46.47.30 – Commercio all’ingrosso di articoli per l’illuminazione;
materiale elettrico vario per uso domestico;
46.52.01 – Commercio all’ingrosso di apparecchi e materiali telefonici;
46.52.02 – Commercio all’ingrosso di nastri non registrati.
Lo studio di settore UM22A costituisce l’evoluzione dello studio TM22A,
approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato in vigore a
decorrere dal periodo d’imposta 2005.
Le nuove informazioni, che sono alla base dell’evoluzione dello studio in
esame, hanno consentito di cogliere le modifiche intervenute nelle caratteristiche
tipologiche e strutturali delle imprese che operano nel settore merceologico.
Tale analisi ha comportato la riduzione dei gruppi omogenei dei soggetti
che svolgono le attività rientranti nell’ambito di applicazione dello studio, che
sono passati dai 22 cluster a 16. In particolare, la diminuzione del numero di
cluster è dovuta essenzialmente al fatto che le analisi effettuate per la costruzione
del nuovo studio di settore hanno comportato il raggruppamento di alcuni
prodotti offerti in ragione della loro appartenenza ad un medesimo comparto
merceologico. I nuovi modelli di business sono stati individuati sulla base dei
seguenti fattori discriminanti: tipologia dell’offerta, tipologia di vendita,
tipologia della clientela e dimensione della struttura.
È stato possibile, inoltre, effettuare un affinamento dell’analisi della
coerenza economica delle singole attività produttive. Tale analisi viene ora infatti
effettuata sulla base di 4 diversi indicatori economici solo in parte mutuati dal
precedente studio: “Valore Aggiunto per addetto”, “MOL per addetto non
dipendente”, “MOL sulle vendite/ricavi” e “Durata delle scorte”.
Rispetto alla precedente versione dello studio di settore, emergono gli
indicatori di normalità economica, così individuati:
– incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
94
– incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
– durata delle scorte (in giorni);
– incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Nella funzione di regressione, nei cluster per i quali è risultato
significativo, è stato introdotto il differenziale relativo alla tipologia di clientela
che viene ad incidere sul valore della variabile “Costo del venduto + Costo per la
produzione dei servizi”.
Studio di settore UM22B – Commercio all’ingrosso di casalinghi
Le attività interessate dallo studio UM22B sono quelle relative ai seguenti
codici ATECO 2007:
46.44.10 – Commercio all’ingrosso di vetreria e cristalleria;
46.44.20 – Commercio all’ingrosso di ceramiche e porcellana;
46.44.40 – Commercio all’ingrosso di coltelleria, posateria e pentolame.
Lo studio di settore UM22B è il risultato della evoluzione dello studio
TM22B approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato in vigore
a decorrere dal periodo d’imposta 2005.
Il nuovo studio utilizza per la determinazione dei modelli di business, le
variabili relative alla modalità d’acquisto e alla tipologia di vendita, che hanno
permesso di confermare alcuni modelli organizzativi presenti nel vecchio studio,
di rimodularne altri e di eliminare quelli caratterizzati esclusivamente dalla
tipologia dell’offerta (cluster 7 e cluster 8), dalla tipologia di clientela (cluster 5)
e dalla dimensione (cluster 10).
La revisione dello studio in oggetto ha reso possibile l’affinamento
dell’analisi della coerenza economica delle singole realtà presenti sul mercato.
Tale analisi viene ora, infatti, effettuata sulla base di quattro diversi indicatori
solo in parte mutuati dal precedente studio: “Valore aggiunto per addetto”,
“MOL per addetto non dipendente”, “Durata delle scorte” e “Ricarico”.
Rispetto alla precedente versione dello studio di settore, emergono gli
indicatori di normalità economica, così individuati:
– incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
95
– durata delle scorte (in giorni);
– incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Studio di settore UM22C – Commercio all’ingrosso di mobili di qualsiasi
materiale
L’attività interessata è quella relativa al codice ATECO 2007 – 46.47.10 –
Commercio all’ingrosso di mobili di qualsiasi materiale.
Lo studio di settore UM22C costituisce l’evoluzione dello studio TM22C,
approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato in vigore a
decorrere dal periodo d’imposta 2005.
Le nuove informazioni, che sono alla base dell’evoluzione dello studio in
esame, hanno consentito di cogliere le modifiche intervenute nelle caratteristiche
tipologiche e strutturali delle imprese che operano nel settore merceologico.
Tale analisi ha condotto a ridurre i gruppi omogenei di soggetti che
svolgono le attività rientranti nell’ambito di applicazione dello studio, che sono
passati dagli 11 cluster della precedente versione dello studio, agli attuali 8. In
particolare, la diminuzione del numero di cluster è dovuta essenzialmente al fatto
che le analisi effettuate hanno permesso il raggruppamento di alcuni prodotti
offerti in ragione della loro appartenenza ad un medesimo comparto
merceologico.
I nuovi modelli di business sono stati individuati sulla base dei seguenti
fattori discriminanti: tipologia di vendita, tipologia dell’offerta e modalità
d’acquisto.
E’ stato possibile, inoltre, effettuare un affinamento dell’analisi della
coerenza economica delle singole attività produttive. Tale analisi viene ora svolta
sulla base di 4 diversi indicatori economici solo in parte mutuati dal precedente
studio “Valore Aggiunto per addetto”, “MOL per addetto non dipendente”,
“Ricarico” e “Durata delle scorte”.
Rispetto alla precedente versione dello studio di settore, emergono gli
indicatori di normalità economica, così individuati:
– incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
– durata delle scorte (in giorni);
96
– incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Studio di settore UM25A – Commercio all’ingrosso di giochi e giocattoli
L’attività interessata dallo studio UM25A è quella relativa al codice
ATECO 2007 – 46.49.30 – Commercio all’ingrosso di giochi e giocattoli.
Lo studio di settore UM25A è il risultato della evoluzione dello studio
TM25A approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato in vigore
a decorrere dal periodo d’imposta 2005.
Il nuovo studio ha messo in evidenza una migliore definizione dei modelli
organizzativi utilizzati dai contribuenti, individuando 4 gruppi omogenei che
sono stati determinati, principalmente, in base alla modalità di vendita.
La revisione dello studio in oggetto ha reso possibile l’affinamento
dell’analisi della coerenza economica delle singole realtà presenti sul mercato.
Tale analisi viene ora, infatti, effettuata sulla base di quattro diversi indicatori
solo in parte mutuati dal precedente studio: “Valore aggiunto per addetto”,
“MOL per addetto non dipendente”, “Durata delle scorte” e “Ricarico”.
Gli indicatori di normalità economica individuati sono:
– Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
– Durata delle scorte (in giorni);
– Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Studio di settore UM25B – Commercio all’ingrosso di articoli sportivi
Le attività interessate dallo studio UM25B sono quelle relative ai seguenti
codici ATECO 2007:
46.49.40 – Commercio all’ingrosso di articoli sportivi (incluse le
biciclette);
46.69.11 – Commercio all’ingrosso di imbarcazioni da diporto.
Lo studio di settore UM25B è il risultato della evoluzione dello studio
TM25B approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato in vigore
a decorrere dal periodo d’imposta 2005.
Il nuovo studio ha messo in evidenza una migliore definizione dei modelli
organizzativi utilizzati dai contribuenti, individuando 7 gruppi omogenei, che
sono stati determinati in base alla modalità di vendita ed alla tipologia di offerta.,
È stato evidenziato, inoltre, il cluster dei grossisti-importatori (cluster 7)
contraddistinto dall’acquisto diretto delle merci nell’area Cina/Asia
meridionale/Sud-Est asiatico.
La revisione dello studio in oggetto ha reso possibile l’affinamento
dell’analisi della coerenza economica delle singole realtà presenti sul mercato.
97
Tale analisi viene ora, infatti, effettuata sulla base di quattro diversi indicatori
solo in parte mutuati dal precedente studio: “Valore aggiunto per addetto”,
“MOL per addetto non dipendente”, “Durata delle scorte” e “Ricarico”.
Gli indicatori di normalità economica individuati sono:
– Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
– Durata delle scorte (in giorni);
– Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Studio di settore UM29U – Commercio al dettaglio di mobili, articoli in
legno, sughero, vimini e articoli in plastica
Le attività interessate dallo studio di settore UM29U sono quelle relative
ai seguenti codici ATECO 2007:
47.59.10 – Commercio al dettaglio di mobili per la casa;
47.59.91 – Commercio al dettaglio di articoli in legno, sughero, vimini e
articoli in plastica per uso domestico.
Lo studio di settore UM29U costituisce l’evoluzione dello studio TM29U,
approvato con decreto ministeriale del 17 marzo 2005 ed entrato in vigore a
decorrere dal periodo d’imposta 2004.
L’evoluzione in argomento non ha evidenziato caratteristiche strutturali ed
economiche delle imprese sostanzialmente diverse da quelle emerse con il
precedente studio. Sono stati confermati 15 gruppi omogenei che si distinguono
da quelli definiti nel vecchio studio TM29U solamente per lievi variazioni in
termini di numerosità e di specializzazione all’interno di ciascuno di essi. I
singoli cluster sono stati individuati utilizzando quattro fattori discriminanti:
specializzazione merceologica, dimensione della struttura, modalità
organizzativa e servizi offerti alla clientela.
Nel nuovo studio di settore in oggetto, l’analisi della coerenza economica
delle singole attività produttive viene condotta, oltre che sulla base di due
indicatori già presenti nel vecchio studio “Valore aggiunto per addetto”e
“Ricarico”, anche in relazione a due nuovi indicatori costituiti dal “MOL per
addetto non dipendente” e dalla “Durata delle scorte” (che ha sostituito il
precedente indicatore rotazione di magazzino).
Gli indicatori di normalità economica che trovano applicazione nel
presente studio sono:
– l’incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– l’incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
98
– l’incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– la durata delle scorte;
– l’incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione dei servizi
sui ricavi;
– l’incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
L’evoluzione dello studio ha, inoltre, permesso un affinamento dell’analisi
della territorialità che ha consentito di valutare, in maniera più adeguata,
l’incidenza della localizzazione di una azienda sulla sua capacità produttiva. In
particolare, nella funzione di regressione costruita per il nuovo studio di settore
UM29U è stato utilizzato un nuovo correttivo che tiene conto del livello del
canone di affitto degli immobili commerciali a livello comunale accanto a quello
tradizionale basato sull’analisi della territorialità a livello comunale. Tale
correttivo viene applicato, in maniera differenziata da cluster a cluster, sulla
variabile “Costo del venduto + Costo per la produzione dei servizi”.
In sede di applicazione del nuovo studio di settore UM29U, occorre tener
presente che, come già evidenziato nella circolare 58/E del 2002 e nella circolare
32/E del 2005, nelle “svendite” degli articoli che costituiscono il “magazzino
expo” si verifica spesso la necessità di liberare i locali per effettuare il rinnovo
straordinario delle aree espositive o per l’adeguamento degli stessi alle norme di
sicurezza e di igiene. Con riferimento al comparto cucine, è frequente che l’intero
magazzino debba essere liquidato in tempi brevissimi per soddisfare l’esigenza di
un totale rinnovamento della gamma dei prodotti. Queste situazioni,
nell’esercizio in cui si verificano, possono comportare riduzioni del ricarico
medio sulle vendite, in misura tanto maggiore, quanto è più limitato il fatturato
rispetto al “magazzino expo”. Per valutare correttamente tali situazioni, nel
modello dello studio di settore in oggetto vengono richieste informazioni relative
alla percentuale, rispettivamente, degli acquisti e dei ricavi derivanti dalla
vendita di merci destinate all’allestimento di aree espositive (righi D46 e D47).
Infine, deve essere sottolineato che nel comparto della vendita al dettaglio
di mobili, il modello organizzativo di alcune aziende del settore tende ad
orientarsi verso l’offerta aggiuntiva alla propria clientela di servizi di consulenza,
progettazione di interni e decorazioni che permettono percentuali di ricarico
molto elevate. I risultati derivanti dall’applicazione dello studio UM29U
potrebbero, pertanto, risultare non pienamente attendibili nei riguardi dei soggetti
che si trovano in situazioni di difficoltà generali di mercato e che, di
conseguenza, non riescono ad applicare ricarichi di pari misura.
Studio di settore UM30U – Commercio al dettaglio di prodotti surgelati
Le attività interessate dallo studio UM30U sono quelle relative al seguente
codice ATECO 2007 – 47.11.50 – Commercio al dettaglio di prodotti surgelati.
99
Lo studio di settore UM30U costituisce l’evoluzione dello studio TM30U,
approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato in vigore a
decorrere dal periodo d’imposta 2005.
Per quanto attiene l’individuazione dei gruppi omogenei, il procedimento
di cluster analysis ha condotto all’individuazione di 4 modelli organizzativi
rispetto ai 5 dell’anno precedente. I principali aspetti strutturali utilizzati per la
classificazione sono la tipologia dell’offerta, la tipologia di vendita e la
dimensione e struttura del punto di vendita.
La fase di evoluzione ha consentito un affinamento dell’analisi della
coerenza economica. I precedenti indicatori, “Durata delle scorte”, “Produttività
per addetto”, “Ricarico”, presenti nel vecchio studio TM30U sono stati sostituiti
con 4 nuovi indici sulla base dei quali è stata svolta l’analisi. Essi sono: “Valore
Aggiunto per Addetto”, “MOL per addetto non dipendente”, “Ricarico”,
“Durata delle scorte”.
Nella funzione di regressione è stata utilizzata l’analisi della territorialità
del commercio a livello comunale e l’analisi della territorialità costruita con
riferimento al “Livello del canone degli affitti dei locali commerciali” distinto per
singolo Comune, in modo da rendere lo studio più aderente alla realtà del
territorio in cui gli operatori economici svolgono la propria attività.
Gli indicatori di normalità economica individuati sono:
– Durata delle scorte;
– Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
– Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Studio di settore UM32U – Commercio al dettaglio di oggetti d’arte, di culto
e di decorazione
Le attività interessate dallo studio UM32U sono quelle relative ai seguenti
codici ATECO 2007:
47.78.31 – Commercio al dettaglio di oggetti d’arte (incluse le gallerie
d’arte);
47.78.32 – Commercio al dettaglio di oggetti d’artigianato;
47.78.33 – Commercio al dettaglio di arredi sacri ed articoli religiosi;
47.78.34 – Commercio al dettaglio di articoli da regalo e per fumatori;
47.78.35 – Commercio al dettaglio di bomboniere;
47.78.36 – Commercio al dettaglio di chincaglieria e bigiotteria (inclusi
gli oggetti ricordo e gli articoli di promozione pubblicitaria);
47.78.37 – Commercio al dettaglio di articoli per le belle arti.
100
Lo studio di settore UM32U è il risultato della evoluzione dello studio
TM32U approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato in vigore
a decorrere dal periodo d’imposta 2005.
L’evoluzione dello studio sul “Commercio al dettaglio di oggetti d’arte, di
culto e di decorazione” ha individuato, per la determinazione dei modelli di
business, le seguenti variabili: tipologia di attività, tipologia di punto vendita e
tipologia di prodotto venduto. L’utilizzo di queste variabili ha permesso non solo
di confermare, ma anche di modificare alcuni modelli organizzativi presenti nel
vecchio studio. Inoltre, all’interno del nuovo studio, sono stati individuati
modelli di business assenti nel precedente, quali quelli relativi ai negozi con
vendita prevalente di bigiotteria e chincaglieria (cluster 5), ai negozi con vendita
prevalente di articoli da regalo e casalinghi (cluster 6), al commercio al dettaglio
di oggetti e/o articoli di artigianato (cluster 7), ai negozi con vendita prevalente
di gadget e oggetti ricordo (cluster 10), ai negozi con vendita prevalente di
bomboniere (cluster 12). In totale, rispetto alla precedente versione dello studio, i
cluster sono passati da 12 a 15.
La revisione dello studio in oggetto ha reso possibile l’affinamento
dell’analisi della coerenza economica delle singole realtà presenti sul mercato.
Tale analisi viene ora, infatti, effettuata sulla base di quattro diversi indicatori
solo in parte mutuati dal precedente studio: “Valore aggiunto per addetto”,
“MOL per addetto non dipendente”, “Durata delle scorte” e “Ricarico”.
Gli indicatori di normalità economica individuati sono:
– Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
– Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
– Durata delle scorte;
– Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Studio di settore UM35U – Erboristerie
L’attività interessata è quella relativa al codice ATECO 2007 – 47.75.20 –
Erboristerie.
Lo studio di settore UM35U è il risultato dell’evoluzione dello studio
TM35U, approvato con decreto ministeriale del 5 aprile 2006 ed entrato in vigore
a decorrere dal periodo d’imposta 2005.
101
I fattori discriminanti in base ai quali sono stati individuati i nuovi gruppi
omogenei sono: tipologia e modalità di offerta dei prodotti, dimensione del punto
vendita, modalità organizzativa della struttura, presenza sul territorio di più punti
vendita gestiti dallo stesso titolare.
L’elaborazione del nuovo studio UM35U ha permesso un affinamento
dell’analisi della coerenza economica. Tale analisi viene ora, infatti, effettuata
sulla base di quattro indicatori solo in parte mutuati dal precedente studio:
“Valore Aggiunto per addetto”, “MOL per addetto non dipendente”, “Ricarico” e
“Durata delle scorte”.
Le distribuzioni ventiliche per gli indicatori di coerenza “Valore Aggiunto
per addetto”, “MOL per addetto non dipendente”, “Redditività dei beni
strumentali mobili” e “Ricarico” sono state suddivise sulla base del cluster
territoriale della territorialità del commercio a livello comunale.
Gli indicatori di normalità economica individuati sono:
– Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al valore
storico degli stessi;
– Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
– Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
– Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi;
– Durata delle scorte.
Nella funzione di regressione è stata introdotta una ulteriore analisi della
territorialità costruita con riferimento al “Livello del canone degli affitti dei locali
commerciali”distinto per singolo Comune, che viene ad aggiungersi alla
tradizionale analisi della territorialità del commercio a livello comunale.
102
3. Comparto delle Manifatture
3.1 Valutazioni di carattere generale
Per il periodo d’imposta 2008 sono stati approvati 18 studi di settore del
comparto manifatturiero, che interessano complessivamente 151 attività
economiche e che costituiscono il risultato dell’“evoluzione” di 18 studi, già in
vigore nei periodi d’imposta precedenti.
In sede di evoluzione degli studi è stata condotta un’analisi sui volumi di
esportazione, considerando che, aree contraddistinte da elevati livelli di
specializzazione e/o concentrazione produttiva, hanno manifestato anche un
notevole grado di apertura verso l’esternalizzazione dei processi produttivi.
Nello svolgimento dell’attività di elaborazione dei nuovi studi di settore è
stato realizzato, sulla base di un attento esame delle informazioni contenute nei
modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli
studi di settore, un ampliamento della base dati utilizzata per effettuare la
definizione dei nuovi gruppi omogenei. Tale ampliamento ha consentito, nella
maggior parte dei casi, di ottenere una più ampia articolazione dei “cluster” che
caratterizzano i singoli studi approvati quest’anno.
Le analisi effettuate per costruire i nuovi studi di settore, hanno condotto,
in taluni casi (studi: UD04B, UD09A, UD09B, UD19U, UD21U, UD27U,
UD33U, UD35U e UD47U), alla valorizzazione delle possibili differenze di
risultati economici legati al grado di utilizzo degli impianti. Questo ultimo
elemento, che permette, ad esempio, di tenere in considerazione la presenza in
alcune imprese di macchinari utilizzati solo sporadicamente perché collegati a
particolari lavorazioni non di routine, è stato introdotto, nei cluster in cui è
risultato significativo, come fattore di ponderazione della variabile “valore dei
beni strumentali al netto del valore dei beni a nolo”.
3.2 Gli indicatori di normalità economica del comparto manifatturiero
L’evoluzione degli studi di settore che entrano in vigore a decorrere dal
periodo d’imposta 2008, è stata effettuata tenendo conto anche di specifici
indicatori di normalità economica definiti per ciascuno studio, ai sensi
dell’articolo 10-bis, comma 2 della legge 8 maggio 1998, n. 146 (introdotto
dall’articolo 1, comma 13 della legge n. 296 del 2006, finanziaria per il 2007).
Per le specifiche modalità di funzionamento e applicazione degli
indicatori in argomento si rinvia al paragrafo n. 3.3 della Parte generale della
presente circolare.
103
3.3 I singoli studi per il comparto delle attività delle manifatture
Studio di settore UD03U – Molitoria dei cereali
Le attività interessate sono quelle relative ai seguenti codici ATECO
2007:
01.64.01 – Pulitura e cernita di semi e granaglie;
10.61.10 – Molitura del frumento;
10.61.20 – Molitura di altri cereali;
10.61.30 – Lavorazione del riso;
10.61.40 – Altre lavorazioni di semi e granaglie.
Lo studio di settore UD03U, in vigore a decorrere dal periodo d’imposta
2008, costituisce l’evoluzione dello studio TD03U, approvato con decreto
ministeriale del 5 aprile 2006, ed in vigore dal periodo d’imposta 2005.
Rispetto alla precedente versione dello studio non sono emersi dall’analisi
della base dati nuovi modelli organizzativi. La divisione in gruppi omogenei
delle imprese interessate dallo studio è sostanzialmente uguale a quella dello
studio precedente, con l’eccezione dell’accorpamento dei 2 cluster relativi alla
molitura del mais. Il numero di gruppi omogenei, pertanto, è passato da 7 a 6.
È stato possibile, inoltre, effettuare un affinamento dell’analisi della
coerenza economica delle singole attività produttive. Tale analisi viene ora infatti
effettuata sulla base di 5 diversi indicatori economici solo in parte mutuati dal
precedente studio:
1. “Valore aggiunto per addetto”;
2. “MOL per addetto non dipendente”;
3. “Resa del capitale rispetto al valore aggiunto”;
4. “Durata delle scorte”;
5. “Margine Operativo Lordo sulle Vendite”.
I nuovi indicatori sono stati individuati attraverso l’utilizzo, in parte, di
variabili contabili diverse rispetto alla precedente elaborazione, per il cui
dettaglio si rinvia alla nota tecnica e metodologica relativa alla costruzione dello
studio UD03U.
Per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, gli indicatori
individuati sono:
1. Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
2. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti
di locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
104
3. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti
di locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
4. Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi
sui ricavi;
5. Durata delle scorte;
6. Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Studi di settore UD04A e UD04B – Estrazione di pietre ornamentali, ghiaia e
sabbia e altri minerali; Segagione, frantumazione e lavorazione artistica del
marmo e pietre affini
Le attività interessate sono quelle relative ai seguenti codici ATECO
2007:
Studio UD04A
08.11.00 – Estrazione di pietre ornamentali e da costruzione, calcare,
pietra da gesso, creta e ardesia;
08.12.00 – Estrazione di ghiaia, sabbia; estrazione di argilla e caolino;
08.99.09 – Estrazione di pomice e di altri minerali n.c.a.;
09.90.01 -Attività di supporto all’estrazione di pietre ornamentali, da
costruzione, da gesso, di anidrite, per calce e cementi, di dolomite, di ardesia, di
ghiaia e sabbia, di argilla, caolino, di pomice.
Studio UD04B
23.70.10 – Segagione e lavorazione delle pietre e del marmo;
23.70.20 – Lavorazione artistica del marmo e di altre pietre affini, lavori in
mosaico;
23.70.30 – Frantumazione di pietre e minerali vari non in connessione con
l’estrazione.
Gli studi di settore UD04A e UD04B, in vigore a decorrere dal periodo
d’imposta 2008, costituiscono l’evoluzione, rispettivamente degli studi TD04A e
TD04B, approvati con decreto ministeriale del 17 marzo 2005, ed in vigore dal
periodo d’imposta 2004.
Le nuove e più dettagliate informazioni che sono alla base dell’evoluzione
degli studi in esame hanno consentito di realizzare un’analisi delle caratteristiche
tipologiche e strutturali delle imprese che operano nel settore merceologico.
Per il nuovo studio UD04A, la nuova cluster analysis presenta alcune
novità rispetto allo studio precedente. In particolare, il nuovo studio ha
determinato un aumento del numero di cluster individuati, passando da 12 a 15,
105
con l’introduzione di un cluster che ha posto in particolare evidenza le imprese
terziste monocommittenti, (cluster 5) e con una migliore articolazione anche
tenendo conto del fattore dimensionale, dei modelli organizzativi e
specializzazioni già presenti nello studio precedente (ad es.: per quanto riguarda
le imprese che estraggono sabbie silicee e non silicee).
Per lo studio UD04B, la cluster analysis ha evidenziato alcune novità
rispetto allo studio precedente. Il nuovo studio ha portato all’individuazione di
alcuni nuovi cluster, il cui numero è passato da 12 a 14. In particolare sono stati
individuati il cluster 6, relativo alle imprese che realizzano prevalentemente
mosaici, decori e greche, il cluster 12, per le imprese che realizzano
statue/sculture, e il cluster 4, relativo alle imprese terziste monocommittenti.
Inoltre nel nuovo studio vi è una migliore articolazione dei gruppi omogenei, che
tiene anche conto del fattore dimensionale e dei materiali lavorati.
È stato possibile, inoltre, effettuare un affinamento dell’analisi della
coerenza economica delle singole attività produttive. Tale analisi viene ora infatti
effettuata sulla base di 5 diversi indicatori economici solo in parte mutuati dal
precedente studio:
1. “Valore aggiunto per addetto”;
2. “MOL per addetto non dipendente”;
3. “Resa del capitale rispetto al valore aggiunto”;
4. “Durata delle scorte” ; (solo per lo studio UD04B)
5. “Margine Operativo Lordo sulle Vendite”.
I nuovi indicatori sono stati individuati attraverso l’utilizzo, in parte, di
variabili contabili diverse rispetto alla precedente elaborazione, per il cui
dettaglio si rinvia alle note tecniche e metodologiche relative alla costruzione
degli studi UD04A e UD04B.
Per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, gli indicatori
individuati sono:
(per lo studio UD04B)
1. Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
2. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti
di locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
3. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti
di locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
4. Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi
sui ricavi;
5. Durata delle scorte;
6. Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
106
Per lo studio UD04A è stato utilizzato un solo indicatore:
a) l’incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
L’attività di controllo
Ai fini dello svolgimento dell’attività di controllo, appare opportuno
richiamare l’attenzione degli Uffici sulle seguenti circostanze, che possono
eventualmente influenzare negativamente i risultati economici raggiunti dalle
imprese del settore:
1. l’attività di cava è soggetta ad autorizzazione amministrativa, e nella
maggior parte delle Regioni, tale autorizzazione è a titolo oneroso, con
possibili differenze, per le imprese, dell’onere da pagare;
2. la determinazione del volume di cava concesso nell’autorizzazione può
essere influenzata non solo da criteri economici, ma anche da altri aspetti
(ambientali, paesaggistici, urbanistici), di competenza di diversi soggetti
pubblici come la Regione, la Provincia, il Comune, o l’Ente Parco. Può
infatti essere fissato un limite alla produzione, che vincola le possibilità per
l’impresa di razionalizzare la propria produzione ed i propri costi, con
conseguenti ripercussioni sulle condizioni di concorrenza e di redditività. La
stipula delle convenzioni con i comuni, impone talora, oltre alla
corresponsione del contributo previsto per legge, prestazioni accessorie a
carico del richiedente (forniture gratuite, esecuzione di opere viarie), il cui
onere può essere rilevante;
3. si possono registrare costi di produzione molto differenti in funzione della
diversa tipologia di coltivazione (a secco od in falda). In particolare, per una
stessa tipologia di cava, si possono riscontrare differenze nelle norme
tecniche di coltivazione, e nei relativi costi di produzione, non solo tra
regioni, ma anche tra province di una stessa regione (ad esempio, sul tipo di
gradoni del fronte di cava, sul tipo di mezzi di escavazione autorizzati, sulla
profondità raggiungibile);
4. nell’ambito dell’attività estrattiva di sabbia e ghiaia, la disponibilità dei
terreni rappresenta un prerequisito per la coltivazione di cava e, pertanto, tra
i costi di produzione occorre considerare il valore, non sempre facilmente
quantificabile, dei terreni suscettibili di essere destinati ad attività estrattiva.
L’inserimento dei terreni in uno strumento di pianificazione può far lievitare
notevolmente il loro costo; inoltre può verificarsi che, terreni considerati
agricoli nello strumento di pianificazione urbanistica, possono essere pagati
un prezzo superiore al valore agricolo di mercato in ragione della probabilità
di una loro destinazione estrattiva.
107
Studi di settore UD09A e UD09B – Fabbricazione di mobili, poltrone e
divani, porte e finestre in legno; Lavorazione del legno
Le attività interessate sono quelle relative ai seguenti codici ATECO
2007:
Studio UD09A
16.22.00 – Fabbricazione di pavimenti in parquet assemblato;
16.23.10 – Fabbricazione di porte e finestre in legno (escluse porte
blindate);
16.23.20 – Fabbricazione di altri elementi in legno e di falegnameria per
l’edilizia;
16.29.19 – Fabbricazione di altri prodotti vari in legno (esclusi i mobili);
16.29.20 – Fabbricazione dei prodotti della lavorazione del sughero;
29.32.01 – Fabbricazione di sedili per autoveicoli;
30.11.01 – Fabbricazione di sedili per navi;
30.20.01 – Fabbricazione di sedili per tram, filovie e metropolitane;
30.30.01 – Fabbricazione di sedili per aeromobili;
31.01.10 – Fabbricazione di sedie e poltrone per ufficio e negozi;
31.01.22 – Fabbricazione di altri mobili non metallici per ufficio e negozi;
31.02.00 – Fabbricazione di mobili per cucina;
31.09.10 – Fabbricazione di mobili per arredo domestico;
31.09.20 – Fabbricazione di sedie e sedili (esclusi quelli per aeromobili,
autoveicoli, navi, treni, ufficio e negozi);
31.09.30 – Fabbricazione di poltrone e divani;
31.09.40 – Fabbricazione di parti e accessori di mobili;
31.09.50 – Finitura di mobili;
31.09.90 – Fabbricazione di altri mobili (inclusi quelli per arredo esterno);
32.99.40 – Fabbricazione di casse funebri;
33.19.04 – Riparazioni di altri prodotti in legno nca;
95.24.01 – Riparazione di mobili e di oggetti di arredamento;
95.24.02 – Laboratori di tappezzeria.
Studio UD09B
16.10.00 – Taglio e piallatura del legno;
108
16.21.00 – Fabbricazione di fogli da impiallacciatura e di pannelli a base
di legno;
16.24.00 – Fabbricazione di imballaggi in legno;
33.19.01 – Riparazioni di pallets e contenitori in legno per trasporto .
Gli studi di settore UD09A e UD09B, in vigore a decorrere dal periodo
d’imposta 2008, costituiscono l’evoluzione degli studi TD09A e TD09B,
approvati con decreto ministeriale del 17 marzo 2005, in vigore dal periodo
d’imposta 2004.
Le nuove e più dettagliate informazioni che sono alla base dell’evoluzione
degli studi in esame hanno consentito di realizzare un’analisi delle caratteristiche
tipologiche e strutturali delle imprese che operano nel settore.
Per il nuovo studio UD09A, pur rimanendo invariato il numero dei gruppi
omogenei di imprese, la nuova cluster analysis ha evidenziato alcune variazioni
in termini di numerosità e di specializzazione all’interno dei gruppi omogenei
individuati. I cluster sono stati determinati utilizzando come fattori discriminanti
l’aspetto dimensionale della struttura, la modalità organizzativa, la
specializzazione in alcune fasi della produzione/lavorazione e la tipologia dei
prodotti ottenuti e/o lavorati.
Per lo studio UD09B, la cluster analysis ha confermato i modelli
organizzativi emersi nello studio precedente, con lievi variazioni in termini di
numerosità e di specializzazione all’interno dei singoli gruppi omogenei e
determinati utilizzando come fattori discriminanti: il fattore dimensionale, che ha
permesso di individuare le imprese con struttura organizzativa e produttiva di più
grandi dimensioni (cluster 4), la modalità organizzativa, che ha permesso di
distinguere le imprese che operano prevalentemente in conto terzi (cluster 9 e
10) dalle altre che esercitano essenzialmente l’attività in conto proprio o in forma
mista, la tipologia dei prodotti e/o lavorati, e la tipologia di attività.
E’ stato possibile effettuare un affinamento dell’analisi della coerenza
economica delle singole attività produttive. Tale analisi viene ora infatti
effettuata sulla base di 5 diversi indicatori economici, solo in parte mutuati dal
precedente studio:
1. “Valore aggiunto per addetto”;
2. “MOL per addetto non dipendente”;
3. “Resa del capitale rispetto al valore aggiunto”;
4. “Durata delle scorte” ;
5. “Margine Operativo Lordo sulle Vendite”.
I nuovi indicatori sono stati individuati attraverso l’utilizzo, in parte, di
variabili contabili diverse rispetto alla precedente elaborazione, per il cui
109
dettaglio si rinvia alle note tecniche e metodologiche relative alla costruzione
degli studi UD09A e UD09B.
Per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, gli indicatori
individuati sono:
1. Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
2. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
3. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
4. Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
5. Durata delle scorte;
6. Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
L’attività di controllo
In sede di svolgimento dell’attività accertativa, occorre richiamare
l’attenzione degli uffici sulle seguenti circostanze che dovranno essere valutate
attentamente e che possono eventualmente influenzare negativamente i risultati
economici raggiunti dalle imprese del settore.
1. Il settore del legno risulta caratterizzato dalla presenza di piccole e
piccolissime imprese che presentano impianti utilizzati e assetti
organizzativi non sufficientemente innovati;
2. il settore mostra una grossa frammentazione della produzione e della
distribuzione;
3. la crescente concorrenza dei paesi a basso costo del fattore lavoro può
costituire un elemento sfavorevole per le imprese nazionali;
Studio di settore UD16U – Confezione su misura di vestiario
L’attività interessata è quella relativa al codice ATECO 2007:
14.13.20 – Sartoria e confezione su misura di abbigliamento esterno.
Lo studio di settore UD16U, in vigore a decorrere dal periodo d’imposta
2008, costituisce l’evoluzione dello studio TD16U, approvato con decreto
ministeriale del 17 marzo 2005, ed in vigore dal periodo d’imposta 2004.
Nel nuovo studio UD16U, la nuova cluster analysis non ha evidenziato
novità rispetto allo studio precedente. Infatti, rimane invariato il numero di
cluster e non sono emerse particolarità in riferimento ai modelli organizzativi
dell’attività.
110
E’ stato possibile effettuare un affinamento dell’analisi della coerenza
economica delle singole attività produttive. Tale analisi viene ora infatti
effettuata sulla base di 5 diversi indicatori economici, solo in parte mutuati dal
precedente studio:
1. “Valore aggiunto per addetto”;
2. “MOL per addetto non dipendente”;
3. “Resa del capitale rispetto al valore aggiunto”;
4. “Durata delle scorte” ;
5. “Margine Operativo Lordo sulle Vendite”.
I nuovi indicatori sono stati individuati attraverso l’utilizzo, in parte, di
variabili contabili diverse rispetto alla precedente elaborazione, per il cui
dettaglio si rinvia alla nota tecnica e metodologica relativa alla costruzione dello
studio UD16U.
Per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, gli indicatori
individuati sono:
1. Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
2. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
3. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
4. Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
5. Durata delle scorte;
6. Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Studio di settore UD19U – Fabbricazione porte e finestre in metallo, tende
da sole
Le attività interessate dallo studio UD19U sono quelle relative ai seguenti
codici ATECO 2007:
25.12.10 – Fabbricazione di porte, finestre e loro telai, imposte e cancelli
metallici;
25.12.20 – Fabbricazione di strutture metalliche per tende da sole, tende
alla veneziana e simili.
Lo studio di settore UD19U, in vigore a decorrere dal periodo d’imposta
2008, costituisce l’evoluzione dello studio TD19U, approvato con decreto
ministeriale del 17 marzo 2005 ed in vigore dal periodo d’imposta 2004.
111
Le nuove e più dettagliate informazioni hanno consentito di realizzare
l’analisi delle caratteristiche tipologiche delle imprese che operano nel settore al
fine di cogliere eventuali cambiamenti strutturali, le modifiche dei modelli
organizzativi e le variazioni di mercato all’interno del settore economico.
E’ stato possibile effettuare un affinamento dell’analisi della coerenza
economica delle singole attività produttive. Tale analisi viene ora infatti
effettuata sulla base di 5 diversi indicatori economici solo in parte mutuati dal
precedente studio:
1. “Valore aggiunto per addetto”;
2. “MOL per addetto non dipendente”;
3. “Resa del capitale rispetto al valore aggiunto”;
4. “Durata delle scorte” ;
5. “Margine Operativo Lordo sulle Vendite”.
I nuovi indicatori sono stati individuati attraverso l’utilizzo, in parte, di
variabili contabili diverse rispetto alla precedente elaborazione, per il cui
dettaglio si rinvia alla nota tecnica e metodologica relativa alla costruzione dello
studio UD19U.
Per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, gli indicatori
individuati sono:
1. Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
2. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
3. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
4. Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
5. Durata delle scorte;
6. Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Studi di settore UD20U e UD32U – Fabbricazione e lavorazione di prodotti
in metallo; Fabbricazione macchine e apparecchi meccanici.
Le attività interessate sono quelle relative ai seguenti codici ATECO
2007:
Studio UD20U
01.62.01 – Attività dei maniscalchi;
112
24.33.01 – Fabbricazione di pannelli stratificati in acciaio;
25.11.00 – Fabbricazione di strutture metalliche e parti assemblate di
strutture;
25.21.00 – Fabbricazione di radiatori e contenitori in metallo per caldaie
per il riscaldamento centrale;
25.29.00 – Fabbricazione di cisterne, serbatoi e contenitori in metallo per
impieghi di stoccaggio o di produzione;
25.30.00 – Fabbricazione di generatori di vapore (esclusi i contenitori in
metallo per caldaie per il riscaldamento centrale ad acqua calda);
25.50.00 – Fucinatura, imbutitura, stampaggio e profilatura dei metalli;
metallurgia delle polveri;
25.61.00 – Trattamento e rivestimento dei metalli;
25.71.00 – Fabbricazione di articoli di coltelleria, posateria ed armi
bianche;
25.72.00 – Fabbricazione di serrature e cerniere e ferramenta simili;
25.73.11 – Fabbricazione di utensileria ad azionamento manuale;
25.91.00 – Fabbricazione di bidoni in acciaio e contenitori analoghi per il
trasporto e l’imballaggio;
25.92.00 – Fabbricazione di imballaggi leggeri in metallo;
25.93.10 – Fabbricazione di prodotti fabbricati con fili metallici;
25.93.20 – Fabbricazione di molle;
25.93.30 – Fabbricazione di catene fucinate senza saldatura e stampate;
25.94.00 – Fabbricazione di articoli di bulloneria;
25.99.19 – Fabbricazione di stoviglie, pentolame, vasellame, attrezzi da
cucina e altri accessori casalinghi non elettrici, articoli metallici per
l’arredamento di stanze da bagno;
25.99.20 – Fabbricazione di casseforti, forzieri, porte metalliche blindate;
25.99.30 – Fabbricazione di oggetti in ferro, in rame ed altri metalli;
25.99.99 – Fabbricazione di altri articoli metallici e minuteria metallica
nca;
28.21.21 – Fabbricazione di caldaie per riscaldamento;
32.99.13 – Fabbricazione di articoli in metallo per la sicurezza personale;
33.11.02 – Riparazione e manutenzione di utensileria ad azionamento
manuale;
33.11.04 – Riparazione e manutenzione di casseforti, forzieri, porte
metalliche blindate;
113
33.11.05 – Riparazione e manutenzione di armi bianche;
33.11.09 – Riparazione e manutenzione di altri prodotti in metallo;
33.20.04 – Installazione di cisterne, serbatoi e contenitori in metallo;
33.20.05 – Installazione di generatori di vapore (escluse le caldaie per il
riscaldamento centrale ad acqua calda);
43.32.01 – Posa in opera di casseforti, forzieri, porte blindate.
Studio UD32U
25.40.00 – Fabbricazione di armi e munizioni;
25.62.00 – Lavori di meccanica generale;
25.73.12 – Fabbricazione di parti intercambiabili per macchine utensili;
25.73.20 – Fabbricazione di stampi, portastampi, sagome, forme per
macchine;
26.60.01 – Fabbricazione di apparecchiature di irradiazione per alimenti e
latte;
27.51.00 – Fabbricazione di elettrodomestici;
27.52.00 – Fabbricazione di apparecchi per uso domestico non elettrici;
27.90.01 – Fabbricazione di apparecchiature elettriche per saldature e
brasature;
28.11.11 – Fabbricazione di motori a combustione interna (esclusi i motori
destinati ai mezzi di trasporto su strada e ad aeromobili);
28.11.20 – Fabbricazione di turbine e turboalternatori (incluse parti e
accessori);
28.12.00 – Fabbricazione di apparecchiature fluidodinamiche;
28.13.00 – Fabbricazione di altre pompe e compressori;
28.14.00 – Fabbricazione di altri rubinetti e valvole;
28.15.10 – Fabbricazione di organi di trasmissione (esclusi quelli idraulici
e quelli per autoveicoli, aeromobili e motocicli);
28.15.20 – Fabbricazione di cuscinetti a sfere;
28.21.10 – Fabbricazione di forni, fornaci e bruciatori;
28.21.29 – Fabbricazione di altri sistemi per riscaldamento;
28.22.01 – Fabbricazione di ascensori, montacarichi e scale mobili;
28.22.02 – Fabbricazione di gru, argani, verricelli a mano e a motore,
carrelli trasbordatori, carrelli elevatori e piattaforme girevoli;
114
28.22.09 – Fabbricazione di altre macchine e apparecchi di sollevamento e
movimentazione;
28.24.00 – Fabbricazione di utensili portatili a motore;
28.25.00 -Fabbricazione di attrezzature di uso non domestico per la
refrigerazione e la ventilazione; fabbricazione di condizionatori domestici fissi;
28.29.10 – Fabbricazione di bilance e di macchine automatiche per la
vendita e la distribuzione (incluse parti staccate e accessori);
28.29.20 – Fabbricazione di macchine e apparecchi per le industrie
chimiche, petrolchimiche e petrolifere (incluse parti e accessori);
28.29.30 – Fabbricazione di macchine automatiche per la dosatura, la
confezione e per l’imballaggio (incluse parti e accessori);
28.29.91 – Fabbricazione di apparecchi per depurare e filtrare liquidi e gas
per uso non domestico;
28.29.92 – Fabbricazione di macchine per la pulizia (incluse le
lavastoviglie) per uso non domestico;
28.29.99 – Fabbricazione di altro materiale meccanico e di altre macchine
di impiego generale nca;
28.30.10 – Fabbricazione di trattori agricoli;
28.30.90 – Fabbricazione di altre macchine per l’agricoltura, la silvicoltura
e la zootecnia;
28.41.00 – Fabbricazione di macchine utensili per la formatura dei metalli
(incluse parti e accessori ed escluse le parti intercambiabili);
28.49.09 – Fabbricazione di altre macchine utensili (incluse parti e
accessori) nca;
28.91.00 – Fabbricazione di macchine per la metallurgia (incluse parti e
accessori);
28.92.09 -Fabbricazione di altre macchine da miniera, cava e cantiere
(incluse parti e accessori);
28.93.00 – Fabbricazione di macchine per l’industria alimentare, delle
bevande e del tabacco (incluse parti e accessori);
28.94.10 – Fabbricazione di macchine tessili, di macchine e di impianti per
il trattamento ausiliario dei tessili, di macchine per cucire e per maglieria (incluse
parti e accessori);
28.94.20 – Fabbricazione di macchine e apparecchi per l’industria delle
pelli, del cuoio e delle calzature (incluse parti e accessori);
28.94.30 – Fabbricazione di apparecchiature e di macchine per lavanderie
e stirerie (incluse parti e accessori);
115
28.95.00 – Fabbricazione di macchine per l’industria della carta e del
cartone (incluse parti e accessori);
28.96.00 -Fabbricazione di macchine per l’industria delle materie plastiche
e della gomma (incluse parti e accessori);
28.99.10 – Fabbricazione di macchine per la stampa e la legatoria (incluse
parti e accessori);
28.99.20 – Fabbricazione di robot industriali per usi molteplici (incluse
parti e accessori);
28.99.99 – Fabbricazione di altre macchine ed attrezzature per impieghi
speciali nca (incluse parti e accessori);
30.30.02 – Fabbricazione di missili balistici;
30.40.00 – Fabbricazione di veicoli militari da combattimento;
32.50.14 – Fabbricazione di centrifughe per laboratori;
33.11.01 – Riparazione e manutenzione di stampi, portastampi, sagome,
forme per macchine;
33.11.03 – Riparazione e manutenzione di armi, sistemi d’arma e
munizioni;
33.12.10 – Riparazione e manutenzione di macchine di impiego generale;
33.12.20 – Riparazione e manutenzione di forni, fornaci e bruciatori;
33.12.30 – Riparazione e manutenzione di macchine e apparecchi di
sollevamento e movimentazione (esclusi ascensori);
33.12.40 – Riparazione e manutenzione di attrezzature di uso non
domestico per la refrigerazione e la ventilazione;
33.12.52 – Riparazione e manutenzione di bilance e macchine automatiche
per la vendita e la distribuzione;
33.12.53 – Riparazione e manutenzione di macchine per le industrie
chimiche, petrolchimiche e petrolifere;
33.12.54 – Riparazione e manutenzione di macchine per la dosatura, la
confezione e l’imballaggio;
33.12.55 – Riparazione e manutenzione di estintori (inclusa la ricarica);
33.12.59 – Riparazione e manutenzione di altre macchine di impiego
generale nca;
33.12.70 – Riparazione e manutenzione di altre macchine per l’agricoltura,
la silvicoltura e la zootecnia;
33.12.91 – Riparazione e manutenzione di parti intercambiabili per
macchine utensili;
116
33.12.99 – Riparazione e manutenzione di altre macchine per impieghi
speciali nca (incluse le macchine utensili);
33.13.04 – Riparazione e manutenzione di apparati di distillazione per
laboratori, di centrifughe per laboratori e di macchinari per pulizia ad ultrasuoni
per laboratori;
33.20.09 – Installazione di altre macchine ed apparecchiature industriali;
95.22.02 -Riparazione di articoli per il giardinaggio.
Gli studi di settore UD20U e UD32U, in vigore a decorrere dal periodo
d’imposta 2008, costituiscono l’evoluzione degli studi TD20U e TD32U,
approvati con decreto ministeriale del 17 marzo 2005 ed entrati in vigore dal
periodo d’imposta 2004.
Le nuove e più dettagliate informazioni hanno consentito di realizzare
un’analisi delle caratteristiche tipologiche delle imprese che operano nel settore
al fine di cogliere eventuali cambiamenti strutturali, le modifiche dei modelli
organizzativi e le variazioni di mercato all’interno del settore economico.
Per lo studio UD20U, il procedimento di definizione dei modelli
organizzativi ha sostanzialmente confermato i gruppi omogenei dello studio
precedente con qualche semplificazione.
Sono stati infatti eliminati i gruppi relativi alle lavorazioni del vetro,
della gomma e plastica, poiché, in sede di analisi, si è rilevato che non
generavano un modello di imprese specifico.
I due cluster delle riparazioni ed installazioni sono stati riuniti in un unico
gruppo, come anche quelli relativi alla produzione di strutture metalliche.
Il cluster specializzato nel mercato dell’illuminotecnica è confluito in
quello dell’arredamento, e quello dell’hobbistica in quello della minuteria
metallica e degli articoli per il mercato domestico.
Per lo studio UD32U, l’elaborazione dei nuovi gruppi omogenei ha
determinato una forte riduzione dei modelli organizzativi, individuando
trentasette gruppi rispetto ai cinquantadue dello studio precedente. La riduzione è
stata possibile focalizzando l’elaborazione prevalentemente
sull’esternalizzazione delle fasi del processo produttivo.
Nel settore in esame l’esternalizzazione è spesso causata da esigenze
produttive, per cui le aziende, per evitare di perdere commesse di lavorazione,
preferiscono affidare a terzi fasi della produzione che potrebbero essere
altrimenti svolte internamente.
E’ emerso dall’analisi un nuovo modello organizzativo rappresentato dalle
imprese specializzate nella produzione, manutenzione e riparazione di sistemi e
parti di arma e accessori.
È stato possibile effettuare un affinamento dell’analisi della coerenza
economica delle singole attività produttive.
117
Tale analisi viene ora, infatti, effettuata sulla base di 5 diversi indicatori
economici solo in parte mutuati dal precedente studio:
1. “Valore aggiunto per addetto”;
2. “MOL per addetto non dipendente”;
3. “Resa del capitale rispetto al valore aggiunto”;
4. “Durata delle scorte” ;
5. “Margine Operativo Lordo sulle Vendite”.
I nuovi indicatori sono stati individuati attraverso l’utilizzo, in parte, di
variabili contabili diverse rispetto alla precedente elaborazione, per il cui
dettaglio si rinvia alle note tecniche e metodologiche relative alla costruzione
degli studi UD20U e UD32U.
Per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, gli indicatori
individuati sono:
1. Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
2. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
3. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
4. Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
5. Durata delle scorte;
6. Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Criticità nel settore della meccanica
In sede di validazione degli studi di settore UD20U e UD32U, è stata
portata all’attenzione della Commissione degli esperti la particolare situazione
determinatasi nel settore degli elettrodomestici a seguito della crisi di un gruppo
industriale, con conseguenze negative per le aziende del settore operanti nel
contesto economico.
Al riguardo, si richiama l’attenzione degli Uffici, nello svolgimento della
attività accertatrice, sulle circostanze rappresentate dalle associazioni e recepite
dalla Commissione in ordine alle criticità segnalate, per effetto della quali sono
state coinvolte le imprese artigiane e le PMI dell’indotto che si trovano, in
particolare, ad operare nelle regioni Marche e Umbria e nella provincia di Reggio
Emilia.
118
Studio di settore UD21U – Fabbricazione e confezionamento di occhiali
comuni e da vista
Le attività interessate dallo studio UD21U sono quelle relative al seguente
codice ATECO 2007:
32.50.50 Fabbricazione di armature per occhiali di qualsiasi tipo;
montatura in serie di occhiali comuni.
Lo studio di settore UD21U, in vigore a decorrere dal periodo d’imposta
2008, costituisce l’evoluzione dello studio TD21U approvato con decreto
ministeriale del 5 aprile 2006 ed in vigore dal periodo d’imposta 2005.
In relazione a tale studio è stato possibile effettuare un affinamento
dell’analisi della coerenza economica delle singole attività produttive. Tale
analisi viene ora infatti effettuata sulla base di 5 diversi indicatori economici solo
in parte mutuati dal precedente studio:
1. “Valore aggiunto per addetto”;
2. “MOL per addetto non dipendente”;
3. “Resa del capitale rispetto al valore aggiunto”;
4. “Durata delle scorte” ;
5. “Margine Operativo Lordo sulle Vendite”.
I nuovi indicatori sono stati individuati attraverso l’utilizzo, in parte, di
variabili contabili diverse rispetto alla precedente elaborazione, per il cui
dettaglio si rinvia alla nota tecnica e metodologica relativa alla costruzione dello
studio UD21U.
Per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, gli indicatori
individuati sono:
1. Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
2. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
3. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
4. Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
5. Durata delle scorte;
6. Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
119
Introduzione di un nuovo correttivo congiunturale
Nello studio UD21U – come anche per lo studio UD33U – è stato
introdotto un nuovo correttivo congiunturale che contribuisce a cogliere
l’andamento dell’attività economica del settore nel corso del 2008.
Il nuovo correttivo è stato calcolato analizzando l’andamento del settore e
viene applicato alle sole imprese che mostrano segni di difficoltà. Risulta, inoltre,
differenziato in base ai dati rilevati per ciascun modello organizzativo del nuovo
studio.
Tale correttivo, in particolare, individuato ponderando l’andamento
congiunturale con la riduzione percentuale dei ricavi dichiarati dall’impresa
stessa, diventa “personalizzato”, riferito cioè, alla singola impresa, e si applica ai
ricavi teorici stimati dallo studio per essa, riducendoli.
Per l’individuazione del correttivo viene preso in esame un ciclo
economico di cinque anni e si confrontano i ricavi dichiarati dal contribuente nei
due periodi d’imposta che si trovano agli estremi (il primo ed il quinto: ad
esempio, se si vuol valutare il 2008, l’anno base di riferimento sarà il 2004).
Se dal confronto dei due periodi d’imposta considerati, si verifica una
effettiva diminuzione dei ricavi nell’anno di applicazione dello studio, il
correttivo troverà applicazione per il singolo contribuente, riducendo la stima dei
risultati dello studio.
Per eventuali ulteriori approfondimenti si rinvia al contenuto della Nota
Tecnica e Metodologica allegata al decreto ministeriale 23 dicembre 2008 di
approvazione dello studio UD21U e al paragrafo n. 3.4 dell’allegato n. 2 – Nota
Tecnica e Metodologica – al decreto ministeriale 19 maggio 2009 recante:
“Approvazione della revisione congiunturale speciale degli studi di settore,
dell’aggiornamento della territorialità generale e modifica del DM 6 marzo
2008”.
Studio di settore UD24U – Confezione e commercio al dettaglio di pellicce
Le attività interessate sono quelle relative ai seguenti codici ATECO
2007:
14.20.00 – Confezione di articoli in pelliccia;
47.71.40 – Commercio al dettaglio di pellicce e di abbigliamento in pelle.
Lo studio di settore UD24U costituisce, a decorrere dal periodo d’imposta
2008, l’evoluzione dello studio TD24U, approvato con decreto ministeriale del 5
aprile 2006, in vigore dal periodo d’imposta 2005.
Le nuove e più dettagliate informazioni che sono alla base dell’evoluzione
dello studio in esame non hanno evidenziato novità rilevanti rispetto alla
precedente versione.
120
Nel nuovo studio UD24U il numero di cluster rimane invariato, i modelli
organizzativi esistenti nel settore non hanno subito mutamenti di rilievo per cui il
processo di clusterizzazione riproduce sostanzialmente quello della precedente
versione dello studio.
È stato possibile effettuare un affinamento dell’analisi della coerenza
economica delle singole attività produttive. Tale analisi viene ora infatti
effettuata sulla base di 5 diversi indicatori economici solo in parte mutuati dal
precedente studio:
1. “Valore aggiunto per addetto”;
2. “MOL per addetto non dipendente”;
3. “Resa del capitale rispetto al valore aggiunto”;
4. “Durata delle scorte” ;
5. “Margine Operativo Lordo sulle Vendite”.
I nuovi indicatori sono stati individuati attraverso l’utilizzo, in parte, di
variabili contabili diverse rispetto alla precedente elaborazione, per il cui
dettaglio si rinvia alla nota tecnica e metodologica relativa alla costruzione dello
studio UD24U.
Per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, gli indicatori
individuati sono:
1. Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
2. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
3. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
4. Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
5. Durata delle scorte;
6. Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Studio di settore UD26U – Confezione di vestiario in pelle
Le attività interessate sono quelle relative al seguente codice ATECO
2007:
14.11.00 – Confezione di abbigliamento in pelle e similpelle
Lo studio di settore UD26U costituisce, a decorrere dal periodo d’imposta
2008, l’evoluzione dello studio TD26U, approvato con decreto ministeriale del 5
aprile 2006, in vigore dal periodo d’imposta 2005.
121
Le nuove e più dettagliate informazioni che sono alla base dell’evoluzione
dello studio in esame non hanno evidenziato novità rilevanti.
Nel nuovo studio UD26U il numero dei gruppi omogenei è passato da
sette a cinque, anche se i modelli organizzativi non hanno subito mutamenti di
rilievo.
E’ stato possibile effettuare un affinamento dell’analisi della coerenza
economica delle singole attività produttive. Tale analisi viene ora infatti
effettuata sulla base di 5 diversi indicatori economici solo in parte mutuati dal
precedente studio:
1. “Valore aggiunto per addetto”;
2. “MOL per addetto non dipendente”;
3. “Resa del capitale rispetto al valore aggiunto”;
4. “Durata delle scorte” ;
5. “Margine Operativo Lordo sulle Vendite”.
I nuovi indicatori sono stati individuati attraverso l’utilizzo, in parte, di
variabili contabili diverse rispetto alla precedente elaborazione, per il cui
dettaglio si rinvia alla nota tecnica e metodologica relativa alla costruzione dello
studio UD26U.
Per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, gli indicatori
individuati sono:
1. Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
2. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
3. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
4. Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
5. Durata delle scorte;
6. Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
Studio di settore UD27U – Fabbricazione di articoli di pelletteria
Le attività interessate sono quelle relative al seguente codice ATECO
2007:
15.12.09 – Fabbricazione di altri articoli da viaggio, borse e simili,
pelletteria e selleria
122
Lo studio di settore UD27U costituisce, a decorrere dal periodo d’imposta
2008, l’evoluzione dello studio TD27U, approvato con decreto ministeriale del 5
aprile 2006, in vigore dal periodo d’imposta 2005.
Le nuove e più dettagliate informazioni che sono alla base dell’evoluzione
dello studio in esame non hanno evidenziato novità rilevanti.
Nel nuovo studio UD27U il numero dei gruppi omogenei è passato da
undici a nove, anche se i modelli organizzativi non hanno subito mutamenti di
rilievo.
È stato possibile effettuare un affinamento dell’analisi della coerenza
economica delle singole attività produttive. Tale analisi viene ora infatti
effettuata sulla base di 5 diversi indicatori economici solo in parte mutuati dal
precedente studio:
1. “Valore aggiunto per addetto”;
2. “MOL per addetto non dipendente”;
3. “Resa del capitale rispetto al valore aggiunto”;
4. “Durata delle scorte” ;
5. “Margine Operativo Lordo sulle Vendite”.
I nuovi indicatori sono stati individuati attraverso l’utilizzo, in parte, di
variabili contabili diverse rispetto alla precedente elaborazione, per il cui
dettaglio si rinvia alla nota tecnica e metodologica relativa alla costruzione dello
studio UD27U.
Per quanto riguarda l’analisi della normalità economica, gli indicatori
individuati sono:
1. Incidenza degli ammortamenti per beni strumentali mobili rispetto al
valore storico degli stessi;
2. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
3. Incidenza dei costi per beni mobili acquisiti in dipendenza di contratti di
locazione non finanziaria rispetto al valore storico degli stessi;
4. Incidenza del costo del venduto e del costo per la produzione di servizi sui
ricavi;
5. Durata delle scorte;
6. Incidenza dei costi residuali di gestione sui ricavi.
L’attività di controllo
In sede di svolgimento dell’attività accertativa, occorre richiamare
l’attenzione degli uffici sulle seguenti circostanze che dovranno essere valutate
123
attentamente e che possono eventualmente influenzare negativamente i risultati
economici raggiunti dalle imprese del settore.