Circolare 31/E 1/4/2008 Decreto 11 febbraio 2008.

Direzione Centrale Accertamento
Settore Governo dell’Accertamento e Studi di settore
CIRCOLARE N. 31/E Roma, -1 Aprile 2008
Oggetto: Decreto 11 febbraio 2008. Semplificazione degli obblighi di annotazione separata
delle componenti rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore.

Premessa
Il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze dell’11 febbraio 2008
(pubblicato nella G.U. n. 56 del 6 marzo 2008) ha introdotto nuove disposizioni in tema di
applicazione degli studi di settore nei confronti dei contribuenti che esercitano attività
d’impresa mediante più punti di produzione e di vendita o che esercitano più attività di
impresa, non rientranti nel medesimo studio di settore.
Le nuove disposizioni riguardano anche gli adempimenti contabili posti a carico dei
predetti contribuenti, che risultano sostanzialmente semplificati.
La presente circolare analizza le innovazioni normative allo scopo di chiarire l’ampia
gamma di effetti che impattano direttamente sulle attività di controllo fiscale basate
sull’utilizzo degli studi di settore.
1. La disciplina previgente
I decreti di approvazione dei primi studi di settore, emanati a partire dal 1998,
prevedevano la non applicabilità degli stessi nei casi di:
1) esercizio dell’attività d’impresa svolto mediante l’utilizzo di più punti di produzione e di
vendita in locali non contigui a quelli di produzione (c.d. “imprese multipunto”), per i quali
non è stata tenuta contabilità separata;
2) esercizio di due o più attività di impresa (c.d. “imprese multiattività”), non rientranti nel
medesimo studio di settore, per le quali non è stata tenuta la contabilità separata, se
l’importo complessivo dei ricavi dichiarati relativi alle attività non rientranti tra quelle prese
in considerazione dallo studio di settore supera il 20 per cento dell’ammontare totale dei
ricavi dichiarati.
2
Tale scelta era stata effettuata allo scopo di tutelare i contribuenti che operavano nelle
condizioni di cui ai punti 1) e 2), in quanto, in tali casi, gli studi di settore non erano ritenuti
idonei a fornire una rappresentazione corretta della realtà economica considerata.
Successivamente, onde superare le suddette cause di inapplicabilità, il decreto del
Ministero dell’Economia e delle Finanze del 24 dicembre 1999 (G.U. 29 dicembre 1999 n.
304) ha introdotto l’obbligo dell’annotazione separata dei componenti rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore. In particolare, le disposizioni di tale decreto si
applicavano a condizione che l’ammontare complessivo dei ricavi conseguiti derivasse
esclusivamente da attività per le quali erano applicabili gli studi di settore.
Con decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 25 marzo 2002 (G.U.
30 marzo 2002, n. 76) sono stati poi stabiliti anche i criteri per l’applicazione degli studi di
settore nei confronti dei contribuenti che esercitano due o più attività d’impresa non
rientranti nel medesimo studio di settore ovvero una o più attività in diverse unità di
produzione o di vendita, con decorrenza dal periodo d’imposta 2001. Detta applicazione,
effettuata mediante l’utilizzo dello specifico software “Ge.Ri.Co. Annotazione separata”, ha
tuttavia sempre mantenuto un carattere “sperimentale”, non consentendo il diretto utilizzo
degli studi per l’azione di accertamento ai sensi dell’art. 10 della legge n. 146 del 1998.
Inoltre, nel corso degli anni, la gestione dell’annotazione separata si è rivelata
particolarmente difficoltosa per i contribuenti (a causa della complessità della normativa e
della modulistica di riferimento), così come analoghe difficoltà ha determinato per
l’Agenzia la utilizzazione dei dati raccolti ai fini dell’attività di controllo.
Il recente processo di evoluzione che ha interessato la gran parte degli studi di settore
ha quindi puntato ad una consistente riduzione del numero dei soggetti tenuti agli obblighi
dell’annotazione separata, anche allo scopo di semplificare gli adempimenti posti a carico
dei contribuenti. In particolare, la causa di inapplicabilità relativa alle attività d’impresa
“multipunto” è stata progressivamente superata dai nuovi studi evoluti, applicabili anche in
presenza di più unità locali, mentre quella relativa alle imprese “multiattività” è stata in
parte superata, mediante l’accorpamento di più attività all’interno di un unico studio di
settore.
Gli obblighi di annotazione separata e l’applicazione degli studi di settore mediante
il software GE.RI.CO.-Annotazione separata sono quindi rimasti in vigore, in epoca più
recente, solo per un limitato numero di contribuenti, a carico dei quali è anche rimasto un
aggravio di adempimenti che la nuova disciplina recata dal decreto in oggetto ha inteso
eliminare definitivamente, anche in considerazione della limitata valenza dello strumento ai
fini dell’accertamento.
2. La nuova disciplina prevista dal decreto
L’art. 1, comma 1, del decreto dell’11 febbraio 2008 ha innanzitutto rimodulato
l’obbligo di annotazione separata, riservandolo alla sola ipotesi delle imprese che esercitano
due o più attività per almeno una delle quali risultano approvati gli studi di settore, e
limitandolo ai soli ricavi conseguiti per le diverse attività esercitate.
3
Con il successivo comma 2 dell’art. 1 è stato inoltre stabilito che gli studi di settore
trovano applicazione nei confronti dei contribuenti “che svolgono in maniera prevalente le
attività indicate nei decreti di approvazione degli studi medesimi”, con la precisazione che,
in presenza di più attività d’impresa esercitate, gli studi di settore si applicano con
riferimento alla “attività prevalente” ove per tale è da intendere “quella da cui deriva nel
periodo d’imposta la maggiore entità dei ricavi”.
Le suddette disposizioni hanno vigore a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla
data del 31 dicembre 2007.
L’art. 2 ha poi introdotto nuove modalità di utilizzo degli studi di settore in sede di
accertamento per le imprese “multiattività”, decorrenti dal periodo d’imposta in corso al 31
dicembre 2008 e che sostituiscono integralmente quelle previgenti.
L’art. 3 ha dettato, a propria volta, una disciplina transitoria dell’utilizzo in sede di
accertamento degli studi di settore, sempre con riguardo alle imprese “multiattività”.
L’art. 4, comma 1, ha disposto, a decorrere dal periodo d’imposta in corso alla data
del 31 dicembre 2007, l’abrogazione dei seguenti provvedimenti: