Circolare 22/06/2006 n. 23 Studi di settore. Periodo d’imposta 2005

Circolare del 22/06/2006 n. 23
Oggetto: Studi di settore. Periodo d’imposta 2005

Servizio di documentazione tributaria
Agenzia delle Entrate
DIREZIONE CENTRALE ACCERTAMENTO
Circolare del 22/06/2006 n. 23
Oggetto:
Studi di settore. Periodo d’imposta 2005
Sintesi:
La circolare illustra i 53 studi di settore approvati nel 2006. Inoltre,
vengono forniti chiarimenti sull’applicazione degli studi gia’ in vigore e
vengono date indicazioni circa le modalita’ di compilazione dei modelli per
la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di
settore che costituiscono parte integrante del modello Unico 2006.
La circolare descrive, altresi’, le novita’ concernenti l’istituto
dell’asseverazione.
Testo:
INDICE
1. Premessa.
2. LE PRINCIPALI NOVITA’ PER GLI STUDI EVOLUTI IN VIGORE DAL PERIODO
D’IMPOSTA 2005.
2.1 L’utilizzo degli studi evoluti per i periodi d’imposta precedenti e
la semplificazione degli adempimenti.
2.2 Cause di inapplicabilita’.
2.3 L’evoluzione delle distribuzioni ventiliche.
2.4 L’introduzione di un correttivo congiunturale per i settori in
difficolta’.
2.5 L’introduzione di particolari correttivi (c.d. non automatici).
2.6 Gli studi di settore applicati con carattere “monitorato”.
2.7 Le novita’ relative agli studi di settore dei professionisti.
L’applicazione “monitorata” degli studi relativi ai professionisti.
2.7.1 La proroga della fase di monitoraggio per gli studi relativi ai
professionisti approvati a decorrere dal periodo d’imposta 2004.
2.8 Gli studi “monitorati” per le attivita’ manifatturiere.
2.9 Studi di settore e regime delle attivita’ marginali.
2.10 Principali novita’ del prodotto GE.RI.CO. 2006.
2.11 Annotazione separata.
2.11.1 Le novita’ del modello N Annotazione separata. Ulteriori
elementi contabili.
2.11.2 Esistenze iniziali e rimanenze finali relative a prodotti finiti.
3. NOVITA’ RIGUARDANTI L’ISTITUTO DELL’ASSEVERAZIONE.
4. SOGGETTI IN CONTABILITA’ ORDINARIA. INDICI DI NATURA ECONOMICA,
FINANZIARIA E PATRIMONIALE.
4.1 Decorrenza della disposizione relativa agli indici di incoerenza
economica, patrimoniale e finanziaria.
5. NOVITA’ DELLA MODULISTICA 2006 STUDI DI SETTORE
Modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore per il periodo d’imposta 2005.
5.1 QUADRO A – Indicazione dei dati relativi al personale addetto
all’attivita’. L’apporto di lavoro da parte del personale non dipendente.
5.2 QUADRO A – Indicazione delle giornate di sospensione delle giornate
lavorative dovute a Cassa Integrazione Guadagni e istituti simili.
5.3 QUADRO F – Elementi contabili
5.3.1 – Esistenze iniziali e rimanenze finali relative a prodotti
finiti.
5.3.2 – I ricavi delle attivita’ per le quali si percepiscono aggi o
ricavi fissi.
5.4 QUADRO Z – Dati complementari.
ALLEGATO 1 – ELENCO STUDI APPROVATI IN VIGORE A DECORRERE DAL PERIODO
D’IMPOSTA 2005.
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ALLEGATO 2 – PROVVEDIMENTO DEL DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 20
MARZO 2006.
ALLEGATO 3 – STUDI DI SETTORE IN VIGORE A DECORRERE DAL PERIODO D’IMPOSTA
2005
1. SETTORE DELLE MANIFATTURE.
1.1 Valutazioni di carattere generale.
1.2 Informazioni inserite nel quadro Z – Dati Complementari. Studi di
settore TD06U, TD07A, TD07B, TD08B, TD10B, SD40U, SD41U e SD44U.
1.3 Interventi correttivi adottati a favore di attivita’ economiche in
difficolta’.
1.3.1 Correttivo congiunturale per gli studi di settore: TD14U, TD21U,
TD26U e TD33U.
1.3.2 Ulteriori correttivi specifici (c.d. non automatici) previsti per
gli studi TD18U, TD20U, TD32U e TD35U.
1.3.3 Applicazione dei correttivi specifici (c.d. non automatici) da
parte degli Uffici.
1.3.4. Studio di settore TD35U – Edizioni di libri, stampa e prestampa.
Correttivo cd. “per innovazione tecnologica”.
1.3.5 Studio di settore TD18U – Fabbricazione della ceramica.
1.3.6 Studi di settore TD20U (meccanica leggera) e TD32U (meccanica
pesante).
1.4 Utilizzo delle giornate di sospensione dell’attivita’ lavorativa, CIG
ed istituti simili per il personale dipendente.
1.5 L’introduzione di un “fattore di modulazione” del valore dei beni
strumentali per gli studi: TD14U, TD33U e TD35U.
1.6 Quadro Z – Dati complementari. Nuove informazioni per il monitoraggio
della congiuntura economica.
1.7 Applicazione monitorata degli studi di settore: TD14U, TD21U e TD33U.
1.8 Studio di settore TD03U – Molitoria.
1.9 – Studio di settore TD14U – Preparazione e filatura di fibre tipo
cotone.
1.10 Studio di settore TD21U – Fabbricazione e confezionamento di occhiali.
1.11 Studio di settore TD22U – Fabbricazione di apparecchiature per
illuminazione e di lampade elettriche.
1.12 Studio di settore TD24U – Confezione e commercio al dettaglio di
articoli in pelliccia.
1.13 Studio di settore TD25U – Concia delle pelli e del cuoio.
1.14 Studio di settore TD26U – Confezione di vestiario in pelle.
1.15 Studio di settore TD27U – Fabbricazione di articoli da viaggio,
borse, marocchineria e selleria.
1.16 Studio di settore TD28U – Fabbricazione, lavorazione e
trasformazione del vetro.
1.17 Studio di settore TD29U – Produzione di calcestruzzo e di altri
prodotti per l’edilizia.
1.18 Studio di settore TD33U – Produzione e lavorazione di oggetti di
gioielleria ed oreficeria.
1.19 Studio di settore TD35U – Editoria, stampa e prestampa.
1.20 Studio di settore TD36U – Fusione di metalli, trasformazione del
ferro e dell’acciaio.
1.21 Studio di settore TD37U – Cantieri navali.
1.22 Studio di settore TD38U – Fabbricazione di mobili metallici.
1.23 Studio di settore TD47U – Fabbricazione di articoli di carta e
cartone.
2. ATTIVITA’ PROFESSIONALI
2.1 Valutazioni di carattere generale.
2.3 Principali novita’ degli studi dei professionisti.
2.3.1 Le novita’ nella stima delle funzioni di compenso degli studi di
settore relativi alle attivita’ professionali tecniche.
2.3.2 Le novita’ nella stima delle funzioni di compenso degli studi di
settore relativi alle attivita’ professionali mediche.
2.4 Eliminazione dei correttivi previsti nei previgenti studi dei
professionisti.
2.5 Studio di settore TK02U – Studi di ingegneria.
2.6 Studio di settore TK06U – Servizi forniti da revisori contabili,
periti, consulenti ed altri soggetti che svolgono attivita’ in materia di
amministrazione, contabilita’ e tributi.
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2.7 Studio di settore TK10U – Studi medici.
2.8 Studio di settore TK17U – Attivita’ tecniche svolte da periti
industriali.
2.9 Studio di settore TK19U – Attivita’ professionali paramediche
indipendenti.
2.10 Studio di settore TK22U – Servizi veterinari.
2.11 Studio di settore TK56U – Laboratori di analisi cliniche.
3. ATTIVITA’ DEI SERVIZI
3.1 Studio di settore SG57U – Altri studi medici e poliambulatori
specialistici.
3.2 Studio di settore TG33U – Servizi degli istituti di bellezza.
3.3 Studio di settore TG46U – Riparazione di trattori agricoli.
3.4 Studio di settore TG51U – Attivita’ di conservazione e restauro di
opere d’arte.
3.5 Studio di settore TG55U – Servizi di pompe funebri e attivita’
connesse.
3.6 Studio di settore TG58U – Campeggi ed aree attrezzate per roulotte.
3.7 Studio di settore TG60U – Stabilimenti balneari.
3.8 Studio di settore TG68U – Trasporti di merce su strada.
3.9 Studio di settore TG72B – Altri trasporti terrestri di passeggeri.
4. ATTIVITA’ DEL COMMERCIO
4.1 Studio di settore TM11U – Commercio al dettaglio di ferramenta,
materiale elettrico e termoidraulico, pitture e vetro piano, di articoli
igienico-sanitari, Commercio all’ingrosso di carte da parati, di legname,
semilavorati in legno e legno artificiale, di materiali da costruzione
(inclusi i materiali igienico-sanitari), di vetro piano, di vernici e
colori, di articoli in ferro e in altri metalli (ferramenta), di
apparecchi e accessori per impianti idraulici e di riscaldamento, ecc.
4.2 Studio di settore TM12U – Commercio al dettaglio di libri nuovi.
4.3 Studio di settore TM15B – Commercio al dettaglio di materiale per
ottica, fotografia, cinematografia, strumenti di precisione.
4.4 Studio di settore TM17U – Commercio all’ingrosso di cereali, legumi
secchi e sementi.
4.5 Studio di settore TM18A – Commercio all’ingrosso di fiori e piante.
4.6 Studio di settore TM18B – Commercio all’ingrosso di animali vivi.
4.7 Studio di settore TM21A – Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi.
4.8 Studio di settore TM21B – Commercio all’ingrosso di bevande.
4.9 Studio di settore TM21C – Commercio all’ingrosso di prodotti della
pesca.
4.10 Studio di settore TM21D – Commercio all’ingrosso di carni.
4.11 Studio di settore TM21E – Commercio all’ingrosso di prodotti
alimentari.
4.12 Studio di settore TM22A – Commercio all’ingrosso di
elettrodomestici, di apparecchi radiotelevisivi e telefonici e altra
elettronica di consumo.
4.13 Studio di settore TM22B – Commercio all’ingrosso di vetrerie e
cristallerie.
4.14 Studio di settore TM22C – Commercio all’ingrosso di mobili di
qualsiasi materiale.
4.15 Studio di settore TM25A – Commercio all’ingrosso di giochi e
giocattoli.
4.16 Studio di settore TM25B – Commercio all’ingrosso di articoli
sportivi (comprese le biciclette).
4.17 Studio di settore TM30U – Commercio al dettaglio di prodotti
surgelati.
4.18 Studio di settore TM32U – Commercio al dettaglio di oggetti d’arte,
di culto e di decorazione, chincaglieria e bigiotteria”.
4.19 Studio di settore TM35U – Erboristerie.
4.20 Studio di settore TM36U – Commercio all’ingrosso di libri, riviste e
giornali.
4.21 Studio di settore TM37U – Commercio all’ingrosso di saponi,
detersivi, profumi e cosmetici.
4.22 Modifiche degli studi del commercio gia’ in vigore antecedentemente
al periodo d’imposta 2005.
4.22.1 Studio di settore TM04U – Farmacie.
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1. Premessa.
Con la presente circolare vengono forniti chiarimenti con riguardo alla
applicazione degli studi di settore, previsti dall’articolo 62-bis del
decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla
legge 29 ottobre 1993, n. 427.
Vengono altresi’ illustrati gli studi di settore in vigore dal periodo
d’imposta 2005 e fornite ulteriori indicazioni circa le modalita’ di
compilazione dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore, da utilizzare per il periodo
d’imposta 2005.
In relazione ai 53 studi di settore, approvati con decreti del Ministro
dell’Economia e delle finanze del 5 aprile 2006 (il cui elenco e’ riportato
nell’allegato 1), in vigore dal periodo d’imposta 2005, si precisa che:
. 52 studi derivano dalla revisione di 57 studi precedentemente in vigore;
. 1 costituisce uno studio di settore completamente nuovo.
In particolare, i predetti studi revisionati riguardano le evoluzioni di
. 21 studi relativi ad attivita’ economiche del settore del commercio;
. 8 studi relativi ad attivita’ economiche del settore dei servizi;
. 16 studi relativi ad attivita’ economiche del settore delle manifatture;
. 7 studi relativi ai comparti delle attivita’ professionali.
I citati decreti sono stati pubblicati nel Supplemento Straordinario
alla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale – n. 100 del 2 maggio 2006.
Al riguardo, si fa presente che, il decreto legge 10 gennaio 2006, n. 2,
convertito con modifiche dalla legge n. 81 dell’11 marzo 2006, ha previsto,
all’articolo 1, comma 4, che l’approvazione degli studi di settore, con
validita’ per il periodo d’imposta 2005, possa avvenire con la pubblicazione
in Gazzetta Ufficiale entro il 2 maggio 2006. Pertanto, la predetta
disposizione ha sancito, per il periodo d’imposta 2005, la proroga del
termine ordinario di approvazione e pubblicazione in Gazzetta Ufficiale
previsto al 31 marzo dall’articolo 1 del D.P.R. 31 maggio 1999, n. 195.
La revisione dei predetti studi e’ stata effettuata sulla base del
provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 21 febbraio 2005,
pubblicato nella G.U. n. 48 del 28 febbraio 2005.
In data 6 dicembre 2005 e 22 febbraio 2006, i predetti studi approvati,
hanno avuto parere favorevole da parte della Commissione degli esperti,
costituita ai sensi dell’articolo 10, comma 7, della legge n. 146 del 1998.
Si ricorda che, per il periodo d’imposta 2006, gli studi da sottoporre a
revisione, in ottemperanza dell’articolo 1, comma 399, della legge 30
dicembre 2004, n. 311 (legge finanziaria 2005), sono stati individuati con
provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 20 marzo 2006,
pubblicato nella G.U. n. 73 del 28 marzo 2006 (vedi Allegato 2 l’elenco
degli studi in evoluzione previsti per il periodo d’imposta 2006). Al
termine delle elaborazioni potranno essere previsti accorpamenti tra studi o
tra codici di attivita’ che si renderanno necessari durante l’elaborazione
degli stessi.
I modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore, approvati con provvedimento del
Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 5 maggio 2006 (pubblicato nel
Supplemento Straordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 122 del 27 maggio
2006), sono i seguenti:
. 51 relativi alle attivita’ economiche delle manifatture (volume I);
. 59 relativi alle attivita’ economiche dei servizi (volume II);
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. 69 relativi alle attivita’ economiche del commercio (volume III);
. 23 relativi alle attivita’ professionali (volume IV).
Tali modelli possono essere utilizzati indifferentemente da persone
fisiche, societa’ di persone ed equiparate, societa’ di capitali, enti
commerciali ed equiparati ed enti non commerciali ed equiparati nell’ambito
di tutti i modelli UNICO 2006, di cui costituiscono parte integrante.
2. LE PRINCIPALI NOVITA’ PER GLI STUDI EVOLUTI IN VIGORE DAL PERIODO
D’IMPOSTA 2005.
La fase di evoluzione degli studi di settore, gia’ iniziata negli scorsi
anni, permette di cogliere i cambiamenti dei modelli organizzativi, le
modifiche dei mercati di riferimento, gli andamenti economici e le tendenze
evolutive intervenute nei diversi settori seguendo la dinamicita’ delle
realta’ economiche ed aziendali di riferimento. Si ricorda che gli studi
evoluti, a decorrere dagli studi applicabili dal 2003, sono stati
contraddistinti dalla lettera iniziale “T”, invece della lettera “S”.
Con gli studi in evoluzione per il periodo d’imposta 2005, sono stati
individuati circa 675 modelli organizzativi, definendo per ogni modello le
fasi piu’ importanti dello studio di settore attraverso:
. l’analisi degli indicatori economici e delle relative distribuzioni
ventiliche;
. l’indicazione delle soglie di coerenza degli indicatori selezionati per
l’analisi della coerenza;
. la definizione delle funzioni di ricavo per l’applicazione dell’analisi
della congruita’.
Per gli studi approvati in “evoluzione”, a decorrere dal periodo
d’imposta 2005, si segnalano di seguito alcune principali novita’, che
saranno analizzate piu’ approfonditamente nelle rispettive parti specifiche
contenute nell’Allegato n. 3 alla presente circolare.
2.1 L’utilizzo degli studi evoluti per i periodi d’imposta precedenti e la
semplificazione degli adempimenti.
Analogamente a quanto gia’ precisato al par. 2.12 della circolare n.
32/E del 21 giugno 2005, in merito al possibile utilizzo degli studi evoluti
quest’anno, con riferimento ad accertamenti riguardanti periodi d’imposta
precedenti al 2005, si fa presente che in sede di contraddittorio, l’Ufficio
dovra’ attentamente valutare, caso per caso, l’eventuale accoglimento della
richiesta avanzata dai contribuenti di far valere le risultanze dello studio
di settore evoluto per giustificare scostamenti tra l’ammontare dei ricavi
dichiarati e quelli presunti in base alla precedente versione dello stesso
studio. In particolare, l’Ufficio avra’ cura di verificare se effettivamente
il nuovo studio evoluto sia in grado di poter meglio valutare la posizione
del contribuente anche per i periodi d’imposta precedenti e con riferimento
alle medesime attivita’ esercitate e previste nello studio evoluto.
Tra gli obiettivi che si intendono perseguire con l’evoluzione degli
studi di settore vi e’ la semplificazione degli adempimenti tributari dei
contribuenti, attuata mediante la riduzione del numero di studi di settore
in vigore (per quest’anno da 57 studi “di partenza” sono stati approvati 52
studi evoluti). L’attivita’ di evoluzione ha quindi determinato la riduzione
di 5 studi di settore. L’accorpamento degli studi di settore e’ stato
ispirato dalla necessita’ di semplificare l’applicazione degli studi di
settore per le imprese che svolgono piu’ attivita’ economiche simili e che,
quindi, possono essere rappresentate con un unico studio di settore,
evitando di ricorrere all’annotazione separata.
In particolare, per gli studi approvati a decorrere dal periodo
d’imposta 2005, si segnala che
. lo studio di settore TD37U costituisce l’evoluzione dei previgenti
studi SD37U (Costruzione e riparazione di imbarcazioni) e SD48U
(Cantieri navali per costruzioni e riparazioni);
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. lo studio di settore TD14U costituisce l’evoluzione degli studi SD10A
(Filatura e tessitura di fibre tipo cotone e lino) e SD14U (Lavorazione
della lana);
. lo studio TM21E costituisce l’evoluzione degli studi SM21E (Commercio
all’ingrosso di prodotti lattiero-caseari e di uova) e SM21F (Commercio
all’ingrosso di altri prodotti alimentari);
. lo studio di settore TD24U – Confezione e Commercio al dettaglio di
pellicce, costituisce l’evoluzione dei previgenti studi SD24A e SD24B;
. lo studio di settore TM11U – Commercio all’ingrosso e al dettaglio di
ferramenta, costituisce l’evoluzione dei previgenti studi SM11A e SM11B.
Un altro importante elemento di semplificazione e’ rappresentato
dall’applicabilita’ di tutti gli studi evoluti ai soggetti che esercitano la
propria attivita’ con piu’ punti di produzione e/o di vendita, in quanto
anche gli studi evoluti, approvati a decorrere dal periodo d’imposta 2005,
riducono la platea dei contribuenti tenuti all’obbligo dell’annotazione
separata per le imprese multipunto.
2.2 Cause di inapplicabilita’.
Nei citati decreti del Ministro dell’Economia e delle finanze del 5
aprile 2006, concernenti l’approvazione dei 53 studi di settore, in vigore a
decorrere dal periodo d’imposta 2005, e’ previsto che, nel settore delle
attivita’ economiche delle manifatture, dei servizi e del commercio, gli
stessi non si applicano:
1. nel caso di esercizio di due o piu’ attivita’ d’impresa non rientranti
nel medesimo studio di settore ed in assenza di annotazione separata,
se l’importo complessivo dei ricavi dichiarati relativi alle attivita’
non prevalenti (non rientranti tra quelle prese in considerazione
dallo studio di settore) supera il 20 per cento dell’ammontare totale
dei ricavi dichiarati;
2. nei confronti delle societa’ cooperative, societa’ consortili e
consorzi che operano esclusivamente a favore delle imprese socie o
associate;
3. nei confronti delle societa’ cooperative costituite da utenti non
imprenditori che operano esclusivamente a favore degli utenti stessi.
Nelle predette ipotesi risultano applicabili i parametri.
2.3 L’evoluzione delle distribuzioni ventiliche.
Nell’ambito di alcuni studi di settore evoluti nel 2005, analogamente
agli studi evoluti per il periodo d’imposta 2004, le distribuzioni
ventiliche sono state suddivise non solo per forma giuridica (Persone
Fisiche, Persone Giuridiche), ma anche, all’interno di essa, sulla base
della presenza o meno di lavoratori dipendenti.
In alcuni studi di settore, in particolare quelli dei professionisti, le
distribuzioni ventiliche sono state suddivise sulla base della forma
giuridica e della localizzazione dell’attivita’. Tale novita’ e’ stata
introdotta per prendere in considerazione, nell’analisi della coerenza, le
rilevanti differenze che emergono tra le varie aree territoriali del Paese.
Si rinvia all’allegato 3, per ulteriori approfondimenti in relazione
alle novita’ relative allo specifico studio di settore.
2.4 L’introduzione di un correttivo congiunturale per i settori in
difficolta’.
In considerazione di alcune diffuse situazioni di difficolta’ del
sistema delle PMI del comparto manifatturiero, sono stati introdotti negli
studi di settore relativi al comparto tessile-abbigliamento (TD14U e TD26U),
al comparto dell’occhialeria (TD21U) e a quello dell’oreficeria e
gioielleria (TD33U), opportuni correttivi che consentono di tener conto
dell’andamento sfavorevole della congiuntura economica, cosi’ come, dal
periodo d’imposta 2004, erano stati introdotti per alcuni studi del comparto
del Tessile-Abbigliamento-Calzature (TD06U, TD07A, TD07B, TD08U, TD10B) e
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del comparto del Mobile (TD09A, TD09B).
Per maggiori approfondimenti sul funzionamento dei correttivi in oggetto
si rinvia a quanto riportato al par. 1.3.1 dell’allegato n. 3 della presente
circolare e all’allegato 3 della circolare n. 32/E del 21 giugno 2005.
2.5 L’introduzione di particolari correttivi (c.d. non automatici).
Sulla base del parere espresso dalla Commissione degli esperti e
considerate le richieste avanzate dalle Associazioni di categoria, nonche’
tenendo conto delle elaborazioni effettuate dalla SOSE S.p.a., negli studi:
. TD18U – Lavorazione della ceramica, TD20U – Meccanica leggera, TD32U –
Meccanica pesante nonche’ TM04U – Farmacie (approvati a decorrere dal
periodo d’imposta 2004 con i decreti del 17 marzo 2005);
. TD35U – Editoria, stampa e prestampa, (in vigore dal periodo d’imposta
2005),
sono stati introdotti alcuni specifici “correttivi”.
In particolare, si e’ ritenuto opportuno considerare gli effetti
conseguenti:
. per lo studio di settore della lavorazione della ceramica, alla
particolare situazione di crisi di alcuni distretti produttivi;
. per gli studi di settore relativi alla meccanica leggera e pesante,
all’aumento del costo delle materie prime che si e’ verificato
successivamente all’elaborazione dello studio;
. per il settore dell’editoria, della stampa e prestampa, alla
trasformazione produttiva, dovuta ad un ricorso alla innovazione
tecnologica, che ha indotto le imprese ad accrescere e modificare la
propria dotazione di beni strumentali senza che cio’ abbia,
necessariamente, comportato un corrispondente incremento dei ricavi;
. per lo studio di settore delle farmacie, a seguito dell’entrata in
vigore del D.L. 27 maggio 2005, n. 87, convertito dalla Legge 26 luglio
2005, n. 149, in modo da tenere conto della possibile riduzione dei
ricavi subita dalle farmacie per l’applicazione dello sconto stabilito
per la vendita di prodotti di fascia C, medicinali senza ricetta (SOP)
e di automedicazione/OTC.
Nello specifico, per lo studio TD35U – Editoria, stampa e prestampa, (in
vigore dal periodo d’imposta 2005), e’ stato introdotto un correttivo,
visualizzato da GE.RI.CO. (c.d. non automatico), per l’innovazione
tecnologica, che entra in funzione, sulla base dei dati indicati nel quadro
X, esclusivamente per i contribuenti non congrui che, nel periodo d’imposta
2005, rispetto all’anno precedente, hanno contemporaneamente incrementato
(per effetto di acquisizioni o di utilizzazione di beni nuovi ad alto
contenuto tecnologico) il valore di determinati beni strumentali e ridotto
la produttivita’ del capitale.
E’ stato inoltre introdotto un “correttivo” (anche in questo caso c.d.
non automatico) per gli studi TD18U, TD20U e TD32U, gia’ in vigore a
decorrere dal periodo d’imposta 2004.
In particolare per lo studio TD18U il correttivo viene applicato alle
variabili “Costo del venduto” e “Costo per la produzione di servizi”
distinti per singolo cluster. Il contribuente “non congruo” alle risultanze
dello studio TD18U avra’ la possibilita’ di accedere al correttivo a
condizione che i costi per consumi di energia elettrica e di gas nonche’
l’ammontare dei ricavi dichiarati, risultino contemporaneamente diminuiti
nel periodo d’imposta 2005, rispetto a quelli cui fanno riferimento i dati
utilizzati per l’elaborazione dello studio di settore TD18U (vale a dire
rispetto al periodo d’imposta 2002).
Per gli studi TD20U e TD32U il correttivo trova applicazione nel caso
risultino aumenti del prezzo delle materie prime metalliche. Il contribuente
non congruo alle risultanze degli studi TD20U e TD32U avra’ la possibilita’
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di accedere al correttivo, visualizzato da GE.RI.CO., se il rapporto tra la
somma del “costo del venduto e il costo per la produzione di servizi” e
l’ammontare dei ricavi dichiarati nel periodo d’imposta 2005, risulti
maggiore dello stesso rapporto calcolato per il periodo d’imposta 2002.
La novita’ da segnalare, relativamente ai correttivi introdotti nei
predetti studi, riguarda la modalita’ con la quale detti correttivi possono
essere fatti valere ai fini della determinazione del ricavo puntuale di
riferimento.
Infatti, per gli studi di settore TD18U, TD20U, TD32U, TD35U nonche’
TM04U, la novita’ introdotta quest’anno (che si differenzia rispetto ai
correttivi previsti per gli altri studi), consiste nel fatto che la
riduzione dei ricavi stimati, per le imprese non congrue, non avverra’ in
modo automatico (mediante l’applicazione del software GE.RI.CO.), ma la
stessa sara’ riconosciuta dagli Uffici locali, in sede di contraddittorio
con il contribuente e su richiesta dello stesso, una volta verificata la
sussistenza delle condizioni previste per il correttivo dello specifico
studio di settore. L’ammontare della riduzione in esame viene visualizzata
in una apposita area del software GE.RI.CO., non incidendo sul calcolo del
ricavo puntuale.
Pertanto, le citate riduzioni non verranno applicate in modo
“automatico” dal software GE.RI.CO., ma saranno riconosciute al contribuente
(il quale, conseguentemente, potra’ risultare congruo agli studi di
settore), solo nel momento in cui l’Ufficio accerti l’esistenza dei
requisiti idonei per poter fruire dell’abbattimento dei ricavi stimati da
GE.RI.CO..
Si rimanda all’allegato 3 per maggiori chiarimenti in ordine alle
motivazioni che hanno portato all’introduzione dei correttivi in esame e
alle loro concrete modalita’ di applicazione da parte degli Uffici.
Il contribuente potra’, inoltre, sussistendone tutti i requisiti,
adeguarsi in dichiarazione alle risultanze degli studi di settore tenendo
conto della predetta riduzione.
Esempio.
. Ricavo puntuale risultante da GERICO……………….. 100.000
. Importo della riduzione visualizzato da GERICO………….. 2.000
. Ricavi dichiarati risultanti dalle scritture contabili………95.000
Nell’esempio, il contribuente (fermi restando i requisiti previsti per
poter fruire della riduzione), potra’ adeguarsi alle risultanze dello studio
di settore indicando, in dichiarazione, un ammontare di maggiori ricavi per
3.000. Occorre tuttavia precisare che resta fermo il potere di accertamento
relativamente ai maggiori ricavi, con applicazione di sanzioni ed interessi,
nel caso in cui l’ufficio non riconosca, in tutto o in parte, la predetta
riduzione.
Ai fini dell’applicazione dell’eventuale maggiorazione del 3 per cento
prevista dall’articolo 2, comma 2-bis, del d.P.R. 195 del 1999, il
contribuente potra’ fare riferimento al “Ricavo puntuale” risultante dal
software GE.RI.CO., al netto delle riduzioni spettanti.
Esempio.
. Ricavo puntuale risultante da GERICO………………… 10.000
. Importo della riduzione visualizzato da GERICO…………….. 1.000
. Ricavi dichiarati risultanti dalle scritture contabili……… 7.000
In tale ipotesi, ferme restando le altre condizioni previste dal citato
articolo 2, comma 2 bis, del d.P.R. n. 195 del 1999, il contribuente che
intende adeguarsi in dichiarazione alle risultanze degli studi di settore
potra’ calcolare l’importo della maggiorazione del 3 per cento facendo
riferimento al “Ricavo puntuale” determinato da GERICO, al netto della
riduzione (vale a dire 9.000). Pertanto, per adeguarsi il contribuente
potra’ versare, sussistendo i requisiti per poter fruire della riduzione, il
3% di 2.000 (9.000 – 7.000).
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Servizio di documentazione tributaria
Circolare del 22/06/2006 n. 23
Con riguardo invece alla verifica della condizione prevista
dall’articolo 10, comma 2, della legge 8 maggio 1998, n. 146 (in base al
quale viene stabilito, tra l’altro, che nei confronti degli esercenti
attivita’ d’impresa in regime di contabilita’ ordinaria, anche per effetto
di opzione, e degli esercenti arti e professioni, gli accertamenti, sulla
base delle risultanze degli studi di settore, possono essere effettuati
quando in almeno due periodi d’imposta su tre consecutivi considerati,
compreso quello da accertare, l’ammontare dei compensi o dei ricavi
determinabili sulla base degli studi di settore risulta superiore
all’ammontare dei compensi o ricavi dichiarati con riferimento agli stessi
periodi d’imposta), occorre precisare che l’Ufficio sara’ tenuto a
verificare la sussistenza dei citati requisiti previsti anche nel caso in
cui l’accertamento riguardi un periodo d’imposta diverso da quello oggetto
delle citate riduzioni.
Esempio.
Contribuente in contabilita’ ordinaria, con studio di settore TD18U,
che, per il periodo d’imposta 2005, abbia richiesto le predette riduzioni e
risulti, senza considerare dette riduzioni, “non congruo” alle risultanze
degli studi di settore.
Si supponga che, nel periodo d’imposta 2004, lo stesso soggetto sia “non
congruo” alle risultanze degli studi e che, invece, nel periodo d’imposta
2006 risulti “congruo”. Al fine di poter effettuare l’accertamento da studi
di settore per il periodo d’imposta 2004 (tenendo in considerazione il
triennio 2004-2006), l’Ufficio sara’ tenuto a verificare la sussistenza dei
requisiti previsti per poter fruire delle riduzioni spettanti nel 2005. Se,
a seguito della predetta verifica, il contribuente risultera’ in possesso
dei predetti requisiti occorrera’ verificare se la predetta riduzione
determini anche la congruita’ alle risultanze degli studi di settore. In
tale ultima ipotesi non sara’ possibile emettere, per il periodo d’imposta
2004, accertamenti da studi di settore sulla base della predetta
disposizione prevista all’articolo 10, comma 2, primo periodo, della legge
n. 146 del 1998 in relazione alla condizione dei due periodi d’imposta su
tre considerati.
In ogni caso l’Ufficio ha facolta’, sulla base di valide motivazioni, di
rideterminare la predetta riduzione nel caso in cui i dati indicati, a base
per il calcolo delle citate riduzioni, non risultino corretti.
2.6 Gli studi di settore applicati con carattere “monitorato”.
Con i decreti del 5 aprile 2006, sono state approvate le evoluzioni di
alcuni studi di settore, relative alle attivita’ professionali e ad alcuni
studi del settore manifatturiero soggetti ad una fase di “monitoraggio”.
Nella riunione della Commissione degli esperti del 22 febbraio 2006, le
Associazioni di categoria e gli Ordini professionali hanno chiesto
l’applicazione “monitorata” dei predetti studi per il periodo d’imposta
2005, nella prospettiva di un’applicazione a regime. La richiesta di
un’applicazione “monitorata” degli studi interessati, analogamente a quanto
avvenuto per alcuni studi approvati lo scorso anno, scaturisce dalla
constatazione di alcuni elementi di criticita’ nella fase applicativa degli
studi relativi ai professionisti e di alcuni studi del comparto del
manifatturiero, questi ultimi interessati da una particolare crisi economica.
Gli studi di settore, approvati con applicazione “monitorata” a
decorrere dal periodo d’imposta 2005, verranno approvati con carattere
definitivo (entro il 31 marzo del 2007) tenendo conto anche:
– dei dati comunicati con i modelli per l’applicazione degli studi di
settore, relativo al periodo d’imposta 2005;
– delle informazioni derivanti dall’attivita’ di controllo e di
approfondimento effettuata dall’Amministrazione finanziaria.
2.7 Le novita’ relative agli studi di settore dei professionisti.
L’applicazione “monitorata” degli studi relativi ai professionisti.
Con riguardo ai professionisti, e’ stata approvata l’evoluzione, con
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applicazione “monitorata”, di 7 studi di settore applicabili a decorrere dal
periodo d’imposta 2005. Tali studi rappresentano l’evoluzione di altrettanti
studi di settore gia’ in vigore nei periodi d’imposta precedenti per i quali
era prevista l’applicazione “sperimentale” (le cui peculiarita’ applicative
erano state gia’ illustrate al paragrafo 5 della circolare 54/E del 13
giugno 2001 e ribadite con successive circolari).
Con l’articolo 2 dei decreti 5 aprile 2006, di approvazione di 7 studi
di settore, relativi a 10 attivita’ professionali, viene prevista, per il
solo periodo d’imposta 2005, un’applicazione monitorata degli studi medesimi.
Gli studi interessati sono i seguenti:
1) TK02U (sostituisce il precedente studio di settore SK02U) Studi di
ingegneria codice attivita’ 74.20.F;
2) TK06U (sostituisce il precedente studio di settore SK06U) – Servizi
forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che
svolgono attivita’ in materia di amministrazione, contabilita’ e tributi
codice attivita’ 74.12.C;
3) TK10U (sostituisce il precedente studio di settore SK10U) Studi medici
generici convenzionati o meno col Servizio Sanitario Nazionale codice
attivita’ 85.12.1; Studi di radiologia e radioterapia codice attivita’
85.12.3, Prestazioni sanitarie svolte da chirurghi codice attivita’
85.12.A, Altri studi medici e poliambulatori specialistici codice
attivita’ 85.12.B;
4) TK17U (sostituisce il precedente studio di settore SK17U) – Attivita’
tecniche svolte da periti industriali codice attivita’ 74.20.B;
7) TK56U (sostituisce il precedente studio di settore SG56U, limitatamente
all’attivita’ esercitata in forma di lavoro autonomo) – Laboratori di
analisi cliniche codice attivita’ 85.14.A..
In particolare, la citata disposizione dell’articolo 2 del decreto 5
aprile 2006 prevede che i predetti studi di settore “monitorati” sono
applicabili per il solo periodo d’imposta 2005 e che, analogamente a quanto
previsto per gli studi dei professionisti approvati in evoluzione a
decorrere dal periodo d’imposta 2004, possono essere utilizzati
esclusivamente per la selezione delle posizioni da sottoporre a controllo
con le ordinarie metodologie. Ne deriva che i risultati scaturenti
dall’applicazione GE.RI.CO. 2006 non possono essere usati direttamente per
l’azione di accertamento sulla base delle risultanze dei predetti studi di
settore. Tale attivita’ sara’ fondata sull’utilizzo delle ordinarie
metodologie di controllo, rispetto alle quali i risultati dell’applicazione
degli studi di settore costituiranno uno strumento di ausilio.
Il comma 2 del medesimo articolo stabilisce, inoltre, che i contribuenti
che, per il periodo d’imposta 2005, dichiarano compensi o ricavi di importo
non inferiore a quello risultante dagli studi sperimentali ovvero vi si
adeguano spontaneamente, non sono assoggettabili ad accertamento ai sensi
dell’articolo 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, sulla base dei maggiori
compensi o ricavi determinati a seguito della applicazione degli studi che,
al termine della fase di monitoraggio, saranno oggetto di definitiva
approvazione. Nel medesimo comma e’ inoltre fissato al 31 marzo 2007, il
termine entro il quale dovranno essere approvati definitivamente gli studi
sottoposti a monitoraggio.
Nel comma 3 del citato articolo 2 e’ infine disposto che, al fine di
procedere all’applicazione definitiva degli studi in oggetto, dovra’ essere
effettuato il monitoraggio utilizzando i dati comunicati con i modelli per
l’applicazione degli studi di settore, relativi al periodo d’imposta 2005, e
le informazioni derivanti dall’attivita’ di controllo effettuata
dall’Amministrazione finanziaria, sentito il parere della Commissione degli
esperti.
Fatta salva l’ipotesi prevista al comma 2 (vale a dire per i
contribuenti che si adeguano alle risultanze dello studio “monitorato”), i
compensi o i ricavi derivanti dall’applicazione dello studio di settore
approvato definitivamente, potranno essere utilizzati per effettuare
accertamenti in relazione ai periodi d’imposta precedenti a quello di prima
applicazione dello studio definitivo.
Restano pertanto confermate le peculiarita’ legate all’applicazione
monitorata degli studi di settore gia’ previste nel decreto 24 marzo 2005 di
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approvazione degli studi di settore relativi ad attivita’ professionali.
Sono altresi’ confermate le indicazioni previste al “paragrafo 2.2”
dell’Allegato 3, alla circolare 32/E del 21 giugno 2005, in base alla quale
e’ stato chiarito che:
. nei confronti dei soggetti che esercitano le attivita’ economiche comprese
negli studi di settore monitorati, non si applicano i parametri di cui
all’articolo 3, commi da 181 a 189, della legge 28 dicembre 1995, n. 549.
L’applicazione c.d. “monitorata” viene riconosciuta anche agli studi di
settore che si riferiscono ad attivita’ che possono essere esercitate sia
da professionisti che da imprese;
. le risultanze degli studi di settore sottoposti a monitoraggio possono
essere fatte valere, in fase di contraddittorio, con le stesse modalita’
indicate nella circolare 25/E del 14 marzo 2001, per motivare e
documentare idoneamente eventuali scostamenti tra l’ammontare dei ricavi o
compensi dichiarati e quello presunto in base ai parametri, nei casi in
cui ricorrano ancora i termini per effettuare gli accertamenti in base a
tale ultimo strumento.
Si rinvia all’allegato 3, paragrafo 2, per ulteriori approfondimenti in
relazione al funzionamento dei predetti studi evoluti.
2.7.1 La proroga della fase di monitoraggio per gli studi relativi ai
professionisti approvati a decorrere dal periodo d’imposta 2004.
Il decreto del Ministro dell’Economia e delle finanze del 24 marzo 2005
aveva previsto – per gli studi SK29U, TK01U, TK03U, TK04U, TK05U, TK08U,
TK16U, TK18U, TK20U, TK21U – l’applicazione “monitorata” per il solo periodo
d’imposta 2004. Era stato previsto inoltre che tali studi dovevano essere
approvati in via definitiva entro il 31 marzo 2006.
La Commissione degli Esperti, prevista dall’articolo 10, comma 7, della
legge 8 maggio 1998, n. 146, in data 22 febbraio 2006, ha invece ritenuto
necessario effettuare ulteriori analisi ed approfondimenti, al fine di
risolvere le problematiche legate alla concreta applicazione dei predetti
studi e, pertanto, ha proposto la proroga, per tutti gli studi di settore
sopraelencati, della fase di monitoraggio anche per l’anno 2005.
Con l’articolo 7 del decreto 5 aprile 2006, di approvazione di 4 dei 7
studi di settore relativi alle attivita’ professionali per il periodo
d’imposta 2005, e’ stata pertanto disposta, per il medesimo periodo
d’imposta, una proroga dell’applicazione monitorata dei citati studi di
settore approvati con decreto del 24 marzo 2005.
Lo stesso articolo 7 del decreto del 2006, stabilisce che tali studi
saranno oggetto di definitiva approvazione entro il 31 marzo 2007.
2.8 Gli studi “monitorati” per le attivita’ manifatturiere.
Con l’articolo 2 del decreto 5 aprile 2006, di approvazione di 8
evoluzioni di studi di settore in vigore fino al 2004, del comparto delle
manifatture, e’ stata prevista un’applicazione “monitorata” per il solo
periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2005, degli studi di settore:
. TD14U (tessile);
. TD21U (occhialeria);
. TD33U (oreficeria).
Anche gli studi in argomento, definiti “monitorati”, hanno le medesime
caratteristiche gia’ delineate con circolare n. 32/E del 2005.
Occorre precisare inoltre che l’articolo 2 del decreto del 5 aprile 2006
stabilisce che “Lo studio definitivo, fatto salvo quanto previsto al comma
2, avra’ valenza ai fini dell’accertamento con riferimento anche al periodo
d’imposta in corso al 31 dicembre 2005”. Pertanto, lo studio definitivo, che
verra’ approvato ed applicato a decorrere dal periodo d’imposta 2006, potra’
essere utilizzato ai fini dell’attivita’ di accertamento anche con
riferimento al periodo d’imposta 2005.
Analogamente a quanto e’ stato precisato con circolare n. 32/E del 2005,
con riferimento allo specifico comparto, considerata l’eventualita’ che
possono essersi verificati casi di anticipazione nel tempo dello stato di
crisi, a richiesta del contribuente, qualora sia comprovato il ricorrere di
circostanze che dimostrino la rilevanza di tale crisi, le risultanze dello
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Circolare del 22/06/2006 n. 23
studio “monitorato” potranno costituire valido ausilio ai fini della stima
dei ricavi, anche per annualita’ precedenti al 2005.
Si rinvia all’allegato 3, per ulteriori approfondimenti sul
funzionamento dei predetti studi evoluti.
2.9 Studi di settore e regime delle attivita’ marginali.
I modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore vengono utilizzati anche dai
contribuenti che si avvalgono del regime fiscale delle attivita’ marginali
di cui all’articolo 14 della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
Per i nuovi studi di settore applicabili a decorrere dal periodo
d’imposta 2005, i limiti dei ricavi o compensi per usufruire del regime
agevolato delle attivita’ marginali sono stabiliti dal provvedimento
dell’Agenzia delle Entrate del 17 maggio 2006, pubblicato nel S.O. alla G.U.
n. 117 del 22 maggio 2006.
All’interno del software GE.RI.CO. 2006, come per le precedenti
versioni, e’ disponibile una funzione specifica (GE.RI.CO. Marginali 2006)
che consente di verificare l’entita’ dei ricavi determinati tenendo conto
delle predette riduzioni e di controllare se il soggetto rientra o meno nel
regime agevolato in questione.
2.10 Principali novita’ del prodotto GE.RI.CO. 2006.
La procedura permette l’applicazione dei 202 studi di settore
attualmente in vigore.
Con riferimento al software applicativo GE.RI.CO. 2006, rispetto alla
versione 2005, non ci sono da segnalare particolari novita’ di rilievo se
non, come per il periodo d’imposta 2004, l’inserimento di opportuni
controlli automatici nella fase di invio del file telematico.
Il programma GE.RI.CO. 2006 consente inoltre la compatibilita’ con le
basi dati di GE.RI.CO. 2005, ad esclusione degli studi portati in evoluzione
quest’anno i cui dati sono stati modificati in modo strutturale.
La procedura utilizza l’ambiente tecnologico Java 2 impiegando la
Macchina Virtuale Java 1.3.1_13.
La procedura permette inoltre la visualizzazione delle riduzioni (c.d.
non automatiche) previste per gli studi TD18U – Lavorazione della ceramica,
TD20U – Meccanica leggera, TD32U – Meccanica pesante nonche’ TM04U –
Farmacie (approvati a decorrere dal periodo d’imposta 2004 con i decreti del
17 marzo 2005) e TD35U – Editoria, stampa e prestampa, (in vigore dal
periodo d’imposta 2005).
Si ricorda, inoltre, che gli uffici hanno la possibilita’ di
visualizzare le informazioni comunicate dai contribuenti con l’allegato dati
rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore del modello di
dichiarazione UNICO, utilizzando la procedura GE.RI.CO. UFFICI. Si fa
presente che la procedura e’ stata implementata con nuove funzionalita’.
2.11 Annotazione separata.
Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 25 maggio
2006, (pubblicato nella G.U. del 1 giugno 2006, n. 126) sono stati approvati
i modelli da utilizzare per il periodo d’imposta 2005, ai fini
dell’applicazione degli studi di settore con i criteri previsti dal decreto
del 25 marzo 2002.
Si ricorda che, in conformita’ alle indicazioni fornite al paragrafo 10
della circolare n. 58/E del 27 giugno 2002, anche per il periodo d’imposta
2005 la compilazione dei modelli per l’annotazione separata consentira’
l’applicazione sperimentale degli studi di settore mediante il prodotto
software “GE.RI.CO. Annotazione separata 2006”.
Come indicato nel paragrafo 3 delle relative istruzioni al “Modello per
l’annotazione separata dei componenti rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore”, i contribuenti che esercitano una delle seguenti
attivita’:
. “Altri studi medici e poliambulatori specialistici” codice attivita’
85.12.B; “Studi di radiologia e radioterapia” codice attivita’ 85.12.3;
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“Altre istituzioni sanitarie senza ricovero, centri dialisi, ambulatori
tricologici, ecc.” codice attivita’ – 85.12.5; comprese nello studio di
settore SG57U;
. “Torcitura e testurizzazione della seta e di filamenti sintetici o
artificiali”, codice attivita’ 17.15.0, “Fabbricazione di filati
cucirini”, codice attivita’ 17.16.0 e “Tessitura di filati tipo seta”,
codice attivita’ 17.24.0, comprese nello studio di settore TD14U,
non sono tenuti all’obbligo di compilazione dei modelli per l’annotazione
separata. I predetti contribuenti non sono tenuti a tale adempimento in
quanto, nei loro confronti, l’eventuale obbligo di annotazione separata dei
ricavi e degli altri componenti rilevanti ai fini dell’applicazione degli
studi di settore decorre dal 1 maggio 2006.
Tuttavia, qualora ne ricorrano le condizioni, e’ possibile compilare
tali modelli, nel caso in cui si sia volontariamente proceduto ad effettuare
detta annotazione separata.
Al riguardo, nelle stesse istruzioni, e’ stato precisato che i soggetti
che esercitano piu’ attivita’ non comprese nello stesso studio e almeno una
delle quali rientrante negli studi oggetto di evoluzione a decorrere dal
periodo d’imposta 2005, non sono considerati esclusi dai predetti obblighi
poiche’ tali studi rappresentano delle evoluzioni di studi di settore
precedentemente in vigore. Per tali contribuenti, infatti, l’approvazione di
studi di settore in sostituzione di quelli precedentemente applicati, non
comporta il venir meno dell’obbligo di annotazione separata gia’ sussistente
in anni precedenti.
2.11.1 Le novita’ del modello N Annotazione separata. Ulteriori elementi
contabili.
La novita’ da segnalare, con riferimento ai modelli per la comunicazione
dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore,
relativi al periodo d’imposta 2005, riguardano le nuove informazioni (gia’
previste nel quadro F – Elementi contabili) inserite nella nuova sezione
denominata “Ulteriori elementi contabili” del Modello N Annotazione separata.
Fermo restando che gli importi da indicare sono quelli fiscalmente
rilevanti ai fini delle imposte sui redditi, e che per la corretta
compilazione, si deve fare riferimento alle istruzioni del “Quadro F –
Elementi contabili” dei tradizionali modelli per gli studi di settore,
occorre precisare che nella sezione “Ulteriori elementi contabili”, del
Modello N, devono essere indicati i dati contabili riferiti all’intera
attivita’ d’impresa del contribuente.
I soggetti che sono obbligati a compilare i modelli per l’annotazione
separata non devono, infatti, compilare i righi del quadro F degli elementi
contabili dei singoli modelli (SD, SG, SK imprese, SM, TD, TG, TK imprese e
TM) per l’applicazione degli studi di settore, in cui sono richiesti i
medesimi dati da indicare nella sezione “Ulteriori elementi contabili”, nel
Modello N Annotazione separata. Piu’ precisamente, tali soggetti non devono
compilare i righi: F03, F04, F05, F08, F09, F10, F11, F17, F18, F20, F21,
F22, F23, F24, F25, F26, F27, F28.
2.11.2 Esistenze iniziali e rimanenze finali relative a prodotti finiti.
Si rammenta che sono stati eliminati, rispetto allo scorso anno, i righi
F02 e F06 del quadro F degli Elementi contabili riguardanti,
rispettivamente, le Esistenze iniziali e le Rimanenze finali relative a
prodotti finiti. Dette variabili non hanno nessuna rilevanza ai fini del
risultato fornito da GE.RI.CO., ad eccezione del caso in cui si applichi lo
studio SG69U (costruzioni). In questo caso il contribuente potra’ fornire le
informazioni concernenti le predette variabili indicandole nei righi D55 e
D56 del quadro degli Elementi specifici del modello SG69U.
Tenuto conto delle modalita’ di calcolo previste per lo studio SG69U, il
quadro N dei modelli per l’annotazione separata riporta, contrariamente al
quadro F degli elementi contabili dei tradizionali modelli, i righi N21 e
N24 riguardanti, rispettivamente, le Esistenze iniziali e le Rimanenze
finali relative a prodotti finiti. Tali righi devono essere compilati solo
nel caso in cui il contribuente tenuto alla compilazione dei modelli per
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l’annotazione separata, eserciti almeno una delle attivita’ comprese nello
studio SG69U, per la quale debba compilare il relativo modello e non sia
riuscito ad individuare le Esistenze iniziali e le Rimanenze finali relative
a prodotti finiti, direttamente afferenti l’attivita’ compresa nel predetto
studio SG69U.
Come e’ noto, nel modello N Annotazione separata – dati contabili e del
personale a destinazione promiscua, vanno indicati i dati del personale e
quelli contabili che non e’ possibile ripartire tra le diverse attivita’
esercitate ovvero tra le diverse unita’ di produzione o di vendita, ovvero
quelli contabili e del personale direttamente afferenti che non e’ possibile
indicare nei modelli SD, SG, SK imprese, SM, TD, TG, TK imprese e TM.
L’attribuzione di tali componenti alle singole attivita’ o alle singole
unita’ di produzione o di vendita viene effettuata dal software di
applicazione degli studi di settore GE.RI.CO. Annotazione separata.
3. NOVITA’ RIGUARDANTI L’ISTITUTO DELL’ASSEVERAZIONE.
In base all’articolo 35 del d.lgs. 9 luglio 1997, n. 241, i responsabili
dell’assistenza fiscale dei centri costituiti dai soggetti di cui
all’articolo 32, comma 1, lettere a), b) e c) (CAF imprese) e i soggetti
abilitabili alla trasmissione telematica delle dichiarazioni indicati alle
lettere a) e b) del comma 3, dell’articolo 3, del D.P.R. 22 luglio 1998, n.
322 e successive modificazioni (professionisti abilitabili), possono
rilasciare, su richiesta dei contribuenti, l’asseverazione prevista nel
comma 1, lett. b), dello stesso articolo.
Con decreto ministeriale 18 gennaio 2001 era stata modificata la
disciplina del visto di conformita’ e dell’asseverazione. Per effetto di
tali modifiche, con l’asseverazione di cui all’articolo 35, comma 1, lettera
b), del citato d.lgs. n. 241 del 1997 veniva attestata la congruita’
dell’ammontare dei ricavi o dei compensi dichiarati rispetto a quelli
determinabili sulla base degli studi di settore ovvero le cause che
giustificano l’eventuale scostamento.
Potevano essere, altresi’, attestate le cause che giustificavano
un’incoerenza rispetto agli indicatori economici individuati dai rispettivi
studi. Per poter rilasciare l’asseverazione dovevano, quindi, essere
congiuntamente attestate le seguenti circostanze:
. la corrispondenza dei dati contabili e di quelli extracontabili comunicati
all’Amministrazione finanziaria e rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore con quelli desunti dalle scritture contabili o da
altra documentazione idonea;
. la congruita’ dei ricavi o compensi dichiarati ovvero l’esistenza di cause
che giustificano un eventuale scostamento dei ricavi o compensi dichiarati
rispetto a quelli derivanti dall’applicazione dello studio di settore;
. l’esistenza di cause che giustificano la non coerenza economica rispetto
agli indici individuati dai singoli studi di settore.
La disciplina dell’asseverazione ha subito, di recente, ulteriori
modifiche ad opera del D.L. 30 settembre 2005, n. 203, convertito dalla
legge 2 dicembre 2005, n. 248, per effetto dell’abrogazione del comma 2
dell’articolo 3 del regolamento di cui al decreto ministeriale 31 maggio
1999, n. 164, in base al quale era previsto che con l’asseverazione venivano
attestate, altresi’, la congruita’ dell’ammontare dei ricavi o dei compensi
dichiarati rispetto a quelli determinati sulla base degli studi di settore,
ove applicabili, ovvero le cause che giustificavano la non congruita’ dei
predetti ricavi o compensi nonche’ le cause che potevano giustificare
un’incoerenza rispetto agli indici economici individuati dai predetti studi.
Tale possibilita’ di attestazione e’ stata prevista, in maniera autonoma
rispetto alla disciplina dell’asseverazione, nel comma 3-ter dell’articolo
10 della legge n. 146 del 1998, ad opera dell’articolo 7-sexies del citato
D.L. n. 203 del 2005, in vigore a decorrere dal 3 dicembre 2005. In
particolare, la citata norma stabilisce che, in caso di mancato adeguamento
ai ricavi o compensi determinati sulla base degli studi di settore, possono
essere attestate le cause che giustificano la non congruita’ dei ricavi o
compensi dichiarati rispetto a quelli derivanti dall’applicazione degli
studi medesimi. Possono essere attestate, altresi’, le cause che
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giustificano un’incoerenza rispetto agli indici economici individuati dai
predetti studi.
L’attestazione in oggetto e’ rilasciata, su richiesta dei contribuenti,
dai soggetti indicati alle lettere a) e b) del comma 3 dell’articolo 3 del
regolamento di cui al d.P.R. 22 luglio 1998, n. 322, abilitabili alla
trasmissione telematica delle dichiarazioni, dai responsabili
dell’assistenza fiscale dei centri costituiti dai soggetti di cui alle
lettere a), b) e c) dell’articolo 32, comma 1, del decreto legislativo 9
luglio 1997, n. 241, e dai dipendenti e funzionari delle Associazioni di
categoria abilitati all’assistenza tecnica di cui all’articolo 12, comma 2,
del decreto legislativo 31 dicembre 1992, n. 546.
Ne deriva, pertanto, che l’asseverazione dei dati contabili ed
extracontabili rilevanti ai fini degli studi di settore continua, come
previsto dall’articolo 35 del citato d.lgs. n. 241 del 1997, ad essere
collocata nel comma 1 dell’articolo 3 del regolamento ministeriale n. 164
del 1999 e, pertanto, la stessa potra’ essere apposta solo dai CAF imprese e
dai professionisti abilitabili alla trasmissione telematica delle
dichiarazioni, mentre l’attestazione delle cause che possono spiegare la non
congruita’ dei ricavi o compensi dichiarati rispetto a quelli derivanti
dall’applicazione degli studi di settore e/o le cause che giustificano
un’incoerenza rispetto agli indici economici individuati dai predetti studi,
puo’ essere effettuata, oltre che dai soggetti sopra menzionati, anche dai
dipendenti e funzionari delle Associazioni di categoria in possesso dei
requisiti di legge.
I soggetti abilitabili potranno, separatamente:
. asseverare la corrispondenza dei dati contabili e di quelli
extracontabili comunicati all’Amministrazione finanziaria e rilevanti ai
fini dell’applicazione degli studi di settore con quelli desunti dalle
scritture contabili o da altra documentazione idonea. Questa
asseverazione (disciplinata dal comma 1 dell’articolo 3 del decreto
ministeriale n. 164 del 1999) puo’ essere apposta solo dai predetti
soggetti (responsabili della assistenza fiscale dei Caf imprese e dai
professionisti abilitati alla trasmissione telematica delle
dichiarazioni);
. attestare l’esistenza di cause che possono giustificare la non
congruita’ dei ricavi o compensi dichiarati rispetto a quelli derivanti
dalla applicazione degli studi di settore e/o le cause che giustificano
un’incoerenza rispetto agli indici economici individuati dai predetti
studi. Questa attestazione (confluita nell’articolo 10, comma 3 ter,
della legge 146 del 1998) puo’ essere apposta, oltre che dagli
intermediari indicati al punto precedente, anche dai dipendenti e dai
funzionari delle Associazioni di categoria abilitati alla assistenza
tecnica presso le Commissioni tributarie.
Si sottolinea inoltre come gli indici economici, ai quali fa riferimento
il comma 3 ter dell’art.10 della legge 146/1998, siano solo quelli economici
di coerenza che emergono dalla applicazione dei singoli studi di settore e
non anche gli “indici economici, finanziari e patrimoniali” introdotti dalla
legge finanziaria per il 2005 (n. 311 del 2004) e approvati con il
Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 18 gennaio 2006
(pubblicato sulla G.U. n. 30 del 6 febbraio 2006). Tali ultimi indici, come
meglio descritti al paragrafo 4, non possono essere confrontati con gli
indici economici previsti dai singoli studi di settore che tendono a far
emergere valori minimi e massimi assumibili con riferimento a comportamenti
normali degli operatori del settore che svolgono la stessa attivita’ con
analoghe caratteristiche.
Nell’apposito campo “Note aggiuntive – Informazioni aggiuntive”
dell’applicazione GE.RI.CO. dovranno essere indicate le cause che hanno
determinato l’attestazione della non congruita’ dei ricavi o compensi
dichiarati rispetto a quelli derivanti dall’applicazione degli studi di
settore e/o le cause che giustificano un’incoerenza rispetto agli indici
economici individuati dai predetti studi. In caso di mancata indicazione
delle predette cause, l’attestazione deve ritenersi “non effettuata”
ancorche’ risulti, dal modello dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore, l’indicazione del codice fiscale (nonche’ della
firma del responsabile) nelle relative attestazioni.
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Si precisa che resta ferma la valutazione degli uffici circa le cause
che hanno determinato la non congruita’ dei ricavi o compensi e/o quelli che
hanno determinato un’incoerenza rispetto agli indici economici individuati
dai predetti studi.
4. SOGGETTI IN CONTABILITA’ ORDINARIA. INDICI DI NATURA ECONOMICA,
FINANZIARIA E PATRIMONIALE.
Nei confronti dei contribuenti in regime di contabilita’ ordinaria,
anche per opzione, esercenti attivita’ produttive di reddito d’impresa, in
relazione agli accertamenti relativi al periodo d’imposta in corso al 31
dicembre 2004 ed ai periodi d’imposta successivi, la legge finanziaria per
il 2005 ha introdotto altresi’ la possibilita’ di procedere ad accertamento
sulla base degli studi di settore se nel corso dell’anno emergono
significative situazioni di incoerenza rispetto ad “indici di natura
economica, finanziaria o patrimoniale”.
In particolare, l’articolo 10, comma 2, della citata legge n. 146 del
1998 prevede che nei confronti degli esercenti attivita’ d’impresa in regime
di contabilita’ ordinaria, anche per effetto di opzione, e degli esercenti
arti e professioni, gli accertamenti, sulla base delle risultanze degli
studi di settore, possono essere effettuati quando in almeno due periodi
d’imposta su tre consecutivi considerati, compreso quello da accertare,
l’ammontare dei compensi o dei ricavi determinabili sulla base degli studi
di settore risulta superiore all’ammontare dei compensi o ricavi dichiarati
con riferimento agli stessi periodi d’imposta.
La stessa norma precisa inoltre che, in ogni caso, l’accertamento da
studi di settore possa essere effettuato nei confronti degli esercenti
attivita’ d’impresa in regime di contabilita’ ordinaria, anche per effetto
di opzione, quando emergono significative situazioni di incoerenza rispetto
ad indici di natura economica, finanziaria o patrimoniale, individuati con
apposito provvedimento del direttore dell’Agenzia delle Entrate, sentito il
parere della Commissione degli esperti degli studi di settore.
Pertanto, in conformita’ a quanto previsto dal medesimo articolo 10,
comma 2, della legge 8 maggio 1998, n. 146, e’ stato acquisito, in data 6
dicembre 2005, il parere favorevole della Commissione degli esperti
istituita ai sensi del comma 7 di detto articolo e, con il Provvedimento del
Direttore dell’Agenzia delle entrate del 18 gennaio 2006 (pubblicato sulla
G.U. n. 30 del 6 febbraio 2006), sono stati approvati i predetti indici.
Giova a tal fine sottolineare che la disposizione in esame e’
applicabile esclusivamente nei confronti dei soggetti in contabilita’
ordinaria, anche per opzione, che esercitano attivita’ produttiva di reddito
d’impresa; per cui i soggetti esercenti arti e professioni non sono
interessati dalla disciplina in esame.
Si fa presente, inoltre, che, con circolare n. 10/E del 16 marzo 2005 e,
successivamente con circolare n. 32/E del 21 giugno 2005, e’ stato precisato
che in presenza di tali incoerenze, l’Agenzia delle Entrate e’ legittimata
ad effettuare un accertamento nei confronti dei contribuenti in regime di
contabilita’ ordinaria che risultino non congrui, anche per un solo periodo
d’imposta, alle risultanze degli studi. I soggetti che risulteranno congrui,
anche per effetto dell’adeguamento in dichiarazione, alle risultanze degli
studi di settore, ancorche’ non in linea con detti indici, non potranno
essere sottoposti ad accertamento sulla base degli studi di settore.
Tuttavia l’accertamento sulla base degli studi di settore, in tale ipotesi,
puo’ comunque essere effettuato nel caso in cui l’Ufficio riscontri la non
congruita’ alle risultanze degli studi di settore derivante, ad esempio,
dalla non corretta indicazione delle variabili che rilevano ai fini della
determinazione del valore puntuale di riferimento.
Si precisa, altresi’, che anche nel caso di incoerenza degli indici di
natura economica, finanziaria o patrimoniale, prima della notifica
dell’avviso di accertamento, l’Ufficio e’ tenuto comunque ad invitare il
contribuente a comparire, ai sensi dell’articolo 5 del decreto legislativo
19 giugno 1997, n. 218. In tale fase occorrera’ verificare preventivamente
la sussistenza della predetta incoerenza degli indici, garantendo la
possibilita’ di fornire le eventuali giustificazioni in merito, prima di
procedere, eventualmente, alla valutazione delle risultanze dello studio di
settore. Pertanto, resta preclusa la possibilita’ di effettuare accertamenti
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da studi di settore, in ipotesi di incoerenza con i citati indici, nel caso
in cui il contribuente sia in grado di giustificare e documentare
adeguatamente le predette incoerenze.
Gli indicatori prescelti rispondono alla esigenza di individuare
determinate anomalie prevalentemente di tipo economico/contabile e
rappresentano solo un primo gruppo di indicatori cui ne seguiranno di nuovi,
cosi’ come precisato dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle
entrate del 18 gennaio 2006, sentito il parere della Commissione degli
esperti ai sensi dell’articolo 10 della legge 146/1998.
In ogni caso, appare importante sottolineare che l’esistenza di
significative divergenze tra i dati risultanti dalle scritture contabili e
quelli riportati in dichiarazione, compreso l’allegato relativo ai dati
rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, impone, in
ipotesi di inapplicabilita’ degli indici sotto elencati, l’esigenza di
valutare l’avvio di piu’ penetranti attivita’ istruttorie ai fini del
controllo della posizione fiscale del contribuente.
Gli indici individuati con il citato provvedimento, che denotano
significative situazioni di incoerenza di natura economica, finanziaria e
patrimoniale, sono i seguenti:
a) Rapporto tra il valore dei beni mobili strumentali (al netto del valore
relativo ai beni acquisiti in dipendenza dei contratti di locazione non
finanziaria) e gli ammortamenti dei beni mobili strumentali.
Tale indice segnala un’anomalia nel caso in cui il valore degli
ammortamenti di beni mobili strumentali, indicato nell’allegato studi di
settore del modello UNICO, risulti superiore al valore dei relativi beni
strumentali. Infatti, deve ritenersi sintomo di grave anomalia contabile il
fatto che il valore delle quote di ammortamento, deducibili fiscalmente,
risulti superiore al relativo valore dei beni strumentali indicato nello
stesso modello. Tale ultimo valore viene considerato al netto di quello
relativo ai beni acquisiti in dipendenza di contratti di locazione non
finanziaria.
L’indice in esame e’ stato previsto:
. per contrastare la mancata (ovvero la “non corretta”) indicazione del
valore dei beni strumentali nell’allegato studi di settore (quadro F –
Elementi contabili). Tale comportamento (errata indicazione del valore
dei beni strumentali), per alcuni studi, comporta, infatti, una non
corretta stima dei ricavi potenziali;
. evidenziare situazioni di non regolare tenuta della contabilita’.
Una significativa situazione di incoerenza ricorre qualora l’indicatore
risulti inferiore ad 1.
Le variabili di riferimento sono quelle risultanti dal modello per la
comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di
settore. Ad esempio, per l’anno d’imposta 2005 ricorrera’ tale incoerenza se
il rapporto tra il rigo F29 (campo 1 meno il campo 2) ed il rigo F20 campo 2
risultera’ inferiore ad 1
Occorre osservare tuttavia che in talune ipotesi, l’incoerenza puo’
riferirsi comunque a una situazione “corretta” e quindi giustificabile. Cio’
puo’ accadere nell’ipotesi in cui il predetto indicatore risulti inferiore a
uno perche’, ad esempio, nel corso dell’anno sono stati ceduti o dismessi
beni strumentali. E’ il caso, ad esempio, di un contribuente che possiede un
solo bene strumentale ceduto nel corso dell’anno. Il valore di quel bene non
sara’ considerato al numeratore del rapporto, in quanto, nell’allegato
relativo ai dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore,
il valore dei beni strumentali deve essere indicato se esistente alla data
di chiusura del periodo d’imposta, mentre il denominatore e’ influenzato
dalle relative quote di ammortamento in quanto le stesse sono deducibili
nella determinazione del reddito di impresa anche se il bene viene ceduto in
corso d’anno (sulla possibilita’ di dedurre le quote di ammortamento di beni
ceduti in corso d’esercizio si veda la risoluzione dell’Agenzia delle
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Entrate n. 41/E del 12 febbraio 2002). In tale ipotesi, pertanto, resta
preclusa la possibilita’ di effettuare accertamenti da studi di settore in
ragione della sola presunta incoerenza dei predetti indici.
b) Differenza tra le esistenze iniziali relative a merci, prodotti finiti,
materie prime e sussidiarie, semilavorati e servizi non di durata
ultrannuale e le relative rimanenze finali dell’esercizio precedente.
Trattasi di un indicatore che segnala determinate anomalie di tipo
contabile ovvero anomalie che riguardano la “non corretta” indicazione dei
dati riportati nell’allegato studi di settore.
Come e’ noto, in generale e tranne particolarissimi casi (espresse
previsioni legislative, modifiche dei criteri di valutazione delle
rimanenze, ecc.), le rimanenze iniziali di merci di un periodo d’imposta,
trattandosi di valori comuni a due esercizi, devono coincidere con il valore
indicato, nel periodo d’imposta precedente, alla voce relativa alle
rimanenze finali di merce.
Nel caso in cui le rimanenze finali relative a merci, prodotti finiti,
materie prime e sussidiarie, semilavorati e ai servizi non di durata
ultrannuale di un esercizio differiscano dalle corrispondenti voci delle
rimanenze iniziali dell’esercizio successivo indicate nel quadro F –
Elementi contabili dell’allegato studi di settore, presentato con la
dichiarazione UNICO, si verifica una anomalia che viene segnalata
dall’indicatore in esame.
Una significativa situazione di incoerenza ricorre qualora la differenza
tra i due valori di riferimento risulti non inferiore all’1 per cento del
minore di essi.
Le variabili di riferimento sono quelle risultanti dal modello per la
comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di
settore; nello specifico, per l’anno d’imposta 2005, sara’ preso in
considerazione l’importo indicato al rigo F12 relativo al valore delle
esistenze iniziali relative a materie prime e sussidiarie, semilavorati,
merci, prodotti finiti e servizi non di durata ultrannuale e sara’
confrontato con l’importo delle relative rimanenze finali indicate nel
corrispondente rigo F05 del modello studi di settore relativo all’anno
d’imposta 2004.
Nel caso di situazioni di “incoerenza” di tale indicatore, ai fini della
individuazione del periodo d’imposta da accertare, occorrera’ fare
riferimento anche alle risultanze della contabilita’. Ad esempio, se un
contribuente ha indicato nel modello per la dichiarazione dei dati rilevanti
ai fini degli studi di settore 2005 (periodo d’imposta 2004) rimanenze
finali di merci per euro 10.000 e nel modello per la dichiarazione dei dati
rilevanti ai fini degli studi di settore 2006 (anno d’imposta 2005)
esistenze iniziali di merci per euro 12.000, sara’ possibile procedere ad
accertamento da studi di settore, sulla base dell’indicatore in esame, solo
per il periodo d’imposta 2005, se si appura che il corretto valore fiscale
di tali beni per il periodo d’imposta 2004, derivante dalle risultanze della
contabilita’, e’ di euro 10.000.
Conseguentemente, nei confronti di un contribuente che nell’anno
d’imposta 2004 abbia dichiarato, nel modello dei dati rilevanti ai fini
degli studi di settore 2005, rimanenze finali di merci per euro 15.000 e nel
modello per la dichiarazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di
settore 2006 (anno d’imposta 2005) esistenze iniziali di merci per euro
20.000, sara’ possibile, procedere ad accertamento da studi di settore,
sulla base dei predetti indici, per entrambi i periodi d’imposta (2004 e
2005), in caso di non congruita’ nei citati anni, se l’Ufficio verifica che
il valore fiscale delle merci e’ diverso da quanto indicato nei predetti
modelli (ad es. il valore fiscale delle rimanenze derivante dalla
contabilita’ e’ pari a euro 25.000).
E’ comunque possibile procedere ad accertamento, per entrambi i periodi
d’imposta, anche nel caso in cui l’incoerenza sia stata verificata sulla
base dei dati indicati nell’allegato dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore, ed entrambi i valori indicati
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corrispondono ai valori fiscali derivanti dalla contabilita’, denunciando in
tal modo una evidente irregolarita’ contabile. E’ il caso, ad esempio, di un
contribuente che abbia dichiarato nel modello dei dati rilevanti ai fini
degli studi di settore 2005, rimanenze finali di merci per euro 15.000 e nel
modello per la dichiarazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di
settore 2006 (anno d’imposta 2005) esistenze iniziali di merci per euro
20.000 e tali valori corrispondono entrambi al valore fiscale delle
rimanenze, finali ed iniziali, derivante dalle scritture contabili. c)
Differenza tra le esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi
di durata ultrannuale e le relative rimanenze finali dell’esercizio
precedente.
Le considerazioni, precedentemente formulate per il disallineamento
delle rimanenze di merci, valgono anche con riferimento alle differenze tra
le Esistenze iniziali relative ad opere, forniture e servizi di durata
ultrannuale e le relative Rimanenze finali dell’esercizio precedente.
Una significativa situazione di incoerenza ricorre qualora la differenza
tra i due valori di riferimento risulti non inferiore all’1 per cento del
minore di essi.
Le variabili di riferimento sono quelle risultanti dal modello per la
comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di
settore; in specifico per il periodo d’imposta 2005 si confrontera’
l’importo inserito nel rigo F06 (campo esterno) relativo al valore delle
esistenze iniziali di opere, forniture e servizi di durata ultrannuale e
quello delle relative rimanenze finali del periodo d’imposta precedente
(2004) indicato al rigo F07 del modello studi di settore 2005.
d) Disponibilita’ liquide negative (Cassa).
In tale ipotesi l’incoerenza si verifica nel caso in cui il valore
relativo alle disponibilita’ liquide, indicate nel prospetto di bilancio
inserito nella dichiarazione dei redditi, risulti di segno negativo. In
particolare, ad esempio, per l’anno 2005, il rigo che dovra’ essere preso in
considerazione sara’ il rigo RF63 UNICO Persone Fisiche, il rigo RF64 UNICO
Societa’ di persone, il rigo RS13 UNICO Societa’ dei Capitali ed il rigo
RF66 UNICO Enti non Commerciali.
La presenza di una cassa “negativa” potrebbe dipendere, nell’ipotesi ad
esempio di impresa individuale, da prelevamenti del titolare in misura
eccedente il “reale” valore della cassa e, pertanto, potrebbe segnalare una
tenuta non regolare della contabilita’.
Il provvedimento ha altresi’ precisato che una significativa situazione
di incoerenza ricorre qualora il valore delle disponibilita’ liquide risulti
di segno negativo e, in valore assoluto non inferiore a 100 euro. Pertanto,
se sono stati indicati valori negativi nelle disponibilita’ liquide,
inferiori o uguali a 100, l’incoerenza non e’ considerata significativa e
quindi non si potra’ procedere all’ulteriore fase del contradditorio ed
eventuale accertamento da studi di settore sulla base dei predetti indici.
La incoerenza, rilevata dal prospetto di bilancio inserito nella
dichiarazione dei redditi, puo’ essere giustificata nel caso in cui dalla
contabilita’ risulti invece, alla fine del periodo d’imposta, un conto
“Cassa” con saldo positivo. In tal caso non sara’ possibile effettuare
accertamenti da studi di settore in ragione dell’incoerenza del predetto
indicatore.
4.1 Decorrenza della disposizione relativa agli indici di incoerenza
economica, patrimoniale e finanziaria.
Si ricorda che l’articolo 1, comma 410, della legge finanziaria per il
2005, in riferimento alla decorrenza delle disposizioni riguardanti le nuove
modalita’ di accertamento, stabilisce che “Le disposizioni dei commi 2 e
3-bis dell’articolo 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, come modificato
dal comma 409 del presente articolo, hanno effetto a decorrere dal periodo
d’imposta in corso al 31 dicembre 2004.”.
Pertanto, si rileva che, come gia’ precisato nel citato provvedimento
del 18 gennaio 2006 e come gia’ chiarito nella circolare n. 32/E del 21
giugno 2005, questa ulteriore possibilita’ di accertamento, sulla base delle
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predette incoerenze degli indici di natura economica, finanziaria o
patrimoniale,e’ esperibile, con riferimento agli accertamenti relativi a
decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2004, anche nei
confronti dei contribuenti in regime di contabilita’ ordinaria per opzione,
esercenti attivita’ d’impresa.
5. NOVITA’ DELLA MODULISTICA 2006 STUDI DI SETTORE
Modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore per il periodo d’imposta 2005.
5.1 QUADRO A – Indicazione dei dati relativi al personale addetto
all’attivita’. L’apporto di lavoro da parte del personale non dipendente.
Nel Quadro A dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore, sono richieste, con riferimento al
personale non dipendente, le informazioni relative sia al numero di soggetti
che alla relativa percentuale di lavoro effettivamente prestato nell’impresa.
La suddetta percentuale di lavoro “effettivamente prestato” viene
utilizzata nella funzione di regressione per la stima del ricavo puntuale di
riferimento negli studi di settore evoluti approvati a decorrere dal periodo
d’imposta 2004, nonche’ negli studi evoluti approvati a decorrere dal
periodo d’imposta 2005. Per gli studi di settore non ancora interessati da
revisione, antecedentemente al periodo d’imposta 2004, ai fini della
funzione di regressione assume rilevanza solo il numero di addetti indicato
dal contribuente.
L’informazione relativa alla percentuale di lavoro prestato dal
personale non dipendente, utilizzata anche in fase di costruzione
dell’indicatore di coerenza “produttivita’ per addetto”, consente di
misurare in modo piu’ adeguato il contributo, in termini lavorativi, del
personale non dipendente, incluso quello senza occupazione prevalente.
Al riguardo, per le concrete modalita’ applicative relative alle
indicazioni delle predette percentuali di lavoro, si rinvia alle
precisazioni fornite al par. 7.4.2 della circolare n. 32/E del 21 giugno
2005.
In quella sede e’ stato, tra l’altro, evidenziato che, per quanto
attiene l’indicazione della percentuale di lavoro prestato da parte dei
collaboratori dell’impresa familiare, occorre far riferimento al lavoro
“effettivamente prestato” rispetto a quello necessario per lo svolgimento
dell’attivita’ a tempo pieno da parte di un dipendente che lavora per
l’intero anno. In sostanza, il criterio di riferimento e’, in linea di
massima, il tempo prestato nello svolgimento dell’attivita’ da parte del
personale non dipendente raffrontato con quello necessario per lo
svolgimento dell’attivita’ a tempo pieno da parte di un dipendente che
svolga il lavoro per l’intero anno. Nell’indicazione delle predette
percentuali, fermo restando il citato criterio, con riferimento ai
collaboratori dell’impresa familiare, deve comunque sussistere anche una
correlazione con quanto dichiarato sia dal titolare dell’impresa familiare,
sia dal familiare che collabora nell’impresa, in applicazione al disposto
dell’articolo 5, comma 4, del TUIR.
Con riferimento invece ai soci e agli associati in partecipazione, con
occupazione prevalente nell’impresa, ai fini dell’indicazione della
percentuale di lavoro prestato resta fermo, in linea generale, il criterio
del tempo effettivamente prestato nella societa’, e cio’ indipendentemente
dalla percentuale di partecipazione agli utili societari, cosi’ come
riportato nelle apposite istruzioni al quadro A del modello dei dati
rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, a condizione che
tale situazione risulti da apposita documentazione o altra prova idonea.
5.2 QUADRO A – Indicazione delle giornate di sospensione delle giornate
lavorative dovute a Cassa Integrazione Guadagni e istituti simili.
Nel Quadro A dei modelli da utilizzare per la comunicazione dei dati
rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore: SD39U, SD40U,
SD41U, SD42U, SD43U, SD44U, SD45U, SD46U, SD49U, TD03U, TD06U, TD07A/B,
TD08U, TD10B, TD12U, TD14U, TD20U, TD21U, TD22U, TD24U, TD25U, TD26U, TD27U,
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TD28U, TD29U, TD32U, TD33U, TD35U, TD36U, TD37U, TD38U e TD47U, e’ stata
inserita una nuova informazione che consente di cogliere con maggiore
precisione lo stato di crisi aziendale che sta investendo in questi ultimi
anni alcuni settori economici e che costringe le imprese a ridurre il numero
di personale addetto all’attivita’ o il numero delle giornate lavorative.
Nei modelli approvati quest’anno, infatti, e’ prevista l’indicazione
(nei righi A14 o A18 o A19, dei relativi modelli) del numero delle giornate
retribuite e non “effettivamente lavorate” dal personale dipendente
interessato da provvedimenti di sospensione dell’attivita’ lavorativa, come
nel caso di ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni (CIG o CIGS) o ad altri
istituti assimilati.
Ai fini della corretta indicazione delle informazioni relative al quadro
A, occorre precisare che, nel caso in cui il contribuente, ad esempio per i
lavoratori a tempo parziale, abbia comunicato nel modello EMENS il numero
delle giornate effettivamente lavorate, al netto di quelle retribuite ma non
effettivamente lavorate a causa di sospensione dell’attivita’ lavorativa per
CIGS o istituti simili, occorrera’ sommare anche le predette giornate di
sospensione, a quelle effettivamente retribuite, e riportare la somma al
rigo A2 o A06 del quadro “A” – Personale addetto all’attivita’. Le giornate
di sospensione dovranno inoltre essere indicate anche nei righi A14 o A18 o
A19, in relazione ai relativi modelli dello specifico studio.
Al riguardo, si fornisce il seguente esempio:
– n. 200 giornate effettivamente lavorate, relative a dipendenti a tempo
parziale, al netto di quelle retribuite ma non effettivamente lavorate,
comunicate nel modello EMENS;
– n. 50 giornate di sospensione dell’attivita’ lavorativa per CIGS o
istituti simili;
In tal caso, in base ai modelli utilizzati, nel rigo A02 o A06 andra’
indicato 250 e nei righi A14 o A18 o A19, in base ai modelli utilizzati,
andra’ indicato 50.
Si rinvia al paragrafo 1.4 dell’allegato 3 per ulteriori approfondimenti.
5.3 QUADRO F – Elementi contabili.
Con riferimento ai dati contenuti nel quadro F – Elementi contabili – e’
stata rivista la struttura del quadro rispetto a quella presente nei modelli
dello scorso anno.
In particolare, i dati relativi alla sezione riguardante gli “Ulteriori
elementi contabili”, inserita per la prima volta lo scorso anno, sono stati
riportati all’interno del quadro F, eliminando la relativa sezione. Si
ricorda che, in tale sezione dovevano essere indicati i restanti elementi e
dati contabili, non indicati nei precedenti righi del quadro F, che avevano
contribuito alla determinazione del reddito d’impresa.
5.3.1 – Esistenze iniziali e rimanenze finali relative a prodotti finiti.
Tra le novita’ introdotte quest’anno nei tradizionali modelli per la
comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di
settore si rammenta che sono stati eliminati, rispetto allo scorso anno, i
righi F02 e F06 del quadro F degli Elementi contabili riguardanti,
rispettivamente, le Esistenze iniziali e le Rimanenze finali relative a
prodotti finiti. Dette variabili non hanno nessuna rilevanza ai fini del
risultato fornito da GE.RI.CO., ad eccezione del caso in cui si applichi lo
studio SG69U (costruzioni). In questo caso il contribuente potra’ fornire le
informazioni concernenti le predette variabili indicandole nei righi D55 e
D56 del quadro D degli Elementi specifici del modello SG69U.
5.3.2 – I ricavi delle attivita’ per le quali si percepiscono aggi o ricavi
fissi.
Da quest’anno, i ricavi delle attivita’ per le quali si percepiscono
aggi o ricavi fissi non vanno piu’ indicati esclusivamente per l’entita’
dell’aggio conseguito e del ricavo al netto del prezzo corrisposto al
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fornitore dei beni, ma devono essere indicati in conformita’ alle modalita’
seguite nella compilazione del quadro RF o RG del Modello UNICO 2006. Come
precisato nelle istruzioni ai modelli relativi agli studi di settore, detti
importi, variano a seconda della tipologia di contabilizzazione dei valori
riguardanti le attivita’ di vendita di generi soggetti ad aggio e/o a ricavo
fisso. Conseguentemente, il contribuente che contabilizza i ricavi per il
solo aggio percepito, ovvero, al netto del prezzo corrisposto al fornitore,
non rileva i costi corrispondenti. Il contribuente che ha contabilizzato i
ricavi per il solo aggio percepito, ovvero, al netto del prezzo corrisposto
al fornitore, dovra’ compilare il solo rigo F08 indicandovi tale importo
netto.
Mentre, nell’ipotesi di contabilizzazione a “ricavi lordi”, negli
appositi righi deve essere indicato anche l’ammontare dei relativi costi di
acquisizione, nonche’ i dati relativi alle esistenze iniziali ed alle
rimanenze finali.
5.4 QUADRO Z – Dati complementari.
Nel quadro Z – Dati complementari – relativi a determinati studi di
settore, sono stati inserite nuove informazioni finalizzate:
1. all’aggiornamento degli studi di settore previsti per il periodo
d’imposta 2006;
2. al monitoraggio e all’analisi dell’impatto sul comparto della c.d.
“emergenza aviaria”, al fine di osservarne tempestivamente l’andamento e
consentire l’eventuale aggiornamento degli studi di settore.
In ordine a quest’ultimo punto, le informazioni sono state richieste
dalle Associazioni di categoria e dalla Commissione degli esperti, in quanto
a seguito dell'”emergenza aviaria”, nella filiera avicola potrebbe essersi
verificata una flessione generalizzata delle vendite ed una diminuzione dei
prezzi di vendita che potrebbe incidere sulla funzione di ricavo degli studi
di settore degli operatori specializzati. Gli studi di settore interessati
dalle predette informazioni, che potrebbero essere stati maggiormente
coinvolti dalla crisi del settore avicolo, sono i seguenti: TG61A, TG61F,
TG68U, SM48U, TM03A, TM03C, TM02U, TM18B, TM21D, SD05U.
ALLEGATO 1 – ELENCO STUDI APPROVATI IN VIGORE A DECORRERE DAL PERIODO
D’IMPOSTA 2005.
MANIFATTURE
1) TD03U (sostituisce il precedente studio di settore SD03U) Molitura del
frumento codice attivita’ 15.61.1, Molitura di altri cereali codice
attivita’ 15.61.2, Lavorazione del risone codice attivita’ 15.61.3, Altre
lavorazioni di semi e granaglie codice attivita’ 15.61.4;
2) TD14U (sostituisce i precedenti studi di settore SD10A e SD14U)
Preparazione e filatura di fibre tipo cotone codice attivita’ 17.11.0,
Preparazione delle fibre di lana e assimilate, cardatura codice attivita’
17.12.1, Filatura della lana cardata e di altre fibre tessili a taglio
laniero codice attivita’ 17.12.2, Pettinatura e ripettinatura delle fibre
di lana e assimilate codice attivita’ 17.13.1, Filatura della lana
pettinata e delle fibre assimilate codice attivita’ 17.13.2, Preparazione
e filatura di fibre tipo lino codice attivita’ 17.14.0, Torcitura e
testurizzazione della seta e di filamenti sintetici o artificiali codice
attivita’ 17.15.0, Fabbricazione di filati cucirini codice attivita’
17.16.0, Preparazione e filatura di altre fibre tessili codice attivita’
17.17.0, Tessitura di filati tipo cotone codice attivita’ 17.21.0,
Tessitura di filati tipo lana cardata codice attivita’ 17.22.0, Tessitura
di filati tipo lana pettinata codice attivita’ 17.23.0, Tessitura di
filati tipo seta codice attivita’17.24.0, Tessitura di altre materie
tessili, codice attivita’ 17.25.0, Fabbricazione di tessuti a maglia
codice attivita’ 17.60.0;
3) TD21U (sostituisce il precedente studio di settore SD21U) Fabbricazione
di armature per occhiali di qualsiasi tipo; montatura in serie di
occhiali comuni codice attivita’ 33.40.1, Confezionamento ed
apprestamento di occhiali da vista e lenti a contatto codice attivita’
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33.40.2;
4) TD22U (sostituisce il precedente studio di settore SD22U) Fabbricazione
di apparecchiature per illuminazione e di lampade elettriche codice
attivita’ 31.50.0;
5) TD24U (sostituisce i precedenti studi di settore SD24A e SD24B)
Confezione di articoli in pelliccia codice attivita’ 18.30.2, Commercio
al dettaglio di pellicce e di abbigliamento in pelle codice attivita’
52.42.4;
6) TD25U (sostituisce il precedente studio di settore SD25U) Preparazione e
tintura di pellicce codice attivita’ 18.30.1, Preparazione e concia del
cuoio codice attivita’ 19.10.0;
7) TD26U (sostituisce il precedente studio di settore SD26U) Confezione di
vestiario in pelle codice attivita’ 18.10.0;
8) TD27U (sostituisce il precedente studio di settore SD27U) Fabbricazione
di articoli da viaggio, borse, marocchineria e selleria codice attivita’
19.20.0;
9) TD28U (sostituisce il precedente studio di settore SD28U) Lavorazione e
trasformazione del vetro piano codice attivita’ 26.12.0, Lavorazione e
trasformazione del vetro cavo codice attivita’ 26.15.1, Lavorazione di
vetro a mano e a soffio codice attivita’ 26.15.2, Fabbricazione e
lavorazione di vetro tecnico, industriale, per altri lavori codice
attivita’ 26.15.3;
10) TD29U (sostituisce il precedente studio di settore SD29U) Fabbricazione
di prodotti in calcestruzzo per l’edilizia codice attivita’ 26.61.0,
Produzione di calcestruzzo pronto per l’uso codice attivita’ 26.63.0,
Fabbricazione di altri prodotti in calcestruzzo, gesso e cemento codice
attivita’ 26.66.0;
11) TD33U (sostituisce il precedente studio di settore SD33U) Produzione di
metalli preziosi e semilavorati codice attivita’ 27.41.0, Fabbricazione
di oggetti di gioielleria ed oreficeria, di metalli preziosi o rivestiti
di metalli preziosi codice attivita’ 36.22.1, Lavorazione di pietre
preziose e semipreziose per gioielleria e per uso industriale codice
attivita’ 36.22.2;
12) TD35U (sostituisce il precedente studio di settore SD35U) Edizione di
libri codice attivita’ 22.11.0, Edizione di riviste e periodici codice
attivita’ 22.13.0, Altre edizioni codice attivita’ 22.15.0, Altre stampe
di arti grafiche codice attivita’ 22.22.0, Legatoria, rilegatura di
libri codice attivita’ 22.23.0, Lavorazioni preliminari alla stampa
codice attivita’ 22.24.0, Lavorazioni ausiliarie connesse alla stampa
codice attivita’ 22.25.0;
13) TD36U (sostituisce il precedente studio di settore SD36U) Siderurgia
codice attivita’ 27.10.0, Fabbricazione di tubi di ghisa codice
attivita’ 27.21.0, Stiratura a freddo codice attivita’ 27.31.0,
Laminazione a freddo di nastri codice attivita’ 27.32.0, Profilatura
mediante formatura o piegatura a freddo codice attivita’ 27.33.0,
Trafilatura codice attivita’ 27.34.0, Fusione di ghisa codice attivita’
27.51.0, Fusione di acciaio codice attivita’ 27.52.0, Fusione di metalli
leggeri codice attivita’ 27.53.0, Fusione di altri metalli non ferrosi
codice attivita’ 27.54.0;
14) TD37U (sostituisce i precedenti studi di settore SD37U e SD48U) Cantieri
navali per costruzioni metalliche codice attivita’ 35.11.1, Cantieri
navali per costruzioni non metalliche codice attivita’ 35.11.2, Cantieri
di riparazioni navali codice attivita’ 35.11.3, Costruzione e
riparazione di imbarcazioni da diporto e sportive codice attivita’
35.12.0;
15) TD38U (sostituisce il precedente studio di settore SD38U) Fabbricazione
di mobili metallici per uffici e negozi, ecc. codice attivita’ 36.12.1;
16) TD47U (sostituisce il precedente studio di settore SD47U) Fabbricazione
di carta e cartoni ondulati e di imballaggi di carta e cartone codice
attivita’ 21.21.0, Fabbricazione di prodotti cartotecnici codice
attivita’ 21.23.0, Fabbricazione di altri articoli di carta e di cartone
codice attivita’ 21.25.0
SERVIZI
17) TG33U (sostituisce il precedente studio di settore SG33U) Servizi degli
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istituti di bellezza codice attivita’ 93.02.B;
18) TG46U (sostituisce il precedente studio di settore SG46U) Riparazione di
trattori agricoli codice attivita’ 29.31.2;
19) TG51U (sostituisce il precedente studio di settore SG51U) Attivita’ di
conservazione e restauro di opere d’arte codice attivita’ 92.31.H
20) TG55U (sostituisce il precedente studio di settore SG55U) Servizi di
pompe funebri e attivita’ connesse codice attivita’ 93.03.0
21) TG58U (sostituisce il precedente studio di settore SG58U) Campeggi ed
aree attrezzate per roulotte codice attivita’ 55.22.0, Villaggi
turistici codice attivita’ 55.23.1;
22) TG60U (sostituisce il precedente studio di settore SG60U) Gestione di
stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali codice attivita’
92.72.1;
23) TG68U (sostituisce il precedente studio di settore SG68U) Trasporto di
merci su strada codice attivita’ 60.24.0;
24) TG72B (sostituisce il precedente studio di settore SG72B) Altri
trasporti terrestri, regolari, di passeggeri codice attivita’ 60.21.0,
Altri trasporti terrestri non regolari di passeggeri codice attivita’
60.23.0;
25) SG57U Altri studi medici e poliambulatori specialistici codice attivita’
85.12.B, Studi di radiologia e radioterapia codice attivita’ 85.12.3,
Altre istituzioni sanitarie senza ricovero, centri dialisi, ambulatori
tricologici, ecc. codice attivita’ 85.12.5, Laboratori di analisi
cliniche codice attivita’ 85.14.A;
PROFESSIONISTI
26) TK02U (sostituisce il precedente studio di settore SK02U) Studi di
ingegneria codice attivita’ 74.20.F;
27) TK06U (sostituisce il precedente studio di settore SK06U) Servizi
forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che
svolgono attivita’ in materia di amministrazione, contabilita’ e tributi
codice attivita’ 74.12.C;
28) TK10U (sostituisce il precedente studio di settore SK10U) Studi medici
generici convenzionati o meno col Servizio Sanitario Nazionale codice
attivita’ 85.12.1; Studi di radiologia e radioterapia codice attivita’
85.12.3, Prestazioni sanitarie svolte da chirurghi codice attivita’
85.12.A, Altri studi medici e poliambulatori specialistici codice
attivita’ 85.12.B;
29) TK17U (sostituisce il precedente studio di settore SK17U) Attivita’
tecniche svolte da periti industriali codice attivita’ 74.20.B;
30) TK19U (sostituisce il precedente studio di settore SK19U) Attivita’
professionali paramediche indipendenti codice attivita’ 85.14.2;
31) TK22U (sostituisce il precedente studio di settore SK22U) Servizi
veterinari codice attivita’ 85.20.0;
32) TK56U (sostituisce il precedente studio di settore SG56U limitatamente
all’attivita’ di lavoro autonomo) Laboratori di analisi cliniche codice
attivita’ 85.14.A;
COMMERCIO
33) TM11U (sostituisce i precedenti studi di settore SM11A e SM11B)
Commercio all’ingrosso di carte da parati codice attivita’ 51.44.3,
Commercio al dettaglio di ferramenta, materiale elettrico e
termoidraulico, pitture e vetro piano codice attivita’ 52.46.1,
Commercio al dettaglio di articoli igienicosanitari codice attivita’
52.46.2, Commercio al dettaglio di materiali da costruzione codice
attivita’ 52.46.3, Commercio al dettaglio di carta da parati e di
rivestimenti per pavimenti codice attivita’ 52.48.9, Commercio
all’ingrosso di legname, semilavorati in legno e legno artificiale
codice attivita’ 51.53.1, Commercio all’ingrosso di materiali da
costruzione (inclusi i materiali igienico-sanitari) codice attivita’
51.53.2, Commercio all’ingrosso di vetro piano codice attivita’ 51.53.3,
Commercio all’ingrosso di vernici e colori codice attivita’ 51.53.4,
Commercio all’ingrosso di articoli in ferro e in altri metalli
(ferramenta) codice attivita’ 51.54.1, Commercio all’ingrosso di
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apparecchi e accessori per impianti idraulici e di riscaldamento codice
attivita’ 51.54.2;
34) TM12U (sostituisce il precedente studio di settore SM12U) Commercio al
dettaglio di libri nuovi codice attivita’ 52.47.1;
35) TM15B (sostituisce il precedente studio di settore SM15B) Commercio al
dettaglio di materiale per ottica, fotografia, cinematografia, strumenti
di precisione codice attivita’ 52.48.2;
36) TM17U (sostituisce il precedente studio di settore SM17U) Commercio
all’ingrosso di cereali e legumi secchi codice attivita’ 51.21.1,
Commercio all’ingrosso di sementi e alimenti per il bestiame, piante
officinali, semi oleosi, patate da semina codice attivita’ 51.21.2;
37) TM18A (sostituisce il precedente studio di settore SM18A) Commercio
all’ingrosso di fiori e piante codice attivita’ 51.22.0;
38) TM18B (sostituisce il precedente studio di settore SM18B) Commercio
all’ingrosso di animali vivi codice attivita’ 51.23.0;
39) TM21A (sostituisce il precedente studio di settore SM21A) Commercio
all’ingrosso di frutta e ortaggi codice attivita’ 51.31.0;
40) TM21B (sostituisce il precedente studio di settore SM21B) Commercio
all’ingrosso di bevande alcoliche codice attivita’ 51.34.1, Commercio
all’ingrosso di altre bevande codice attivita’ 51.34.2;
41) TM21C (sostituisce il precedente studio di settore SM21C) Commercio
all’ingrosso di prodotti della pesca freschi codice attivita’ 51.38.1,
Commercio all’ingrosso di prodotti della pesca congelati, surgelati,
conservati, secchi codice attivita’ 51.38.2;
42) TM21D (sostituisce il precedente studio di settore SM21D) Commercio
all’ingrosso di carne fresca, congelata e surgelata codice attivita’
51.32.1;
43) TM21E (sostituisce i precedenti studi di settore SM21E e SM21F)
Commercio all’ingrosso di prodotti lattierocaseari e di uova codice
attivita’ 51.33.1, Commercio all’ingrosso di prodotti di salumeria
codice attivita’ 51.32.2, Commercio all’ingrosso di oli e grassi
alimentari codice attivita’ 51.33.2, Commercio all’ingrosso di zucchero,
cioccolato, dolciumi, prodotti da forno codice attivita’ 51.36.0,
Commercio all’ingrosso di te’, cacao, droghe e spezie codice attivita’
51.37.B, Commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari codice
attivita’ 51.38.3, Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti
surgelati codice attivita’ 51.39.1, Commercio all’ingrosso non
specializzato di prodotti alimentari, bevande e tabacco codice attivita’
51.39.2;
44) TM22A (sostituisce il precedente studio di settore SM22A) Commercio
all’ingrosso di elettrodomestici, di apparecchi radiotelevisivi e
telefonici e altra elettronica di consumo codice attivita’ 51.43.1,
Commercio all’ingrosso di supporti, vergini o registrati, audio, video,
informatici (dischi, nastri e altri supporti) codice attivita’ 51.43.2,
Commercio all’ingrosso di materiali radioelettrici, telefonici e
televisivi codice attivita’ 51.43.3, Commercio all’ingrosso di articoli
per illuminazione e materiale elettrico vario per uso domestico codice
attivita’ 51.43.4;
45) TM22B (sostituisce il precedente studio di settore SM22B) Commercio
all’ingrosso di vetrerie e cristallerie codice attivita’ 51.44.1,
Commercio all’ingrosso di ceramiche e porcellane codice attivita’
51.44.2, Commercio all’ingrosso di coltelleria, posateria e pentolame
codice attivita’ 51.44.5;
46) TM22C (sostituisce il precedente studio di settore SM22C) Commercio
all’ingrosso di mobili di qualsiasi materiale codice attivita’ 51.47.1;
47) TM25A (sostituisce il precedente studio di settore SM25A) Commercio
all’ingrosso di giochi e giocattoli codice attivita’ 51.47.6;
48) TM25B (sostituisce il precedente studio di settore SM25B) Commercio
all’ingrosso di articoli sportivi (comprese le biciclette) codice
attivita’ 51.47.7;
49) TM30U (sostituisce il precedente studio di settore SM30U) Commercio al
dettaglio di prodotti surgelati codice attivita’ 52.11.5;
50) TM32U (sostituisce il precedente studio di settore SM32U) Commercio al
dettaglio di oggetti d’arte, di culto e di decorazione, chincaglieria e
bigiotteria codice attivita’ 52.48.6;
51) TM35U (sostituisce il precedente studio di settore SM35U) Erboristerie
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codice attivita’ 52.33.1;
52) TM36U (sostituisce il precedente studio di settore SM36U) Commercio
all’ingrosso di libri, riviste e Giornali codice attivita’ 51.47.3;
53) TM37U (sostituisce il precedente studio di settore SM37U) Commercio
all’ingrosso di saponi, detersivi e altri prodotti per la pulizia codice
attivita’ 51.44.4, Commercio all’ingrosso di profumi e cosmetici codice
attivita’ 51.45.0;.
ALLEGATO 2 – PROVVEDIMENTO DEL DIRETTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE DEL 20
MARZO 2006.
ELENCO DEGLI STUDI DI SETTORE DA REVISIONARE PER IL PERIODO D’IMPOSTA 2006 E
DELLE RELATIVE ATTIVITA’ ECONOMICHE
——————————————————————————
STUDIO | ATTIVITA’ ECONOMICHE (ATECOFIN 2004)
——————————————————————————
SD05U | (primo anno di applicazione 2002)
| 15.11.0 – Produzione di carne non di volatili e di prodotti della
| macellazione (attivita’ dei mattatoi)
| 15.12.0 – Produzione di carne di volatili, conigli e prodotti
| della loro macellazione
| 15.13.0 – Lavorazione e conservazione di carne e di
| prodotti a base di carne
——————————————————————————
SD11U | (primo anno di applicazione 2002)
| 15.41.1 – Produzione di olio di oliva grezzo
| 15.41.2 – Produzione di oli grezzi da semi oleosi
| 15.42.1 – Produzione di olio di oliva raffinato
| 15.42.2 – Produzione di olio e grassi da semi e da frutti oleosi
| raffinati
——————————————————————————
SD13U | (primo anno di applicazione 2002)
| 17.30.0 – Finissaggio dei tessili
——————————————————————————
SD15U | (primo anno di applicazione 2002)
| 15.51.1 – Trattamento igienico del latte
| 15.51.2 – Produzione dei derivati del latte
——————————————————————————
SD17U | (primo anno di applicazione 2002)
| 25.13.0 – Fabbricazione di altri prodotti in gomma
| 25.21.0 – Fabbricazione di lastre, fogli, tubi e profilati in
| materie plastiche
| 25.22.0 – Fabbricazione di imballaggi in materie plastiche
| 25.23.0 – Fabbricazione di articoli in plastica per l’edilizia
| 25.24.0 – Fabbricazione di altri articoli in materie plastiche
——————————————————————————
SD23U | (primo anno di applicazione 2002)
| 20.51.2 – Laboratori di corniciai
——————————————————————————
SD30U | (primo anno di applicazione 2002)
| 37.10.1 – Recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e
| rottami metallici
| 37.20.1 – Recupero e preparazione per il riciclaggio di materiale
| plastico per produzione di materie prime plastiche,
| resine sintetiche
| 37.20.2 – Recupero e preparazione per il riciclaggio dei rifiuti
| solidi urbani, industriali e biomasse
——————————————————————————
SD31U | (primo anno di applicazione 2002)
| 24.51.1 – Fabbricazione di saponi, detersivi e detergenti e di
| agenti organici tensioattivi
| 24.51.2 – Fabbricazione di specialita’ chimiche per uso
| domestico e per manutenzione
| 24.52.0 – Fabbricazione di profumi e cosmetici
| 24.63.0 – Fabbricazione di oli essenziali
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——————————————————————————
SG38U | (primo anno di applicazione 2002)
| 52.71.0 – Riparazione di calzature e di altri articoli in cuoio
——————————————————————————
SG40U | (primo anno di applicazione 2002)
| 70.11.0 – Valorizzazione e promozione immobiliare
| 70.12.0 – Compravendita di beni immobili
| 70.20.0 – Locazione di beni immobili
——————————————————————————
SG42U | (primo anno di applicazione 2002)
| 74.40.2 – Agenzie di concessione degli spazi pubblicitari
——————————————————————————
SG48U | (primo anno di applicazione 2002)
| 52.72.0 – Riparazione di apparecchi elettrici per la casa
——————————————————————————
SG52U | (primo anno di applicazione 2002)
| 74.82.1 – Confezionamento di generi alimentari
| 74.82.2 – Confezionamento di generi non alimentari
——————————————————————————
SG53U | (primo anno di applicazione 2002)
| 74.85.2 – Traduzioni e interpretariato
| 74.87.6 – Organizzazione di fiere, esposizioni, convegni
——————————————————————————
SG54U | (primo anno di applicazione 2002)
| 92.72.2 – Sale giochi e biliardi
——————————————————————————
SG69U | (primo anno di applicazione 2002)
| 45.11.0 – Demolizione di edifici e sistemazione del terreno
| 45.12.0 – Trivellazioni e perforazioni
| 45.21.1 – Lavori generali di costruzione di edifici
| 45.21.2 – Lavori di ingegneria civile
| 45.22.0 – Posa in opera di coperture e costruzione di ossature di
| tetti di edifici
| 45.23.0 – Costruzione di autostrade, strade, campi di aviazione e
| impianti sportivi
| 45.24.0 – Costruzione di opere idrauliche
| 45.25.0 – Altri lavori speciali di costruzione
——————————————————————————
SG73A | (primo anno di applicazione 2001)
| 63.11.3 – Movimento merci relativo a trasporti ferroviari
| 63.11.4 – Movimento merci relativo ad altri trasporti terrestri
| 63.12.1 – Magazzini di custodia e deposito per conto terzi
——————————————————————————
SG73B | (primo anno di applicazione 2001)
| 63.40.1 – Spedizionieri e agenzie di operazioni doganali
| 63.40.2 – Intermediari dei trasporti
| 64.12.0 – Attivita’ dei corrieri postali diversi da quelli delle
| poste nazionali
——————————————————————————
SG76U | (primo anno di applicazione 2002)
| 55.51.0 – Mense
| 55.52.0 – Fornitura di pasti preparati (catering, banqueting)
——————————————————————————
SG77U | (primo anno di applicazione 2002)
| 61.10.0 – Trasporti marittimi e costieri
| 61.20.0 – Trasporti per vie d’acqua interne (compresi i trasporti
| lagunari)
| 63.22.0 – Altre attivita’ connesse ai trasporti per via d’acqua
——————————————————————————
SG78U | (primo anno di applicazione 2002)
| 63.30.1 – Attivita’ delle agenzie di viaggio e turismo e dei tour
| operator
——————————————————————————
SG79U | (primo anno di applicazione 2002)
| 71.10.0 – Noleggio di autovetture
| 71.21.0 – Noleggio di altri mezzi di trasporto terrestri
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| 71.22.0 – Noleggio di mezzi di trasporto marittimi e fluviali
——————————————————————————
SG81U | (primo anno di applicazione 2002)
| 45.50.0 – Noleggio di macchine e attrezzature per la costruzione
| o la demolizione, con manovratore
| 71.32.0 – Noleggio di macchine e attrezzature per lavori edili e
| di genio civile
——————————————————————————
SG82U | (primo anno di applicazione 2002)
| 74.14.5 – Pubbliche relazioni
| 74.40.1 – Studi di promozione pubblicitaria
——————————————————————————
SG83U | (primo anno di applicazione 2002)
| 92.61.2 – Gestione di piscine
| 92.61.3 – Gestione di campi da tennis
| 92.61.4 – Gestione di impianti polivalenti
| 92.61.5 – Gestione di palestre sportive
| 92.61.6 – Gestione di altri impianti sportivi n.c.a.
——————————————————————————
SG85U | (primo anno di applicazione 2002)
| 92.34.1 – Sale da ballo e simili
——————————————————————————
SG87U | (primo anno di applicazione 2002)
| 74.14.1 – Consulenza finanziaria
| 74.14.4 – Consulenza amministrativo-gestionale e pianificazione
| aziendale
| 74.14.6 – Agenzie di informazioni commerciali
——————————————————————————
SG88U | (primo anno di applicazione 2001)
| 74.85.3 – Richiesta certificati e disbrigo pratiche
| 80.41.0 – Autoscuole, scuole di pilotaggio e nautiche
——————————————————————————
SG89U | (primo anno di applicazione 2001)
| 74.85.1 – Videoscrittura, stenografia e fotocopiatura
——————————————————————————
SK23U | (primo anno di applicazione 2002)
| 74.20.2 – Servizi di ingegneria integrata
——————————————————————————
SK24U | (primo anno di applicazione 2002)
| 74.14.B – Consulenze fornite da agrotecnici e periti agrari
——————————————————————————
SK25U | (primo anno di applicazione 2002)
| 74.14.A – Consulenze fornite da agronomi
——————————————————————————
SM13U | (primo anno di applicazione 2002)
| 52.47.2 – Commercio al dettaglio di giornali, riviste e periodici
——————————————————————————
SM23U | (primo anno di applicazione 2001)
| 51.46.1 – Commercio all’ingrosso di medicinali
| 51.46.2 – Commercio all’ingrosso di articoli medicali ed
| ortopedici
——————————————————————————
SM24U | (primo anno di applicazione 2001)
| 51.47.2 – Commercio all’ingrosso di carta, cartone e articoli di
| cartoleria
——————————————————————————
SM26U | (primo anno di applicazione 2000)
| 51.57.1 – Commercio all’ingrosso di rottami e sottoprodotti della
| lavorazione industriale metallici
| 51.57.2 – Commercio all’ingrosso di altri materiali di recupero
| non metallici (vetro, carta, cartoni, ecc.)
——————————————————————————
SM31U | (primo anno di applicazione 2001)
| 51.47.5 – Commercio all’ingrosso di orologi e gioielleria
——————————————————————————
SM33U | (primo anno di applicazione 2002)
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Circolare del 22/06/2006 n. 23
| 51.24.1 – Commercio all’ingrosso di cuoio e di pelli gregge e
| lavorate (escluse le pelli per pellicceria)
| 51.24.2 – Commercio all’ingrosso di pelli gregge e lavorate per
| pellicceria
| 51.42.2 – Commercio all’ingrosso di pellicce
——————————————————————————
SM34U | (primo anno di applicazione 2002)
| 51.42.4 – Commercio all’ingrosso di calzature e accessori
| 51.47.8 – Commercio all’ingrosso di articoli in cuoio e articoli
| da viaggio
——————————————————————————
SM39U | (primo anno di applicazione 2002)
| 52.48.D – Commercio al dettaglio di combustibili per uso
| domestico e per riscaldamento
——————————————————————————
SM40B | (primo anno di applicazione 2002)
| 52.62.A – Commercio al dettaglio ambulante a posteggio fisso di
| fiori, piante e sementi
| 52.63.A – Commercio al dettaglio ambulante itinerante di fiori,
| piante e sementi
——————————————————————————
SM42U | (primo anno di applicazione 2002)
| 52.32.0 – Commercio al dettaglio di articoli medicali e
| ortopedici
——————————————————————————
SM43U | (primo anno di applicazione 2002)
| 52.46.4 – Commercio al dettaglio di macchine, attrezzature e
| prodotti per l’agricoltura e il giardinaggio
——————————————————————————
SM44U | (primo anno di applicazione 2002)
| 52.48.1 – Commercio al dettaglio di macchine e attrezzature per
| Ufficio
——————————————————————————
SM45U | (primo anno di applicazione 2002)
| 52.50.2 – Commercio al dettaglio di mobili usati e di oggetti di
| antiquariato
——————————————————————————
SM46U | (primo anno di applicazione 2002)
| 51.47.4 – Commercio all’ingrosso di articoli per fotografia,
| cinematografia, ottica e di strumenti scientifici
——————————————————————————
SM48U | (primo anno di applicazione 2002)
| 52.48.B – Commercio al dettaglio di piccoli animali domestici
ALLEGATO 3 – STUDI DI SETTORE IN VIGORE A DECORRERE DAL PERIODO D’IMPOSTA
2005
1. SETTORE DELLE MANIFATTURE.
1.1 Valutazioni di carattere generale.
Per il periodo d’imposta 2005 sono stati approvati, con decreti del
Ministro dell’Economia e delle finanze del 5 aprile 2006, 16 studi di
settore che interessano complessivamente 63 attivita’ economiche del settore
manifatture e che costituiscono il risultato dell'”evoluzione” di 19 studi,
gia’ in vigore nei periodi d’imposta precedenti.
In particolare, per alcuni studi e’ stato effettuato un accorpamento di
quelle attivita’ che, pur essendo distribuite, in precedenza, in diversi
studi, hanno dimostrato di possedere caratteristiche comuni.
Negli studi in evoluzione e’ stata inoltre condotta un’analisi sui
volumi di esportazione, considerando che, aree contraddistinte da elevati
livelli di specializzazione e/o concentrazione produttiva, hanno manifestato
anche un notevole grado di apertura verso l’esternalizzazione dei processi
produttivi.
Nello svolgimento dell’attivita’ di elaborazione, si e’ infine proceduto
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Servizio di documentazione tributaria
Circolare del 22/06/2006 n. 23
a realizzare un ampliamento della base dei dati utilizzati per effettuare la
definizione dei nuovi gruppi omogenei, pervenendo, nella maggior parte degli
studi approvati quest’anno, ad ottenere una piu’ ampia articolazione dei
“cluster”.
1.2 Informazioni inserite nel quadro Z – Dati Complementari. Studi di
settore TD06U, TD07A, TD07B, TD08B, TD10B, SD40U, SD41U e SD44U.
Per procedere all’evoluzione di alcuni studi di settore, in vigore
antecedentemente al periodo d’imposta 2005, si e’ ritenuto opportuno
introdurre, nel corpo del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai
fini dell’applicazione degli studi di settore, nell’apposito “quadro Z –
Dati complementari”, la richiesta di nuove informazioni.
L’introduzione del quadro Z consente, infatti, da un lato, di non
appesantire gli oneri del contribuente con l’invio di questionari relativi
agli studi da sottoporre a revisione, e, dall’altro, di ottenere ulteriori
informazioni necessarie a rendere lo studio piu’ idoneo a rappresentare la
mutevole realta’ economica che caratterizza i singoli settori merceologici.
Nel quadro Z vengono richieste informazioni del tutto nuove rispetto a
quelle gia’ presenti nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai
fini dell’applicazione degli studi di settore indicati, come nel caso dello
studio TD08U con riferimento alla sezione “Fascia di prezzo delle calzature
finite (franco fabbrica)”; ovvero informazioni in parte gia’ presenti nelle
sezioni dei Quadri C, D od E dei modelli stessi, come avviene ad esempio per
i dati relativi alla “Tipologia della clientela” o ai “Prodotti ottenuti e/o
lavorati” (studi SD40U, SD41U, TD08U). La parziale duplicazione della
sezione trova la sua giustificazione nel fatto che i dati relativi alle
diverse tipologie di clientela o di prodotti individuate devono essere
espresse in percentuale dei ricavi complessivi e la loro somma deve
risultare pari a 100.
Nel quadro Z dei modelli degli studi di settore TD06U, TD07A, TD07B,
TD08U e TD10B sono richieste informazioni necessarie per proseguire
l’attivita’ di monitoraggio relativa al comparto dell’area T.A.C. (tessile,
abbigliamento e calzature) per il periodo d’imposta 2005.
1.3 Interventi correttivi adottati a favore di attivita’ economiche in
difficolta’.
Per rispondere in modo piu’ adeguato alle modifiche strutturali ed alla
crisi economica che alcuni settori economici stanno attraversando, sono
stati adottati alcuni interventi che hanno reso piu’ flessibili gli studi in
evoluzione relativi alle aree del tessile, della ceramica, della meccanica,
dell’oreficeria e della stampa.
In particolare, sono stati elaborati appositi correttivi, automatici e
non automatici, costituiti da meccanismi di riduzione della funzione di
ricavo stimata dal software GE.RI.CO., che operano in presenza di una
particolare situazione di crisi economica del settore, o di una specifica
modalita’ operativa del contribuente, o che fanno riferimento all’utilizzo
dei beni strumentali.
1.3.1 Correttivo congiunturale per gli studi di settore: TD14U, TD21U, TD26U
e TD33U.
Analogamente agli interventi gia’ operati l’anno scorso sugli studi del
comparto del mobile (TD09A e TD09B) e sugli studi appartenenti al comparto
c.d. T.A.C. (Tessile-Abbigliamento-Calzature), interessato, quest’ultimo in
particolare, da una forte crisi economica, e’ stato introdotto, sulla base
delle richieste delle Associazioni di categoria, nonche’ con il parere
favorevole della Commissione degli esperti, negli studi di settore TD14U –
Tessile, TD26U – Confezione di vestiario in pelle, TD21U – Fabbricazione e
confezionamento di occhiali comuni e da vista, e TD33U – Settore orafo, un
correttivo di carattere congiunturale che consente di tener conto
dell’andamento sfavorevole della congiuntura economica, considerato il
crescente stato di difficolta’ in cui opera il sistema delle PMI di tali
settori del comparto manifatturiero.
Nella funzione di ricavo le variabili indipendenti sono costituite da
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Servizio di documentazione tributaria
Circolare del 22/06/2006 n. 23
variabili di flusso (costo del venduto, costo per la produzione di servizi,
spese per lavoro dipendente, spese per acquisti di servizi) e variabili di
stock (valore dei beni strumentali, numero di collaboratori familiari, soci
con occupazione prevalente).
Le variabili di flusso seguono solitamente gli andamenti congiunturali:
aumentano al crescere dei ricavi, si riducono nel caso di contrazione delle
vendite.
Le variabili di stock, per loro natura, invece, sono “statiche” rispetto
agli andamenti congiunturali, soprattutto in situazioni di ciclo economico
negativo. I collaboratori familiari, i soci, i beni strumentali, infatti,
non possono essere “ridimensionati” nel breve/medio periodo, e, quindi, il
loro peso tende a rimanere costante per un lungo periodo di tempo.
Il correttivo cd. “congiunturale”, che viene automaticamente calcolato
dal software GE.RI.CO., viene applicato nel modo seguente:
. i consumi di energia elettrica vengono assunti come indicatore di ciclo
economico;
. l’impresa accede al correttivo se i consumi di energia elettrica ed i
ricavi diminuiscono, contemporaneamente, nell’anno di applicazione dello
studio e nell’anno cui fanno riferimento i dati utilizzati per la
costruzione dello studio di settore;
. il correttivo, calcolato come rapporto tra i consumi di energia
elettrica dell’anno di applicazione dello studio ed i consumi relativi
all’anno base, viene applicato come fattore di riduzione del valore
delle variabili di stock della funzione di ricavo (il valore dei beni
strumentali, il numero di collaboratori familiari, il numero di soci con
occupazione prevalente, le superfici di produzione).
Il correttivo automatico, determinato da GE.RI.CO., si applica sulla
base delle variabili previste quest’anno:
. nel quadro F: rigo F01 relativo all’ammontare dei ricavi conseguiti
nell’anno 2005;
. nel quadro D: nell’apposito rigo (che assume diversa numerazione nei
diversi studi) in cui indicare la quantita’ di energia elettrica
complessivamente consumata nel 2005, espressa in Kwh;
. nel quadro X: nei righi in cui va indicato l’ammontare complessivo dei
ricavi relativi al periodo d’imposta base (ad esempio, 2001 per la
maggior parte degli studi del tessile/abbigliamento) e il dato relativo
alla quantita’ di energia elettrica complessivamente consumata
nell’anno base, sempre espressa in Kwh.
Si ritiene utile segnalare agli Uffici, che nella fase di
contraddittorio con il contribuente, occorrera’ procedere anche alla
verifica della corretta indicazione dei dati riportati nei predetti righi
del modello, per accertare la spettanza della predetta riduzione.
1.3.2 Ulteriori correttivi specifici (c.d. non automatici) previsti per gli
studi TD18U, TD20U, TD32U e TD35U.
In accoglimento del parere espresso dalla Commissione degli esperti e
considerate le richieste avanzate dalle Associazioni di categoria, nonche’
tenendo conto delle elaborazioni effettuate dalla SOSE S.p.a., negli studi
TD18U – Lavorazione della ceramica, TD20U – Meccanica leggera, TD32U –
Meccanica pesante, approvati lo scorso anno con i decreti del 17 marzo 2005
(in vigore dal periodo d’imposta 2004), e nello studio TD35U – Editoria,
stampa e prestampa, (in vigore dal periodo d’imposta 2005), sono stati
introdotti alcuni specifici “correttivi”.
In particolare, si e’ ritenuto opportuno considerare gli effetti
conseguenti:
per i settori della ceramica, alla particolare situazione di crisi di
alcuni distretti;
per i settori della meccanica leggera e pesante, all’aumento del costo
delle materie prime che si e’ verificato successivamente all’elaborazione
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Servizio di documentazione tributaria
Circolare del 22/06/2006 n. 23
dello studio;
per il settore dell’editoria, della stampa e prestampa, alla
trasformazione in termini di innovazione tecnologica che ha indotto le
imprese ad accrescere e modificare la propria dotazione di beni strumentali
senza che cio’ abbia, necessariamente, comportato un corrispondente
incremento dei ricavi.
Pertanto, per analizzare l’entita’ e la diffusione dei fenomeni sopra
evidenziati, sono stati introdotti, nei modelli per la comunicazione dei
dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi TD18U, TD20U, TD32U e
TD35U, allegati alla dichiarazione UNICO 2006, variabili che consentiranno
di visualizzare gli eventuali abbattimenti che verranno applicati, al
verificarsi di determinate condizioni, sui ricavi stimati dagli studi di
settore per le imprese risultanti “non congrue”.
1.3.3 Applicazione dei correttivi specifici (c.d. non automatici) da parte
degli Uffici.
Per i citati studi di settore TD18U, TD20U, TD32U e TD35U, la novita’
introdotta quest’anno, rispetto agli altri studi, consiste nel fatto che,
l’applicazione del correttivo, nonche’ il conseguente abbattimento dei
ricavi stimati, per le imprese non congrue, non avverra’, come per i
correttivi introdotti in precedenza sugli altri studi di settore, in modo
automatico (mediante l’applicazione del software GE.RI.CO.) bensi’ la
relativa riduzione dovra’ essere riconosciuta solo dagli Uffici locali, in
sede di contraddittorio con il contribuente, e su richiesta dello stesso,
una volta verificate le condizioni previste da ogni singolo studio di
settore.
Pertanto, il ricavo puntuale stimato da GE.RI.CO. resta invariato e il
programma indica solo l’ammontare dell’eventuale riduzione di cui il
contribuente potra’ usufruire.
Il contribuente non congruo, a seguito della riduzione operata da
GE.RI.CO., potra’ divenire congruo ovvero ridurre il suo livello di non
congruita’.
1.3.4. Studio di settore TD35U – Edizioni di libri, stampa e prestampa.
Correttivo cd. “per innovazione tecnologica”.
Il correttivo cd. “per innovazione tecnologica”, e’ stato elaborato per
lo studio di settore TD35U, per cogliere gli effetti derivanti dalla
profonda trasformazione che ha interessato il settore dell’editoria e che si
e’ manifestata in termini di innovazione tecnologica.
Il settore e’ interessato dalla presenza di numerose imprese che sono
state indotte ad arricchire e modificare la propria dotazione di beni
strumentali, soprattutto in riferimento alla stampa digitale, senza
ottenere, necessariamente, una corrispondente crescita del proprio mercato.
Il correttivo viene quindi concesso a quei contribuenti non congrui che,
rispetto all’anno precedente (2004), hanno incrementato la loro dotazione di
beni strumentali, acquistando nel corso del periodo d’imposta 2005
determinati beni nuovi ad alto contenuto tecnologico.
Ai fini della corretta compilazione del quadro X, il contribuente dovra’
indicare:
. nel rigo X03, il valore dei beni strumentali nuovi ad alto contenuto
tecnologico acquistati nel periodo d’imposta 2005;
. nel rigo X04, i ricavi dichiarati per il periodo d’imposta 2004;
. nel rigo X05, il valore dei beni strumentali relativi al periodo
d’imposta 2004.
I soggetti non congrui, nei confronti dei quali si verificano,
contestualmente, le seguenti condizioni:
1) acquisto o utilizzo di determinati beni strumentali nuovi ad alto
contenuto tecnologico nel corso del periodo d’imposta (2005);
2) incremento (del valore) dei beni strumentali dichiarati nel 2005
rispetto a quelli dichiarati nel 2004;
3) diminuzione della produttivita’ del capitale nel 2005, rispetto a
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Servizio di documentazione tributaria
Circolare del 22/06/2006 n. 23
quella calcolata sui dati 2004;
potranno richiedere, all’Ufficio locale competente, l’applicazione del
correttivo nella misura calcolata dal software GE.RI.CO..
In particolare, i beni strumentali nuovi ad alto contenuto tecnologico,
acquisiti nel corso del periodo d’imposta 2005, possono determinare
l’applicazione del correttivo se presentano contemporaneamente i seguenti
requisiti:
a) siano nuovi e, se acquistati in proprieta’, devono derivare dal
produttore o dal rivenditore (ossia acquistati da soggetti per i
quali il bene costituisce “bene merce”). Il valore dei beni in
oggetto si riferisce al costo storico dei beni ammortizzabili, al
costo di acquisto in dipendenza di contratti di locazione finanziaria
ed al valore normale dei beni acquisiti in comodato o in dipendenza
di contratti di locazione non finanziaria;
b) la loro immissione nel processo di lavorazione comporta un aumento
delle potenzialita’ e della produttivita’ degli impianti presenti
nell’impresa.
Il correttivo, dunque, opera applicando una riduzione al valore dei beni
strumentali, utilizzato nelle funzioni di regressione, proporzionale alla
riduzione percentuale della produttivita’ del capitale dovuta all’acquisto
di beni nuovi ad alto contenuto tecnologico.
La produttivita’ del capitale viene calcolata come rapporto tra i ricavi
e il valore dei beni strumentali.
Di seguito viene riportato l’elenco, da intendersi tassativo, dei beni
strumentali ad alto contenuto tecnologico, il cui acquisto consente al
contribuente non congruo di accedere al correttivo.
Beni strumentali ad alto contenuto tecnologico
1) Computer e workstation grafiche;
2) Scanner;
3) Bromografo per incisione;
4) Macchine da stampa tipografica;
5) Macchine per stampa flessografica;
6) Macchine per stampa tampografica;
7) Macchine per stampa serigrafica;
8) Macchine da stampa rotocalco;
9) Macchine da stampa off-set fino a 35×50;
10) Macchine da stampa off-set fino a 50×70;
11) Macchine da stampa off-set fino a 70×100;
12) Macchine da stampa off-set oltre 70×100;
13) Macchine da stampa a bobina/rotoff-set;
14) Macchine da stampa digitali in b/n di produzione di piccolo formato;
15) Macchine da stampa digitali a colori di produzione di piccolo formato;
16) Macchine da stampa digitali di grande formato di valore non superiore a
15.000 euro;
17) Macchine da stampa digitali di grande formato di valore compreso tra
15.000 e 50.000 euro;
18) Macchine da stampa digitali di grande formato di valore superiore a
50.000 euro;
19) Plotter da intaglio.
Sulla base dei dati inseriti nei predetti righi del quadro X, il
software GE.RI.CO. 2006 visualizzera’, se spettante, una riduzione da
applicare al ricavo puntuale. Tale riduzione dovra’ essere riconosciuta
dall’Ufficio se il contribuente, nella fase del contraddittorio, dimostri la
sussistenza dei requisiti richiesti. Nel caso specifico, ad esempio, il
contribuente dovra’ presentare all’Ufficio la documentazione relativa
all’acquisto del bene strumentale ovvero altra idonea documentazione in
grado di comprovare comunque l’utilizzo del bene.
1.3.5 Studio di settore TD18U – Fabbricazione della ceramica.
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Servizio di documentazione tributaria
Circolare del 22/06/2006 n. 23
Le attivita’ interessate dallo studio di settore TD18U, in vigore dal
periodo d’imposta 2004, interessa le seguenti attivita’ economiche:
. 26.21.0 – “Fabbricazione di prodotti in ceramica per usi domestici e
ornamentali”;
. 26.30.0 – “Fabbricazione di piastrelle in ceramica per pavimenti e
rivestimenti”;
. 26.40.0 – “Fabbricazione di mattoni, tegole ed altri prodotti per
l’edilizia in terracotta”.
Lo studio evoluto, in applicazione dal periodo d’imposta 2004, e’ stato
oggetto di osservazione, anche a seguito della richiesta delle Associazioni
professionali di categoria che avevano evidenziato uno stato di difficolta’
economica che interessava, in particolar modo, la ceramica artistica.
Nella seduta del 22 febbraio 2006, la Commissione degli Esperti, su
sollecitazione delle Associazioni professionali di categoria, ha chiesto di
introdurre, nell’attuale versione dello studio TD18U, un apposito correttivo
per tener conto della perdurante situazione di crisi che sta interessando il
settore, soprattutto in alcuni distretti italiani.
A seguito di tale richiesta, con effetto dal periodo d’imposta 2005,
nello studio TD18U e’ stato introdotto un correttivo che incide sulla
funzione di ricavo.
Il correttivo, costruito sulla base delle elaborazioni predisposte dalla
SOSE S.p.A., viene determinato, in relazione anche ai differenti cluster,
come differenza tra i costi per i consumi di energia elettrica e di gas,
sostenuti nell’anno base dello studio (2002), valutati ai prezzi del 2005, e
quelli sostenuti nell’anno di applicazione dello studio (2005), rapportata
ai costi per i consumi di energia elettrica e di gas dell’anno 2002,
valutati ai prezzi del 2005.
Il contribuente non congruo potra’ chiedere agli Uffici locali
l’applicazione del correttivo a condizione che i predetti costi e
l’ammontare dei ricavi risultino contemporaneamente diminuiti nel periodo
d’imposta 2005, rispetto a quelli dell’anno cui fanno riferimento i dati
utilizzati per l’elaborazione dello studio di settore TD18U (anno 2002).
Anche in questo caso l’applicazione del correttivo, nonche’ il
conseguente abbattimento dei ricavi stimati non avverra’, come per i
correttivi introdotti in precedenza sugli altri studi di settore, in modo
automatico (mediante l’applicazione del software GE.RI.CO.) bensi’ la
riduzione dovra’ essere riconosciuta solo dagli Uffici locali, in sede di
contraddittorio con il contribuente, e su richiesta dello stesso, una volta
verificate le condizioni previste da ogni singolo studio di settore.
Il correttivo, dunque, viene applicato dall’Ufficio competente, nella
misura determinata dal software GE.RI.CO., come fattore di riduzione del
peso delle variabili di stock (valore dei beni strumentali) nell’ambito
della funzione di regressione utilizzata nel calcolo del ricavo puntuale.
Pertanto, in fase di contraddittorio, occorrera’ verificare la corretta
indicazione dei dati relativi al consumo dell’energia elettrica e del gas
(indicati nei righi X04 e X05 del quadro X) riguardanti il periodo d’imposta
2002, nonche’ la correttezza dei dati indicati nei righi da D66 a D69 del
quadro D – Elementi specifici dell’attivita’ – con riferimento al costo e al
consumo di energia elettrica e gas, relativi al periodo d’imposta 2005.
Si segnala che, nel caso in cui anche nel periodo d’imposta 2004 siano
riscontrabili e documentabili le predette situazioni di crisi, l’Ufficio, su
richiesta del contribuente, in fase di accertamento, ne valutera’ l’impatto
ai fini del conseguimento dei ricavi potenziali.
1.3.6 Studi di settore TD20U (meccanica leggera) e TD32U (meccanica pesante).
Gli studi di settore TD20U (evoluzione dello studio SD20U) e TD32U
(evoluzione dello studio SD32U), relativi rispettivamente, alle attivita’
economiche della meccanica leggera e pesante, sono stati elaborati sulla
base dei dati relativi al periodo d’imposta 2002 e sono entrati in vigore a
decorrere dal periodo d’imposta 2004.
Nel triennio 2003-2005, il comparto della meccanica e’ stato
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Servizio di documentazione tributaria
Circolare del 22/06/2006 n. 23
caratterizzato da un forte incremento dei prezzi delle materie prime
provocato dall’aumento della domanda mondiale.
Tale fenomeno ha avuto un impatto sulla struttura economica e produttiva
delle imprese del settore e, pertanto, in talune ipotesi, i predetti studi
potrebbero non rappresentare correttamente la realta’ cui si riferiscono.
Sulla base del parere espresso dalla Commissione degli esperti, a
seguito delle istanze provenienti dalle Associazioni di Categoria, al fine
di adeguarne le funzioni di stima dei ricavi, mantenendo costante il margine
operativo lordo delle imprese interessate all’applicazione degli studi in
questione, e’ stato elaborato un apposito correttivo da applicare alla
variabile “costo del venduto e costo per la produzione di servizi”, in
relazione al materiale metallico impiegato nel processo produttivo.
Il correttivo introdotto viene applicato esclusivamente alle imprese non
congrue alle risultanze degli studi di settore, che presentano un incremento
dell’incidenza della variabile “costo del venduto e del costo per la
produzione di servizi” sui ricavi relativi al periodo d’imposta 2005
rispetto al periodo d’imposta 2002 (anno di riferimento utilizzato per
l’elaborazione dello studio).
Per consentire al software GE.RI.CO. di calcolare il correttivo, il
contribuente dovra’ compilare i righi, X03 e X04, previsti nel quadro X –
“Altre informazioni rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di
settore”, dei modelli da utilizzare per la comunicazione dei dati rilevanti
ai fini dell’applicazione degli studi di settore, allegati ad UNICO 2006,
relativi al periodo d’imposta 2005.
In particolare, ai fini dell’applicazione del correttivo, vanno indicati:
. nel rigo X03, i ricavi di cui all’articolo 85, comma 1, esclusi quelli
di cui alle lettere c), d) ed e) (ex articolo 53 del TUIR, vigente
prima delle modifiche apportate dal d.lgs. n. 344 del 2003), relativi
al periodo d’imposta 2002. L’ammontare dei ricavi relativi all’anno
2002 deve essere determinato senza tener conto del valore calcolato
per l’adeguamento alle risultanze degli studi di settore, che, per il
suddetto periodo d’imposta, veniva indicato nell’apposito campo
interno del rigo F14 del quadro F – “Elementi contabili”;
. nel rigo X04, la somma del costo del venduto e del costo per la
produzione di servizi, relativi al periodo d’imposta 2002. Per
calcolare il costo del venduto occorre far riferimento alle esistenze
iniziali indicate nel rigo F01 del modello utilizzato per la
comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi
di settore relativo al periodo d’imposta 2002, aumentate del costo per
l’acquisto di materie prime, indicate nel rigo F09, e diminuite delle
rimanenze finali, indicate nel rigo F05 dello stesso modello. Per il
costo relativo alla produzione di servizi, occorre far riferimento a
quanto gia’ indicato nel rigo F10 del medesimo modello utilizzato per
il periodo d’imposta 2002.
Analogamente a quanto previsto per gli studi TD35U e TD18U, anche per
gli studi relativi alla meccanica leggera e pesante, l’applicazione del
correttivo in esame, nonche’ il conseguente abbattimento dei ricavi stimati
non avverra’ in modo automatico (mediante l’applicazione del software
GE.RI.CO.) bensi’ la riduzione dovra’ essere riconosciuta solo dagli Uffici
locali, in sede di contraddittorio con il contribuente, e su richiesta dello
stesso, una volta verificate le condizioni previste da ogni singolo studio
di settore.
Con riguardo agli studi TD20U e TD32U l’Ufficio, in fase di
contraddittorio, avra’ cura di verificare la corretta indicazione e
corrispondenza nelle scritture contabili del valore relativo alle voci del
“costo del venduto” e del “costo della produzione di servizi”, sia con
riferimento all’anno 2002 che all’anno 2005.
Si segnala che, nel caso in cui anche nel periodo d’imposta 2004 siano
riscontrabili e documentabili le citate situazioni di incremento eccessivo
dei prezzi delle materie prime, rispetto all’anno di costruzione dello
studio, l’Ufficio, su richiesta del contribuente, in fase di accertamento,
ne valutera’ l’impatto ai fini del conseguimento dei ricavi potenziali.
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1.4 Utilizzo delle giornate di sospensione dell’attivita’ lavorativa, CIG ed
istituti simili per il personale dipendente.
Per cogliere con sempre maggiore precisione lo stato di crisi economica
che puo’ investire alcuni settori del comparto manifatturiero, nei modelli
SD39U, SD40U, SD41U, SD42U, SD43U, SD44U, SD45U, SD46U, SD49U, TD03U, TD06U,
TD07A/B, TD08U, TD10B, TD12U, TD14U, TD20U, TD21U, TD22U, TD24U, TD25U,
TD26U, TD27U, TD28U, TD29U, TD32U, TD33U, TD35U, TD36U, TD37U, TD38U e TD47U
allegati ad UNICO 2006 da utilizzare per la comunicazione dei dati rilevanti
ai fini dell’applicazione degli studi di settore, e’ stata inserita
l’informazione riguardante il numero delle giornate di sospensione
dell’attivita’ lavorativa.
Da quest’anno, e’ prevista l’indicazione nel quadro A – Personale
addetto all’attivita’ – del numero delle giornate retribuite e non
“effettivamente lavorate” dal personale dipendente interessato da
provvedimenti di sospensione dell’attivita’ lavorativa, come ad esempio il
ricorso alla cassa integrazione guadagni (CIG o CIGS) o ad altri istituti
assimilati.
Nelle istruzioni per la compilazione dei modelli, viene evidenziato che,
ai fini dell’indicazione del numero delle giornate retribuite e non
“effettivamente lavorate”, non devono essere computati i periodi di normale
sospensione e/o interruzione dell’attivita’ lavorativa, come, ad esempio,
quelli dovuti per causa di malattia, infortunio professionale, maternita’,
ecc..
Viene inoltre precisato che nel caso in cui la sospensione
dell’attivita’ lavorativa non venga effettuata mediante la totale
interruzione dell’attivita’ stessa, bensi’ attraverso una riduzione parziale
dell’orario di lavoro giornaliero, il computo delle ore di sospensione
dovra’ essere trasformato in giornate lavorative, arrotondando le eventuali
frazioni di ore risultanti dal calcolo stesso all’unita’ piu’ vicina.
Tuttavia, le giornate retribuite ai lavoratori dipendenti, depurate
dalle giornate di sospensione, CIG (Cassa Integrazione Guadagni) ed altri
istituti simili, sono state utilizzate esclusivamente per la costruzione
dello studio di settore TD14U – Tessile.
Cio’ e’ stato possibile in quanto le informazioni relative al numero di
giornate di sospensione dell’attivita’ lavorativa, erano gia’ presenti nel
questionario ESD14 inviato l’anno scorso ai contribuenti interessati.
Tali indicazioni hanno quindi consentito di tener conto delle giornate
“effettivamente lavorate” e sono state utilizzate per la determinazione dei
gruppi omogenei, per la definizione della funzione di ricavo e per l’analisi
della coerenza.
Per gli altri studi del comparto manifatturiero sopra elencati,
l’informazione non e’ stata utilizzata nella fase di costruzione degli studi
stessi, in quanto al momento della loro elaborazione non era ancora emersa
la necessita’ di effettuarne la rilevazione.
L’utilizzo del ricorso alla Cassa Integrazione Guadagni o il ricorso a
forme di sospensione dell’attivita’ lavorativa, potra’ essere valutato dagli
uffici locali dell’Agenzia, in sede di contraddittorio, come elemento di
segnalazione delle possibili situazioni di difficolta’ economica in cui
versano le imprese.
Ai fini della corretta indicazione delle informazioni relative al quadro
A, occorre precisare che, nel caso in cui il contribuente abbia comunicato
nel modello EMENS il numero delle giornate effettivamente lavorate, ad
esempio per lavoratori a tempo parziale, al netto di quelle retribuite ma
non effettivamente lavorate a causa di sospensione dell’attivita’ lavorativa
per CIGS o istituti simili, occorrera’ sommare anche le predette giornate di
sospensione, a quelle effettivamente retribuite, e riportare la somma al
rigo A02 o A06 del quadro “A” – Personale addetto all’attivita’. Le giornate
di sospensione dovranno inoltre essere indicate anche nei righi A14 o A18 o
A19 dei relativi modelli.
1.5 L’introduzione di un “fattore di modulazione” del valore dei beni
strumentali per gli studi: TD14U, TD33U e TD35U.
Nell’ambito delle attivita’ manifatturiere, analogamente agli studi
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TD06U, TD07A, TD07B e TD08U approvati lo scorso anno, il valore dei beni
strumentali assume una rilevante incidenza nella funzione di ricavo, in
particolare per le imprese che lavorano in conto terzi.
Nelle analisi condotte per l’elaborazione degli studi di settore TD14U,
TD33U e TD35U, e’ stata impiegata la variabile “valore dei beni strumentali”
rapportandola all’effettivo utilizzo degli impianti, in modo tale da
coglierne il reale apporto economico nel processo produttivo.
A tal fine e’ stato costruito un indicatore, che viene determinato in
modo automatico dalla procedura GE.RI.CO., in grado di esprimere i diversi
livelli di utilizzo della capacita’ produttiva degli impianti: tale
indicatore, calcolato come rapporto tra i consumi di energia elettrica (Kwh)
ed il valore dei beni strumentali, consente di ponderare l’effetto della
variabile “valore dei beni strumentali” nella stima dei ricavi, in funzione
del grado di utilizzo del bene stesso. Per ulteriori precisazioni si rinvia
a quanto riportato al paragrafo 1.4.3, punto A), della circolare n. 32/E del
2005.
1.6 Quadro Z – Dati complementari. Nuove informazioni per il monitoraggio
della congiuntura economica.
Analogamente a quanto e’ stato previsto l’anno scorso per gli studi di
settore dell’area T.A.C. (Tessile-Abbigliamento-Calzaturiero), sono state
introdotte, nel quadro Z nuove informazioni utili all’Amministrazione
finanziaria per effettuare un monitoraggio sull’andamento della congiuntura
economica per il periodo d’imposta 2005.
Tali informazioni potranno essere utilizzate, al termine del periodo di
monitoraggio, per la successiva elaborazione della versione definitiva dello
studio di settore.
In particolare, nel quadro viene chiesto di indicare, per le imprese
operanti in conto proprio e in conto terzi, gli incrementi o i decrementi
percentuali medi dei prezzi pagati o praticati dalle imprese nell’arco di
due bienni, 2004 rispetto al 2003, e 2005 rispetto al 2004.
1.7 Applicazione monitorata degli studi di settore: TD14U, TD21U e TD33U.
Come precedentemente accennato (par. 2.8), per gli studi di settore
TD14U (tessile), TD21U (occhialeria) e TD33U (oreficeria) sono state
stabilite particolari modalita’ applicative. In particolare, in
considerazione del grave stato di crisi economica in cui versano le
attivita’ economiche ricomprese negli studi in argomento, gli studi di
settore citati sono stati approvati con applicazione “monitorata”.
La fase di monitoraggio e’ limitata al solo periodo d’imposta in corso
al 31 dicembre 2005, e comporta che:
1. gli studi di settore TD14U, TD21U e TD33U, per il solo periodo
d’imposta 2005, potranno essere utilizzati esclusivamente per selezionare le
posizioni soggettive da sottoporre a controllo con le ordinarie metodologie;
2. i contribuenti che, per il citato periodo d’imposta, dichiareranno
ricavi di ammontare non inferiore a quello risultante dall’applicazione dei
predetti studi di settore, non saranno assoggettabili ad accertamento ai
sensi dell’articolo 10 della legge 8 maggio 1998, n. 146, sulla base dei
maggiori ricavi determinati a seguito dell’applicazione degli studi che
saranno oggetto di definitiva approvazione, entro il 31 marzo 2007, al
termine della fase di monitoraggio;
3. al termine di detta fase, gli studi definitivi potranno essere
utilizzati, ai fini dell’accertamento, anche con riferimento al periodo
d’imposta in corso al 31 dicembre 2005, nei confronti dei soggetti che non
si saranno adeguati agli studi di settore oggetto di monitoraggio.
I citati studi verranno approvati con carattere definitivo sulla base
dei risultati del monitoraggio effettuato, utilizzando i dati comunicati con
i modelli per l’applicazione degli studi di settore, relativi al periodo
d’imposta 2005, e le informazioni derivanti dall’attivita’ di controllo e
approfondimento effettuata dall’Amministrazione finanziaria.
1.8 Studio di settore TD03U – Molitoria.
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Le attivita’ interessate dallo studio TD03U sono quelle relative ai
seguenti codici attivita’:
. 15.61.1 – Molitura del frumento;
. 15.61.2 – Molitura di altri cereali;
. 15.61.3 – Lavorazione del risone;
. 15.61.4 – Altre lavorazioni di semi e granaglie.
Lo studio di settore TD03U costituisce l’evoluzione dello studio SD03U,
approvato con decreto ministeriale del 30 marzo 1999, ed in vigore dal
periodo d’imposta 1998.
Le nuove e piu’ dettagliate informazioni che sono alla base
dell’evoluzione dello studio in esame, hanno consentito di realizzare
un’analisi piu’ completa delle caratteristiche tipologiche e strutturali
delle imprese che operano nel settore merceologico.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di individuare 7 nuovi
cluster, in luogo dei 5 che caratterizzavano il precedente studio, ed ha
permesso di individuare i cluster specializzati nella lavorazione del mais e
del riso precedentemente ricompresi in quello generico “altri cereali”.
E’ stato effettuato un affinamento dell’analisi della coerenza economica
delle singole attivita’ produttive dello studio in esame. Tale analisi viene
ora infatti effettuata non piu’ sulla base dell’indicatore “produttivita’
per addetto” presente nel vecchio studio SD03U, ma utilizzando quattro nuovi
indici: valore aggiunto per addetto, durata delle scorte, margine operativo
lordo sulle vendite e resa del capitale.
Nello svolgimento dell’attivita’ accertatrice, gli Uffici locali
dovranno tener conto che potrebbero verificarsi risultati di incoerenza
dell’indice della durata delle scorte, riconducibile ad una inusuale
modalita’ di approvvigionamento della materia prima da parte di alcune
imprese: gli acquisti della stessa infatti vengono effettuati in un
determinato periodo dell’anno per una scelta aziendale di controllo della
filiera, attraverso la fornitura all’agricoltore di specifiche sementi e
l’acquisizione diretta di un intero raccolto, oppure per anticipare
fluttuazioni cicliche del prezzo della materia prima.
Si richiama, pertanto, l’attenzione degli Uffici locali, nello
svolgimento dell’attivita’ accertatrice, sulla necessita’ di tenere conto
dell’andamento fisiologicamente anomalo dell’indice di rotazione del
magazzino in presenza delle suddette circostanze.
1.9 – Studio di settore TD14U – Preparazione e filatura di fibre tipo cotone.
Le attivita’ interessate dallo studio TD14U sono quelle relative ai
seguenti codici attivita’:
. 17.11.0 Preparazione e filatura di fibre tipo cotone;
. 17.12.1 Preparazione delle fibre di lana e assimilate, cardatura;
. 17.12.2 Filatura della lana cardata e di altre fibre tessili a taglio
laniero;
. 17.13.1 Pettinatura e ripettinatura delle fibre di lana e assimilate;
. 17.13.2 Filatura della lana pettinata e delle fibre assimilate;
. 17.14.0 Preparazione e filatura di fibre tipo lino;
. 17.15.0 Torcitura e testurizzazione della seta e di filamenti
sintetici o artificiali;
. 17.16.0 Fabbricazione di filati cucirini;
. 17.17.0 Preparazione e filatura di altre fibre tessili;
. 17.21.0 Tessitura di filati tipo cotone;
. 17.22.0 Tessitura di filati tipo lana cardata;
. 17.23.0 Tessitura di filati tipo lana pettinata;
. 17.24.0 Tessitura di filati tipo seta;
. 17.25.0 Tessitura di altre materie tessili;
. 17.60.0 Fabbricazione di tessuti a maglia.
Lo studio di settore TD14U, approvato con carattere “monitorato”,
costituisce un’evoluzione dei precedenti studi SD10A e SD14U, che si
applicavano a decorrere, rispettivamente, il primo, dal periodo d’imposta
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1998, ed il secondo, da quello in corso al 31 dicembre 1999.
La Commissione aveva evidenziato, da subito, la necessita’ di provvedere
ad una tempestiva revisione dello studio SD14U attraverso l’acquisizione di
ulteriori dati, con lo scopo di cogliere meglio i cambiamenti strutturali e
le modifiche organizzative in atto, ma soprattutto le criticita’ che lo
studio in esame aveva presentato fin da quel momento.
In particolare, aveva chiesto, tra l’altro, all’Amministrazione
finanziaria di tener conto che:
. non era stata individuata, con un apposito cluster descrittivo, la
figura, tipica del distretto di Prato, del c.d. ” impannatore”, cioe’
del produttore di tessuti che si avvale esclusivamente di lavorazioni
terziste nella realizzazione dei propri prodotti e che, per tali
caratteristiche, non ha locali di produzione ma solo magazzino, non
utilizza beni strumentali ed impiega un esiguo numero di dipendenti. La
Commissione, in merito a tale osservazione aveva chiesto di introdurre,
nella successiva dichiarazione dei redditi, la richiesta di
informazioni adeguate. Tali informazioni sono state successivamente
richieste ai contribuenti con l’invio del questionario predisposto per
l’evoluzione dello studio in esame, che ha consentito l’elaborazione di
uno specifico cluster (n.7) contenuto nei nuovi gruppi omogenei
descritti dal nuovo studio di settore;
. il massiccio fenomeno della globalizzazione e della delocalizzazione
produttiva aveva prodotto, negli ultimi anni, una crisi strutturale del
settore. Tale crisi comportava la necessita’ di monitorare l’andamento
del comparto. La Commissione aveva osservato che nel caso in cui le
lavorazioni fossero avvenute per lotti quantitativamente ridotti e
quindi con una maggiore incidenza dei costi sui ricavi, lo scostamento
derivante dall’applicazione dello studio poteva essere giustificato, in
sede di contraddittorio, esibendo le fatture emesse, in modo da
confrontare i prezzi praticati in diversi periodi d’imposta. Inoltre,
la riduzione dei ricavi per effetto di prezzi unitari di vendita
diminuiti a seguito delle mutate condizioni di mercato, poteva essere
dimostrata verificando l’emissione di fatture di minor ammontare
complessivo in periodi di uguale volume di produzione o di vendita.
L’Amministrazione finanziaria, accogliendo le istanze pervenute dalle
Associazioni di categoria, con circolare n. 121/E dell’8 giugno del 2000,
giungeva ad attribuire carattere sperimentale allo studio SD14U, che ha
continuato a conservare fino al periodo d’imposta 2004.
La Commissione degli esperti, nella seduta del 22 febbraio 2006, ha
espresso parere favorevole alla validazione dello studio TD14U, ma ha anche
chiesto all’Amministrazione finanziaria di riconoscere allo studio la cd.
applicazione “monitorata”. Conseguentemente, con decreto ministeriale 5
aprile 2006, e’ stata riconosciuta l’applicazione monitorata per il solo
periodo d’imposta 2005.
Attraverso l’attivita’ di evoluzione e’ stato possibile effettuare un
affinamento dell’analisi della coerenza economica delle singole attivita’
produttive dello studio in esame. Tale analisi viene ora effettuata sulla
base di tre indicatori relativi:
– alla “durata delle scorte”;
– al ” valore aggiunto per addetto”;
– al ” margine operativo lordo sulle vendite”.
L’evoluzione dello studio in esame ha inoltre consentito di ampliare il
numero dei nuovi gruppi omogenei, passando dai 10 precedenti, che formavano
la struttura dei vecchi studi, (7, relativi all’SD14U e 3 all’SD10A) agli
attuali 17 cluster. In particolare, il nuovo studio delinea cluster di
imprese che svolgono attivita’ non incluse precedentemente in alcun studio
di settore. L’attuale elaborazione dei cluster ha determinato la completa
ridefinizione dei gruppi omogenei con la previsione di nuovi gruppi
specializzati per tipologia di processo produttivo.
La predisposizione di un unico questionario ha permesso di elaborare i
gruppi omogenei non piu’ in base alla tipologia di materia prima impiegata
nella produzione, ma sulla tipologia di processo produttivo adottata.
Negli altri casi prevale la logica di filiera, e quindi la
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classificazione delle imprese nei comparti della filatura, della tessitura o
della produzione di maglieria e la loro connotazione a seconda delle
caratteristiche specifiche.
Nell’ambito dello studio di settore TD14U, e’ stata inoltre utilizzata,
nella funzione di stima dei ricavi, l’eta’ dei beni strumentali distinta in
base all’anno di immatricolazione, al fine di cogliere meglio le differenze
legate alla produttivita’ dei beni stessi in relazione alla loro vetusta’.
Tali differenze hanno permesso di individuare un correttivo da applicare al
coefficiente del “valore dei beni strumentali”.
1.10 Studio di settore TD21U – Fabbricazione e confezionamento di occhiali.
Le attivita’ interessate dallo studio TD21U sono quelle relative ai
seguenti codici attivita’:
33.40.1 – Fabbricazione di armature per occhiali di qualsiasi tipo;
montatura in serie di occhiali comuni;
33.40.2 – Confezionamento ed apprestamento di occhiali da vista e lenti
a contatto.
Lo studio di settore TD21U, approvato con carattere “monitorato”,
costituisce l’evoluzione dello studio SD21U, approvato con decreto
ministeriale del 26 febbraio 2000, ed in vigore dal periodo d’imposta 1999.
L’evoluzione dello studio TD21U ha consentito di individuare 7 nuovi
cluster, in luogo dei 5 che caratterizzavano il precedente studio, ed ha
permesso di distinguere le imprese in base anche al fattore dimensionale,
alla modalita’ organizzativa, al grado di integrazione del ciclo produttivo,
alla tipologia di impasto nonche’ alla tipologia dei prodotti.
In particolare, il nuovo studio distingue meglio le imprese che
producono montature complete da quelle che producono componentistica o
effettuano lavorazioni particolari. E’ stato individuato un nuovo cluster di
imprese produttrici di componentistica, uno di imprese specializzate
nell’assemblaggio delle lenti, e due cluster relativi ai laboratori ottici.
L’elaborazione del nuovo studio ha consentito un affinamento
dell’analisi della coerenza economica delle singole attivita’. Tale analisi
viene ora infatti effettuata non piu’ sulla base dell’indicatore “rendimento
per addetto” presente nel vecchio studio SD21U, ma utilizzando tre nuovi
indici: valore aggiunto per addetto, indice di durata delle scorte e margine
operativo lordo sulle vendite.
1.11 Studio di settore TD22U – Fabbricazione di apparecchiature per
illuminazione e di lampade elettriche.
L’attivita’ interessata dallo studio TD22U e’ quella relativa al codice
attivita’ 31.50.0 – Fabbricazione di apparecchiature per illuminazione e di
lampade elettriche.
Lo studio di settore TD22U e’ il risultato dell’evoluzione dello studio
SD22U, approvato con decreto ministeriale del 16 febbraio 2001, ed in vigore
dal periodo d’imposta 2000.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di ampliare il numero
dei gruppi omogenei, passando dai 6 cluster che formavano la struttura del
precedente studio, agli attuali 8 cluster.
L’elaborazione del nuovo studio TD22U ha consentito inoltre un
affinamento dell’analisi della coerenza economica delle singole attivita’
produttive. Tale analisi viene infatti ora effettuata non piu’ sulla base
dei due indicatori relativi all'”indice di durata delle scorte” ed al
“rendimento per addetto”, ma utilizzando tre indicatori, di cui due nuovi:
indice di durata delle scorte, valore aggiunto per addetto e margine
operativo lordo sulle vendite.
1.12 Studio di settore TD24U – Confezione e commercio al dettaglio di
articoli in pelliccia.
Le attivita’ interessate dallo studio TD24U sono quelle relative ai
seguenti codici attivita’:
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. 18.30.2 – Confezione di articoli in pelliccia;
. 52.42.4 – Commercio al dettaglio di pellicce e di
abbigliamento in pelle.
Lo studio di settore TD24U sostituisce, a decorrere dal periodo
d’imposta 2005, gli studi SD24A/B, approvati con decreto ministeriale del 20
marzo 2001, ed in vigore dal periodo d’imposta 2000.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di ampliare il numero
dei nuovi gruppi omogenei, passando dagli 8 precedenti, che formavano la
struttura dei vecchi studi, agli attuali 9 cluster. Cio’ ha permesso di
distinguere meglio i cluster puri di produzione o di commercializzazione, da
quelli misti che svolgono entrambe le attivita’.
L’elaborazione del nuovo studio TD24U ha permesso inoltre un affinamento
dell’analisi della coerenza economica delle singole attivita’ produttive.
Tale analisi viene ora infatti effettuata non piu’ sulla base degli
indicatori relativi alla “Produttivita’ per addetto”, “Ricarico”, “Rotazione
del magazzino”, utilizzati per lo studio SD24A, e “Durata delle scorte” e
“Rendimento per addetto”, utilizzati per lo studio SD24B, ma sulla base di
tre nuovi indicatori:
1. valore aggiunto per addetto;
2. margine operativo lordo sulle vendite;
3. durata delle scorte.
1.13 Studio di settore TD25U – Concia delle pelli e del cuoio.
Le attivita’ interessate dallo studio TD25U sono quelle relative ai
seguenti codici attivita’:
. 18.30.1 – Preparazione e tintura di pellicce;
. 19.10.0 – Preparazione e concia del cuoio.
Lo studio di settore TD25U costituisce l’evoluzione dello studio SD25U,
approvato con decreto ministeriale del 16 febbraio 2001, ed in vigore dal
periodo d’imposta 2000.
Le nuove e piu’ dettagliate informazioni che sono alla base
dell’evoluzione dello studio in esame, hanno consentito di realizzare
un’analisi piu’ completa delle caratteristiche tipologiche e strutturali
delle imprese che operano nel settore merceologico.
La maggiore focalizzazione sui prodotti ottenuti e sul settore di
destinazione ha consentito di migliorare la ripartizione in gruppi omogenei.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di individuare 11 nuovi
cluster, in luogo degli 8 che caratterizzavano il precedente studio. Su
cinque gruppi omogenei e’ inoltre emersa una specializzazione di mercato non
considerata nel precedente studio.
L’elaborazione del nuovo studio TD25U ha consentito inoltre un
affinamento dell’analisi della coerenza economica delle singole attivita’
produttive.
Tale analisi viene ora infatti effettuata non piu’ sulla base
dell’indicatore “rendimento per addetto”, presente nel vecchio studio SD25U,
ma utilizzando tre nuovi indici: valore aggiunto per addetto, durata delle
scorte, margine operativo lordo sulle vendite.
1.14 Studio di settore TD26U – Confezione di vestiario in pelle.
L’attivita’ interessata dallo studio TD26U e’ quella relativa al codice
attivita’ 18.10.0 – Confezione di vestiario in pelle.
Lo studio di settore TD26U costituisce l’evoluzione, a decorrere dal
periodo d’imposta 2005, dello studio SD26U, approvato con decreto
ministeriale del 16 febbraio 2001, ed in vigore dal periodo d’imposta 2000.
L’evoluzione del nuovo studio TD26U ha consentito di operare una
migliore ripartizione dei gruppi omogenei, che sono passati dai 6 che
caratterizzavano il precedente studio agli attuali 7, evidenziando in modo
particolare le diverse realta’ all’interno del mondo dei terzisti e le loro
specializzazioni di fase.
E’ stato realizzato inoltre un affinamento dell’analisi della coerenza
economica delle singole attivita’ produttive. Tale analisi viene ora infatti
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effettuata non piu’ sulla base degli indicatori “rendimento per addetto” e
“durata delle scorte” presenti nel vecchio studio SD26U, ma utilizzando tre
indici di cui due nuovi: valore aggiunto per addetto, indice di durata delle
scorte e margine operativo lordo sulle vendite.
1.15 Studio di settore TD27U – Fabbricazione di articoli da viaggio, borse,
marocchineria e selleria.
L’attivita’ interessata dallo studio TD27U e’ quella relativa al codice
attivita’ 19.20.0 – Fabbricazione di articoli da viaggio, borse,
marocchineria e selleria.
Lo studio di settore TD27U, costituisce l’evoluzione dello studio SD27U,
approvato con decreto ministeriale del 20 marzo 2001, ed in vigore dal
periodo d’imposta 2000.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di ampliare il numero
dei gruppi omogenei, passando dai 9 precedenti che formavano la struttura
del vecchio studio, agli attuali 11 cluster. Cio’ ha permesso, tra l’altro,
di rappresentare piu’ specificatamente la realta’ delle imprese che svolgono
l’attivita’ in conto proprio e/o in conto terzi.
L’elaborazione del nuovo studio TD27U ha consentito inoltre un
affinamento dell’analisi della coerenza economica delle singole attivita’
produttive. Tale analisi viene ora infatti effettuata non piu’ sulla base di
soli due indicatori relativi al “rendimento per addetto” e alla “durata
delle scorte”, presenti nel vecchio studio, ma utilizzando tre indicatori:
valore aggiunto per addetto, durata delle scorte e margine operativo lordo
sulle vendite.
1.16 Studio di settore TD28U – Fabbricazione, lavorazione e trasformazione
del vetro.
Le attivita’ interessate dallo studio TD28U sono quelle relative ai
seguenti codici attivita’:
. 26.12.0 – Lavorazione e trasformazione del vetro piano;
. 26.15.1 – Lavorazione e trasformazione del vetro cavo;
. 26.15.2 – Lavorazione di vetro a mano e a soffio;
. 26.15.3 – Fabbricazione e lavorazione di vetro tecnico, industriale,
per altri lavori.
Lo studio di settore TD28U costituisce l’evoluzione dello studio SD28U,
approvato con decreto ministeriale dell’8 marzo 2002, ed entrato in vigore
dal periodo d’imposta 2001.
L’elaborazione del nuovo studio TD28U ha permesso di distinguere le
imprese non piu’ solo in base alla dimensione della struttura produttiva o
alla modalita’ organizzativa della produzione, ma anche in funzione della
tipologia dei prodotti ottenuti e del rapporto con il mercato di riferimento.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di ampliare il numero
dei gruppi omogenei, passando dai 7 precedenti, che formavano la struttura
del vecchio studio, agli attuali 12 cluster. In particolare, il nuovo studio
individua cluster di imprese di piu’ grandi dimensioni e specializzazioni
nel tipo di lavorazione (a mano e a soffio) e nella tipologia di prodotto
ottenuto/lavorato (vetro piano, vetrocamera per infissi, cristalleria e
vetri per complemento d’arredamento, vetro a specchi per
edilizia/arredamento).
L’analisi della coerenza economica viene ora infatti effettuata, non
piu’ sulla base dei due indicatori relativi all'”indice di durata delle
scorte” e al “rendimento per addetto”, presenti nel vecchio studio SD28U, ma
utilizzando tre indici di cui due nuovi: valore aggiunto per addetto, indice
di durata delle scorte e margine operativo lordo sulle vendite.
Nello svolgimento dell’attivita’ accertatrice, gli Uffici locali
dovranno tener conto della situazione di crisi economica del settore, che,
insieme alla concorrenza sempre piu’ forte dei paesi emergenti e alla
contraffazione dei prodotti da parte di operatori orientali, potrebbe
incidere negativamente sulla competitivita’ delle imprese e sui livelli di
profitto che esse conseguono.
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1.17 Studio di settore TD29U – Produzione di calcestruzzo e di altri
prodotti per l’edilizia.
Le attivita’ interessate dallo studio TD29U sono quelle relative ai
seguenti codici attivita’:
. 26.61.0 – Fabbricazione di prodotti in calcestruzzo per l’edilizia;
. 26.63.0 – Produzione di calcestruzzo pronto per l’uso;
. 26.66.0 – Fabbricazione di altri prodotti in calcestruzzo, gesso e
cemento.
Lo studio di settore TD29U costituisce l’evoluzione, a decorrere dal
periodo d’imposta 2005, dello studio SD29U, approvato con decreto
ministeriale del 16 febbraio 2001 ed in vigore dal periodo d’imposta 2000.
L’evoluzione dello studio TD29U ha consentito di ampliare il numero dei
gruppi omogenei, passando dai 7 che formavano la struttura del vecchio
studio, agli attuali 9 cluster. Nel passaggio dal vecchio al nuovo studio,
le variabili utilizzate per l’individuazione dei cluster, dimensione della
struttura organizzativa e tipologia dei prodotti realizzati, non sono state
modificate, ma l’aumento dei gruppi omogenei si e’ avuto grazie ad una
maggiore specificazione delle imprese che producono calcestruzzo pronto per
l’uso, e all’introduzione di un cluster di imprese che realizzano strutture
per solai.
L’elaborazione del nuovo studio TD29U ha permesso inoltre un affinamento
dell’analisi della coerenza economica delle singole attivita’ produttive.
Tale analisi viene ora infatti effettuata non piu’ sulla base dei due
indicatori relativi alla “durata delle scorte” e al “rendimento per
addetto”, presenti nel vecchio studio, ma utilizzando tre indicatori di cui
due nuovi: valore aggiunto per addetto, indice di durata delle scorte e
margine operativo lordo sulle vendite.
1.18 Studio di settore TD33U – Produzione e lavorazione di oggetti di
gioielleria ed oreficeria.
Le attivita’ interessate dallo studio TD33U sono quelle relative ai
seguenti codici attivita’:
. 27.41.0 – Produzione di metalli preziosi e semilavorati;
. 36.22.1 – Fabbricazione di oggetti di gioielleria ed oreficeria, di
metalli preziosi o rivestiti di metalli preziosi;
. 36.22.2 – Lavorazione di pietre preziose e semipreziose per
gioielleria e per uso industriale.
Lo studio di settore TD33U, approvato con carattere “monitorato”, e’ il
risultato dell’evoluzione dello studio SD33U, approvato con decreto
ministeriale del 20 marzo 2001, ed in vigore fino dal periodo d’imposta 2000.
Il nuovo studio TD33U e’ stato elaborato utilizzando i dati raccolti
attraverso l’invio di un apposito questionario, e le informazioni contenute
nei modelli utilizzati per la comunicazione dei dati rilevanti per
l’applicazione degli studi di settore, allegati ad UNICO 2004, relativi al
periodo d’imposta 2003.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito, tra l’altro, di
ampliare il numero dei gruppi omogenei, passando dagli 11 cluster
complessivi che formavano la struttura del precedente studio, agli attuali
16.
L’elaborazione del nuovo studio TD33U ha permesso inoltre un affinamento
dell’analisi della coerenza economica delle singole attivita’ produttive.
Tale analisi viene infatti ora effettuata non piu’ sulla base degli
indicatori relativi all'”indice di durata delle scorte” e al “rendimento per
addetto”, ma utilizzando tre indicatori, di cui due nuovi: indice di durata
delle scorte;valore aggiunto per addetto; margine operativo lordo sulle
vendite.
Occorre sottolineare all’attenzione degli Uffici che numerose imprese
della filiera orafa utilizzano una particolare modalita’ di acquisizione
della materia prima sulla base di contratti di “prestito d’uso”, e, di
conseguenza, si trovano a dover sostenere oneri finanziari che non hanno
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trovato collocazione all’interno del vecchio studio di settore SD33U, ne’
sul questionario predisposto per l’evoluzione dello studio.
A tal proposito, per dare un corretto inquadramento alla suddetta
modalita’ di acquisizione della materia prima, e’ stata inserita, nel nuovo
modello TD33U, una nuova informazione relativa agli “Oneri finanziari
sostenuti per la materia prima fornita in prestito d’uso da terzi”.
Il nuovo studio TD33U ha individuato quattro gruppi omogenei di imprese
specializzate nelle lavorazioni di oro “povere”, come il cluster 7, che
raggruppa imprese specializzate nella lavorazione di catename a mano, e il
cluster 2, relativo alle lavorazioni di catename a macchina. Sono inoltre
presenti due cluster specializzati in lavorazioni di gioielleria, oreficeria
e argenteria a basso valore aggiunto (cluster 8 e 15).
1.19 Studio di settore TD35U – Editoria, stampa e prestampa.
Le attivita’ interessate dallo studio TD35U sono quelle relative ai
seguenti codici attivita’:
. 22.11.0 – Edizione di libri;
. 22.13.0 – Edizione di riviste e periodici;
. 22.15.0 – Altre edizioni;
. 22.22.0 – Altre stampe di arti grafiche;
. 22.23.0 – Legatoria, rilegatura di libri;
. 22.24.0 – Lavorazioni preliminari alla stampa;
. 22.25.0 – Lavorazioni ausiliarie connesse alla stampa.
Lo studio di settore TD35U costituisce l’evoluzione dello studio SD35U,
approvato con decreto ministeriale dell’8 marzo 2002, ed entrato in vigore
dal periodo d’imposta 2001.
L’elaborazione del nuovo studio TD35U ha permesso di effettuare un
affinamento dell’analisi della coerenza economica delle singole attivita’
produttive. Tale analisi viene ora infatti effettuata non piu’ sulla base
dei tre indicatori relativi all'”indice di durata delle scorte”, al
“rendimento per addetto” e al “margine operativo lordo sulle vendite”,
presenti nel vecchio studio SD35U, ma utilizzando i seguenti tre indici:
valore aggiunto per addetto, indice di durata delle scorte e margine
operativo lordo sulle vendite.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di migliorare la
ripartizione in gruppi omogenei e soprattutto ha consentito di far emergere
modelli nuovi non considerati nel precedente studio.
Nello svolgimento dell’attivita’ di accertamento, gli Uffici locali
dovranno inoltre tener in conto che la congiuntura economica e la tendenza
del settore grafico stanno registrando un andamento sfavorevole. Gli
impianti produttivi possono risultare sotto utilizzati e subire una
riduzione di ore di lavoro effettive. Le nuove tecnologie digitali di stampa
hanno infatti consentito a molti potenziali utenti del settore di
autoprodurre i propri stampati, facendo cosi’ venir meno una parte della
domanda, ma soprattutto hanno permesso agli operatori del settore stampa di
entrare in diretta concorrenza con le aziende grafiche.
Si segnala inoltre che, per la corretta compilazione del modello per la
comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di
settore TD35U, i “costi per i diritti d’autore” debbono essere indicati nel
rigo F15 “Costo per la produzione di servizi”.
1.20 Studio di settore TD36U – Fusione di metalli, trasformazione del ferro
e dell’acciaio.
Le attivita’ interessate dallo studio TD36U sono quelle relative ai
seguenti codici attivita’:
. 27.10.0 – Siderurgia;
. 27.21.0 – Fabbricazione di tubi di ghisa;
. 27.31.0 – Stiratura a freddo;
. 27.32.0 – Laminazione a freddo di nastri;
. 27.33.0 – Profilatura mediante formatura o piegatura a freddo;
. 27.34.0 – Trafilatura;
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. 27.51.0 – Fusione di ghisa;
. 27.52.0 – Fusione di acciaio;
. 27.53.0 – Fusione di metalli leggeri;
. 27.54.0 – Fusione di altri metalli non ferrosi.
Lo studio di settore TD36U costituisce l’evoluzione dello studio SD36U,
approvato con decreto ministeriale dell’8 marzo 2002, ed entrato in vigore
dal periodo d’imposta 2001.
Con la nuova versione dello studio di settore e’ stato possibile
effettuare un affinamento dell’analisi della coerenza economica delle
singole attivita’ produttive. Tale analisi viene ora infatti effettuata non
piu’ sulla base dei due indicatori relativi all'”indice di durata delle
scorte” e al “rendimento per addetto”, presenti nel vecchio studio SD36U, ma
utilizzando tre indici di cui due nuovi: valore aggiunto per addetto, indice
di durata delle scorte e margine operativo lordo sulle vendite.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di ampliare il numero
dei nuovi gruppi omogenei, passando dagli 8 precedenti, agli attuali 9
cluster. In particolare, l’elaborazione del nuovo studio TD36U ha permesso
una definizione piu’ puntuale di alcuni cluster, evidenziando meglio la
specializzazione delle lavorazioni effettuate; e’ inoltre emerso un nuovo
cluster di imprese specializzate nella progettazione e realizzazione delle
attrezzature. Il nuovo studio ha determinato la riduzione ad un solo cluster
delle imprese che effettuano la fusione in terra (nello studio precedente
erano emersi due cluster) e la suddivisione delle imprese che effettuano la
pressofusione in due cluster con differenti caratteristiche dimensionali.
1.21 Studio di settore TD37U – Cantieri navali.
Le attivita’ interessate dallo studio TD37U sono quelle relative ai
seguenti codici attivita’:
. 35.11.1 – Cantieri navali per costruzioni metalliche;
. 35.11.2 – Cantieri navali per costruzioni non metalliche;
. 35.11.3 – Cantieri di riparazioni navali;
. 35.12.0 – Costruzione e riparazione di imbarcazioni da diporto e
sportive.
Lo studio di settore TD37U e’ il risultato dell’evoluzione degli studi
SD37U e SD48U, approvati con decreti del Ministro dell’Economia e delle
finanze 15 febbraio 2002 e 18 marzo 2004, che si applicavano il primo, a
decorrere dal periodo d’imposta 2001, ed il secondo, da quello relativo al
2003.
La nuova versione dello studio di settore TD37U ha migliorato
l’articolazione dei modelli organizzativi, che ora risultano piu’ numerosi,
ed ha colto con maggiore precisione il fattore dimensionale, la modalita’
organizzativa e le diverse tipologie di attivita’ delle imprese.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di ampliare il numero
dei gruppi omogenei, passando dagli otto cluster complessivi, che formavano
la struttura dei precedenti studi, agli attuali dieci cluster.
L’elaborazione del nuovo studio TD37U ha consentito inoltre un
affinamento dell’analisi della coerenza economica delle singole attivita’
produttive. Tale analisi viene infatti ora effettuata non piu’ sulla base
dell’indicatore relativo al “rendimento per addetto”, presente nel solo
studio SD37U, insieme all’indice di durata delle scorte, ma utilizzando tre
nuovi indicatori: indice di durata delle scorte, valore aggiunto per addetto
e margine operativo lordo sulle vendite, gia’ precedentemente utilizzati
nello studio di settore SD48U.
Si richiama l’attenzione degli Uffici locali affinche’, ai fini dello
svolgimento dell’attivita’ di controllo, tengano conto che le imprese del
settore spesso effettuano consistenti acquisti di materie prime a causa
delle frequenti oscillazioni di prezzo.
Questa particolare modalita’ di approvvigionamento puo’ determinare
anomalie specialmente per quanto riguarda l’indicatore di coerenza relativo
alla durata delle scorte.
Pertanto, il contribuente potra’ dimostrare agli Uffici locali
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dell’Agenzia che eventuali scostamenti dalle risultanze dell’applicazione
degli studi di settore, possono essere riconducibili a questa particolare
modalita’, che obbliga le imprese ad effettuare acquisti di legname in
grossi quantitativi, e a dover procedere allo stoccaggio e alla stagionatura
del legno all’interno dei propri magazzini, prima di poterlo impiegare nel
processo produttivo.
1.22 Studio di settore TD38U – Fabbricazione di mobili metallici.
L’attivita’ interessata dallo studio TD38U e’ quella relativa al codice
attivita’ 36.12.1 – Fabbricazione di mobili metallici per uffici e negozi,
ecc..
Lo studio di settore TD38U costituisce l’evoluzione dello studio SD38U,
approvato con decreto ministeriale del 15 febbraio 2002 ed in vigore dal
periodo d’imposta 2001.
L’evoluzione dello studio TD38U ha consentito di ampliare il numero dei
gruppi omogenei, passando dai 3 che formavano la struttura del vecchio
studio, agli attuali 7 cluster, ottenendo, cosi’, una maggiore
caratterizzazione delle imprese interessate dallo studio in oggetto. Ai due
criteri utilizzati nel vecchio studio per la definizione dei cluster,
“dimensione della struttura” e “modalita’ organizzativa”, e’ stato aggiunto
quello della “specializzazione per tipologia del prodotto”, che ha permesso
di differenziare le imprese anche in funzione della destinazione del loro
prodotto finito. E’ stato cosi’ possibile individuare imprese specializzate
nella produzione di arredo per ufficio, arredo per la casa, arredo
tradizionale e sistemi di movimentazione/magazzinaggio e componenti
metallici per l’industria del mobile.
L’elaborazione del nuovo studio TD38U ha permesso inoltre un affinamento
dell’analisi della coerenza economica delle singole attivita’ produttive.
Tale analisi viene ora infatti effettuata sulla base di tre indicatori:
valore aggiunto per addetto, indice di durata delle scorte e margine
operativo lordo sulle vendite, che hanno sostituito, almeno in parte, i
precedenti due indici relativi al “rendimento per addetto” e alla “durata
delle scorte”, presenti nel vecchio studio.
1.23 Studio di settore TD47U – Fabbricazione di articoli di carta e cartone.
Le attivita’ interessate dallo studio TD47U sono quelle relative ai
seguenti codici attivita’:
. 21.21.0 – Fabbricazione di carta e cartoni ondulati e di imballaggi di
carta e cartone;
. 21.23.0 – Fabbricazione di prodotti cartotecnici;
. 21.25.0 – Fabbricazione di altri articoli di carta e di cartone.
Lo studio di settore TD47U costituisce l’evoluzione dello studio SD47U,
approvato con decreto ministeriale del 8 marzo 2002 ed in vigore dal periodo
d’imposta 2001.
L’evoluzione dello studio TD47U ha consentito di ampliare il numero dei
nuovi gruppi omogenei, passando dai 9 che formavano la struttura del vecchio
studio, agli attuali 15 cluster. Nel passaggio dal vecchio al nuovo studio
le imprese vengono distinte nei diversi gruppi omogenei, non piu’ in base
alla modalita’ organizzativa della produzione e alla specializzazione del
prodotto, ma in funzione della dimensione della struttura, del tipo di
lavorazione/produzione, del grado di integrazione del processo produttivo,
della modalita’ organizzativa e della monocomittenza.
Si segnala all’attenzione degli uffici che il settore cartotecnico
trasformatore e’ stato caratterizzato, negli ultimi anni, da un modesto
incremento della produzione e da una contemporanea diminuzione del
fatturato. Tra i fattori che hanno contribuito a determinare tale situazione
vanno segnalati:
– la riduzione del livello di produzione che ha caratterizzato alcuni
settori di sbocco come quello del tessile, abbigliamento e calzature; .
– la concorrenza dei paesi dell’Estremo Oriente per i prodotti cartotecnici
per la scuola, l’ufficio e la corrispondenza;
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– le nuove tecnologie connesse ad internet;
– l’affermarsi di nuovi materiali per l’imballaggio. Ad esempio la
produzione di tubi in cartone e di scatole in cartone ondulato sta subendo
la concorrenza di prodotti sostitutivi, quali tubi e scatole in plastica,
soprattutto nei settori dell’imballaggio farmaceutico, alimentare e del
film plastico.
Il calo strutturale della domanda con il conseguente aumento del livello
di competizione sui prezzi di vendita, la pressione esercitata dalle
politiche di acquisto dei clienti multinazionali e la crescita dei costi
relativi soprattutto ai consumi di energia elettrica ed ai trasporti,
potrebbero determinare una progressiva diminuzione dei margini operativi
delle imprese.
Si deve inoltre evidenziare che, nel settore della produzione di
imballaggi in cartone ondulato, dove domina la strategia di “volume”
perseguita dai grandi gruppi, gli scatolifici, specializzati nella sola
trasformazione finale del cartone ondulato, rappresentano l’anello piu’
debole della catena del valore.
2. ATTIVITA’ PROFESSIONALI
2.1 Valutazioni di carattere generale.
Come riportato al paragrafo 2.7 della presente circolare, con riguardo
ai professionisti, e’ stata approvata l’evoluzione, con carattere di
“monitoraggio”, di 7 studi di settore applicabili a decorrere dal periodo
d’imposta 2005. Tali studi rappresentano l’evoluzione di altrettanti studi
di settore gia’ in vigore nei periodi d’imposta precedenti per i quali era
prevista l’applicazione “sperimentale” (le cui peculiarita’ erano state gia’
illustrate al paragrafo 5 della circolare 54/E del 13 giugno 2001 e ribadite
con successive circolari).
2.2 Proroga dell’applicazione monitorata degli studi di settore.
Con l’articolo 7 del decreto 5 aprile 2006, di approvazione di 4 dei 7
studi di settore relativi alle attivita’ professionali per il periodo
d’imposta 2005, e’ stato inoltre prevista, per il medesimo periodo
d’imposta, una proroga dell’applicazione monitorata degli studi di settore
SK29U, TK01U, TK03U, TK04U, TK05U, TK08U, TK16U, TK18U, TK20U e TK21U
approvati con decreto del 24 marzo 2005. Nello stesso articolo 7 del citato
decreto, e’ stabilito che tali studi saranno oggetto di definitiva
approvazione entro il 31 marzo 2007.
2.3 Principali novita’ degli studi dei professionisti.
Tra le principali novita’ che caratterizzano quasi tutti gli studi in
oggetto, e’ possibile evidenziare:
. un miglioramento dei modelli organizzativi, con l’individuazione di
gruppi omogenei diversi da quelli, meno numerosi, caratterizzanti i
precedenti studi. Cio’ e’ avvenuto anche attraverso l’utilizzo di
ulteriori informazioni, tra cui quelle relative alla tipologia di
clientela, quali elementi rilevanti per la suddivisione in cluster;
. un’evoluzione delle distribuzioni ventiliche, che sono state suddivise
sulla base della forma giuridica e della localizzazione
dell’attivita’. L’affinamento, cosi’ operato sulle distribuzioni
ventiliche permette di scegliere in modo piu’ efficace le soglie di
coerenza dei diversi indicatori, nonche’ di tener conto della
concorrenza nel settore e, di conseguenza, del livello di tariffe
applicate;
. un nuovo approccio relativo alle funzioni di compenso.
2.3.1 Le novita’ nella stima delle funzioni di compenso degli studi di
settore relativi alle attivita’ professionali tecniche.
Le funzioni di compenso degli studi di settore relativi alle attivita’
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professionali sono state profondamente riviste.
Le precedenti funzioni di compenso erano state criticate dagli Ordini
Professionali soprattutto con riferimento ai seguenti aspetti:
. l’eccessiva influenza del valore dei beni strumentali;
. un peso distorto dell’eta’ professionale non commisurato all’effettivo
svolgimento dell’attivita’.
Per migliorare la stima dei compensi, nelle funzioni di regressione sono
state introdotte alcune importanti novita’ di seguito elencate:
. utilizzo delle tipologie di prestazioni effettuate;
. esclusione del valore dei beni strumentali;
. esclusione dell’eta’ professionale.
Un aspetto caratteristico e critico nella stima dei compensi e’ sempre
stato quello relativo alla variabilita’ dei compensi a fronte di una stessa
tipologia di prestazione effettuata.
Per cogliere e gestire correttamente questo aspetto, nelle funzioni di
compenso, per ogni specifica tipologia di incarico, le prestazioni
effettuate sono ponderate sulla base del valore medio dichiarato.
Il numero delle prestazioni professionali effettuate e il relativo
valore medio dichiarato rappresentano i migliori indicatori sintetici della
variabilita’ dei compensi derivante, nell’ambito di una stessa tipologia di
incarico, da un insieme di fattori quali:
. il valore delle opere realizzate;
. il contesto territoriale in cui opera il professionista;
. l’esperienza professionale;
. l’impegno profuso dal professionista nello svolgimento dell’attivita’.
Tali novita’ hanno riguardato i seguenti studi di settore:
. TK02U – Studi di ingegneria;
. TK06U – Servizi in materia di contabilita’ e consulenza fiscale;
. TK17U – Attivita’ tecniche svolte da periti industriali.
Per tali studi, si conferma quanto indicato al “paragrafo 2.4”
dell’Allegato 3, alla circolare 32/E del 21 giugno 2005, in cui si
rammentava che, negli studi evoluti riguardanti le attivita’ professionali,
le nuove modalita’ di determinazione dei compensi prevedono l’introduzione
di un fattore di ponderazione per le tipologie di prestazioni effettuate ed
una minore influenza dei costi nella determinazione dei compensi stessi.
Pertanto, con l’introduzione di tale innovazione, e’ stato possibile
migliorare le stime effettuate anche in situazioni di sfasamento temporale
tra i costi sostenuti dal professionista ed i relativi compensi e, nel
contempo, si e’ inteso superare le criticita’ riscontrate nei previgenti
studi di settore relativi ai professionisti, legate prevalentemente
all’applicazione del c.d. “principio di cassa”.
2.3.2 Le novita’ nella stima delle funzioni di compenso degli studi di
settore relativi alle attivita’ professionali mediche.
Le funzioni di compenso degli studi di settore relativi alle attivita’
professionali mediche sono state riviste in particolare per cio’ che
concerne l’impegno e l’anzianita’ professionale.
Rispetto alla precedente versione dello studio, si e’ eliminata la
valorizzazione della variabile relativa all’eta’ professionale, che
interviene ora come differenziale sul numero complessivo delle ore dedicate
all’attivita’ (attivita’ di lavoro autonomo).
Nella nuova versione dello studio di settore si e’ quindi introdotta la
nuova variabile relativa al numero complessivo delle ore dedicate
all’attivita’ (attivita’ di lavoro autonomo), modulata sulla base
dell’anzianita’ professionale del contribuente, al fine di distinguere il
professionista che si e’ da poco avviato alla professione rispetto a chi
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opera sul mercato da piu’ anni.
Quest’anno tali novita’ hanno riguardato i seguenti studi di settore:
– TK10U – Studi medici;
– TK19U – Attivita’ professionali paramediche indipendenti;
– TK22U – Servizi veterinari.
2.4 Eliminazione dei correttivi previsti nei previgenti studi dei
professionisti.
I precedenti studi di settore relativi ai professionisti, ora sostituiti
dalle evoluzioni approvate quest’anno, erano caratterizzati dalla presenza
di alcuni correttivi che permettevano, attraverso la compilazione del quadro
X del modello di comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore, di rettificare il valore di alcune variabili
contabili in considerazione:
. dell’eccessivo peso assunto dai fattori produttivi ed in particolare
da taluni beni strumentali considerati al costo storico nella
determinazione dei compensi;
. del minor apporto, in termini di compensi derivante dal personale
dipendente addetto a mansioni di segreteria o amministrative;
. dell’utilizzo, per l’esercizio dell’attivita’, di “servizi di terzi”
(quali, ad esempio, i cd. “service”) e di “strutture polifunzionali”.
Per il solo studio SK06U (revisori contabili, periti, consulenti ed
altri soggetti che svolgono attivita’ in materia di amministrazione,
contabilita’ e tributi) vi era poi un ulteriore correttivo che riduceva la
stima dei compensi in ragione della percentuale di quelli percepiti a
forfait.
In considerazione delle nuove modalita’ di determinazione dei compensi,
che caratterizzano le evoluzioni degli studi per le attivita’ professionali
e che sono ulteriormente specificate nella parte riguardante i singoli
studi, tali correttivi, ad eccezione di quello relativo all’utilizzo di
strutture di terzi per l’esercizio dell’attivita’, non sono piu’ previsti
nei quadri X dei relativi modelli. Attraverso la compilazione del predetto
quadro X, risulta applicabile, pertanto, il solo correttivo relativo alle
spese e costi sostenuti per l’utilizzo di servizi di terzi e di strutture
polifunzionali, sulla base delle motivazioni gia’ precisate nel paragrafo
9.4.3 della circolare 54/E del 13 giugno 2001 (esclusione dei costi relativi
agli immobili ai fini della stima dei compensi).
Per quanto riguarda lo studio di settore TK10U, e’ stato mantenuto il
correttivo riguardante il valore dei beni strumentali, tenuto conto che
quest’ultima variabile, a differenza degli altri studi evoluti, e’ ancora
presente nella funzione di stima dei compensi, ma e’ possibile usufruirne
attraverso la normale compilazione del quadro D del relativo modello.
Si ricorda, infine, che le informazioni richieste per l’applicazione dei
correttivi nel quadro X dei modelli di comunicazione dei dati rilevanti ai
fini dell’applicazione degli studi di settore, sono facoltative. I dati
forniti attraverso la compilazione del quadro X saranno utilizzati solo nel
caso in cui il contribuente che risulta “non congruo” alle risultanze degli
studi, voglia fruire delle riduzioni previste dagli appositi correttivi.
2.5 Studio di settore TK02U – Studi di ingegneria.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice 74.20.F. – “Studi
di ingegneria”.
Lo studio di settore TK02U, approvato con carattere di applicazione
“monitorata” sostituisce, per il periodo d’imposta 2005, lo studio di
settore SK02U, approvato con decreto ministeriale del 20 marzo 2001 e in
vigore a partire dal periodo d’imposta 2000.
L’evoluzione dello studio di settore e’ stata condotta analizzando le
informazioni contenute nel modello SK02U, costituente parte integrante della
dichiarazione UNICO 2003, completate con le ulteriori informazioni contenute
nel questionario per l’evoluzione ESK02, anch’esso relativo al periodo
d’imposta 2002.
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Per tale studio e’ stata prevista l’applicazione monitorata, per il solo
periodo d’imposta 2005, le cui peculiarita’ sono state precedentemente
illustrate.
Tra le principali novita’ dello studio in oggetto e’ possibile
evidenziare un miglioramento dei modelli organizzativi, con l’individuazione
di 24 nuovi cluster, in luogo dei 12 che caratterizzavano il precedente
studio, permettendo di rappresentare meglio le caratteristiche dei
professionisti che operano nel settore.
Per quanto riguarda l’indicatore della coerenza, le distribuzioni
ventiliche sono state suddivise oltre che sulla base della forma giuridica,
anche in base alla localizzazione dell’attivita’.
In coerenza con le novita’ che contraddistinguono i nuovi studi di
settore relativi alle attivita’ professionali, anche per lo studio TK02U, al
fine di migliorare la stima dei compensi, sono state introdotte le seguenti
novita’ all’interno delle funzioni di regressione:
. l’eliminazione della variabile relativa al “valore dei beni
strumentali”;
. l’eliminazione della variabile relativa all’eta’ professionale;
. l’utilizzo del numero degli incarichi ponderati per la tariffa media
sulla base di quanto dichiarato dal professionista stesso.
Dalle nuove modalita’ di determinazione dei compensi che caratterizzano
le evoluzioni degli studi “professionali”, e’ conseguita l’eliminazione dei
correttivi che caratterizzavano il vecchio studio e che erano presenti nel
quadro X del modello.
Nel nuovo TK02U, infatti, mediante la compilazione del quadro X, risulta
applicabile il solo correttivo relativo alle spese e ai costi sostenuti per
l’utilizzo di servizi di terzi e di strutture polifunzionali.
Si segnala, infine, che nel calcolo dell’indicatore della resa oraria
per addetto, ai fini dell’attribuzione di un fattore correttivo in funzione
del minor tempo dedicato dal professionista all’attivita’, e’ stato
aumentato il valore massimo delle ore settimanali lavorate e delle settimane
lavorate nell’anno. Detti valori, pari a 40 ore e 45 settimane, sono stati
spesso criticati in quanto, per la specifica attivita’, essi non
corrispondevano al reale tempo medio dedicato all’attivita’ da parte di un
professionista che la svolge a tempo pieno per l’intero anno. Tali valori,
sulla base delle nuove elaborazioni effettuate, sono stati elevati,
rispettivamente, a 50 ore e 48 settimane.
In relazione all’applicazione di tale studio, si evidenzia che la nuova
metodologia utilizzata ha consentito, sulla base delle considerazioni fatte
in precedenza, l’eliminazione delle anomalie segnalate nella circolare 54/E
del 13 giugno 2001.
2.6 Studio di settore TK06U – Servizi forniti da revisori contabili, periti,
consulenti ed altri soggetti che svolgono attivita’ in materia di
amministrazione, contabilita’ e tributi
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice 74.12.C – “Servizi
forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri soggetti che
svolgono attivita’ in materia di amministrazione, contabilita’ e tributi”.
Lo studio di settore TK06U, approvato con carattere di applicazione
“monitorata”, sostituisce, per il periodo d’imposta 2005, lo studio di
settore SK06U, approvato con decreto ministeriale del 15 febbraio 2002 e in
vigore a partire dal periodo d’imposta 2001.
Il nuovo studio e’ stato elaborato sulla base delle informazioni
contenute nel modello SK06U costituente parte integrante della dichiarazione
UNICO 2004, con riferimento al periodo d’imposta 2003, nonche’ delle
ulteriori informazioni contenute nell’apposito questionario per l’evoluzione
dello studio ESK06 relativo al periodo d’imposta 2003.
Per tale studio e’ stata prevista l’applicazione monitorata, per il solo
periodo d’imposta 2005, le cui peculiarita’ sono state precedentemente
illustrate.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di individuare 18 nuovi
cluster, in luogo degli 11 che caratterizzavano il precedente studio,
permettendo di rappresentare meglio le caratteristiche dei professionisti
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Circolare del 22/06/2006 n. 23
che operano nel settore.
Al fine di valutare in modo piu’ efficace le soglie di coerenza
dell’indicatore della resa oraria per addetto la distribuzione ventilica e’
stata suddivisa anche sulla base della localizzazione territoriale
dell’attivita’.
In coerenza con le novita’ che contraddistinguono gli studi di settore
relativi alle attivita’ professionali, approvati per il periodo d’imposta
2005, anche per lo studio TK06U si segnala che, per migliorare la stima dei
compensi, sono state introdotte alcune importanti novita’ nelle funzioni di
regressione che riguardano:
. l’utilizzo del numero degli incarichi ponderati per la tariffa media
sulla base di quanto dichiarato dal professionista stesso.
. l’esclusione del valore dei beni strumentali;
. l’esclusione dell’eta’ professionale.
In considerazione delle nuove modalita’ di determinazione dei compensi
che caratterizzano le evoluzioni degli studi per le attivita’ professionali,
non sono piu’ previsti i correttivi che caratterizzavano il vecchio studio.
Nello studio TK06U, risulta ora applicabile solo il correttivo relativo alle
spese e costi sostenuti per l’utilizzo di servizi di terzi e di strutture
polifunzionali, mediante la compilazione del quadro X del modello.
In particolare, e’ stato eliminato l’ulteriore correttivo che riduceva
la stima dei compensi in ragione della percentuale di quelli percepiti a
forfait in considerazione delle nuove modalita’ di determinazione di tali
compensi. Nello studio TK06U, infatti, il software GE.RI.CO. consente di
calcolare con maggiore precisione la parte di compensi legata alle
prestazioni fornite con la modalita’ a “forfait”. A tal fine, sono stati
individuati, nei righi da D22 a D29 del quadro degli elementi specifici del
modello TK06U, gruppi di prestazioni che il professionista generalmente
fornisce in maniera congiunta alla propria clientela e per le quali
pattuisce un compenso determinato forfetariamente; le funzioni di
regressione utilizzano i dati relativi al numero di clienti ai quali sono
fornite dette prestazioni ponderati per il valore medio dichiarato, con le
stesse modalita’ seguite per le altre tipologie di prestazioni effettuate.
Si segnala, infine, che nel calcolo dell’indicatore della resa oraria
per addetto, ai fini dell’attribuzione di un fattore correttivo in funzione
del minor tempo dedicato dal professionista all’attivita’, e’ stato
aumentato il valore massimo delle ore settimanali lavorate e delle settimane
lavorate nell’anno. Nello studio SK06U detti valori, pari a 40 ore e 45
settimane, sono stati spesso criticati in quanto, per la specifica
attivita’, essi non corrispondevano al reale tempo medio dedicato
all’attivita’ da parte di un professionista che la svolge a tempo pieno per
l’intero anno. Tali valori, sulla base delle nuove elaborazioni effettuate,
sono stati elevati, rispettivamente, a 50 ore e 48 settimane.
2.7 Studio di settore TK10U – Studi medici.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai codici:
. 85.12.1 – Studi medici generici convenzionati o meno col SSN;
. 85.12.3 – Studi di radiologia e radioterapia;
. 85.12.A – Prestazioni sanitarie svolte da chirurghi;
. 85.12.B – Altri studi medici e poliambulatori specialistici.
Lo studio di settore TK10U, approvato con carattere di applicazione
“monitorata” sostituisce, per il periodo d’imposta 2005, lo studio di
settore SK10U, approvato con decreto ministeriale del 8 marzo 2002 e in
vigore a partire dal periodo d’imposta 2001.
Il nuovo studio e’ stato elaborato sulla base delle informazioni
contenute nel modello SK10U costituente parte integrante della dichiarazione
UNICO 2003, con riferimento al periodo d’imposta 2002.
Per tale studio e’ stata prevista l’applicazione monitorata, per il solo
periodo d’imposta 2005, le cui peculiarita’ sono state precedentemente
illustrate.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di individuare 36 nuovi
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Circolare del 22/06/2006 n. 23
cluster, in luogo dei 28 che caratterizzavano il precedente studio,
permettendo di rappresentare meglio le caratteristiche dei professionisti
che operano nel settore e tenendo conto delle diverse specializzazioni nel
settore medico.
Al fine di valutare in modo piu’ efficace le soglie di coerenza, la
distribuzione ventilica e’ stata suddivisa anche sulla base della
localizzazione territoriale dell’attivita’.
Nello studio di settore TK10U, per quanto riguarda le funzioni di
regressione, rispetto alla precedente versione dello studio, e’ stata
introdotta la nuova variabile relativa al numero complessivo delle ore
dedicate all’attivita’, modulata sulla base:
. dell’anzianita’ professionale del contribuente, al fine di distinguere il
professionista che si e’ da poco avviato alla professione rispetto a chi
opera sul mercato da piu’ anni;
. della densita’ abitativa del comune nel quale opera il professionista;
. delle informazioni riguardo alla circostanza che il professionista sia
anche lavoratore dipendente a tempo pieno o pensionato;
. della qualifica professionale per i lavoratori dipendenti.
E’ stata eliminata, pertanto, all’interno della funzione di regressione,
la diretta valorizzazione della variabile relativa all’eta’ professionale,
che interviene ora come differenziale sul numero complessivo delle ore
dedicate all’attivita’.
Sono state, invece, mantenute alcune particolarita’ del precedente
studio ai fini della stima dei compensi. In particolare, l’ammontare dei
compensi percepiti in convenzione con il Servizio Sanitario Nazionale per le
prestazioni rese in favore degli assistiti, la cui percentuale in rapporto
ai compensi complessivi percepiti nell’anno e’ indicata nel rigo D55 del
quadro degli elementi specifici del modello TK10U, e’ utilizzato dal
software GE.RI.CO. per escludere la predetta quota di compensi dalla stima
effettuata. In tal modo, e’ possibile effettuare la predetta stima
esclusivamente sulla quota dei compensi che il professionista percepisce a
fronte delle prestazioni diverse da quella in convenzione con il SSN. Ai
fini del risultato di congruita’, l’applicazione GE.RI.CO. calcolera’ i
compensi attribuibili al contribuente sommando i compensi stimati relativi
alle prestazioni diverse da quella in convenzione con il SSN e i compensi
relativi alla percentuale indicata nel rigo D55 del quadro degli elementi
specifici del modello TK10U.
Per quanto riguarda il risultato di coerenza fornito dal nuovo studio di
settore TK10U, si segnala che e’ stato aggiunto un nuovo indicatore,
denominato “resa del capitale”, basato sul rapporto fra “Compensi
dichiarati” e “Valore dei beni strumentali”. Inoltre, nel calcolo del
tradizionale indicatore della resa oraria per addetto, ai fini
dell’attribuzione di un fattore correttivo in funzione del minor tempo
dedicato dal professionista all’attivita’, e’ stato aumentato il valore
massimo delle ore settimanali lavorate e delle settimane lavorate nell’anno.
Nello studio SK10U detti valori, pari a 40 ore e 45 settimane, sono stati
spesso criticati in quanto, per la specifica attivita’, essi non
corrispondevano al reale tempo medio dedicato all’attivita’ da parte di un
professionista che la svolge a tempo pieno per l’intero anno. Tali valori,
sulla base delle nuove elaborazioni effettuate, sono stati elevati,
rispettivamente, a 50 ore e 48 settimane.
Occorre da segnalare, infine, che rispetto ai tradizionali correttivi
previsti negli anni precedenti per lo studio SK10U, il nuovo studio TK10U,
sulla base delle motivazioni gia’ espresse nel paragrafo 9.4.3 della
circolare 54/E del 13 giugno 2001, mantiene soltanto la previsione del
correttivo legato ai beni strumentali e di quello relativo alle spese e
costi sostenuti per l’utilizzo di servizi di terzi e di strutture
polifunzionali. L’applicazione del correttivo legato ai beni strumentali
avviene attraverso la compilazione del quadro D del modello TK10U (righi D77
e D78) mentre l’applicazione del correttivo relativo alle spese e costi
sostenuti per l’utilizzo di servizi di terzi e di strutture polifunzionali,
avviene attraverso la compilazione del quadro X del medesimo modello.
In relazione all’applicazione di tale studio e’ opportuno tenere
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Circolare del 22/06/2006 n. 23
presente che in esso, non e’ stato previsto un cluster specifico per
l’attivita’ di radioterapia, separato da quello degli oncologi, attivita’
che, in considerazione della complessita’ delle operazioni e delle
attrezzature necessarie, viene solitamente svolta in strutture sanitarie di
rilevanti dimensioni. Tale mancanza puo’ riflettersi, di conseguenza, anche
nei risultati dell’applicazione dello studio di settore al singolo
professionista che esercita prevalentemente tale attivita’.
Occorre, inoltre, evidenziare che, il “peso” attribuito alla variabile
“compensi a terzi” potrebbe, in particolari circostanze, comportare
risultati anomali. In particolare, va considerata l’ipotesi in cui lo
svolgimento della professione medica avviene attraverso delle prestazioni
svolte in “equipe”. In questi casi puo’ verificarsi che l’attivita’
complessiva sia fatturata da un solo medico il quale a sua volta e’
destinatario delle prestazioni (quindi delle fatture) degli altri colleghi.
In queste situazioni, soprattutto laddove i compensi fatturati dai diversi
componenti dell’equipe ad un solo medico siano di un rilevante ammontare, lo
studio non riesce a cogliere sufficientemente il fenomeno.
2.8 Studio di settore TK17U – Attivita’ tecniche svolte da periti
industriali.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice attivita’: 74.20.B
– “Attivita’ tecniche svolte da periti industriali”.
Lo studio di settore TK17U sostituisce, a decorrere dal periodo
d’imposta 2005, lo studio di settore SK17U, approvato con decreto
ministeriale del 20 marzo 2001 e in vigore fino al periodo d’imposta 2004.
Per lo studio in oggetto e’ stata prevista l’applicazione “monitorata”,
per il solo periodo d’imposta 2004, con le caratteristiche indicate nel
decreto di approvazione degli studi delle attivita’ professionali del 5
aprile 2006.
L’evoluzione dello studio di settore in oggetto e’ stata condotta
analizzando le informazioni contenute nel modello SK17U costituente parte
integrante della dichiarazione UNICO 2003, unitamente alle informazioni
contenute nel questionario ESK17, anch’esso relativo al periodo d’imposta
2002.
Tra le principali novita’ dello studio in oggetto e’ possibile
evidenziare un miglioramento dei modelli organizzativi, con l’individuazione
di 17 gruppi omogenei (in luogo dei 7 caratterizzanti la precedente versione
dello studio).
In considerazione delle nuove modalita’ di determinazione dei compensi
che caratterizzano le evoluzioni degli studi per le attivita’ professionali,
non sono piu’ previsti i correttivi che caratterizzavano il vecchio studio.
Nel nuovo studio, infatti, risulta applicabile il solo correttivo
relativo alle spese e costi sostenuti per l’utilizzo di servizi di terzi e
di strutture polifunzionali, mediante la compilazione del quadro X del
modello.
Si segnala, infine, che nel calcolo dell’indicatore della resa oraria
per addetto, ai fini dell’attribuzione di un fattore correttivo in funzione
del minor tempo dedicato dal professionista all’attivita’, e’ stato
aumentato il numero delle ore settimanali lavorate e delle settimane
lavorate all’anno. Nello studio SK17U detti valori, pari a 40 ore e 45
settimane, sono stati spesso criticati in quanto, per la specifica
attivita’, essi non corrispondevano al reale tempo medio dedicato
all’attivita’ da parte di un professionista che la svolge a tempo pieno per
l’intero anno. Tali valori, pertanto, sulla base delle nuove elaborazioni
effettuate, sono stati elevati, rispettivamente, a 50 ore e 48 settimane.
2.9 Studio di settore TK19U – Attivita’ professionali paramediche
indipendenti.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice 85.14.2 – Attivita’
paramediche indipendenti.
Lo studio di settore TK19U sostituisce, a decorrere dal periodo
d’imposta 2005, lo studio di settore SK19U, approvato con decreto
ministeriale del 15 febbraio 2002 e in vigore a partire dal periodo
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Servizio di documentazione tributaria
Circolare del 22/06/2006 n. 23
d’imposta 2001.
Il nuovo studio e’ stato elaborato sulla base delle informazioni
contenute nel modello SK19U costituente parte integrante della dichiarazione
UNICO 2004, con riferimento al periodo d’imposta 2003.
Per tale studio e’ stata prevista l’applicazione monitorata, per il solo
periodo d’imposta 2005, le cui peculiarita’ sono state precedentemente
illustrate.
Tra le principali novita’ dello studio in oggetto e’ possibile
evidenziare un miglioramento dei modelli organizzativi, con l’individuazione
di 19 gruppi omogenei (in luogo degli 8 caratterizzanti la precedente
versione dello studio), tra i quali ne sono stati aggiunti dei nuovi che
individuano tipologie organizzative assenti nel precedente studio, come ad
esempio le attivita’ svolte da ostetriche, da dietisti, da logopedisti e da
ortottisti.
Al fine di migliorare l’analisi della coerenza, nella nuova versione
dello studio di settore la distribuzione ventilica e’ stata suddivisa non
solo sulla base della forma giuridica, ma anche in relazione alla
localizzazione territoriale dell’attivita’. E’ stato, altresi’, modificato
l’indicatore di coerenza dell’attivita’ d’impresa in “Valore aggiunto
orario”, al posto dell’indicatore della “Resa oraria” dell’attivita’ di
impresa.
Si evidenzia, inoltre, che, per migliorare la stima dei compensi, sono
state introdotte le seguenti novita’ nella funzione di regressione:
. l’esclusione dei compensi/ricavi derivanti dallo svolgimento
dell’attivita’ in Servizio Sanitario Nazionale;
. l’utilizzo del numero complessivo delle ore dedicate all’attivita’
(per l’attivita’ di lavoro autonomo);
. l’utilizzo delle percentuali di lavoro prestato dal personale non
dipendente (per l’attivita’ di impresa);
. l’inserimento di un correttivo sulla densita’ abitativa per comune
applicato al numero complessivo delle ore dedicate all’attivita’, per
i comuni con meno di 500 abitanti (per l’attivita’ di lavoro autonomo);
. l’inserimento di un correttivo, sul numero complessivo delle ore, per
l’attivita’ di lavoro dipendente a tempo pieno o a tempo parziale
(attivita’ di lavoro autonomo);
. l’eliminazione della valorizzazione della variabile relativa all’eta’
professionale che interviene ora come correttivo al numero complessivo
delle ore dedicate all’attivita’ (attivita’ di lavoro autonomo).
Al fine di distinguere l’attivita’ degli infermieri svolta per un
periodo di tempo continuato presso il domicilio dell’assistito con
compensi/ricavi piu’ bassi di quelli usuali, accogliendo le richieste delle
associazioni, e’ stata appositamente inserita una nuova variabile nel
modello TK19U, all’interno del quadro D, per individuare la percentuale di
compensi/ricavi derivanti dall'”Attivita’ di assistenza di tipo
continuativo, remunerate a forfait”, rispetto ai compensi/ricavi complessivi.
Inoltre, vista la eterogeneita’ delle attivita’ ricomprese in questo
studio di settore, e’ stato inserito un ulteriore nuovo rigo all’interno del
modello, dove viene richiesta “la percentuale di compensi derivanti
dall’attivita’ di ottico-optometrista sui compensi complessivi”. Tale
informazione servira’ ad individuare l’eventuale presenza, all’interno dello
studio TK19U, di ottici che compilano il suddetto studio al fine di
dichiarare i compensi derivanti dalla citata attivita’ sanitaria non medica.
Tali soggetti, infatti, pur esercitando l’attivita’ di “Commercio al
dettaglio di materiale per ottica (…)” contemplata nello studio TM15B, per
poter provvedere direttamente ad alcune attivita’ tipiche della loro
professione, quali “la misurazione del difetto visivo, l’approntamento degli
occhiali da vista e delle lenti graduate” (senza che il paziente debba
necessariamente fornire a tal scopo una prescrizione rilasciata da un
medico) devono fatturare tali operazioni come prestazioni di tipo
professionale.
2.10 Studio di settore TK22U – Servizi veterinari.
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Servizio di documentazione tributaria
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L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice 85.20.0 – Servizi
veterinari.
Lo studio di settore TK22U sostituisce, a decorrere dal periodo
d’imposta 2005, lo studio di settore SK22U, approvato con decreto
ministeriale dell’8 marzo 2002, pubblicato nel Supplemento Ordinario della
G.U. n. 73 del 27 marzo 2002 e in vigore a partire dal periodo d’imposta
2001.
Il nuovo studio e’ stato elaborato sulla base delle informazioni
contenute nel modello SK22U costituente parte integrante della dichiarazione
UNICO 2004, con riferimento al periodo d’imposta 2003.
Per tale studio e’ stata prevista l’applicazione monitorata, per il solo
periodo d’imposta 2005, le cui peculiarita’ sono state precedentemente
illustrate.
L’evoluzione dello studio in esame ha confermato i precedenti modelli
organizzativi e ne ha introdotti alcuni nuovi basati sull’attivita’ svolta
(visite domiciliari o presso allevamenti, effettuazione di esami
diagnostici), sulle aree di intervento (zootecnia con attivita’ prevalente
di prestazioni di inseminazione artificiale ed assistenza al
parto/ostetricia), sulla clientela (strutture sanitarie private, strutture
sanitarie pubbliche ed imprese industriali) e sugli aspetti strutturali
(cliniche veterinarie).
Al fine di migliorare l’analisi della coerenza, nella nuova versione
dello studio di settore la distribuzione ventilica e’ stata suddivisa non
solo sulla base della forma giuridica, ma anche in relazione alla
localizzazione territoriale dell’attivita’ esercitata in modo da poter
cogliere le rilevanti differenze che spesso emergono tra le varie aree
territoriali.
Si evidenzia inoltre che, per migliorare la stima dei compensi, sono
state introdotte le seguenti novita’ nella funzione di regressione:
. eliminazione della variabile relativa al “Valore dei beni strumentali”;
. utilizzo del numero complessivo delle ore dedicate all’attivita’;
. eliminazione della valorizzazione della variabile relativa all’eta’
professionale che interviene ora come correttivo al numero complessivo
delle ore dedicate all’attivita’.
Per quanto riguarda le ulteriori novita’ dello studio TK22U, occorre
evidenziare che l’evoluzione dello studio sui servizi veterinari ha portato
essenzialmente ad una maggiore definizione di talune specializzazioni e
all’evidenziazione delle cliniche veterinarie che, per la natura delle
prestazioni erogate e per la modalita’ di erogazione del servizio,
differiscono dagli studi e dagli ambulatori veterinari.
Al fine di adeguare il nuovo studio di settore alle modifiche
intervenute all’interno dell’attivita’ professionale, sono state, altresi’,
inserite, accogliendo le richieste delle associazioni, apposite informazioni
nel modello, che riguardano:
1. i “laboratori di analisi”, all’interno delle strutture sanitarie
private previste nella “tipologia della clientela”, necessario per
poter individuare un nuovo cluster dedicato ai veterinari che
esercitano esclusivamente l’attivita’ di “laboratorio di analisi”.
Tale voce e’ strettamente correlata all’esigenza di una esatta
individuazione e denominazione delle strutture veterinarie, che in
seguito all’accordo della Conferenza Stato-Regioni del novembre 2003,
sono cosi’ suddivise: lo studio veterinario, l’ambulatorio
veterinario, la clinica veterinaria-casa di cura veterinaria,
l’ospedale veterinario ed il laboratorio veterinario di analisi;
2. i “costi derivanti dalla dispensazione del farmaco ai sensi del D.M.
n. 306/2001”, all’interno degli “Elementi contabili specifici”, nel
quadro D. Ai sensi del decreto ministeriale n. 306 del 16 maggio
2001, infatti, il medico veterinario puo’ cedere il farmaco con il
quale ha iniziato la terapia ambulatoriale ai propri pazienti, in
considerazione della difficolta’ frequente di reperire farmaci ad uso
veterinario in farmacia;
3. un’apposita sezione “Altri dati”, contenente:
a. l’informazione relativa all'”attivita’ di assistenza
igienico-sanitaria presso aziende zootecniche e/o allevamenti,
svolte in convenzione con associazioni allevatoriali (APA e ARA)”,
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Servizio di documentazione tributaria
Circolare del 22/06/2006 n. 23
dove si chiede il numero dei capi trattati (distinti per
ovocaprini e bovini), e la percentuale dei compensi conseguiti da
tali prestazioni, rispetto ai compensi complessivi. Tale tipo di
attivita’ e’ svolta a favore di associazioni di allevatori a
livello provinciale e/o regionale, sulla base di convenzioni
particolari e gli onorari del veterinario, pur facendo riferimento
ad un unico utente nella fattura, riguardano prestazioni relative
a numerosi allevatori privati, facenti parte dell’associazione
medesima;
b. l’informazione relativa agli “esami diagnostici per immagine (RX,
ecografia, endoscopia, TAC, risonanza magnetica)” di cui si chiede
il numero di quelli effettuati nell’anno e la percentuale di
compensi cui hanno dato origine. Tale dato servira’ a distinguere
gli esami diagnostici per immagine dagli esami di laboratorio e
contribuire ad individuare in maniera piu’ precisa il campo
d’intervento del medico veterinario.
Con riferimento, infine, all’irrilevanza dell’informazione relativa alla
“provenienza della clientela” si e’ provveduto, nel nuovo modello, ad
eliminare tale sezione analogamente ad altri studi di settore delle
attivita’ professionali.
2.11 Studio di settore TK56U – Laboratori di analisi cliniche.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice 85.14.A –
“Laboratori di analisi cliniche”.
Lo studio di settore TK56U, approvato con carattere di applicazione
“monitorata” costituisce, con riguardo all’attivita’ svolta in qualita’ di
esercente arti e professioni, l’evoluzione dello studio SG56U, approvato con
decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 20 marzo 2001 ed in
vigore fino al periodo d’imposta 2004 ed e’ stato elaborato analizzando le
informazioni contenute nel modello SG56U, costituente parte integrante della
dichiarazione UNICO 2004.
Il nuovo studio interessa esclusivamente i soggetti che realizzano
redditi di lavoro autonomo. I contribuenti che esercitano l’attivita’ di
“Laboratori di analisi cliniche”- 85.14.A in forma d’impresa, sono invece
interessati dallo studio SG57U.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di individuare 3 gruppi
omogenei differenziati secondo il numero di addetti, il numero di esami
effettuati e il consumo di reagenti.
Nella definizione delle funzioni di regressione si e’ tenuto conto
esclusivamente dei compensi derivanti da attivita’ diverse da quelle in
convenzione con il SSN; di conseguenza tutte le variabili sono state
ponderate con la percentuale di compensi derivante da attivita’ non in
convenzione con il SSN. Pertanto, nell’applicazione dello studio, viene
“sterilizzata” dalla stima dei compensi la parte dei compensi relativi alle
prestazioni in convenzione con il SSN per le quali e’ stato richiesto il
rimborso al SSN. Nel modello e’ stata inserita, a tale scopo, la distinta
indicazione delle percentuali di compensi relativi a prestazioni in
convenzione con il SSN richieste a rimborso e non richieste a rimborso.
3. ATTIVITA’ DEI SERVIZI
3.1 Studio di settore SG57U – Altri studi medici e poliambulatori
specialistici.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai codici:
. 85.12.B – Altri studi medici e poliambulatori specialistici;
. 85.12.3 – Studi di radiologia e radioterapia;
. 85.12.5 – Altre istituzioni sanitarie senza ricovero, centri dialisi,
ambulatori tricologici, ecc.;
. 85.14.A – Laboratori di analisi cliniche.
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Servizio di documentazione tributaria
Circolare del 22/06/2006 n. 23
Lo studio di settore SG57U analizza le attivita’ economiche relative al
settore dei laboratori e degli ambulatori, svolte in forma d’impresa.
Il nuovo studio e’ stato elaborato analizzando le informazioni contenute
nel questionario SG57, relativo al periodo d’imposta 2002.
Con riguardo esclusivamente all’attivita’ (svolta in forma d’impresa) di
” Laboratori di analisi cliniche” – 85.14.A, lo studio SG57U costituisce
evoluzione dello studio SG56U.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di individuare 14
gruppi omogenei sulla base della specializzazione per tipologia di attivita’
e prestazione e del fattore dimensionale.
Nella definizione delle funzioni di regressione si e’ tenuto conto
esclusivamente dei ricavi derivanti da attivita’ diverse da quelle in
convenzione con il SSN; di conseguenza tutte le variabili sono state
ponderate con la percentuale di ricavi derivanti da attivita’ non in
convenzione con il SSN. Pertanto, nell’applicazione dello studio, viene
“sterilizzata” dalla stima dei ricavi la parte dei ricavi relativi alle
prestazioni in convenzione con il SSN per le quali e’ stato richiesto il
rimborso al SSN. Nel modello e’ stata inserita, a tale scopo, la distinta
indicazione delle percentuali di ricavi relativi a prestazioni in
convenzione con il SSN richieste a rimborso e non richieste a rimborso.
Inoltre, al fine della esatta determinazione dei ricavi da
“sterilizzare”, provenienti da prestazioni in convenzione con il SSN, lo
studio coglie la differenza tra valore nominale e valore contabile delle
prestazioni nel caso in cui l’impresa abbia percepito somme di minore
entita’ (valore contabile) rispetto al valore nominale stabilito.
3.2 Studio di settore TG33U – Servizi degli istituti di bellezza.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice: 93.02.B – “Servizi
degli istituti di bellezza”.
Lo studio di settore TG33U costituisce l’evoluzione dello studio SG33U,
approvato con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 30
marzo 1999 ed in vigore fino al periodo d’imposta 2004.
Il nuovo studio e’ stato elaborato analizzando le informazioni contenute
nel modello SG33U, costituente parte integrante della dichiarazione UNICO
2003, completate dalle ulteriori informazioni contenute nel questionario
ESG33, anch’esso relativo al periodo d’imposta 2002.
Per lo studio di settore in esame sono state utilizzate, nella funzione
della stima dei ricavi, le tariffe applicate dall’impresa al fine di
cogliere le differenze legate alla fascia qualitativa del servizio offerto e
le differenze connesse all’ubicazione dell’esercizio.
Il livello delle tariffe applicate dalla singola impresa, raffrontate
con i valori di riferimento individuati per il settore, hanno permesso di
graduare i coefficienti delle variabili “Costo del venduto”, “Costo per la
produzione di servizi”, “Spese per acquisti di servizi”.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di individuare 13
cluster, in luogo dei 7 che caratterizzavano il precedente studio ed ha
permesso di individuare differenti modelli di imprese sulla base della
tipologia del servizio, della modalita’ organizzativa, della dimensione
della struttura e della localizzazione.
E’ stato possibile effettuare un affinamento dell’analisi della coerenza
economica delle singole attivita’ produttive dello studio in esame. Tale
analisi viene ora infatti effettuata non piu’, com’era previsto per il
previgente studio, sulla base degli indicatori della “Resa oraria per
addetto” e dell'”Incidenza dei costi sui ricavi”, ma utilizzando due nuovi
indici:
– valore aggiunto orario per addetto: (ricavi – costo del venduto – costo
per la produzione di servizi – spese per acquisti di servizi) / (numero
addetti*312*8);
– incidenza dei costi e spese sui ricavi: costo del venduto + costo per la
produzione di servizi) +spese per acquisti di servizi)*100 / ricavi.
3.3 Studio di settore TG46U – Riparazione di trattori agricoli.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al seguente codice attivita’:
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Circolare del 22/06/2006 n. 23
29.31.2 “Riparazione di trattori agricoli”.
Lo studio di settore TG46U, e’ il risultato della evoluzione dello
studio di settore SG46U. approvato con decreto ministeriale del 30 marzo
1999 ed aveva validita’, ai fini dell’accertamento, a decorrere dal periodo
d’imposta 1998.
Le nuove analisi effettuate sullo studio di settore SG46U sono state
condotte analizzando i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai
fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2003.
L’evoluzione dello studio di settore TG46U ha permesso di cogliere i
cambiamenti strutturali e le modifiche dei modelli organizzativi. La
maggiore focalizzazione sulla tipologia di attivita’ svolta (riparazione di
trattori e riparazione di attrezzi agricoli), insieme al fattore
dimensionale, ha consentito di migliorare la ripartizione in gruppi omogenei
che sono passati dai 2 dello studio SG46U ai 4 dell’attuale versione.
Per quanto riguarda gli indicatori di coerenza, si evidenzia che nella
fase di costruzione del nuovo studio di settore, e’ emerso che le attivita’
analizzate sono svolte adottando modalita’ organizzative tali da richiedere
l’elaborazione di nuovi indicatori economico-contabili specifici delle
attivita’ in esame. Nella versione precedente dello studio di settore,
l’unico indicatore di coerenza utilizzato era il “Rendimento Orario per
Addetto”.
Conformemente a quanto previsto negli altri studi di settore evoluti e
al fine di semplificare gli adempimenti dei contribuenti, il nuovo studio
consente l’applicabilita’ dello stesso ai soggetti che esercitano
l’attivita’ con piu’ punti di vendita. Si ricorda, infatti che il precedente
studio SG46U prevedeva una causa di inapplicabilita’ nei confronti delle
imprese che esercitavano l’attivita’ con piu’ punti di vendita.
3.4 Studio di settore TG51U – Attivita’ di conservazione e restauro di opere
d’arte.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice 92.31.H – Attivita’
di conservazione e restauro di opere d’arte.
Lo studio di settore TG51U sostituisce, a partire dal periodo d’imposta
2005, lo studio di settore SG51U, approvato con decreto ministeriale del 30
marzo 1999 e in vigore a partire dal periodo d’imposta 1998.
Il nuovo studio e’ stato elaborato sulla base delle informazioni
contenute nel modello SG51U costituente parte integrante della dichiarazione
UNICO 2004, con riferimento al periodo d’imposta 2003.
Tra le principali novita’ dello studio in oggetto e’ possibile
evidenziare un miglioramento dei modelli organizzativi, con l’individuazione
di 10 gruppi omogenei, mentre la precedente versione dello studio ne aveva
delineati solo 4.
Inoltre, lo studio TG51U determina, in termini di semplificazione, la
riduzione dei soggetti con l’obbligo dell’annotazione separata per le
imprese multipunto, che verranno colte dal nuovo studio.
Al fine di migliorare l’analisi della coerenza, nella nuova versione
dello studio di settore la distribuzione ventilica e’ stata suddivisa sulla
base del personale dipendente. E’ stato, altresi’, modificato l’indicatore
di coerenza in “Valore aggiunto orario per addetto”, in luogo della
precedente “Resa oraria per addetto”. Nel nuovo indicatore, peraltro, sono
state utilizzate le percentuali di lavoro prestato dal personale non
dipendente.
Per migliorare la stima dei ricavi, nelle funzioni di regressione si e’
tenuto conto anche delle possibili differenze di risultati economici legate
allo svolgere l’attivita’ in altre regioni, diverse da quella in cui
l’impresa ha il domicilio fiscale, o all’estero. Anche nelle suddette
funzioni, poi, sono state utilizzate le percentuali di lavoro prestato dal
personale non dipendente.
3.5 Studio di settore TG55U – Servizi di pompe funebri e attivita’ connesse.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice di attivita’
93.03.3 – Servizi di pompe funebri e attivita’ connesse.
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Circolare del 22/06/2006 n. 23
Lo studio di settore TG55U, e’ il risultato della evoluzione dello
studio di settore SG55U. Lo studio di settore SG55U, era stato approvato con
decreto del 6 marzo 2003 ed aveva validita’, ai fini dell’accertamento, a
decorrere dal periodo d’imposta 2002.
Le nuove analisi effettuate sullo studio di settore SG55U sono state
condotte analizzando i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai
fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2003.
L’evoluzione dello studio di settore TG55U ha permesso di cogliere i
cambiamenti strutturali, le modifiche dei modelli organizzativi, le
variazioni di mercato all’interno del settore economico. Infatti, con il
nuovo studio di settore e’ stato tenuto conto delle possibili differenze di
risultati derivanti dalla tipologia di attivita’ svolta e dal comparto di
specializzazione. Cio’ ha consentito di individuare gruppi omogenei di
imprese che offrono servizi cimiteriali su concessione o appalto comunale.
In particolare, sono stati individuati 7 modelli organizzativi (rispetto
ai 6 complessivi dello studio precedente), distinti sulla base:
. della dimensione della struttura organizzativa;
. delle spese per acquisto di servizi da altre imprese del settore;
. della tipologia di servizi prestati;
. della tipologia di clientela.
Per quanto riguarda gli indicatori di coerenza, si evidenzia che nella
fase di costruzione del nuovo studio di settore, e’ emerso che le attivita’
analizzate sono svolte adottando modalita’ organizzative tali da richiedere
l’elaborazione di nuovi indicatori economico-contabili specifici delle
attivita’ in esame.
I nuovi indicatori economici di coerenza individuati sono i seguenti:
. margine operativo lordo sui ricavi = (ricavi – costo del venduto – costo
per la produzione di servizi – spese per acquisti di servizi – spese per
lavoro dipendente e per altre prestazioni diverse da lavoro dipendente
afferenti l’attivita’ dell’impresa) * 100 / ricavi;
. numero servizi per addetto = numero di servizi / numero addetti;
. ricavo medio per servizio = ricavi / numero di servizi.
Per ogni gruppo omogeneo, distintamente per forma giuridica e sulla base
del personale dipendente per il “margine operativo lordo sui ricavi” e per
il “numero servizi per addetto” e sulla base della localizzazione
territoriale per il “ricavo medio per servizio”, e’ stata calcolata la
distribuzione ventilica di ciascuno degli indicatori precedentemente
definiti.
Nella versione precedente degli studi di settore, gli indicatori di
coerenza utilizzati erano il “Valore aggiunto per Addetto”, il ” Margine
operativo lordo sui ricavi” e il “Ricavo medio per servizio”.
3.6 Studio di settore TG58U – Campeggi ed aree attrezzate per roulotte.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai codici:
. 55.22.0 – “Campeggi ed aree attrezzate per roulotte”;
. 55.23.1 – “Villaggi turistici”.
Lo studio di settore TG58U costituisce l’evoluzione dello studio SG58U,
approvato con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 26
febbraio 2000 ed in vigore fino al periodo d’imposta 2004.
Il nuovo studio e’ stato elaborato sulla base delle informazioni
contenute nel modello SG58U costituente parte integrante della dichiarazione
UNICO 2004, con riferimento al periodo d’imposta 2003.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di individuare 9
cluster, in luogo dei 5 che caratterizzavano il precedente studio ed ha
permesso di individuare differenti modelli di imprese sulla base della
tipologia dell’offerta e le caratteristiche della struttura, della tipologia
di utenza, della gestione diretta di servizi accessori, della dimensione.
E’ stato possibile effettuare un affinamento dell’analisi della coerenza
economica delle singole attivita’ produttive dello studio in esame. Tale
analisi viene ora effettuata non piu’ sulla base degli indicatori del
“Ricavo medio per presenza” e della “Produttivita’ teorica annuale per
addetto”, ma utilizzando due nuovi indici:
– valore aggiunto per addetto: (ricavi – costo del venduto – costo per la
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produzione di servizi – spese per acquisti di servizi) / (numero
addetti*1.000);
– ricavo medio per presenza relativo all’attivita’ ricettiva: piazzole +
unita’ abitative + mezza pensione + pensione completa + affitto tende,
caravan o roulotte) * ricavi/100)/numero totale di presenze.
Nell’ambito della funzione di regressione, infine, si sottolinea che si
e’ tenuto conto delle possibili differenze di risultati economici legate ai
diversi valori delle tariffe applicate dalle imprese per i principali
servizi offerti, rilevando cosi’ il livello qualitativo delle strutture,
anche connesso all’ubicazione delle stesse.
3.7 Studio di settore TG60U – Stabilimenti balneari.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice 92.72.1 – Gestione
di stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali.
Si fa presente, tuttavia, che lo studio di settore TG60U si applica
anche alle seguenti attivita’:
a) Ristoranti, trattorie, pizzerie, osterie e birrerie con cucina,
codice attivita’ 55.30.A;
b) Ristorazione con preparazione di cibi da asporto, codice attivita’
55.30.2;
c) Servizi di ristorazione in self-service, codice attivita’ 55.30.B;
d) Ristoranti con annesso intrattenimento e spettacolo, codice attivita’
55.30.C;
e) Bar e caffe’, codice attivita’ 55.40.A;
f) Gelaterie e pasticcerie con somministrazione, codice attivita’ 55.30.4;
g) Bar, caffe’ con intrattenimento e spettacolo, codice attivita’ 55.40.C.
Le attivita’ indicate alle lettere da a) a g) rientrano tra quelle per
le quali si applica il presente studio di settore solo se svolte da
contribuenti titolari di concessione per l’esercizio della attivita’ di
Gestione di stabilimenti balneari: marittimi, lacuali e fluviali – codice
attivita’ 92.72.1. Si applica lo studio TG60U anche se l’attivita’ di
gestione di stabilimenti balneari non e’ prevalente, in termini di ricavi,
rispetto alle attivita’ precedentemente elencate.
Lo studio di settore TG60U e’ il risultato dell’evoluzione dello studio
SG60U, approvato con decreto ministeriale del 16 febbraio 2001, in vigore
fino al periodo d’imposta 2004 e relativo alla medesima attivita’.
L’evoluzione dello studio di settore TG60U e’ stata condotta utilizzando
i dati contenuti nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2003.
Tra le principali novita’ dello studio in oggetto, si segnala il
miglioramento dei modelli organizzativi, che sono passati dai 7 della
versione precedente agli 8 della attuale, e l’introduzione dell’indicatore
di coerenza “Incidenza percentuale dei costi e spese sui ricavi”.
Riguardo l’analisi della coerenza, si evidenzia che le distribuzioni
ventiliche degli indicatori “Valore aggiunto per addetto” e “Incidenza dei
costi e spese sui ricavi” sono state suddivise sulla base della presenza o
meno di personale dipendente, mentre quelle relative all’indicatore
“Giornate teoriche di pieno utilizzo delle strutture di base” sono state
suddivise in relazione all’appartenenza o meno ai cluster territoriali n. 2
e 5 (aree a basso livello di benessere) della territorialita’ generale a
livello regionale.
Nell’ambito della funzione di regressione, infine, si sottolinea che si
e’ tenuto conto delle possibili differenze di risultati economici legate ai
diversi valori delle tariffe applicate dalle imprese per i principali
servizi offerti, rilevando cosi’ il livello qualitativo delle strutture,
anche connesso all’ubicazione delle stesse.
3.8 Studio di settore TG68U – Trasporti di merce su strada.
Le attivita’ interessate sono quelle relative al seguente codice
attivita’: 60.24.0 Trasporto di merci su strada
Lo studio di settore TG68U e’ il risultato della “evoluzione” dello
studio di settore SG68U, (il quale a sua volta costituiva gia’ l’evoluzione
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del previgente studio di settore SG68U), approvato con decreto ministeriale
del 25 marzo 2002 ed aveva validita’, ai fini dell’accertamento, a decorrere
dal periodo d’imposta 2001.
Le nuove analisi effettuate sullo studio di settore SG68U sono state
condotte analizzando i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai
fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2003.
L’evoluzione dello studio di settore TG68U ha permesso di cogliere i
cambiamenti strutturali e le modifiche dei modelli organizzativi. Rispetto
alla precedente versione dello studio, le informazioni richieste con il
modello SG68U hanno permesso di confermare la struttura dei cluster della
precedente versione, con l’aggiunta di tre ulteriori nuovi gruppi:
– Imprese di trasporto di prodotti alimentari con piccole flotte di veicoli
frigo fino a 11,5 T di PTT;
– Imprese di trasporto di ghiaia, sabbia e altri materiali da costruzione
con piccole flotte di veicoli ribaltabili;
– Imprese di trasporto con piccole flotte di portacontainer.
A seguito del parere espresso dalla Commissione degli esperti, si
evidenzia che, nel “Quadro X – Altre informazioni rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore” per le imprese non congrue e’
previsto, in aggiunta ai correttivi gia’ presenti nello studio di settore
SG68U, un nuovo correttivo c.d. “dinamico” che consente di verificare se
l’eventuale differenza tra l’ammontare dei ricavi contabilizzati e quello
risultante dall’applicazione dello studio di settore derivi, in tutto o in
parte, dall’incremento del costo del carburante e dei lubrificanti
registratosi negli ultimi anni.
Il correttivo e’ stato determinato, sulla base delle elaborazioni
effettuate dalla SOSE S.p.A., esaminando nel biennio 2003-2005, a parita’ di
volume di traffico (km percorsi), la crescita del costo del carburante e dei
lubrificanti, l’evoluzione delle spese per acquisti di servizi, la crescita
delle spese per il personale dipendente e l’incremento dei ricavi volto a
compensare l’aumento di tali costi.
Il correttivo individuato viene definito “dinamico” in quanto e’
previsto per ogni anno di applicazione dello studio TG68U la
rideterminazione di tale valore legandolo all’eventuale variazione del costo
del carburante e dei lubrificanti ed in generale all’evoluzione della
struttura dei costi – ricavi delle imprese in esame
Al fine di monitorare le imprese che comprendono nel proprio parco di
automezzi anche veicoli non impiegati direttamente nel ciclo produttivo, e’
stata predisposto una apposita sezione nel “Quadro Z” contenente la
richiesta del numero dei veicoli di scorta (veicoli impiegati esclusivamente
per la sostituzione di veicoli guasti) e l’indicazione dei veicoli di
servizio (veicoli utilizzati esclusivamente per il soccorso, per il
trasporto di materiale al servizio del proprio parco veicolare o per fare
movimentazioni di carico e scarico di unita’ operative).
Inoltre, nello stesso quadro Z, sono state inserite ulteriori
informazioni al fine di effettuare il monitoraggio dell’impatto
dell’emergenza aviaria nella filiera dei prodotti avicoli.
3.9 Studio di settore TG72B – Altri trasporti terrestri di passeggeri.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai seguenti codici
attivita’:
. 60.21.0 Altri trasporti terrestri, regolari, di passeggeri;
. 60.23.0 Altri trasporti terrestri non regolari di passeggeri.
Lo studio di settore TG72B, e’ il risultato della “evoluzione” dello
studio di settore SG72B. Lo studio di settore SG72B, era stato approvato con
decreto ministeriale del 20 marzo 2001 ed aveva validita’, ai fini
dell’accertamento, a decorrere dal periodo d’imposta 2000.
Le nuove analisi effettuate sullo studio di settore SG72B sono state
condotte analizzando i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai
fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta 2003,
nonche’ delle ulteriori informazioni contenute nell’apposito questionario
per l’evoluzione dello studio ESG72B relativo al periodo d’imposta 2003.
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L’evoluzione dello studio di settore TG72B ha permesso di cogliere i
cambiamenti strutturali e le modifiche dei modelli organizzativi. Rispetto
alla precedente versione dello studio, le informazioni richieste con il
questionario ESG72B hanno permesso una maggiore focalizzazione dei gruppi
omogenei sulla base della tipologia di attivita’ svolta in particolare per
quanto riguarda il cluster delle imprese che effettuano trasporto regolare
specializzato (cluster 1). Inoltre sono emersi i cluster delle imprese che
effettuano sia servizio di noleggio con conducente che trasporto pubblico di
linea (Cluster 2 -Noleggio con conducente e trasporto pubblico di linea- e
Cluster 4 – Servizi di noleggio con conducente e trasporto pubblico di linea
erogati da imprese di grandi dimensioni-).
Per quanto riguarda gli indicatori di coerenza, si evidenzia che nella
fase di costruzione del nuovo studio di settore, e’ emerso che le attivita’
analizzate sono svolte adottando modalita’ organizzative tali da richiedere
l’elaborazione di nuovi indicatori economico-contabili specifici delle
attivita’ in esame. Nella versione precedente dello studio di settore,
l’unico indicatore di coerenza utilizzato era la “Produttivita’ per Addetto”.
A seguito del parere espresso dalla Commissione degli esperti, si
evidenzia che, nel “Quadro X – Altre informazioni rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore” per le imprese non congrue e’
previsto in aggiunta ai correttivi gia’ presenti nello studio SG72B un nuovo
correttivo “dinamico” che consente di verificare se l’eventuale differenza
tra l’ammontare dei ricavi contabilizzati e quello risultante
dall’applicazione dello studio di settore derivi, in tutto o in parte,
dall’incremento del costo del carburante registratosi negli ultimi anni.
Il correttivo, sulla base delle elaborazioni effettuate dalla SOSE
S.p.A., e’ stato determinato esaminando nel biennio 2003-2005, a parita’ di
volume di traffico (km percorsi), la crescita del costo del carburante,
l’evoluzione delle spese per acquisti di servizi, la crescita delle spese
per il personale dipendente e l’incremento dei ricavi volto a compensare
l’aumento di tali costi.
Il correttivo individuato viene definito “dinamico” in quanto e’
prevista per ogni anno di applicazione dello studio TG72B la
rideterminazione di tale valore legandolo all’eventuale variazione del costo
del carburante ed in generale all’evoluzione della struttura dei costi –
ricavi delle imprese contraddistinte dai codici attivita’ 60.21.0. e 60.23.0.
Si sottolinea inoltre, che le imprese che risultano beneficiarie dei
contributi in conto esercizio (ai sensi dell’articolo 6 della legge 1 aprile
1981, n. 151 e articolo 1 del D.L. n. 833 del 1986, convertito con
modificazioni dalla legge 6 febbraio 1987 n. 18, erogati dalle Regioni ai
sensi dell’articolo 3, comma 1, della legge 28 dicembre 1995, n. 549),
dovranno riportare tali contributi nel “Quadro D” (rigo D14) del modello
TG72B. Detti contributi pertanto non dovranno essere indicati nel quadro F
relativo ai dati contabili. Il software GE.RI.CO. procedera’ a sommare tali
contributi ai ricavi dichiarati nel quadro F, ai fini del confronto con il
ricavo congruo stimato e ai fini del calcolo degli indicatori di coerenza.
E’ importante dunque, che gli uffici controllino che i suindicati
contributi non siano stati indicati nel Quadro F – Elementi contabili – tra
i ricavi dichiarati.
4. ATTIVITA’ DEL COMMERCIO.
4.1 Studio di settore TM11U – Commercio al dettaglio di ferramenta,
materiale elettrico e termoidraulico, pitture e vetro piano, di articoli
igienico-sanitari, Commercio all’ingrosso di carte da parati, di legname,
semilavorati in legno e legno artificiale, di materiali da costruzione
(inclusi i materiali igienico-sanitari), di vetro piano, di vernici e
colori, di articoli in ferro e in altri metalli (ferramenta), di apparecchi
e accessori per impianti idraulici e di riscaldamento, ecc.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai codici attivita’:
. 52.46.1 Commercio al dettaglio di ferramenta, materiale elettrico e
termoidraulico, pitture e vetro piano;
. 52.46.2 Commercio al dettaglio di articoli igienico-sanitari;
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. 52.46.3 Commercio al dettaglio di materiali da costruzione;
. 52.48.9 Commercio al dettaglio di carta da parati e di rivestimenti
per pavimenti;
. 51.44.3 Commercio all’ingrosso di carte da parati;
. 51.53.1 Commercio all’ingrosso di legname, semilavorati in legno e
legno artificiale;
. 51.53.2 Commercio all’ingrosso di materiali da costruzione (inclusi
i materiali igienico-sanitari);
. 51.53.3 Commercio all’ingrosso di vetro piano;
. 51.53.4 Commercio all’ingrosso di vernici e colori;
. 51.54.1 Commercio all’ingrosso di articoli in ferro e in altri metalli
(ferramenta);
. 51.54.2 Commercio all’ingrosso di apparecchi e accessori per impianti
idraulici e di riscaldamento.
Lo studio di settore TM11U e’ il risultato dell’evoluzione degli studi
SM11A (relativo al commercio al dettaglio) e SM11B (commercio all’ingrosso),
approvati con decreto ministeriale del 15 febbraio 2002, in vigore fino al
periodo d’imposta 2004 e relativi alle medesime attivita’. Cio’ ha permesso
di evitare l’obbligo dell’annotazione separata per gli operatori che
contemporaneamente svolgono attivita’ di commercio all’ingrosso e al
dettaglio.
L’evoluzione dello studio di settore TM11U e’ stata condotta analizzando
i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore SM11A e SM11B relativi al periodo d’imposta 2002,
completati con ulteriori informazioni contenute nel questionario ESM11
inviato ai contribuenti per l’evoluzione dello studio in oggetto.
Tra le principali novita’ dello studio in oggetto, e’ possibile
evidenziare un miglioramento dei modelli organizzativi, con l’individuazione
di gruppi omogenei diversi ed ulteriori rispetto a quelli caratterizzanti i
precedenti studi, passando dai 19 cluster che caratterizzavano il precedente
studio SM11A e dai 17 cluster del precedente studio SM11B, ai 43 attuali.
L’attuale studio di settore discrimina i soggetti in funzione della
tipologia di clientela servita, ed in particolare:
– utilizzatori professionali e/o clienti di tipo “business”;
– commercianti;
– filiera del legno;
– clienti privati;
– clientela diversificata.
Per quanto riguarda invece le categorie merceologiche, lo studio di
settore ha permesso di evidenziare punti vendita specializzati in:
– ferramenta ed utensileria;
– termoidraulica;
– legname;
– materiali da costruzione;
– piastrelle e pavimenti;
– colori e vernici;
– offerta differenziata.
Per quanto riguarda gli indicatori di coerenza e la funzione di
regressione e’ stata utilizzata anche la percentuale di lavoro prestato dal
personale non dipendente.
Infine, relativamente alle problematiche che potrebbero scaturire
dall’applicazione pratica dello studio TM11U, si deve tener conto delle
caratteristiche peculiari che caratterizzano l’impresa, specie con
riferimento alla modalita’ organizzativa adottata dalla stessa e ai prodotti
merceologici offerti.
Tali caratteristiche potrebbero determinare un’incoerenza degli
indicatori specifici dello studio, dovuta alle particolari modalita’
operative dell’impresa.
In questi casi valgono le istruzioni gia’ delineate nella circolare n.
58/E del 27 giugno 2002, relativamente agli studi di settore SM11A e SM11B.
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4.2 Studio di settore TM12U – Commercio al dettaglio di libri nuovi.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice attivita’ 52.47.1 –
Commercio al dettaglio di libri nuovi.
Lo studio di settore TM12U e’ il risultato dell’evoluzione dello studio
SM12U, approvato con decreto ministeriale del 16 febbraio 2001, in vigore
fino al periodo d’imposta 2004 e relativo alla medesima attivita’.
L’evoluzione dello studio di settore e’ stata condotta analizzando i
modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2003.
Tra le principali novita’ dello studio in oggetto, e’ possibile
evidenziare un miglioramento dei modelli organizzativi, con l’individuazione
di gruppi omogenei diversi ed ulteriori rispetto a quelli caratterizzanti il
precedente studio, passando dai 6 cluster che caratterizzavano la precedente
versione ai 15 attuali.
Infatti, rispetto alla vecchia versione dello studio, grazie all’ausilio
di nuove variabili nel quadro Z, e’ stato possibile distinguere le librerie
con vendita di testi scolastici da quelle che vendono testi universitari e,
ancora, individuare il cluster dei remainder.
Dall’analisi, inoltre, sono emersi nuovi cluster caratterizzati: da
prodotti merceologici che nella vecchia versione non erano risultati
rilevanti, dalla tipologia di localizzazione e dalla modalita’ organizzativa.
L’aver considerato le imprese multipunto ha permesso di circoscrivere le
catene di librerie e il fattore dimensionale ha rivelato tre grandezze di
negozi despecializzati: piccoli, medio-grandi e grandi; diversamente, la
precedente classificazione distingueva solo le piccole librerie
despecializzate da quelle piu’ grandi.
Inoltre, il nuovo studio di settore determina, in termini di
semplificazione, la riduzione dei soggetti con l’obbligo dell’annotazione
separata per le imprese multipunto, dal momento che le stesse sono colte
dalla nuova elaborazione dello studio TM12U.
Per quanto riguarda gli indicatori di coerenza e la funzione di
regressione e’ stata utilizzata anche la percentuale di lavoro prestato dal
personale non dipendente.
4.3 Studio di settore TM15B – Commercio al dettaglio di materiale per
ottica, fotografia, cinematografia, strumenti di precisione.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice attivita’ 52.48.2
Commercio al dettaglio di materiale per ottica, fotografia, cinematografia,
strumenti di precisione.
Lo studio TM15B e’ il risultato della “evoluzione”dello studio SM15B,
approvato con decreto ministeriale del 15 febbraio 2002 e in vigore fino al
periodo d’imposta 2004.
L’evoluzione dello studio di settore e’ stata condotta analizzando i
modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore per il periodo d’imposta 2002, completati con
ulteriori informazioni contenute nel questionario ESM15 inviato ai
contribuenti per l’evoluzione dello studio in oggetto.
Tra le principali novita’ del TM15B e’ possibile evidenziare il venir
meno dell’obbligo dell’annotazione separata per i soggetti che utilizzano
piu’ punti vendita (cosiddetti “multipunto”) e la distinzione tra catene di
negozi e punti vendita di grandi dimensioni.
Ai modelli organizzativi individuati dallo studio precedente si sono
aggiunti i negozi specializzati in materiale fotografico di consumo,
videocassette e batterie; le catene di ottica; i negozi di sviluppo e stampa
di materiale fotografico; i negozi di fotografia con offerta estesa ai
servizi fotografici e video riprese. I cluster sono passati da 11 a 13.
Per quanto riguarda gli indicatori di coerenza e la funzione di
regressione e’ stata utilizzata anche la percentuale di lavoro prestato dal
personale non dipendente.
4.4 Studio di settore TM17U – Commercio all’ingrosso di cereali, legumi
secchi e sementi.
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Le attivita’ interessate sono quelle relative ai seguenti codici attivita’:
. 51.21.1 Commercio all’ingrosso di cereali e legumi secchi;
. 51.21.2 Commercio all’ingrosso di sementi e alimenti per il bestiame,
piante officinali, semi oleosi, patate da semina.
Lo studio di settore TM17U e’ il risultato dell’evoluzione dello studio
SM17U, approvato con decreto ministeriale del 16 febbraio 2001, in vigore
fino al periodo d’imposta 2004 e relativo, dal 2003 alle medesime attivita’.
Si ricorda, a tale proposito, che fino alla suddetta data lo studio
SM17U comprendeva anche il codice 51.37.A “Commercio all’ingrosso di caffe'”
e le imprese che svolgevano questa attivita’ erano state differenziate in
uno specifico gruppo omogeneo. Dal periodo d’imposta 2003, invece, dette
imprese sono state interessate dall’applicazione dello studio di settore
SD45U.
L’evoluzione dello studio di settore TM17U e’ stata condotta analizzando
i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2003.
Tra le principali novita’ dello studio in oggetto, e’ possibile
evidenziare un miglioramento dei modelli organizzativi, con l’individuazione
di gruppi omogenei diversi ed ulteriori rispetto a quelli caratterizzanti il
precedente studio, passando dai 9 cluster che caratterizzavano la precedente
versione agli 11 attuali.
Infatti, rispetto alla vecchia versione dello studio, la maggiore
focalizzazione sui prodotti merceologici venduti e sulla tipologia di
vendita ha consentito di migliorare la ripartizione in gruppi omogenei.
Inoltre, le informazioni richieste nel quadro Z hanno consentito di
distinguere un gruppo omogeneo di imprese che svolgono fasi di lavorazione
sul prodotto.
Il nuovo studio di settore determina, poi, in termini di
semplificazione, la riduzione dei soggetti con l’obbligo dell’annotazione
separata per le imprese multipunto che operano in due o piu’ unita’ locali
non situate nello stesso territorio comunale, dal momento che le stesse sono
colte dalla nuova elaborazione dello studio TM17U.
Per quanto riguarda, infine, gli indicatori di coerenza e la funzione di
regressione e’ stata utilizzata anche la percentuale di lavoro prestato dal
personale non dipendente.
4.5 Studio di settore TM18A – Commercio all’ingrosso di fiori e piante.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice attivita’: 51.22.0
– Commercio all’ingrosso di fiori e piante.
Lo studio di settore TM18A sostituisce, a decorrere dal periodo
d’imposta 2005, lo studio di settore SM18A approvato con decreto
ministeriale del 20 marzo 2001 e relativo alla medesima attivita’.
L’evoluzione dello studio di settore SM18A e’ stata condotta analizzando
il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
dello studio di settore allegato alla dichiarazione dei redditi UNICO 2004
per il periodo d’imposta 2003 unitamente alle informazioni contenute nel
questionario ESM18A inviato ai contribuenti per l’evoluzione dello studio in
oggetto.
La nuova versione dello studio, oltre a confermare alcuni modelli di
business gia’ individuati in precedenza, ne individua di nuovi al fine di
cogliere i cambiamenti strutturali e le modifiche dei modelli organizzativi.
La maggiore focalizzazione sui servizi offerti, sulla tipologia di
clientela e sulla modalita’ di vendita ha consentito di migliorare la
ripartizione in gruppi omogenei che sono passati dai 6 dello studio SM18A
agli 11 cluster della nuova versione dello studio. Inoltre, la definizione
del questionario ESM18A con una nuova sezione relativa alla tipologia di
attivita’, ha permesso di individuare nuovi cluster quali i grossisti di
sementi, bulbi e piante da frutto che vendono prevalentemente ad agricoltori
o giardinieri (cluster 4), i grossisti di fiori che vendono a commercianti
al dettaglio tramite tentata vendita (cluster 6) e le imprese specializzate
nella progettazione e manutenzione del verde pubblico e privato.
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Servizio di documentazione tributaria
Circolare del 22/06/2006 n. 23
Conformemente a quanto previsto per gli altri studi di settore evoluti e
al fine di semplificare gli adempimenti a carico dei contribuenti, il nuovo
studio e’ applicabile anche ai soggetti che utilizzano piu’ punti vendita
(cosiddetti “multipunto”), indipendentemente dalla circostanza che questi
risultino situati nell’ambito del medesimo comune.
Per quanto riguarda gli indicatori di coerenza, lo studio in esame
utilizza le percentuali di lavoro prestato dal personale non dipendente, sia
ai fini del calcolo del relativo indicatore di coerenza che della stima dei
ricavi.
A tal proposito si evidenzia che nella fase di costruzione del nuovo
studio di settore e’ emerso che l’analisi della coerenza delle attivita’
considerate e’ stata svolta mediante l’elaborazione di diversi indicatori
economico-contabili quali il valore aggiunto per addetto onde tener conto
anche delle percentuali di lavoro prestato dal personale non dipendente, il
margine operativo lordo sulle vendite e la durata media delle scorte.
In particolare, occorre far presente che, con l’individuazione del
cluster 11, che raggruppa le imprese che commercializzano fiori freschi
recisi e fiori secchi e artificiali, sono state superate le problematiche
indicate nella circolare n. 54/E del 13/06/2001 relative alla presenza, nel
settore in esame, di alcuni modelli organizzativi di difficile comparazione
a causa di una ripartizione dei costi molto diversa. Infatti i fiori secchi
e artificiali non necessitano, a differenza dei fiori freschi, di
particolari attrezzature ne’ di molto personale per la loro conservazione,
ed anche il ricarico su tali prodotti differisce sostanzialmente in quanto,
non operando su beni altamente deperibili, i prezzi non vengono influenzati
dalla necessita’ di una vendita immediata e dai conseguenti scarti.
Pertanto, in relazione all’applicazione dello studio, si e’ ritenuto
opportuno mantenere tale informazione nel quadro D del modello, relativo
agli “Elementi specifici dell’attivita’”, in quanto i due diversi tipi di
prodotto comportano una struttura aziendale e una ripartizione dei costi
molto diversa.
Restano ancora valide, invece, le cautele indicate nella suddetta
circolare con riguardo alla necessita’ di tener conto della localizzazione
geografica delle aziende che operano in aree a forte concentrazione di
operatori, collegate in genere al luogo di produzione dei prodotti destinati
ad essere successivamente commercializzati, dove la percentuale di ricarico
media sui prezzi e’ piu’ bassa a causa della forte concorrenza.
4.6 Studio di settore TM18B – Commercio all’ingrosso di animali vivi.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice 51.23.0 – Commercio
all’ingrosso di animali vivi. Lo studio di settore TM18B e’ il risultato
dell’evoluzione dello studio SM18B, approvato con decreto ministeriale del
15 febbraio 2002, in vigore fino al periodo d’imposta 2004 e relativo alla
medesima attivita’.
L’evoluzione dello studio di settore TM18B e’ stata condotta utilizzando
i dati contenuti nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2003.
Tra le principali novita’ dello studio in oggetto, e’ possibile
evidenziare un miglioramento dei modelli organizzativi, con l’individuazione
di gruppi omogenei diversi ed ulteriori rispetto a quelli caratterizzanti il
precedente studio; si e’, infatti, passati dagli 8 cluster che
caratterizzavano la precedente versione agli 11 dell’attuale.
In particolare, rispetto alla vecchia versione dello studio, e’ emersa
una nuova specializzazione merceologica dell’attivita’ di vendita (quella
relativa agli animali da affezione) ed e’ stato individuato un gruppo di
imprese che si rivolge principalmente agli agricoltori. Inoltre, la
modalita’ di acquisto da importatori ha permesso di distinguere
ulteriormente i grossisti di bovini.
Infine, si sottolinea che nella funzione di regressione e’ stato
applicato alla variabile relativa al costo del venduto il correttivo
territoriale del commercio a livello provinciale.
Al fine di monitorare l’andamento del settore coinvolto dall’emergenza
aviaria, nel quadro Z – Dati complementari del modello, sono stati richiesti
ulteriori dati utili come l’ammontare complessivo dei ricavi conseguiti,
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Servizio di documentazione tributaria
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l’ammontare complessivo degli acquisti effettuati, l’ammontare di acquisti
effettuati relativi agli avicoli (pollame, selvaggina da penna selvatica e
di allevamento, ratiti e altri volatili) e dei prodotti a base avicola e di
uova nei periodi di tempo compresi tra settembre 2005 e aprile 2006.
4.7 Studio di settore TM21A – Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice attivita’ 51.30.0 –
Commercio all’ingrosso di frutta e ortaggi.
Lo studio di settore TM21A sostituisce, a decorrere dal periodo
d’imposta 2005, lo studio SM21A, approvato con decreto ministeriale del 16
febbraio 2001, ed in vigore dal periodo d’imposta 2002.
Lo studio in esame consente una notevole semplificazione degli
adempimenti a carico dei contribuenti. Viene, infatti, meno, grazie
all’evoluzione, l’obbligo di annotazione separata per gli operatori
economici che operano in due o piu’ unita’ locali non situate nello stesso
territorio comunale (cosiddetti “multipunto”).
L’elaborazione del nuovo studio ha portato alla creazione di nuovi
cluster, che passano da 14 a 18, permettendo la distinzione delle imprese
per categorie merceologiche (agrumi, frutta secca e tuberi); in base alla
tipologia dell’attivita’: tra ingrosso di mercato, ingrosso con consegna al
cliente, ingrosso con vendita interna, intermediazione per la vendita in
conto terzi con contratto di commissione; infine i cluster dei grossisti
esportatori e importatori.
Con il nuovo studio cambia un indicatore di coerenza che diventa “valore
aggiunto per addetto” in luogo della “produttivita’ per addetto” che risulta
essere piu’ calzante al settore in oggetto.
La territorialita’ presa in esame diventa quella del commercio a livello
regionale invece che provinciale con il correttivo che viene applicato al
costo del venduto.
Al fine di monitorare se in futuro possano essere ancor meglio
individuati comparti di appartenenza alle imprese con caratteristiche comuni
di magazzinaggio e commercializzazione e di valutare se cio’ possa influire
sulla rotazione di magazzino e sul ricarico, e’ stato inserito nel quadro Z
– Dati complementari – del modello TM21A un ulteriore elenco di prodotti
merceologici venduti.
In relazione all’applicazione di tale studio, si evidenzia che, restano
valide alcune cautele indicate nella circolare n. 54 del 13 giugno 2001 al
punto 6.6, in quanto la peculiarita’ del settore ortofrutticolo e’ soggetta
all’aleatorieta’ delle condizioni climatiche ed ad un forte potere
contrattuale della clientela. In particolare, occorre osservare che:
– l’attivita’ di commercializzazione puo’ essere contraddistinta, a
seconda dei casi, da forti caratteri di specializzazione, per cui e’
generalmente determinata dai tempi di produzione della merce offerta
(concetto di stagionalita’) o, al contrario di generalizzazione, dando luogo
ad operatori specializzati nella commercializzazione di un genere di
prodotti (es. commercianti solo di frutta oppure solo di verdura) o di un
solo prodotto (es. commercianti solo di uva, oppure solo di banane, ecc.),
oppure operatori che hanno invece seguito una strategia opposta preferendo
la commercializzazione di prodotti diversi. In tal caso, l’indice economico
relativo alla percentuale di ricarico va opportunamente valutato in funzione
del grado di specializzazione dell’attivita’ che, per alcuni prodotti,
potrebbe risultare piu’ elevato della norma;
– le imprese che operano con una clientela costituita in gran parte dalle
grandi catene di distribuzione sia estere che italiane, a causa dello scarso
potere contrattuale nei confronti della predetta clientela, hanno ridotte
possibilita’ di definire il livello di prezzo per loro ottimale o piu’
soddisfacente e conseguentemente un limitato controllo sull’andamento dei
ricavi;
– a causa della natura merceologica del prodotto commercializzato dalle
industrie del settore, il livello dei prezzi di vendita risente in maniera
particolare delle variazioni del livello di offerta. La contrazione dei
prezzi di vendita per effetto di un’abbondante produzione determina, se non
viene compensata dalle maggiori quantita’ vendute, una riduzione nel livello
dei ricavi. Inoltre le imprese in questione commercializzano un prodotto
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fortemente influenzato, dal punto di vista qualitativo, dalle condizioni
climatiche ed ambientali, con effetti diretti sul livello dei prezzi.
4.8 Studio di settore TM21B – Commercio all’ingrosso di bevande.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai seguenti codici
attivita’:
. 51.34.1 – Commercio all’ingrosso di bevande alcoliche;
. 51.34.2 – Commercio all’ingrosso di altre bevande.
Lo studio di settore TM21B sostituisce a decorrere dal periodo d’imposta
2005, lo studio SM21B approvato con decreto ministeriale del 16 febbraio
2001 e in vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2002.
Lo studio in esame consente una notevole semplificazione degli
adempimenti a carico dei contribuenti. Viene, infatti, meno, grazie
all’evoluzione, l’obbligo di annotazione separata per gli operatori
economici che operano in due o piu’ unita’ locali non situate nello stesso
territorio comunale (cosiddetti “multipunto”).
L’elaborazione del nuovo studio ha portato alla creazione di nuovi
cluster, che passano da 7 a 9, permettendo la distinzione delle imprese per
categorie merceologiche (vino, acqua e birra); in base alla tipologia
dell’attivita’ tra ingrosso con consegna al cliente, ingrosso con vendita
interna e ingrosso con tentata vendita.
4.9 Studio di settore TM21C – Commercio all’ingrosso di prodotti della pesca.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai codici attivita’:
. 51.38.1 – Commercio all’ingrosso di prodotti della pesca freschi;
. 51.38.2 – Commercio all’ingrosso di prodotti della pesca congelati,
surgelati, conservati, secchi.
Lo studio di settore TM21C sostituisce a decorrere dal periodo d’imposta
2005, lo studio SM21C approvato con decreto ministeriale del 16 febbraio
2001.
Lo studio in esame consente una notevole semplificazione degli
adempimenti a carico dei contribuenti. Viene, infatti, meno, grazie
all’evoluzione, l’obbligo di annotazione separata per gli operatori
economici che operano in due o piu’ unita’ locali non situate nello stesso
territorio comunale (cosiddetti “multipunto”).
L’elaborazione del nuovo studio ha portato alla creazione di nuovi
cluster, che passano da 6 a 7, permettendo la distinzione del cluster dei
grossisti importatori i cui acquisti avvengono prevalentemente presso
produttori e grossisti esteri..
Con il nuovo studio cambia un indicatore di coerenza che diventa valore
aggiunto per addetto in luogo della produttivita’ per addetto che risulta
essere piu’ calzante al settore in oggetto.
La territorialita’ presa in esame diventa quella del commercio a livello
regionale invece che provinciale con il correttivo che viene applicato al
costo del venduto.
Sono state ridefinite le distribuzioni ventiliche, che prima
dell’evoluzione erano suddivise per forma giuridica, mentre ora risultano
suddivise sulla base della forma giuridica, e all’interno di essa, sulla
base del personale dipendente. Le distribuzioni ventiliche degli indicatori
del “valore aggiunto per addetto” e “durata delle scorte” sono suddivise
solo sulla base del personale dipendente. Le distribuzioni ventiliche
dell”indicatore del “ricarico” sono state suddivise in base alla
territorialita’ del commercio a livello regionale.
4.10 Studio di settore TM21D – Commercio all’ingrosso di carni.
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L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codici attivita’ – 51.32.1
– Commercio all’ingrosso di carne fresca congelata e surgelata.
Lo studio di settore TM21D sostituisce a decorrere dal periodo d’imposta
2005, lo studio SM21D approvato con decreto ministeriale del 20 marzo 2001.
Lo studio in esame consente una notevole semplificazione degli
adempimenti a carico dei contribuenti. Viene, infatti, meno, grazie
all’evoluzione, l’obbligo di annotazione separata per gli operatori
economici che operano in due o piu’ unita’ locali non situate nello stesso
territorio comunale (cosiddetti “multipunto”).
L’elaborazione del nuovo studio ha portato alla creazione di nuovi
cluster, che passano da 5 a 8, permettendo la distinzione delle imprese in
base ad alcune categorie merceologiche come la carne avicola, bovina, suina,
ecc. e in base alla tipologia dell’attivita’ delle imprese che effettuano
ingrosso con vendita interna.
Con il nuovo studio cambia un indicatore di coerenza che diventa valore
aggiunto per addetto in luogo della produttivita’ per addetto che risulta
essere piu’ calzante al settore in oggetto.
Sono state ridefinite le distribuzioni ventiliche, che prima
dell’evoluzione erano suddivise per forma giuridica, mentre ora risultano
suddivise sulla base della forma giuridica e, all’interno di essa, sulla
base del personale dipendente. Le distribuzioni ventiliche degli indicatori
del “valore aggiunto per addetto” e “durata delle scorte” sono suddivise
solo sulla base del personale dipendente
Al fine di monitorare l’andamento del settore coinvolto dall’emergenza
aviaria, nel quadro Z – Dati complementari del modello, sono stati richiesti
ulteriori dati utili come l’ammontare complessivo dei ricavi conseguiti,
l’ammontare complessivo degli acquisti effettuati, l’ammontare di acquisti
effettuati relativi a carne avicola (pollame, selvaggina da penna selvatica
e di allevamento, ratiti e altri volatili) e dei prodotti a base avicola e
di uova nei periodi di tempo compresi tra settembre 2005 e aprile 2006.
4.11 Studio di settore TM21E – Commercio all’ingrosso di prodotti alimentari.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai codici attivita’:
. 51.33.1 – Commercio all’ingrosso di prodotti lattiero-caseari e di uova;
. 51.32.2 – Commercio all’ingrosso di prodotti di salumeria;
. 51.33.2 – Commercio all’ingrosso di oli e grassi alimentari;
. 51.36.0 – Commercio all’ingrosso di zucchero, cioccolato, dolciumi,
prodotti da forno;
. 51.37.B – Commercio all’ingrosso di te’, cacao, droghe e spezie;
. 51.38.3 – Commercio all’ingrosso di altri prodotti alimentari;
. 51.39.1 – Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti surgelati;
. 51.39.2 – Commercio all’ingrosso non specializzato di prodotti
alimentari, bevande e tabacco.
Lo studio di settore TM21E sostituisce a decorrere dal periodo d’imposta
2005, gli studi SM21E e SM21F, approvati con decreto ministeriale del 20
marzo 2001.
Lo studio in esame consente una notevole semplificazione degli
adempimenti a carico dei contribuenti. Anzitutto vengono raggruppati due
studi di settore in un unico studio evoluto ed inoltre viene, meno, grazie
all’evoluzione, l’obbligo di annotazione separata per gli operatori
economici che operano in due o piu’ unita’ locali non situate nello stesso
territorio comunale (cosiddetti “multipunto”).
L’elaborazione del nuovo studio ha portato alla distinzione delle
imprese per ulteriori categorie merceologiche (farine, formaggi, conserve,
uova, latte, bevande); le imprese specializzate in formaggi ed olio sono
state ulteriormente distinte da quelle che vendono prodotti a marchio
proprio; ed in base alla tipologia di attivita’ sono state individuate
quelle che effettuano ingrosso con vendita interna.
Con il nuovo studio cambia un indicatore di coerenza che diventa “valore
aggiunto per addetto” in luogo della “produttivita’ per addetto” che risulta
essere piu’ calzante al settore in oggetto.
Sono state ridefinite le distribuzioni ventiliche, che prima
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dell’evoluzione erano suddivise per forma giuridica, mentre ora risultano
suddivise sulla base della forma giuridica e, all’interno di essa, sulla
base del personale dipendente. Le distribuzioni ventiliche degli indicatori
del “valore aggiunto per addetto” e “durata delle scorte” sono suddivise
solo sulla base del personale dipendente. Le distribuzioni ventiliche per
l’indicatore del “ricarico” sono state suddivise in base alla
territorialita’ del commercio a livello regionale.
Nella definizione delle funzioni di regressione si e’ tenuto anche conto
delle possibili differenze di ricavo potenziale ottenibili legate alla
diversa tipologia di prodotti venduti ed alla vendita di prodotti a marchio
proprio.
4.12 Studio di settore TM22A – Commercio all’ingrosso di elettrodomestici,
di apparecchi radiotelevisivi e telefonici e altra elettronica di consumo.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai seguenti codici di
attivita’:
. 51.43.1 Commercio all’ingrosso di elettrodomestici, di apparecchi
radiotelevisivi e telefonici e altra elettronica di consumo;
. 51.43.2 Commercio all’ingrosso di supporti, vergini o registrati,
audio, video, informatici (dischi, nastri e altri supporti);
. 51.43.3 Commercio all’ingrosso di materiali radioelettrici, telefonici
e televisivi;
. 51.43.4 Commercio all’ingrosso di articoli per illuminazione e
materiale elettrico vario per uso domestico.
Tale studio e’ il risultato della evoluzione dello studio SM22A,
approvato con decreto ministeriale del 15 febbraio 2002 e in vigore dal
periodo d’imposta 2001 fino al periodo d’imposta 2004.
L’evoluzione dello studio di settore e’ stata condotta analizzando i
modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore per il periodo d’imposta 2003, completati con
ulteriori informazioni contenute nel questionario ESM22 inviato ai
contribuenti per l’evoluzione dello studio in oggetto.
Tra le principali novita’ del TM22A, e’ possibile evidenziare una
maggiore precisione nell’identificazione dei modelli organizzativi, con
l’individuazione di gruppi omogenei diversi ed ulteriori rispetto a quelli
caratterizzanti il precedente studio, passando dai 10 cluster dello studio
SM22A ai 22 attuali.
La suddivisione dei contribuenti in gruppi omogenei conferma i
precedenti modelli organizzativi e ne introduce dei nuovi principalmente
basati sui seguenti elementi:
modalita’ di vendita (individuazione dei grossisti che vendono a libero
servizio);
tipologia della clientela (identificazione dei grossisti che si
rivolgono a comparti con logiche di funzionamento particolari, ad es. la
grande distribuzione ed il canale Ho.Re.Ca.);
modalita’ organizzativa (individuazione dei concessionari/esclusivisti
di un produttore);
localizzazione (identificazione dei grossisti che operano all’interno
dei centri o parchi commerciali con risparmio di costi e vantaggi logistici);
specializzazione per prodotto/servizio offerto (evidenziazione dei
grossisti di apparecchi e materiali di illuminazione e delle imprese
specializzate nell’erogazione di servizi).
Inoltre, sia per quanto riguarda gli indicatori di coerenza che per le
funzioni di regressione, e’ stato considerato anche l’utilizzo delle
percentuali di lavoro prestato dal personale non dipendente.
Nella definizione delle funzioni di regressione si e’ tenuto conto delle
possibili differenze di risultati economici legate alla tipologia di
prodotti merceologici venduti, alla tipologia di vendita, alla tipologia di
clientela ed alla modalita’ di acquisto.
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4.13 Studio di settore TM22B – Commercio all’ingrosso di vetrerie e
cristallerie.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai seguenti codici di
attivita’:
51.44.1 Commercio all’ingrosso di vetrerie e cristallerie;
51.44.2 Commercio all’ingrosso di ceramiche e porcellane;
51.44.5 Commercio all’ingrosso di coltelleria, posateria e pentolame.
Lo studio TM22B e’ il risultato della evoluzione dello studio SM22B,
approvato con decreto ministeriale del 15 febbraio 2002 e in vigore fino al
periodo d’imposta 2004.
L’evoluzione dello studio di settore e’ stata condotta analizzando i
modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore per il periodo d’imposta 2003, completati con
ulteriori informazioni contenute nel questionario ESM22 inviato ai
contribuenti per l’evoluzione dello studio in oggetto.
Lo studio TM22B, rispetto alla versione precedente, introduce un gruppo
basato sulla modalita’ di vendita a libero servizio e differenzia i gruppi
omogenei anche in funzione di:
tipologia della clientela (identificazione dei grossisti che si
rivolgono a comparti con logiche di funzionamento particolari come il canale
Ho.Re.Ca.);
specializzazione per prodotto (evidenziazione dei grossisti di articoli
in vetro/cristallo ed i grossisti di bomboniere);
modalita’ di approvvigionamento delle merci (evidenziazione dei
grossisti che si riforniscono all’estero).
Per quanto riguarda gli indicatori di coerenza e la funzione di
regressione e’ stata utilizzata anche la percentuale di lavoro prestato dal
personale non dipendente.
4.14 Studio di settore TM22C – Commercio all’ingrosso di mobili di qualsiasi
materiale.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice attivita’ 51.47.1
Commercio all’ingrosso di mobili di qualsiasi materiale.
Lo studio TM22C e’ il risultato della evoluzione dello studio SM22C,
approvato con decreto ministeriale del 15 febbraio 2002 e in vigore fino al
periodo d’imposta 2004.
L’evoluzione dello studio di settore e’ stata condotta analizzando i
modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2003.
Tra le principali novita’ del TM22C e’ possibile evidenziare il venir
meno dell’obbligo dell’annotazione separata per i soggetti che utilizzano
piu’ punti vendita (cosiddetti “multipunto”) ed una maggiore precisione
nell’identificazione dei modelli organizzativi, con l’individuazione di
gruppi omogenei diversi ed ulteriori rispetto a quelli caratterizzanti il
precedente studio, passando dai 5 cluster dello studio SM22C agli 11 attuali.
L’evoluzione ha consentito l’introduzione di nuove variabili atte ad
identificare con maggior precisione il modello organizzativo e strutturale
utilizzato dai contribuenti attraverso l’individuazione delle aziende che si
approvvigionano prevalentemente da imprese all’estero e la differenziazione
di quelle realta’ che offrono mobili, attrezzature ed articoli per
l’Ufficio, piuttosto che mobili ed articoli di arredamento per la casa,
rispetto alle imprese che presentano un assortimento misto.
Per quanto riguarda gli indicatori di coerenza e la funzione di
regressione e’ stata utilizzata anche la percentuale di lavoro prestato dal
personale non dipendente.
4.15 Studio di settore TM25A – Commercio all’ingrosso di giochi e giocattoli.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice attivita’ 51.47.6
Commercio all’ingrosso di giochi e giocattoli.
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Lo studio di settore TM25A e’ il risultato dell’evoluzione dello studio
SM25A, approvato con decreto ministeriale del 16 febbraio 2001, in vigore
fino al periodo d’imposta 2004 e relativo alle medesime attivita’.
L’evoluzione dello studio di settore TM25A e’ stata condotta analizzando
i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2003, completati con
ulteriori informazioni contenute nel questionario ESM25 inviato ai
contribuenti per l’evoluzione dello studio in oggetto.
Tra le principali novita’ dello studio in oggetto, e’ possibile
evidenziare un miglioramento dei modelli organizzativi, con l’individuazione
di gruppi omogenei diversi ed ulteriori rispetto a quelli caratterizzanti il
precedente studio, passando dai 3 cluster che caratterizzavano la precedente
versione ai 5 attuali.
Infatti, rispetto alla vecchia versione dello studio, e’ stato possibile
individuare nuovi gruppi: il cluster di coloro che effettuano la vendita sul
territorio tramite agenti/rappresentanti ed altri intermediari e il cluster
di punti vendita di piccole dimensioni che operano tramite vendita diretta
sul territorio.
Il nuovo studio di settore determina, poi, in termini di
semplificazione, la riduzione dei soggetti con l’obbligo dell’annotazione
separata per le imprese multipunto che operano in due o piu’ unita’ locali
non situate nello stesso territorio comunale, dal momento che le stesse sono
colte dalla nuova elaborazione dello studio TM25A.
Per quanto riguarda, infine, gli indicatori di coerenza e la funzione di
regressione e’ stata utilizzata anche la percentuale di lavoro prestato dal
personale non dipendente.
4.16 Studio di settore TM25B – Commercio all’ingrosso di articoli sportivi
(comprese le biciclette).
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice attivita’ 51.47.7
Commercio all’ingrosso di articoli sportivi (comprese le biciclette).
Lo studio di settore TM25B e’ il risultato dell’evoluzione dello studio
SM25B, approvato con decreto ministeriale del 16 febbraio 2001, in vigore
fino al periodo d’imposta 2004 e relativo alla medesima attivita’.
L’evoluzione dello studio di settore TM25B e’ stata condotta analizzando
i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2003, completati con
ulteriori informazioni contenute nel questionario ESM25 inviato ai
contribuenti per l’evoluzione dello studio in oggetto.
Tra le principali novita’ dello studio in oggetto, e’ possibile
evidenziare un miglioramento dei modelli organizzativi, con l’individuazione
di gruppi omogenei diversi ed ulteriori rispetto a quelli caratterizzanti il
precedente studio, passando dai 5 cluster che caratterizzavano la precedente
versione ai 9 attuali.
Infatti, rispetto alla vecchia versione dello studio, e’ stato possibile
individuare nuovi gruppi: il cluster di coloro che effettuano la vendita di
prodotti a marchio commerciale proprio, di coloro che effettuano la vendita
di prodotti su licenza esclusiva e/o selettiva e di coloro che vendono a
commercianti all’ingrosso. Inoltre, alcuni cluster risultano meglio
focalizzati sulla modalita’ di vendita o sulla tipologia di clientela.
Il nuovo studio di settore determina, poi, in termini di
semplificazione, la riduzione dei soggetti con l’obbligo dell’annotazione
separata per le imprese multipunto che operano in due o piu’ unita’ locali
non situate nello stesso territorio comunale, dal momento che le stesse sono
colte dalla nuova elaborazione dello studio TM25B.
Per quanto riguarda, infine, gli indicatori di coerenza e la funzione di
regressione e’ stata utilizzata anche la percentuale di lavoro prestato dal
personale non dipendente.
4.17 Studio di settore TM30U – Commercio al dettaglio di prodotti surgelati.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice 52.11.5 Commercio
al dettaglio di prodotti surgelati.
Lo studio di settore TM30U e’ il risultato dell’evoluzione dello studio
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SM30U, approvato con decreto ministeriale del 15 febbraio 2002, in vigore
fino al periodo d’imposta 2004 e relativo alle medesime attivita’.
L’evoluzione dello studio di settore TM30U e’ stata condotta analizzando
i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli Studi di Settore relativi al periodo d’imposta 2003.
Tra le principali novita’ dello studio in oggetto, e’ possibile
evidenziare un miglioramento dei modelli organizzativi, con l’individuazione
di gruppi omogenei diversi ed ulteriori rispetto a quelli caratterizzanti il
precedente studio, passando dai 3 cluster che caratterizzavano la precedente
versione ai 5 attuali. Infatti, rispetto alla vecchia versione dello studio,
la maggiore focalizzazione sulla localizzazione in centri commerciali al
dettaglio e sul servizio di consegna a domicilio ha consentito di migliorare
la ripartizione in gruppi omogenei.
Il nuovo studio di settore determina, poi, in termini di
semplificazione, la riduzione dei soggetti con l’obbligo dell’annotazione
separata per le imprese multipunto, dal momento che le stesse sono colte
dalla nuova elaborazione dello studio TM30U.
Infine, nella definizione delle funzioni di regressione si e’ tenuto
conto anche delle possibili differenze di risultati economici legate alle
diverse modalita’ di acquisto.
Si fa comunque presente agli Uffici che, nel settore del commercio al
dettaglio di prodotti surgelati, si sta diffondendo una nuova modalita’ di
commercializzazione caratterizzata dall’attivita’ di consegna a domicilio
dei prodotti.
Pertanto, nell’eventualita’ in cui si riscontri un’incoerenza verso
l’alto dell’indicatore del ricarico, la stessa potrebbe essere giustificata
dalla presenza del servizio di consegna a domicilio, cosi’ come evidenziato
dalla compilazione del rigo D12, “percentuale di ricavi derivanti dalla
vendita con consegna a domicilio”. Oltre a tale dato si dovranno
controllare, ai fini dell’effettivo svolgimento della predetta attivita’,
anche le altre informazioni di cui al modello, in particolare il numero e la
portata dei veicoli coibentati.
4.18 Studio di settore TM32U – Commercio al dettaglio di oggetti d’arte, di
culto e di decorazione, chincaglieria e bigiotteria”.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice 52.48.6 –
“Commercio al dettaglio di oggetti d’arte, di culto e di decorazione,
chincaglieria e bigiotteria”.
Lo studio di settore TM32U sostituisce, a decorrere dal periodo
d’imposta 2005, lo studio di settore SM32U approvato con decreto
ministeriale del 15 febbraio 2002.
L’evoluzione dello studio SM32U e’ stata condotta analizzando i modelli
per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli
studi di settore relativi al modello di dichiarazione UNICO 2004, per il
periodo d’imposta 2003.
Tra le principali novita’ dello studio TM32U e’ possibile evidenziare un
miglioramento dei modelli organizzativi, con l’individuazione di gruppi
omogenei diversi ed ulteriori rispetto a quelli caratterizzanti il
precedente studio, passando dai 7 cluster che caratterizzavano la precedente
versione ai 12 attuali. Rispetto alla vecchia versione dello studio,
nell’ambito della vendita di oggetti di antiquariato e’ stato infatti,
possibile distinguere i negozi che vendono sculture e quadri dai negozi che
vendono mobili e arredi di antiquariato. Inoltre e’ stato possibile
individuare nuovi gruppi: il cluster di coloro che affiancano alla vendita
la realizzazione artigianale di oggetti, il gruppo omogeneo dei negozi che
vendono oggetti artistici ed il cluster dei negozi che vendono gioielli.
Conformemente a quanto previsto negli altri studi di settore evoluti e al
fine di semplificare gli adempimenti dei contribuenti, il nuovo studio
consente l’applicabilita’ dello stesso ai soggetti che esercitano
l’attivita’ con piu’ punti di vendita.
In relazione all’applicazione di tale studio, restano, ancora valide le
cautele indicate nella circolare n. 58/E del 27/06/2002 par. 12.5.10, con
riguardo alla presenza del fenomeno del gallerista, che “affianca alla
vendita delle opere di artisti di fama consolidata, le opere di giovani
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artisti ai quali fornisce una serie di servizi (mostre ed esposizioni,
stampa cataloghi, pagine pubblicitarie ecc.), di cui sopporta i costi e per
i quali si realizzeranno adeguati risultati economici solo a distanza di
vari anni. Conseguentemente, e’ importante considerare con particolare
attenzione i costi sostenuti per il “lancio” dell’artista e l’avvio
dell’attivita’. Riveste, altresi’, una particolare importanza la verifica
del valore effettivo delle giacenze di magazzino. E’ possibile, infatti, che
il magazzino presenti valori elevati in conseguenza della impossibilita’ di
commercializzare un gran numero di opere acquistate”.
4.19 Studio di settore TM35U – Erboristerie.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice attivita’ 52.33.1 –
“Erboristerie “.
Lo studio di settore TM35U sostituisce, a decorrere dal periodo
d’imposta 2005, lo studio SM35U approvato con decreto ministeriale del 15
febbraio 2002 e relativo alla medesima attivita’.
Il nuovo studio e’ stato elaborato sulla base delle informazioni
contenute nel modello SM35U costituente parte integrante della dichiarazione
UNICO 2004, nonche’ delle ulteriori informazioni contenute nell’apposito
questionario per l’evoluzione dello studio ESM35 relativo al periodo
d’imposta 2003.
L’evoluzione dello studio in esame ha consentito di individuare 11 nuovi
cluster, in luogo dei 7 che caratterizzavano il precedente studio,
permettendo di rappresentare meglio le caratteristiche delle imprese che
operano nel settore.
Rispetto alla vecchia versione dello studio, e’ stato possibile
distinguere le erboristerie che commercializzano articoli prodotti da terzi
con marchio commerciale del punto vendita e, attraverso la modalita’
organizzativa, le erboristerie in franchising o affiliate. Dall’analisi
inoltre sono emersi nuovi cluster caratterizzati dai prodotti merceologici
venduti (cluster 6, 8 e 10) che nella vecchia versione non erano risultati
rilevanti. Infine l’aver considerato le imprese multipunto ha permesso di
circoscrivere le catene di erboristerie e il fattore dimensionale ha
rivelato tre grandezze di negozi despecializzati: piccoli, medi e grandi;
diversamente, la precedente classificazione distingueva solo le erboristerie
tradizionali e quelle di medie dimensioni.
Nella definizione delle funzioni di regressione si e’ inoltre tenuto
conto delle possibili differenze di risultati economici legate alla
tipologia di prodotti merceologici venduti.
Conformemente a quanto previsto negli altri studi di settore evoluti e
al fine di semplificare gli adempimenti dei contribuenti, il nuovo studio
consente l’applicabilita’ dello stesso ai soggetti che esercitano
l’attivita’ con piu’ punti di vendita.
4.20 Studio di settore TM36U – Commercio all’ingrosso di libri, riviste e
giornali.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice 51.47.3 – Commercio
all’ingrosso di libri, riviste e giornali.
Lo studio di settore TM36U e’ il risultato dell’evoluzione dello studio
SM36U, approvato con decreto ministeriale del 15 febbraio 2002, in vigore
fino al periodo d’imposta 2004 e relativo alla medesima attivita’.
L’evoluzione dello studio di settore TM36U e’ stata condotta utilizzando
i dati contenuti nei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore relativi al periodo d’imposta 2003.
Tra le principali novita’ dello studio in oggetto, e’ possibile
evidenziare un miglioramento dei modelli organizzativi: in particolare, la
maggiore focalizzazione sulle tipologie merceologiche trattate, sulle
modalita’ di vendita e sulla dimensione organizzativa hanno consentito di
aggiornare e ridefinire le caratteristiche strutturali dei gruppi omogenei.
4.21 Studio di settore TM37U – Commercio all’ingrosso di saponi, detersivi,
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profumi e cosmetici.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai seguenti codici
attivita’:
. 51.44.4 – Commercio all’ingrosso di saponi, detersivi e altri prodotti
per la pulizia;
. 51.45.0 – Commercio all’ingrosso di profumi e cosmetici
Lo studio di settore TM37U sostituisce, a decorrere dal periodo
d’imposta 2005, lo studio di settore SM37U approvato con decreto
ministeriale del 15 febbraio 2002 e relativo alle medesime attivita’.
L’evoluzione dello studio di settore SM37U e’ stata condotta analizzando
il modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
dello studio di settore SM37U allegato alla dichiarazione dei redditi UNICO
2004 per il periodo d’imposta 2003, al fine di cogliere i cambiamenti
strutturali e le modifiche dei modelli organizzativi.
La maggiore focalizzazione sulla modalita’ d’acquisto insieme al fattore
dimensionale e le informazioni richieste nel quadro Z relative alla
tipologia della clientela ed alla percentuale di ricavi derivanti da vendite
al dettaglio con marchio proprio commerciale hanno consentito di migliorare
la ripartizione in gruppi omogenei che sono passati dai 7 dello studio SM37U
agli 11 dell’attuale versione.
Rispetto alla vecchia versione dello studio, ad esempio, e’ stato
possibile individuare anche il gruppo omogeneo degli esercizi commerciali
che si caratterizzano per la grande dimensione della struttura e per la
tipologia di vendita prevalentemente sul territorio con assortimento
despecializzato che riforniscono enti pubblici, privati e comunita’,
commercianti all’ingrosso e al dettaglio nonche’ il cluster degli esercizi
commerciali di tipo tradizionale e cash & carry, ossia ingrossi a libero
servizio, che si approvvigionano prevalentemente di prodotti esclusivi e/o
personalizzati e riforniscono commercianti al dettaglio e all’ingrosso,
utilizzatori professionali e imprese di servizi su un’area di mercato
principalmente provinciale e regionale.
In relazione all’applicazione di tale studio, restano ancora valide
le
cautele indicate nella circolare n. 58/E del 27/06/2002 par. 12.5.11, con
riguardo alla presenza nel settore di alcuni modelli organizzativi molto
differenziati tra loro e di difficile comparazione come le imprese che
operano con prodotti a marchio proprio che riforniscono comunita’, ospedali,
caserme e alberghi oppure imprese situate in zone caratterizzate da forte
concorrenza (ad esempio la Campania) per le quali e’ possibile che, in
alcuni casi, il margine operativo lordo assuma valori inferiori alla norma
con margini di ricarico molto bassi e, pertanto, inferiori alla categoria
dei piccoli operatori che svolgono l’attivita’ nel settore professionale
(forniture per parrucchieri e per estetiste).
Inoltre va attentamente valutato l’impatto dei diversi modelli
organizzativi d’impresa sui risultati dello studio di settore per le imprese
con livelli di fatturato vicini alla soglia dei 5 milioni di euro, dove il
conseguimento dell’utile non e’ piu’ fondato sul margine di ricarico dei
prodotti commercializzati ma, prevalentemente, sulle attivita’ di marketing
e su altri incentivi proposti dalle aziende produttrici (premi di fine anno
e sconti o abbuoni legati ai volumi di vendita).
Per quanto riguarda gli indicatori di coerenza, si evidenzia che nella
fase di costruzione del nuovo studio di settore e’ emerso che le attivita’
analizzate sono svolte adottando modalita’ organizzative tali da richiedere
l’elaborazione di nuovi indicatori economico-contabili specifici delle
attivita’ in esame. In particolare, gli indicatori economici che si e’
ritenuto opportuno utilizzare nell’analisi della coerenza sono il valore
aggiunto per addetto onde tener conto anche delle percentuali di lavoro
prestato dal personale non dipendente, il margine operativo lordo sulle
vendite e la rotazione del magazzino e, al fine di valutare in modo piu’
efficace le soglie di coerenza dei suddetti indicatori, le relative
distribuzioni ventiliche sono state suddivise in base alla forma giuridica.
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4.22 Modifiche degli studi del commercio gia’ in vigore antecedentemente al
periodo d’imposta 2005.
4.22.1 Studio di settore TM04U – Farmacie.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice di attivita’
52.31.0 – Farmacie la cui evoluzione decorre dal periodo d’imposta 2004.
In tale studio quest’anno, nel modello TM04U per la comunicazione dei
dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore, sono stati
inseriti dei nuovi righi (da D61 a D63), nei quali vengono assunti valori
contabili legati all’introduzione di un correttivo che consente di
neutralizzare gli eventuali effetti positivi conseguenti alla entrata in
vigore, a decorrere dal 26 giugno 2004, dell’articolo 1 della legge 2 agosto
2004 n. 202 (ulteriore sconto del 4,12% sul prezzo al pubblico dei farmaci
di fascia A, concedibili in regime di S.S.N. con le eccezioni contemplate al
comma 2 dello stesso articolo 1 della legge 2 agosto 2004 n. 202). Il
correttivo tiene conto dell’eventuale presenza per la vendita di farmaci di
fascia A disponibili in magazzino alla data del 31 dicembre 2005, operando
come fattore positivo nella stima dei ricavi dello studio di settore in
rapporto alla predetta consistenza di magazzino. Il correttivo si applica
con riferimento al solo periodo d’imposta 2005.
In particolare, nei predetti righi dovra’ essere indicato:
. il valore complessivo dei farmaci di fascia A presenti in magazzino
alla data del 31 ottobre 2005;
. il valore delle esistenze iniziali relative a farmaci di fascia A alla
data del 1 gennaio 2005. In tale rigo dovra’ essere inserito il
medesimo valore indicato nel rigo X05 del quadro X del Modello TM04U
relativo al periodo d’imposta 2004;
. il valore delle rimanenze finali relative a farmaci di fascia A alla
data del 31 dicembre 2005.
Sulla base delle richieste avanzate dall’Associazione di categoria e del
parere espresso dalla Commissione degli esperti, nello studio di settore in
esame e’ stato inoltre previsto un correttivo che, in caso di non
congruita’, consente di neutralizzare gli eventuali effetti negativi
conseguenti alla entrata in vigore del D.L. 27 magio 2005, n. 87, convertito
dalla legge 26 luglio 2005, n. 149, in modo da tenere conto della riduzione
dei ricavi subita dalla farmacia per l’applicazione dell’apposito sconto
stabilito per la vendita di prodotti di fascia C, medicinali senza ricetta
(SOP) e di automedicazione/OTC.
L’articolo 4, del citato provvedimento stabilisce che “le farmacie
pubbliche e private possono vendere i farmaci senza obbligo di prescrizione
medica (SOP) e i farmaci da automedicazione operando uno sconto fino al 20%
sul prezzo massimo stabilito dall’azienda titolare. Lo sconto puo’ variare
da medicinale a medicinale e deve essere applicato, senza discriminazioni, a
tutti i clienti della farmacia”.
Il correttivo previsto si applica con riferimento al periodo d’imposta
2005 mediante la compilazione dei righi X03 e X04 del quadro X.
In particolare, nei predetti righi dovra’ essere indicato:
. la data a decorrere dalla quale la farmacia ha iniziato ad applicare
lo sconto ai sensi del D.L. 27 maggio 2005, n. 87, convertito dalla
legge 26 luglio 2005, n. 149;
. l’ammontare complessivo dei ricavi derivanti dalla vendita di
medicinali senza ricetta (SOP e automedicazione/OTC), sui quali e’
stato praticato lo sconto ai sensi del D.L. 27 maggio 2005, n. 87,
convertito dalla legge 26 luglio 2005, n. 149, indicati al netto dello
sconto effettuato ai sensi della citata normativa;
. l’ammontare complessivo dello sconto effettuato ai sensi del D.L. 27
maggio 2005, n. 87, convertito dalla legge 26 luglio 2005, n. 149,
evidenziato negli scontrini fiscali rilasciati ai sensi dell’articolo
12, comma 1, del D.M. 23 marzo 1983.
E’ opportuno segnalare che l’abbattimento dei ricavi stimati, per le
imprese non congrue, non viene applicato in modo “automatico”. Il
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contribuente, pertanto, dovra’ inserire le informazioni nel quadro X, mentre
il software GE.RI.CO. visualizzera’ esclusivamente l’importo della
riduzione. La riduzione determinata sulla base dei calcoli risultanti dalla
procedura GE.RI.CO., verra’ riconosciuta solo dagli Uffici locali
dell’Agenzia delle Entrate e solo su richiesta del contribuente, dopo aver
verificato, in sede di contraddittorio, la sussistenza dei presupposti per
la concessione del correttivo.
L’Ufficio pertanto avra’ cura di verificare, in fase del
contraddittorio, in particolar modo, la documentazione dalla quale risulti
l’ammontare complessivo dei ricavi derivanti dalla vendita di medicinali
senza ricetta (SOP e automedicazione/OTC), sui quali e’ stato praticato lo
sconto ai sensi del D.L. 27 maggio 2005, n. 87, convertito della legge 26
luglio 2005, n. 149, indicati al netto dello sconto effettuato ai sensi
della citata normativa nonche’ l’ammontare complessivo dello sconto
effettuato ai sensi del D.L. 27 maggio 2005, n. 87, convertito della legge
26 luglio 2005, n. 149, evidenziato negli scontrini fiscali.
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