Circolare 18/06/2004 n. 27 Studi di settore. Periodo d’imposta 2003.

Circolare del 18/06/2004 n. 27
Oggetto: Studi di settore. Periodo d’imposta 2003.

Servizio di documentazione tributaria
Agenzia delle Entrate
DIREZIONE CENTRALE ACCERTAMENTO
Circolare del 18/06/2004 n. 27
Oggetto:
Studi di settore. Periodo d’imposta 2003.
Testo:
1 Premessa. 4
2 I nuovi studi e le “evoluzioni” degli studi previgenti. 5
2.1 Cause di inapplicabilita’. 10
2.2 Studi approvati con carattere di sperimentalita’. 11
3 Modifiche della territorialita’ del settore turistico-alberghiero. 11
4 Correttivi automatici. 12
5 Adeguamento in dichiarazione alle risultanze degli studi. 13
5.1 Rilevanza dell’adeguamento ai fini delle imposte dirette, IVA e
IRAP. 13
5.2 Riflessi ai fini sanzionatori riguardanti l’integrazione dei
maggiori ricavi o compensi per gli studi in vigore precedentemente al
periodo d’imposta 2003. 15
6 Applicazione dei nuovi Codici Atecofin 2004. 17
7 Le novita’ relative alla modulistica. 19
7.1 Rapporti con il concordato preventivo. 20
7.2 Doppio quadro contabile del reddito d’impresa o lavoro autonomo.
21
8 GERICO 2004 21
9 Studi di settore e regime delle attivita’ marginali. 22
10 Annotazione separata. 22
10.1 Soggetti obbligati a compilare i modelli per l’annotazione
separata. 23
10.2 Casi particolari SM80U – Vendita al dettaglio di carburanti per
autotrazione) e SM85U (Commercio al dettaglio di prodotti del
tabacco). 24
10.3 Criteri di individuazione dell’attivita’ prevalente. 24
ALLEGATO A 1
PRECISAZIONI IN ORDINE AGLI STUDI IN VIGORE PRECEDENTEMENTE AL PERIODO
D’IMPOSTA 2003.. 1
1. Studio di settore SG40U – Valorizzazione e promozione immobiliare;
Compravendita e locazione di beni immobili 2
2. Studio di settore SG68U – Trasporto di merci su strada. 2
3. Studio di settore SG48U – Riparazione di apparecchi elettrici per la
casa. 3
4. Personale non dipendente che partecipa all’attivita’ dell’impresa. 4
ALLEGATO B 1
STUDI IN VIGORE A DECORRERE DAL PERIODO D’IMPOSTA 2003 1
SETTORE DEL COMMERCIO 2
1 Studio di settore TM01U -Commercio al dettaglio di
alimentari. 2
2. Studio di settore TM02U – Commercio al dettaglio di carni e di
prodotti a base di carne. 2
3. Studi di settore TM05U – Commercio al dettaglio di confezioni,
biancheria, calzature e articoli di pelletteria. 3
4. Studio di settore SM80U – Vendita al dettaglio di carburanti per
autotrazione. 4
5. Studio di settore SM82U – Commercio all’ingrosso di metalli
ferrosi e non ferrosi. 4
6. Studio di settore SM83U – Commercio all’ingrosso di prodotti
chimici 5
7. Studio di settore SM84U – Commercio all’ingrosso di macchine
utensili per la lavorazione dei metalli e del legno, accessori e
utensili agricoli, inclusi i trattori. 5
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8. Studio di settore SM85U – Commercio al dettaglio di prodotti del
tabacco. 6
SETTORE DEI SERVIZI 7
9. Studio di settore TG44U – Esercizi alberghieri, affittacamere e
case per vacanze. 7
10. Studi di settore TG61 A-B-C-D-E-F-G-H – Intermediari del
commercio. 10
11. Studio di settore SG90U – Pesca in acque marine, lagunari e acque
dolci. 12
12. Studio SG92U – Servizi forniti da revisori contabili, periti,
consulenti ed altri soggetti. 13
13. Studio di settore SG93U – Design e stiling relativo a tessili,
abbigliamento, calzature, gioielleria, mobili ed altri beni
personali o per la casa. 14
14. Studio di settore SG94U – Produzioni cinematografiche. 15
SETTORE DELLE MANIFATTURE 16
15. Studio di settore SD45U – Lavorazione del te’ e del caffe’ e
commercio all’ingrosso di caffe’. 17
16. Studio di settore SD49U – Fabbricazione di materassi. 19
17. Studio di settore TD12U – Fabbricazione di prodotti di panetteria
e dell’attivita’ di commercio al dettaglio di pane. 19
SETTORE PROFESSIONISTI 21
18. Studio di settore SK26U – Guide e accompagnatori turistici. 21
19. Studio di settore SK28U – Creazioni e interpretazioni nel campo
della regia di spettacolo e recitazione. 21
ALLEGATO C 1
STUDI APPROVATI IN VIGORE A DECORRERE DAL PERIODO D’IMPOSTA 2003 1
ALLEGATO D 1
MODELLI ALLEGATI STUDI DI SETTORE – SEGNALAZIONE MODIFICHE RISPETTO AL
PERIODO D’IMPOSTA 2002 1
1 Premessa.
Con la presente circolare vengono forniti chiarimenti sia in relazione
ai 202 studi di settore gia’ in vigore nel periodo di imposta 2002, sia in
ordine ai 42 studi di settore in vigore dal periodo d’imposta 2003.
Vengono, altresi’, fornite ulteriori indicazioni circa le modalita’ di
compilazione dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore, da utilizzare per il periodo
d’imposta 2003.
In relazione ai 42 studi di settore, in vigore dal periodo d’imposta
2003, si precisa che:
š 29, sono i nuovi studi di settore approvati;
š 13, costituiscono una revisione di 16 studi precedentemente in
vigore.
I 42 nuovi studi di settore, applicabili a decorrere dal periodo di
imposta 2003, sono stati approvati con decreti del Ministro dell’Economia e
delle Finanze del 24 dicembre 2003 e del 18 marzo 2004, pubblicati,
rispettivamente, nei Supplementi Ordinari n. 21 alla Gazzetta Ufficiale
Serie Generale n. 30 del 6 febbraio 2004 e n. 54 alla Gazzetta Ufficiale
Serie Generale n. 76 del 31 marzo 2004.
Tali studi hanno per oggetto le attivita’ economiche dei settori del
commercio, delle manifatture, dei servizi e le attivita’ professionali
elencate nell’allegato C.
In data 6 novembre 2003 e 12 febbraio 2004 tali studi hanno avuto parere
favorevole da parte della Commissione degli esperti, costituita ai sensi
dell’art. 10, comma 7, della legge n. 146 del 1998.
I modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore, approvati dall’Agenzia delle
Entrate con provvedimenti del 13 aprile 2004, sono i seguenti:
. 62, relativi alle attivita’ economiche del commercio, pubblicati nel
Supplemento Ordinario n. 94 alla Gazzetta Ufficiale n. 114 del 17
maggio 2004;
. 55, relativi alle attivita’ economiche delle manifatture, pubblicati
nel Supplemento Ordinario n. 96 alla Gazzetta Ufficiale n. 118 del
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21 maggio 2004;
. 69, di cui 51 relativi alle attivita’ economiche dei servizi e 18
relativi alle attivita’ professionali, pubblicati nel Supplemento
Ordinario n. 97 alla Gazzetta Ufficiale n. 121 del 25 maggio 2004;
. 42, di cui 29 relativi ai nuovi studi e 13 relativi all’evoluzione
di studi gia’ in vigore, pubblicati nel Supplemento Ordinario n. 103
alla Gazzetta Ufficiale n. 125 del 29 maggio 2004.
Tali modelli possono essere utilizzati indifferentemente da persone
fisiche, societa’ di persone ed equiparate, societa’ di capitali, enti
commerciali ed equiparati ed enti non commerciali ed equiparati nell’ambito
di tutti i modelli UNICO 2004, di cui costituiscono parte integrante.
2 I nuovi studi e le “evoluzioni” degli studi previgenti.
I nuovi studi approvati, in vigore dal periodo d’imposta 2003
interessano 97 attivita’ economiche e coinvolgono circa 200.000 contribuenti.
Gli studi di settore in evoluzione coinvolgono invece 34 attivita’
economiche e una platea di circa 530.000 contribuenti.
Gli studi revisionati, a decorrere dal periodo d’imposta 2003, sono
stati contraddistinti dalla lettera iniziale “T”, invece della lettera “S”,
e riguardano:
TD12U – Fabbricazione e commercio di prodotti di panetteria (che
costituisce l’evoluzione dei previgenti studi SD12U, codice attivita’
15.81.1 – Fabbricazione di prodotti di panetteria ed SM14U, solo con
riguardo al codice attivita’ 52.24.1 – Commercio al dettaglio di pane).
Lo studio SM14U e’ applicabile, quindi, a decorrere dal periodo
d’imposta 2003 solo nei confronti dei contribuenti che esercitano come
attivita’ prevalente l’attivita’ di commercio al dettaglio di
pasticceria, dolciumi e di confetteria – codice 52.24.2.
TG44U – Alberghi ed affittacamere (che accorpa i previgenti studi SG44U
ed SG65U);
TG61A – Intermediari del commercio di prodotti alimentari, bevande e
tabacco (che costituisce l’evoluzione dello studio SG61A);
TG61B – Intermediari del commercio di mobili, articoli per la casa e
ferramenta (che costituisce l’evoluzione dello studio SG61B);
TG61C – Intermediari del commercio di prodotti tessili, di abbigliamento
(incluse le pellicce), di calzature e di articoli in cuoio (che
costituisce l’evoluzione dello studio SG61C);
TG61D – Intermediari del commercio specializzato di prodotti particolari
n.c.a. ed intermediari del commercio di vari prodotti senza prevalenza
di alcuno (che costituisce l’evoluzione dello studio SG61D);
TG61E – Intermediari del commercio di macchinari, impianti industriali,
navi e aeromobili, comprese macchine agricole e per ufficio (che
costituisce l’evoluzione dello studio SG61E);
TG61F – Intermediari del commercio di materie prime agricole, di animali
vivi, di materie prime tessili e di semilavorati (che costituisce
l’evoluzione dello studio SG61F);
TG61G – Intermediari del commercio di combustibili, minerali, metalli e
prodotti chimici per l’industria (che costituisce l’evoluzione dello
studio SG61G);
TG61H – Intermediari di commercio di legnami e materiali da costruzione
(che costituisce l’evoluzione dello studio SG61H);
TM01U – Commercio al dettaglio alimentare (che accorpa i previgenti studi
SM01U ed SM27C);
TM02U – Commercio al dettaglio di carni (che costituisce l’evoluzione
dello studio SM02U);
TM05U – Commercio al dettaglio di abbigliamento e calzature (che accorpa
i previgenti studi SM05A ed SM05B).
Si ricorda che la prima revisione ha riguardato lo studio SG68U –
Trasporto merci su strada, in vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2001,
e, successivamente, a decorrere dal periodo d’imposta 2002, gli studi SD13U
(Finissaggio dei tessili) e SG69A/B/C/D/E Attivita’ degli edili (questi
ultimi sostituiti da un unico studio SG69U).
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L’evoluzione non costituisce una semplice operazione di aggiornamento e
di manutenzione, ma rappresenta un momento importante per il perfezionamento
degli studi di settore.
A dimostrazione del miglioramento della fase di analisi si sottolinea
che con gli studi evoluti sono stati individuati 283 modelli organizzativi,
rispetto ai 129 delle versioni precedenti, definendo per ogni modello
organizzativo le fasi piu’ importanti dello studio di settore attraverso:
Q l’analisi degli indicatori economici e delle relative distribuzioni
ventiliche;
Q la selezione delle soglie di coerenza degli indicatori selezionati
per l’analisi della coerenza;
Q la definizione delle funzioni di ricavo per l’applicazione
dell’analisi della congruita’.
Per gli studi approvati in “evoluzione”, si segnalano alcune novita’
introdotte nei comparti delle macellerie, degli intermediari di commercio,
degli alberghi ed affittacamere, delle panetterie e pasticcerie, del
dettaglio abbigliamento e calzature, analizzate piu’ approfonditamente
nell’allegato B alla presente circolare.
In particolare, per quanto riguarda le attivita’ svolte dagli
intermediari del commercio (studi TG61) sono stati approvati otto studi che
costituiscono l’aggiornamento dei precedenti. Con gli studi aggiornati e’
stata sterilizzata, nella funzione di ricavo, l’incidenza dei beni
strumentali ed e’ stata attribuita una maggiore rilevanza al cosiddetto
“valore dell’intermediato”, vale a dire ai volumi delle transazioni poste a
base per l’applicazione delle commissioni d’agenzia. Tra le novita’
introdotte occorre segnalare anche l’inserimento di correttivi territoriali
legati all’area di svolgimento dell’attivita’, alla rilevanza del canale
distributivo, sia come tipologia dell’azienda rappresentata sia come
tipologia di clientela. E’ stato previsto, altresi’, un correttivo per
coloro i quali si trovano nei primi anni di attivita’.
Va, inoltre, evidenziato che con la “cluster analysis” sono stati
individuati 198 modelli organizzativi definiti sulla base della tipologia di
prodotto/servizio intermediato e della modalita’ organizzativa (agente
monomandatario, plurimandatario, sub-agente, esclusivo, distributore, con
deposito, in tentata vendita, commissionario, agente di consorzio agrario o
agenzie di rappresentanze).
Lo studio di settore TG44U, relativo agli esercizi alberghieri ed
affittacamere, ha introdotto con l’evoluzione importanti novita’ rispetto
alle precedenti versioni. In particolare nello studio TG44U e’ stato dato
rilievo alle tariffe minime e massime praticate nelle singole strutture
ricettive. In tal modo e’ stato possibile intercettare quelle strutture che,
a parita’ di “numero di stelle”, godono di una particolare posizione e che
possono differenziare sensibilmente i ricavi potenziali (es. albergo situato
in una zona di gran pregio).
A tal riguardo occorre evidenziare, inoltre, che lo studio TG44U,
riguardante le attivita’ di seguito indicate:
Alberghi e motel, con ristorante, codice attivita’ 55.10.A;
Alberghi e motel, senza ristorante, codice attivita’ 55.10.B;
Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, bed
and breakfast, residence, codice attivita’ 55.23.4;
Alloggi per studenti e lavoratori con servizi di tipo alberghiero, codice
attivita’ 55.23.6,
si applica, altresi’, ai contribuenti che svolgono come attivita’ non
prevalente una o piu’ delle seguenti attivita’:
a) Ristoranti, trattorie, pizzerie, osterie e birrerie con cucina,
codice attivita’ 55.30.A;
b) Bar e caffe’, codice attivita’ 55.40.A;
c) Gelaterie e pasticcerie con somministrazione, codice attivita’
55.30.4.
In tali ipotesi non si applicano i criteri approvati con decreto del
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Ministro dell’Economia e delle Finanze 25 marzo 2002 relativo all’obbligo
dell’annotazione separata dei ricavi, semplificando cosi’ i relativi
obblighi per l’esercizio di piu’ attivita’.
Per le attivita’ relative alla panetteria lo studio di settore TD12U ha
effettuato un accorpamento tra fabbricazione e commercio e lo scorporo
dell’attivita’ di commercio al dettaglio di pane dallo studio di settore
SM14U (dal 2003 quest’ultimo sara’ applicabile per il solo settore della
pasticceria codice attivita’ 52.24.2). Infatti, il nuovo studio di settore
TD12U (Produzione di prodotti di panetteria, codice attivita’ 15.81.1 e
Commercio al dettaglio di pane, codice attivita’ 52.24.1), si applica,
altresi’, ai contribuenti che svolgono come attivita’ non prevalente una o
piu’ delle seguenti attivita’:
a) Supermercati, codice attivita’ 52.11.2;
b) Discount di alimentari, codice attivita’ 52.11.3;
c) Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari
vari, codice attivita’ 52.11.4;
d) Commercio al dettaglio di bevande (vini, birra ed altre bevande),
codice attivita’ 52.25.0;
e) Commercio al dettaglio di latte e di prodotti lattiero-caseari,
codice attivita’ 52.27.1;
f) Drogherie, salumerie, pizzicherie e simili, codice attivita’
52.27.2;
g) Commercio al dettaglio di caffe’ torrefatto, codice attivita’
52.27.3;
h) Commercio al dettaglio specializzato di altri prodotti alimentari,
codice attivita’ 52.27.4.
Anche in tali ipotesi non si applicano i criteri approvati con decreto
del Ministro dell’Economia e delle Finanze 25 marzo 2002 relativo
all’obbligo dell’annotazione separata dei ricavi.
Novita’ riguardano anche il settore del commercio al dettaglio di carne
(studio TM02U). Per tale studio aggiornato e’ stata introdotta una variabile
territoriale che tiene conto del diverso prezzo di vendita praticato in
ciascun ambito territoriale. Per ogni provincia e’ stato determinato il
valore di vendita al pubblico della carne sulla base del valore mediano dei
prezzi dichiarati con il questionario ESM02.
Nell’ambito delle evoluzioni, riguardanti gli studi di settore, uno
degli obiettivi principali perseguiti e’ stato quello della semplificazione
degli adempimenti dei contribuenti.
Sono state introdotte, infatti, semplificazioni relative agli esercizi
multipunto, nel senso che per gli studi evoluti, approvati per il periodo
d’imposta 2003, non e’ previsto l’obbligo dell’annotazione separata se
l’esercizio dell’attivita’ viene svolto in diversi punti di produzione e/o
vendita. Queste semplificazioni, unitamente agli accorpamenti sotto lo
stesso studio di settore di alcune attivita’ (es. commercio di calzature e
capi di abbigliamento), consentiranno di ridurre sensibilmente gli obblighi
di annotazione separata.
Gli studi evoluti, quindi, hanno ridotto la platea dei contribuenti
tenuti all’obbligo dell’annotazione separata, sia per le imprese multipunto
(tutti gli studi evoluti sono applicabili ai soggetti con piu’ punti vendita
e/o di produzione) sia per le imprese multiattivita’ (il nuovo studio
evoluto TM05U, ad esempio, costituisce l’aggiornamento di due precedenti
studi di settore: SM05A – Commercio al dettaglio di abbigliamento e SM05B –
Commercio al dettaglio di calzature).
Considerata la piu’ elevata attendibilita’ degli studi in evoluzione
approvati, in caso di accertamenti riguardanti i periodi di imposta
precedenti, in sede di contraddittorio, il contribuente puo’ chiedere
all’ufficio di far valere le risultanze dell’applicazione dello studio
revisionato per giustificare eventuali scostamenti tra l’ammontare dei
ricavi dichiarati e quelli presunti in base alla precedente versione dello
stesso studio.
2.1 Cause di inapplicabilita’.
Nell’articolo 2 dei citati decreti ministeriali del 24 dicembre 2003 e
del 18 marzo 2004, concernenti l’approvazione dei 42 studi di settore, in
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vigore a decorrere dal periodo d’imposta 2003, relativi ad attivita’
economiche nel settore delle manifatture, dei servizi e del commercio, e’
previsto che gli stessi non si applicano:
1. nel settore del commercio, per gli studi di settore
contraddistinti dai codici SM47U (Commercio al dettaglio di natanti e
accessori), SM80U (Vendita al dettaglio di carburanti per
autotrazione) ed SM85U (Commercio al dettaglio di prodotti del
tabacco) ed in assenza di annotazione separata, se l’esercizio
dell’attivita’ di impresa e’ svolto attraverso l’utilizzo di piu’
punti di vendita;
2. nel caso di esercizio di due o piu’ attivita’ d’impresa non
rientranti nel medesimo studio di settore ed in assenza di annotazione
separata, se l’importo complessivo dei ricavi dichiarati relativi alle
attivita’ non prevalenti (non rientranti tra quelle prese in
considerazione dallo studio di settore) supera il 20 per cento
dell’ammontare totale dei ricavi dichiarati.
Nelle predette ipotesi, per il periodo d’imposta 2003, risultano
applicabili i parametri come gia’ chiarito nelle precedenti circolari.
2.2 Studi approvati con carattere di sperimentalita’.
Gli studi di settore, applicabili a decorrere dal periodo di imposta
2003, per i quali e’ stata prevista, inizialmente, l’applicazione
sperimentale sono quelli relativi alle attivita’ professionali, quali: lo
studio SK26U – Attivita’ delle guide turistiche e degli accompagnatori
turistici, SK27U – Consulenza informatica ed SK28U – Creazioni e
interpretazioni nel campo della regia di spettacolo.
Per quanto riguarda gli effetti dell’applicazione sperimentale degli
studi di settore, si rimanda alle precisazioni contenute nella circolare n.
121/E dell’8 giugno 2000 e nel paragrafo 5 della circolare n. 54/E del 13
giugno 2001.
3 Modifiche della territorialita’ del settore turistico-alberghiero.
Con decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 18 marzo
2004, e’ stato effettuato l’aggiornamento delle aree della territorialita’
delle attivita’ turistico-alberghiere, gia’ approvate con decreto del 26
febbraio 2000, nonche’ l’aggiornamento delle aree territoriali omogenee
modificate a seguito dell’istituzione di un nuovo comune. Gli aggiornamenti
si applicano a decorrere dal periodo d’imposta 2003.
In tale contesto sono state, in particolare, recepite talune
osservazioni formulate dagli Osservatori provinciali di Aosta e Frosinone,
aggiungendo due nuovi cluster (i nn. 13 e 14) nella territorialita’ delle
attivita’ turistico-alberghiere in modo da individuare i comuni coinvolti
dalla crisi che ha interessato il turismo termale.
In particolare:
n il gruppo 13, comprende le localita’ termali caratterizzate da grandi
flussi turistici (appartengono a questo gruppo territoriale localita’
affermate nell’ambito del turismo termale-salutistico nazionale quali Abano
Terme, Montegrotto Terme, Salsomaggiore Terme, Montecatini, Chianciano e
Fiuggi);
n il gruppo 14, comprende le localita’ termali con bassa ricettivita’
alberghiera.
L’aggiornamento della territorialita’ specifica permettera’ cosi’ di
stimare con precisione i correttivi territoriali per i comuni turistici a
vocazione termale.
Nel contempo si e’ proceduto alla manutenzione degli studi di
settore SG44U (Alberghi e motel) e SG65U (Affittacamere e residence),
sostituiti, a decorrere dal periodo d’imposta 2003, dall’unico studio TG44U.
L’analisi territoriale legata al settore turistico-alberghiero,
analogamente alla precedente approvata con D.M. 26 febbraio 2000, non ha
l’obiettivo di classificare il patrimonio storico, artistico e ambientale,
bensi’ quello di differenziare le modalita’ di applicazione degli studi di
settore, in termini di stima del ricavo, al fine di tener conto della
localita’ in cui l’impresa esercita l’attivita’ economica, qualora le
diverse caratterizzazioni della domanda e dell’offerta turistica siano in
grado di influenzare in misura significativa e prevalente l’economia di un
determinato comune con l’effetto di produrre una incidenza sui ricavi della
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singola impresa operante nel comparto turistico-alberghiero.
Occorre inoltre evidenziare la particolarita’ del cluster 1 della
territorialita’ turistico-alberghiera, che comprende circa 7.700 comuni
italiani, molti dei quali pur avendo un interesse storico, culturale,
artistico, non presentano, dal punto di vista dell’applicazione degli studi
di settore, differenziali significativi in termini di risultati economici
che non siano gia’ stati colti dalle variabili indipendenti utilizzate nella
stima dei ricavi. A questo va poi aggiunto che il “ricavo potenziale”
derivante dall’applicazione degli studi di settore viene determinato sulla
base di variabili che esprimono la fascia qualitativa, la potenzialita’
attrattiva e il tasso medio di occupazione della singola struttura
ricettiva, attraverso l’utilizzo sia di variabili strutturali (ad esempio:
il numero delle presenze, la classificazione delle strutture in base al
numero di stelle, le tariffe applicate, il numero di giorni di apertura,
ecc.) sia di variabili contabili (le spese per lavoro dipendente, il costo
per la produzione di servizi, le spese per acquisti di servizi, il valore
dei beni strumentali, il costo del venduto).
Di conseguenza, lo studio di settore arriva a determinare i “ricavi
potenziali” di un’impresa alberghiera come risultante delle specifiche
informazioni strutturali e contabili richieste con il modello e
dell’influenza esercitata dalle piu’ significative differenze in termini
territoriali.
4 Correttivi automatici.
In alcuni studi (SK26U, SK27U, SK28U, SG92U, SG93U) sono stati previsti
dei correttivi da applicarsi sulla stima del compenso teorico e minimo,
analoghi a quelli gia’ approvati per i precedenti studi dei professionisti.
In particolare, i correttivi introdotti riguardano:
utilizzo di personal computer acquisiti negli ultimi 5 anni o prima (solo
per gli studi SG92U e SG93U);
spesa per personale di segreteria e/o amministrativo (solo per gli studi
SG92U, SK26U, SK27U e SK28U);
quote di affitto locali, comprese nella spesa per “services” (solo per
gli studi SG92U; SK26U, SK27U e SK28U).
5 Adeguamento in dichiarazione alle risultanze degli studi.
5.1 Rilevanza dell’adeguamento ai fini delle imposte dirette, IVA e IRAP.
Con riguardo all’adeguamento in dichiarazione alle risultanze degli
studi di settore occorre segnalare alcune novita’ di rilievo.
Al riguardo si fa presente che l’art. 10, comma 10, della legge n. 146
del 1998, e l’art. 2, comma 1, del D.P.R. n. 195 del 1999 stabiliscono che
per il primo periodo d’imposta in cui trova applicazione lo studio di
settore, ovvero le modifiche conseguenti alla revisione del medesimo, non si
applicano sanzioni ed interessi nei confronti dei contribuenti che indicano
in dichiarazione dei redditi ricavi o compensi non annotati nelle scritture
contabili per adeguare i ricavi o compensi a quelli derivanti
dall’applicazione degli studi di settore.
Con l’articolo 71 della legge n. 342/2000 veniva precisato che per il
secondo periodo d’imposta in cui trovano applicazione gli studi di settore
non si applicano sanzioni e interessi nei confronti dei contribuenti che
indicano nella dichiarazione dei redditi ricavi, non annotati nelle
scritture contabili, per adeguarli a quelli derivanti dall’applicazione dei
predetti studi di settore. Con tale norma si e’ derogato dalla disposizione
a regime prevista dal citato art. 2 del D.P.R. n. 195 del 1999 prevedendo la
possibilita’ di adeguarsi in dichiarazione senza applicazione delle sanzioni
ed interessi anche per il secondo periodo di applicazione degli studi
entrati in vigore nel 1998.
Per il periodo d’imposta 2000, tale deroga non e’ stata riproposta dal
legislatore, per cui con risoluzione n. 52/E del 2001 l’Agenzia delle
Entrate ebbe a precisare che, in vigenza dell’art. 2, comma 1, del D.P.R. n.
195 del 1999, l’adeguamento, in sede di dichiarazione, dei ricavi
contabilizzati a quelli risultanti dall’applicazione degli studi di settore
entrati in vigore con decorrenza anteriore al periodo di imposta 2000 rileva
anche ai fini della determinazione della base imponibile IRAP. Inoltre
l’Agenzia in quella occasione preciso’ che per tale comportamento non era
applicabile alcuna specifica sanzione.
In seguito, con l’articolo 9, commi 12 e 13, della legge n. 448 del 2001
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(Finanziaria per il 2002), venne prevista la possibilita’ di effettuare, per
i periodi di imposta 2001 e 2002, l’adeguamento agli studi di settore in
sede di dichiarazione dei redditi anche relativamente ad anni successivi a
quello di prima applicazione degli studi stessi (o della relativa revisione)
senza sanzioni ed interessi.
In sostanza, per i periodi d’imposta 1999, 2001 e 2002, la possibilita’
di adeguarsi alle risultanze degli studi veniva stabilita dalla norma, con
la precisazione che l’adeguamento in dichiarazione, in questi casi, non
comportava applicazione di sanzioni ed interessi anche per i periodi
d’imposta successivi a quelli di entrata in vigore.
Per il periodo d’imposta 2003 il legislatore non ha previsto l’analoga
deroga effettuata in passato dai citati provvedimenti, con riferimento agli
studi gia’ in vigore prima del 2003.
Si e’ cosi’ tornati alla situazione analoga a quella dell’anno 2000, che
aveva, a suo tempo, formato oggetto di specifici chiarimenti da parte
dell’Agenzia delle Entrate (con la citata risoluzione 24 aprile 2001, n.
52/E, confermati dalla circolare 13 giugno 2001, n. 54/E, par. 13), ai quali
occorre ora rifarsi per stabilire quali conseguenze derivano
dall’adeguamento o dal mancato adeguamento nel modello UNICO 2004 per i
contribuenti interessati dagli studi di settore gia’ vigenti per i periodi
d’imposta anteriori al 2003.
Ne deriva, pertanto, che per il periodo d’imposta 2003, torna
applicabile il predetto art. 2, del D.P.R. n. 195 del 1999 in base al quale
e’ ammesso l’adeguamento in dichiarazione (senza sanzioni ed interessi) solo
per il primo periodo di applicazione (o di evoluzione) degli studi, mentre
per gli studi gia’ in vigore precedentemente al 2003 non e’ previsto
“normativamente” alcun adeguamento. In definitiva per gli studi, in vigore
dal periodo d’imposta 2003, approvati con i decreti del 24 dicembre 2003 e
del 18 marzo 2004, l’adeguamento in dichiarazione e’ ammesso senza che cio’
comporti l’applicazione di sanzioni o interessi. In questo caso i maggiori
ricavi o compensi non assumono alcuna rilevanza ai fini IRAP.
Relativamente agli studi di settore vigenti precedentemente al periodo
d’imposta 2003 e’ stata comunque prevista la possibilita’ di integrare i
ricavi o compensi in dichiarazione ed in questo caso le integrazioni dei
maggiori ricavi o compensi alle risultanze degli studi di settore
rileveranno anche ai fini della determinazione della base imponibile IRAP.
Pertanto, nelle istruzioni della modulistica relativa ai dati rilevanti
ai fini dell’applicazione degli studi di settore approvati a decorrere dal
1 gennaio 2003, al rigo F14 – Elementi contabili, si fa riferimento
all’adeguamento agli studi di settore ai sensi dell’art. 2 del D.P.R. n. 195
del 1999, mentre nella modulistica relativa agli studi in vigore
anteriormente al 2003 si fa riferimento alle “integrazioni alle risultanze
degli studi”.
Le predette considerazioni rilevano anche per gli studi approvati con
carattere di sperimentalita’ (es. professionisti) ovvero per i c.d.
multipunto e multiattivita’ che compilano il modello di annotazione
separata. Si precisa che, per i soggetti obbligati all’annotazione separata,
l’adeguamento all’ammontare dei ricavi scaturenti da GERICO A.S. avverra’
senza sanzioni ed interessi nel caso in cui, fra i diversi studi, almeno uno
studio sia stato oggetto di evoluzione per il periodo d’imposta 2003.
5.2 Riflessi ai fini sanzionatori riguardanti l’integrazione dei maggiori
ricavi o compensi per gli studi in vigore precedentemente al periodo
d’imposta 2003.
Anche ai fini sanzionatori, per il periodo d’imposta 2003, con
riferimento agli studi gia’ in vigore precedentemente a tale periodo,
valgono le medesime considerazioni espresse con la citata risoluzione n.
52/E del 2001 e con la circolare n. 54/E del 2001.
Ferme restando, quindi, le direttive impartite con tale risoluzione e
circolare, si ribadisce che ai fini IVA, la predetta integrazione non
comporta l’applicazione della sanzione prevista dall’articolo 6, comma 1,
del decreto legislativo n. 471 del 1997, per omessa registrazione di
operazioni imponibili, stante la peculiarita’ del sistema di determinazione
del volume di affari basato sugli studi di settore che si differenzia
sensibilmente dagli altri casi di ricostruzione induttiva dell’imponibile
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previsti dall’articolo 55 del D.P.R. n. 633 del 1972.
Pertanto, in materia di IVA si rende applicabile esclusivamente la
sanzione del 30 per cento, prevista dall’articolo 13 del citato decreto
legislativo n. 471 del 1997, nei casi in cui l’integrazione abbia fatto
emergere un tardivo o insufficiente versamento del tributo.
Riguardo poi a quali debbano essere tali termini per l’integrazione ai
fini IVA, analogamente a quanto gia’ chiarito con la citata circolare n.
54/E del 13 giugno 2001, i termini sono quelli previsti per l’ultima
liquidazione periodica dell’anno di riferimento e, quindi, relativamente
all’adeguamento IVA per il 2003, i termini sono:
š 16 gennaio 2004, per i contribuenti mensili;
š 16 febbraio 2004, per i contribuenti trimestrali ‘speciali’;
š 16 marzo 2004 o i termini di versamento di UNICO 2004 con aggiunta
dello 0,40% mensile, per i contribuenti trimestrali ‘ordinari’.
I contribuenti nei cui confronti sia emerso un tardivo o insufficiente
pagamento a seguito dell’integrazione agli studi di settore possono
avvalersi dell’istituto del ravvedimento previsto dall’art. 13 del d.lgs. n.
472 del 1997 versando, prima che la violazione sia stata constatata e,
comunque, entro i termini previsti dalle lettere a) e b) del comma 1 del
citato articolo 13, la sanzione ridotta del 3,75 per cento (pari ad un
ottavo della sanzione del trenta per cento) o, decorso il trentesimo giorno,
quella del 6 per cento (pari a un quinto della sanzione del 30 per cento)
unitamente agli interessi legali maturati fino al giorno del pagamento
dell’imposta.
Con riferimento ai nuovi studi di settore o revisionati, in vigore a
decorrere dal periodo d’imposta 2003, si fa presente che il versamento deve
essere effettuato con l’apposito codice tributo 6494, senza che la maggiore
IVA dovuta debba confluire nella dichiarazione annuale IVA relativa al 2003.
Mentre, con riferimento agli studi gia’ in vigore antecedentemente al 1
gennaio 2003, la maggiore IVA dovuta deve essere versata con il codice 6012,
per i mensili, 6099 per i trimestrali e 6034 per i versamenti da parte di
soggetti con liquidazione IVA del quarto trimestre (c.d. trimestrali
speciali) e deve confluire nella dichiarazione annuale IVA relativa al
2003. In particolare, il maggior volume d’affari dovra’ essere incluso nel
quadro VE della dichiarazione IVA nel rigo corrispondente all’aliquota
applicata ovvero, nel caso di operazioni soggette a piu’ aliquote, nel rigo
relativo all’aliquota piu’ prossima a quella media calcolata. Nel rigo VE24
verranno riportate le relative variazioni.
6 Applicazione dei nuovi Codici Atecofin 2004.
L’Istituto Nazionale di Statistica ha predisposto la nuova
classificazione delle attivita’ economiche denominata ATECO 2002, da
utilizzare nelle rilevazioni statistiche, che costituisce la versione
nazionale della classificazione definita in ambito europeo ed approvata con
Regolamento n. 29/2002 della Commissione Europea.
L’Agenzia delle Entrate ha definito una sottoclassificazione delle
attivita’ economiche ATECO 2002, funzionale alle proprie finalita’
istituzionali, che ha lo scopo di consentire anche una piu’ puntuale
applicazione degli studi di settore.
Con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 23
dicembre 2003 e’ stata approvata la nuova tabella di classificazione delle
attivita’ economiche, denominata ATECOFIN 2004.
Tale nuova classificazione deve essere utilizzata con riferimento al
codice di attivita’ economica da indicare in atti e dichiarazioni da
presentare all’Agenzia delle Entrate a partire dal 1 gennaio 2004, ed in
ogni altro adempimento posto in essere con l’Agenzia delle Entrate che ne
richieda l’indicazione.
La modifica del codice dell’attivita’ economica, derivante
dall’applicazione della nuova tabella ATECOFIN 2004, non comporta l’obbligo
di presentare apposita dichiarazione di variazione dati, ai sensi dell’art.
35, comma 3, del D.P.R. 26 ottobre 1972, n. 633.
La tabella ATECOFIN 2004 e’ resa disponibile in formato elettronico
anche sul sito Internet dell’Agenzia delle Entrate www.agenziaentrate.gov.it
. In particolare, per agevolare i
contribuenti nella corretta individuazione del proprio codice attivita’, e’
disponibile, sullo stesso sito Internet e nella procedura GE.RI.CO 2004, un
software che permette il raccordo tra la classificazione prevista dalla
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previgente Atecofin 1993 e la nuova ATECOFIN 2004.
I modelli relativi agli studi di settore 2004 sono stati predisposti
sulla base dei nuovi codici di attivita’ ATECOFIN 2004. La nuova
classificazione introdotta non comportera’ particolari problemi ai fini
dell’applicazione degli studi di settore,considerato che, nella maggior
parte dei casi, anche con la nuova classificazione si rende applicabile lo
stesso studio di settore in vigore precedentemente all’introduzione dei
nuovi codici. Tuttavia, in particolari ipotesi, potrebbe accadere
che, per effetto della nuova classificazione ATECOFIN 2004:
1. alcune attivita’, che precedentemente non erano assoggettate ad
alcun studio di settore o ai parametri, rientrino, con la nuova
classificazione, in un codice di attivita’ per il quale trova
applicazione lo studio di settore o i parametri;
2. alcune attivita’, che precedentemente erano assoggettate ad un
determinato studio, con la nuova classificazione siano state incluse
in uno studio diverso da quello precedentemente applicato;
3. alcune attivita’, che precedentemente erano assoggettate a
parametri, con la nuova classificazione, siano assoggettabili ad uno
studio di settore;
4. alcune attivita’, che precedentemente erano assoggettate allo
studio di settore, con la nuova classificazione, siano assoggettabili
ai parametri;
5. alcune attivita’, che precedentemente erano assoggettate a studi o
ai parametri, con la nuova classificazione non siano assoggettabili
ne’ ad uno studio di settore ne’ ai parametri.
In tutte le predette ipotesi, il contribuente sara’ comunque tenuto ad
applicare la disciplina (studio di settore o parametri) vigente prima
dell’introduzione della nuova classificazione ATECOFIN 2004.
Conseguentemente se, ad esempio, precedentemente all’introduzione della
nuova classificazione, il contribuente, svolgendo la medesima attivita’
economica, non era assoggettato ad alcun studio di settore o ai parametri
e con la nuova classificazione ATECOFIN 2004 le attivita’ risultino
incluse in uno studio di settore o ai parametri, lo stesso non sara’
assoggettato agli studi o ai parametri.
Pertanto, ad esempio, nel caso in cui il soggetto, per effetto
esclusivamente dell’introduzione dei nuovi codici ATECOFIN 2004, venisse
incluso in uno studio diverso da quello precedentemente applicato, lo
stesso dovra’ indicare nel quadro RF, RG o RE del modello UNICO 2004 il
codice ATECOFIN 2004 in vigore dal 1 gennaio 2004 relativo alla propria
attivita’ esercitata, mentre nell’allegato studi di settore dovra’
indicare il codice attivita’ ATECOFIN 2004 collegato allo studio di
settore applicabile precedentemente alla introduzione dei nuovi codici di
attivita’.
Nel caso in cui precedentemente all’introduzione dei nuovi codici
ATECOFIN 2004 il contribuente fosse soggetto a parametri ed ora, invece,
risulti applicabile uno studio di settore, lo stesso dovra’ indicare nel
quadro RF, RG o RE del modello UNICO 2004 il nuovo codice e sempre sul
medesimo quadro, la causa di inapplicabilita’ contraddistinta con il
codice 4. In tal modo al contribuente sara’ applicabile la metodologia di
controllo sulla base dei parametri.
7 Le novita’ relative alla modulistica.
Le novita’ riguardanti la modulistica relativa ai dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore da segnalare riguardano:
Q la precisazione, inserita nelle istruzioni, che tutti i riferimenti
agli articoli del TUIR, approvato con D.P.R. n. 917 del 1986, non
riguardano le modifiche intervenute ad opera del d.lgs. n. 344 del
2003;
Q nel quadro F – dati contabili e’ stata inserita una casella da
barrare nel caso in cui il soggetto, per il periodo d’imposta 2003, e’
in contabilita’ ordinaria per opzione, anche se l’opzione e’ stata
esercitata in periodi d’imposta precedenti;
Q nelle istruzioni alla modulistica si fa presente che tra i
collaboratori coordinati e continuativi devono essere indicati anche
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quelli assunti secondo la modalita’ riconducibile ad un progetto,
programma di lavoro o fase di esso, ai sensi degli artt. 61 e ss. del
D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 (attuazione della c.d. “riforma
Biagi”);
Q sono state inserite ulteriori informazioni nel quadro Z – Dati
complementari che verranno utilizzate per aggiornare gli stessi studi
il prossimo anno, evitando in questo modo di inviare appositi
questionari ai contribuenti;
Q nel quadro X – relativo ai correttivi – viene precisato che le
informazioni ivi richieste dovranno essere obbligatoriamente indicate.
Gli scorsi anni tali indicazioni erano facoltative e le stesse
venivano utilizzate, determinando appositi correttivi, solo nel caso
in cui il contribuente che risultava “non congruo” alle risultanze
degli studi voleva fruire delle riduzioni previste (es. apprendisti,
ecc.);
Q viene precisato nelle istruzioni che l’allegato studi di settore
deve essere compilato anche da coloro i quali hanno aderito al
concordato preventivo biennale 2003-2004.
7.1 Rapporti con il concordato preventivo.
I contribuenti che hanno aderito al concordato preventivo biennale di
cui all’articolo 33 del D.L. 30 settembre 2003, n. 269, convertito dalla L.
24 novembre 2003, n. 326, sono tenuti alla compilazione dei modelli per la
comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli studi di settore, cosi’ come
ricordato anche nelle istruzioni per la compilazione del modello UNICO 2004.
L’obbligo di inviare comunque i dati relativi agli studi di settore
nasce dal fatto che gli effetti del concordato potrebbero non prodursi a
causa, ad esempio, dell’insussistenza delle condizioni di ammissibilita’,
pregiudicando in tal caso per l’Agenzia delle Entrate la possibilita’ di
emettere un eventuale accertamento sulla base degli studi di settore. Per
il medesimo motivo resta fermo l’obbligo di invio del modello “Parametri”
per i contribuenti soggetti a tale metodologia di controllo.
Il permanere dell’obbligo di indicazione dei dati in questione e’,
inoltre, giustificato dalla esigenza di disporre di una base completa di
elementi per le analisi propedeutiche alla “evoluzione” dei singoli studi,
anche ai fini dell’attivita’ di controllo, la quale resta comunque ammessa,
entro i limiti previsti dal legislatore, nei confronti dei contribuenti che
hanno concordato. Il concordato preventivo non impedisce, infatti,
l’accertamento effettuato con metodo c.d. analitico nonche’ con metodo
induttivo in caso di omessa tenuta, sottrazione alla ispezione o
indisponibilita’ per forza maggiore delle scritture contabili obbligatorie.
Gli studi di settore possono essere, infatti, utilizzati per la selezione
dei soggetti da sottoporre a controllo, in quanto le situazioni di “non
congruita’”, cosi’ come quelle di cosiddetta “incoerenza”, costituiscono di
per se’ stesse elementi di innesco per l’attivita’ di controllo.
7.2 Doppio quadro contabile del reddito d’impresa o lavoro autonomo.
Con riferimento ai 42 studi approvati per il periodo d’imposta 2003,
generalmente i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore contengono un solo quadro degli
elementi contabili relativo al reddito d’impresa o al reddito di lavoro
autonomo. Sei modelli, di cui quattro relativi ad attivita’ dei servizi –
SG41U (Studi di mercato e sondaggi di opinione), SG91U (Attivita’ degli
agenti e broker delle assicurazioni; Attivita’ dei periti e liquidatori
indipendenti delle assicurazioni), SG93U (Design e stiling relativo a
tessili, abbigliamento, calzature, gioielleria, mobili e altri beni
personali o per la casa) e SG94U (Produzioni cinematografiche e di video;
Distribuzioni cinematografiche e di video; Attivita’ radiotelevisive) – e
due dei professionisti – SK26U (Attivita’ delle guide e degli accompagnatori
turistici) e SK28U (Creazioni e interpretazioni nel campo della regia di
spettacolo, Creazioni e interpretazioni nel campo della recitazione) –
sono stati predisposti con un doppio quadro contabile (F e G) destinato ad
accogliere alternativamente i dati riguardanti l’esercizio della attivita’
in forma di impresa, nel caso in cui il soggetto esercita l’attivita’ in
tale forma, o professionale nel caso in cui l’attivita’ venga esercitata in
forma di lavoro autonomo.
8 GERICO 2004
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Le novita’ relative al software GERICO 2004 riguardano principalmente
l’introduzione della nuova classificazione ATECOFIN 2004. Al tal fine, per
agevolare il contribuente, e’ stata inserita una funzione che permette di
instradare il contribuente nella attribuzione del nuovo codice di attivita’.
Il software vuole essere un utile ausilio per i contribuenti, fermo restando
che e’ consigliabile verificare attentamente le note esplicative per
individuare con maggior precisione il codice ATECOFIN 2004 applicabile per
l’attivita’ effettivamente esercitata.
9 Studi di settore e regime delle attivita’ marginali.
I modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore vengono utilizzati anche dai contribuenti che si
avvalgono del regime fiscale delle attivita’ marginali di cui all’art. 14
della legge 23 dicembre 2000, n. 388.
Per i nuovi studi di settore applicabili a decorrere dal periodo
d’imposta 2003, i limiti dei ricavi o compensi per usufruire del regime
agevolato delle attivita’ marginali sono stabiliti dal provvedimento
dell’Agenzia delle Entrate del 13 aprile 2004, pubblicato nella G.U. 22
aprile 2004, n. 94.
All’interno del software GE.RI.CO. 2004 e’ disponibile una funzione
specifica (GE.RI.CO. Marginali 2004) che consente di verificare l’entita’
dei ricavi determinati tenendo conto delle predette riduzioni e permette di
verificare se il soggetto rientra o meno nel regime agevolato in questione.
10 Annotazione separata.
I criteri per l’applicazione degli studi di settore, ai contribuenti
che esercitano due o piu’ attivita’ d’impresa,ovvero una o piu’ attivita’
d’impresa in diverse unita’ di produzione o di vendita, approvati con
decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze 25 marzo 2002, sono
applicabili anche alle attivita’ comprese nei 42 nuovi studi di settore
(comprensivi di 13 evoluzioni che sostituiscono 16 studi precedenti)
approvati a decorrere dal periodo d’imposta 2003.
Con provvedimento dell’Agenzia delle Entrate del 28 maggio 2004,
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 128 del 3 giugno 2004, inoltre, sono
stati approvati i modelli da utilizzare per il periodo d’imposta 2003, ai
fini dell’applicazione degli studi di settore con i criteri previsti dal
citato decreto del 25 marzo 2002.
Si ricorda che, in conformita’ alle indicazioni fornite al paragrafo
10 della circolare n. 58/E del 27 giugno 2002, anche per il periodo
d’imposta 2003 la compilazione dei modelli per l’annotazione separata
consentira’ l’applicazione sperimentale degli studi di settore mediante il
prodotto software “Ge.Ri.Co. Annotazione separata 2004” che fornisce
indicazioni in ordine:
. al numero e alla tipologia dei tradizionali modelli da compilare per il
complesso delle attivita’ svolte dal contribuente;
. alla congruita’ dei ricavi dichiarati;
. alla coerenza dei principali indicatori economici (ad esempio la
produttivita’ per addetto, la rotazione del magazzino) che caratterizzano
nel complesso l’attivita’ svolta dal contribuente rispetto ai valori minimi
e massimi assumibili con riferimento a comportamenti normali degli operatori
del settore che svolgono l’attivita’ con analoghe caratteristiche.
Cio’ premesso, si ritiene opportuno fornire ulteriori chiarimenti in
ordine alla compilazione dei modelli “M Annotazione separata – composizione
dei ricavi” e “N Annotazione separata – dati contabili e del personale a
destinazione promiscua” che, unitamente alla compilazione dei tradizionali
modelli SD, SG, SK imprese, SM, nonche’ TD, TG e TM (per gli studi che
costituiscono le evoluzioni di quelli precedenti) consentono l’applicazione
degli studi di settore ai contribuenti cosiddetti multipunto e/o
multiattivita’.
Tali chiarimenti specificano quanto gia’ indicato nelle istruzioni per
la compilazione dei predetti modelli per l’annotazione separata.
10.1 Soggetti obbligati a compilare i modelli per l’annotazione separata.
Come indicato nei paragrafi 2 e 5 delle relative istruzioni al Modello
per l’annotazione separata dei componenti rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore, per i contribuenti che esercitano
piu’ attivita’ non incluse nel medesimo studio ed almeno una delle attivita’
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comprese nei nuovi studi di settore approvati a decorrere dal periodo
d’imposta 2003 (ad eccezione di quelli che costituiscono evoluzioni di studi
gia’ in vigore), non sussiste l’obbligo di compilazione dei modelli per
l’annotazione separata. I predetti contribuenti non sono tenuti a tale
adempimento in quanto, nei loro confronti, l’eventuale obbligo di
annotazione separata dei ricavi e degli altri componenti rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore decorre dal 1 maggio 2004.
Tuttavia, qualora ne ricorrano le condizioni, e’ possibile compilare tali
modelli, nel caso in cui si sia volontariamente proceduto ad effettuare
detta annotazione separata.
Al riguardo, nelle stesse istruzioni, e’ stato precisato che i soggetti
che esercitano piu’ attivita’ non comprese nello stesso studio e almeno una
rientrante negli studi oggetto di evoluzione non sono considerati esclusi
dai predetti obblighi poiche’ tali studi rappresentano delle revisioni di
studi di settore precedentemente in vigore. Per tali contribuenti, infatti,
l’approvazione di studi di settore in sostituzione di quelli precedentemente
applicati, non comporta il venir meno dell’obbligo di annotazione separata
gia’ sussistente in anni precedenti.
10.2 Casi particolari SM80U – Vendita al dettaglio di carburanti per
autotrazione) e SM85U (Commercio al dettaglio di prodotti del tabacco).
Considerata la particolare tipologia di beni venduti nell’ambito
dell’esercizio delle attivita’ di “Vendita al dettaglio di carburanti per
autotrazione” – codice attivita’ 50.50.0 (studio SM80U) e “Commercio al
dettaglio di prodotti del tabacco” – codice attivita’ 52.26.0 (studio
SM85U), per i contribuenti che svolgono una delle due attivita’, la
neutralizzazione delle componenti afferenti alle attivita’ di vendita di
beni soggetti ad aggio o a ricavo fisso e’ effettuata mediante la
compilazione rispettivamente dei soli modelli SM80U ovvero SM85U,
indipendentemente dalle percentuali di ricavi netti conseguita con la
vendita dei beni soggetti ad aggio o a ricavo fisso e con le modalita’
specificatamente indicate nel paragrafo 9.3.1 delle istruzioni al Modello
per l’annotazione separata dei componenti rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore.
La predetta modalita’ di neutralizzazione delle componenti afferenti
alle attivita’ di vendita di beni soggetti ad aggio o a ricavo fisso,
analoga a quella gia’ prevista l’anno precedente per lo studio SM13U,
consente la piena applicabilita’ degli studi SM80U ed SM85U anche
nell’ipotesi in cui la percentuale di ricavi netti conseguiti con la vendita
di tali beni superi il 20% che, per la generalita’ degli studi, costituisce
il limite oltre il quale e’ necessario utilizzare i modelli per
l’annotazione separata dei componenti rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore.
10.3 Criteri di individuazione dell’attivita’ prevalente.
Ai fini della corretta applicazione degli studi di settore alle
attivita’ svolte dai contribuenti, i relativi decreti di approvazione
richiamano l’uso del criterio di “prevalenza” per individuare le modalita’
di applicazione degli studi stessi.
E’ stato piu’ volte precisato che per attivita’ prevalente si intende
l’attivita’ dalla quale e’ derivato il maggiore ammontare di ricavi
conseguiti o compensi percepiti nel periodo d’imposta.
Il predetto criterio consente, nella generalita’ dei casi, un’agevole
individuazione dell’attivita’ prevalentemente svolta dal contribuente,
tuttavia, con riferimento ad attivita’ di vendita di beni soggetti ad aggio
o a ricavi fissi, e’ emersa piu’ volte l’incertezza degli operatori sulla
corretta valorizzazione dei ricavi provenienti da detti beni al fine di
individuare l’attivita’ prevalente.
Al riguardo, si ritiene opportuno precisare che, per poter individuare
correttamente l’attivita’ prevalente ai fini dell’applicazione degli studi
di settore, i ricavi provenienti dall’attivita’ di vendita di beni soggetti
ad aggio o a ricavi fissi, vanno considerati al lordo del prezzo corrisposto
al fornitore dei predetti beni.
Sulla base del predetto criterio, ovviamente, dovra’ calcolarsi anche
l’ammontare dei ricavi relativi alle attivita’ non prevalenti, al fine di
poter individuare il limite oltre il quale sussiste la causa di
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inapplicabilita’ relativa all’esercizio di piu’ attivita’ non appartenenti
al medesimo studio di settore.
Restano fermi, naturalmente, i criteri cui si e’ fatto riferimento per
altri fini legati all’applicazione degli studi di settore. In particolare, i
ricavi provenienti dall’attivita’ di vendita di beni soggetti ad aggio o a
ricavi fissi, vanno considerati per l’entita’ dell’aggio percepito e del
ricavo al netto del prezzo corrisposto al fornitore dei predetti beni sia ai
fini dell’individuazione del limite di 5.164.569 euro, oltre il quale non
risultano applicabili gli studi di settore, che ai fini dell’indicazione del
valore da riportare nel rigo F15 del quadro contabile dei modelli per la
comunicazione dei dati rilevanti per l’applicazione degli studi di settore,
nonche’ ai fini dell’indicazione dei valori all’interno del modello M
relativo all’annotazione separata.
Nei righi F01 e F05, nel quadro F degli elementi contabili, relativo
alle esistenze iniziali e alle rimanenze finali, nonche’ nel rigo F09,
relativo al costo di acquisto delle merci, non si dovra’ tener conto dei
costi di acquisto relativi ai beni soggetti ad aggio o a ricavi fissi.
*****************
Nell’allegato A sono riportate precisazioni in relazione alla corretta
applicazione di alcuni studi di settore in vigore precedentemente al 1
gennaio 2003.
Nell’allegato B sono riportate alcune precisazioni in merito alla
corretta compilazione dei modelli relativi ai 42 studi di settore approvati
per il periodo d’imposta 2003; sono altresi’ individuate alcune peculiarita’
che tengono conto anche di talune osservazioni avanzate dalla Commissione
degli esperti, di cui gli uffici potranno tenere conto in sede di
accertamento sulla base degli studi di settore.
Restano, ovviamente, valide le precisazioni di carattere generale
fornite nelle precedenti circolari n. 110/E del 21 maggio 1999, n. 121/E
dell’8 giugno 2000 e n. 54/E del 13 giugno 2001, n. 58/E del 27 giugno 2002
e n. 39/E del 17 luglio 2003.
.
ALLEGATO A
PRECISAZIONI IN ORDINE AGLI STUDI IN VIGORE PRECEDENTEMENTE AL PERIODO
D’IMPOSTA 2003
1. Studio di settore SG40U – Valorizzazione e promozione immobiliare;
Compravendita e locazione di beni immobili
Le attivita’ interessate dallo studio di settore SG40U, approvato con
decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze del 6 marzo 2003
(pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 66 del 20 marzo 2003), sono quelle
relative ai seguenti codici di attivita’:
70.11.0 – Valorizzazione e promozione immobiliare;
70.12.0 – Compravendita di beni immobili;
70.20.0 – Locazione di beni immobili.
In relazione a tale studio, si osserva che e’ stata riscontrata una
tendenza alla sovrastima dei ricavi a seguito dell’applicazione del software
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GERICO nei confronti delle imprese che esercitano attivita’ di affitto di
terreni per uso agricolo.
Tale sovrastima deriva dalla particolare modalita’ di determinazione dei
relativi proventi effettuata mediante l’applicazione di tariffe d’estimo ai
sensi dell’art. 90 del T.U.I.R. nel testo aggiornato con le modifiche
apportate con D.Lgs. 12 dicembre 2003, n. 344 (corrispondente all’art. 57
del testo previgente).
Secondo l’art. 90, infatti, i proventi derivanti dagli immobili situati
nel territorio dello Stato che non costituiscono beni strumentali per
l’esercizio dell’impresa, ne’ beni alla cui produzione o al cui scambio e’
diretta l’attivita’ dell’impresa, concorrono a formare il reddito d’impresa
secondo le disposizioni del Capo II (Redditi fondiari) del Titolo I (IRPEF).
In sostanza in tali ipotesi l’impresa che concede in affitto terreni per uso
agricolo dovra’ dichiarare, per tali redditi, solo la rendita catastale.
Pertanto, si osserva che:
a) nel caso in cui l’attivita’ svolta dal contribuente consista
esclusivamente nell’affitto di terreni per uso agricolo, lo studio
non e’ in grado di stimare correttamente tale attivita’, per cui
in fase di accertamento l’ufficio dovra’ tenere in considerazione
tale particolarita’;
b) nel caso in cui l’attivita’ di affitto di terreni per uso
agricolo sia comunque compresa tra quelle svolte dal contribuente,
pur non essendo l’unica, l’ufficio avra’ cura di tenere conto di
tale situazione nell’ambito dell’attivita’ di controllo.
2. Studio di settore SG68U – Trasporto di merci su strada.
L’attivita’ interessata da tale studio e’ quella relativa al codice
attivita’ 60.24.0, Trasporto di merci su strada.
In relazione all’applicazione di tale studio di settore, e’ necessario
evidenziare che, per effetto dell’art. 16 del Decreto Legge n. 269 del 30
settembre 2003, convertito nella Legge n. 326 del 24 novembre 2003, il
riferimento temporale concernente il rimborso per credito d’imposta relativo
al gasolio per autotrazione (c.d. caro petrolio) concesso agli
autotrasportatori per il periodo dal 1 gennaio 2003 al 31 dicembre 2003, e’
stato stabilito con scadenza annuale e non piu’ in misura semestrale come in
precedenza. In particolare, la norma stabilisce che la domanda di rimborso
debba essere presentata entro il 31 marzo 2004.
Tale credito d’imposta, ai fini dell’applicazione dello studio SG68U,
risulta essere oggetto di apposito correttivo a favore di quei contribuenti
che, risultando “non congrui”, hanno la facolta’ di rettificare il peso di
alcune variabili. Il correttivo e’ utile per verificare se l’eventuale
differenza tra l’ammontare dei ricavi dichiarati e quello risultante dalla
applicazione dello studio di settore derivi, in tutto o in parte, dal peso
attribuito alle variabili considerate in misura tale da non consentire
un’esatta rappresentazione della realta’ economica delle imprese
interessate. I contribuenti possono in tal modo segnalare che la non
congruita’ deriva dalla particolare rilevanza che tali variabili hanno
assunto nella determinazione dei ricavi presunti.
Va inoltre precisato che il correttivo in questione e’ presente nel rigo
X04 del quadro “X” del relativo modello per la comunicazione dei dati
rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio stesso e raccordato con il
rigo RU90 del quadro RU di UNICO 2004 (Persone fisiche, Societa’ di persone,
Societa’ di capitali ed enti commerciali, Enti non commerciali).
Per il periodo d’imposta 2003, la modifica normativa intervenuta con il
Decreto Legge n. 269 del 2003, comporta di conseguenza l’impossibilita’ per
l’autotrasportatore “non congruo” di indicare dapprima nel quadro “RU” di
UNICO 2004 e successivamente nel quadro “X” del Modello SG68U, l’ammontare
complessivo del credito d’imposta spettante.
Premesso che il costo sostenuto per il gasolio nel periodo d’imposta
2003 dall’autotrasportatore va contabilizzato, nella determinazione del
reddito d’impresa, in base al principio di competenza, e che lo stesso
importo ha un peso anche nella funzione di ricavo risultante da GERICO, la
situazione che si verifichera’ sara’ quella che l’ammontare del credito
d’imposta risultera’ in misura inferiore ai fini dell’applicazione del
correttivo, ma varra’ per l’intero importo ai fini dell’applicazione dello
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studio di settore.
Il contesto sin qui esposto potrebbe, in taluni casi, generare delle
distorsioni nelle risultanze di GERICO per quegli autotrasportatori che non
risultassero congrui anche utilizzando il correttivo per il credito
d’imposta per il gasolio.
Esclusivamente per il periodo d’imposta 2003, andra’ pertanto valutata
da parte degli Uffici delle Entrate la posizione di quei contribuenti che
potrebbero trovarsi nella situazione appena descritta, verificando se la
“non congruita’” derivi realmente, in tutto o in parte, dall’impossibilita’,
da parte dell’autotrasportatore, di utilizzare l’ammontare complessivo del
credito d’imposta ai fini del correttivo.
A tal fine sara’ cura dell’ufficio richiedere al contribuente la
documentazione necessaria comprovante l’importo del credito d’imposta
riconosciuto dal Ministero dell’Economia e delle Finanze nel 2004 per il
2003 e considerare tale ammontare ai fini delle verifica della posizione del
contribuente.
3. Studio di settore SG48U – Riparazione di apparecchi elettrici per
la casa.
In relazione all’applicazione di tale studio, la Commissione degli
esperti, nella riunione del 12 febbraio 2004, ha fatto presente che la
Direttiva Comunitaria n. 1999/44/CE, recepita con D.lgs. n. 24 del 2
febbraio 2002, ha esteso a due anni il periodo di garanzia da difetti dei
beni di consumo. In tale periodo, infatti, il consumatore, a determinate
condizioni, in caso di difetto di conformita’ del bene acquistato ha diritto
al ripristino, senza spese, della conformita’ dello stesso mediante
riparazione o sostituzione ovvero ha diritto ad un’adeguata riduzione del
prezzo o alla risoluzione del contratto.
Al riguardo, si segnala, oltre quanto gia’ precisato nella circolare n.
39/E del 2003, che a seguito di tale modifica e’ possibile che, in talune
ipotesi, sia aumentato anche il numero delle prestazioni a carico dei
produttori dei beni in garanzia, il cui compenso, riconosciuto al riparatore
per singola prestazione dalla casa madre, e’ generalmente inferiore a quello
di mercato praticato per i beni fuori garanzia. A tal riguardo, l’ufficio,
nella fase del contraddittorio con il contribuente, avra’ cura di verificare
se la “non congruita’” possa derivare da tali situazioni, valutando
adeguatamente le prestazioni effettuate in garanzia.
4. Personale non dipendente che partecipa all’attivita’ dell’impresa.
Relativamente alle modalita’ di compilazione dei quadri extracontabili
dei modelli per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore (compresi quelli approvati a
decorrere dal periodo d’imposta 2003), nei quali tra l’altro vengono
richieste informazioni riguardanti il personale e gli addetti all’attivita’
dell’impresa (ad eccezione del “quadro A – dati relativi al personale
addetto all’attivita’”) si precisa che, ai fini di una corretta compilazione
dei righi, tra gli addetti ed il personale non dipendente che partecipano
all’attivita’ dell’impresa, devono essere indicati anche il titolare
dell’impresa stessa, i soci ed associati, i collaboratori coordinati e
continuativi, i collaboratori dell’impresa familiare ed il coniuge
dell’azienda coniugale, altre tipologie di familiari che prestano attivita’
nell’impresa, gli amministratori non soci e coloro che effettuano
prestazioni occasionali.
Si fa inoltre presente che dovranno altresi’ essere indicati anche i
collaboratori assunti secondo le modalita’ riconducibili a un progetto,
programma di lavoro o fase di esso, ai sensi degli artt. 61 e seguenti del
D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276 in attuazione della c.d. “riforma Biagi”.
ALLEGATO B
STUDI IN VIGORE A DECORRERE DAL PERIODO D’IMPOSTA 2003
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SETTORE DEL COMMERCIO
1. Studio di settore TM01U – Commercio al dettaglio di alimentari.
Lo studio riguarda i seguenti codici attivita’:
52.11.2 – Supermercati;
52.11.3 – Discount di alimentari;
52.11.4 – Minimercati ed altri esercizi non specializzati di alimentari vari;
52.25.0 – Commercio al dettaglio di bevande (vini, birra ed altre bevande);
52.27.1 – Commercio al dettaglio di latte e di prodotti lattiero-caseari;
52.27.2 – Drogherie, salumerie, pizzicherie e simili;
52.27.3 – Commercio al dettaglio di caffe’ torrefatto
52.27.4 – Commercio al dettaglio specializzato di altri prodotti alimentari
Lo studio di settore in esame, in vigore a decorrere dal periodo
d’imposta 2003, costituisce l'”evoluzione” degli studi di settore SM01U e
SM27C (in vigore fino al periodo d’imposta 2002), approvati rispettivamente
con i decreti ministeriali del 30 marzo 1999 e del 15 febbraio 2002.
Nello studio TM01U confluiscono attivita’ di commercio al dettaglio
collegate tra loro e che molto spesso, nella realta’ imprenditoriale, sono
svolte dallo stesso soggetto in un unico punto vendita. Pertanto, con la
predetta evoluzione sono stati ridotti gli obblighi relativi alla
annotazione separata e si da’ la possibilita’, ai contribuenti che svolgono
dette attivita’, di applicare un unico studio di settore piu’ conforme alla
realta’ economica delle loro aziende.
2. Studio di settore TM02U – Commercio al dettaglio di carni e di
prodotti a base di carne.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice attivita’ 52.22.0 –
Commercio al dettaglio di carni e di prodotti a base di carne.
Lo studio di settore TM02U (approvato con decreto del Ministro
dell’Economia e delle Finanze del 18.03.2004, pubblicato nel S.O. della G.U.
n. 76 del 31 marzo 2004) sostituisce, a decorrere dal periodo d’imposta
2003, lo studio SM02U relativo ai seguenti codici attivita’: 52.22.1
Commercio al dettaglio carni bovine, suine, equine, ovine e caprine; 52.22.2
Commercio al dettaglio di carni, pollame, conigli, selvaggina, cacciagione.
Il nuovo studio e’ stato elaborato anche sulla base delle informazioni
recepite con il questionario ESM02, inviato ai contribuenti interessati nel
2003 e relativo all’anno d’imposta 2001. L’evoluzione dello studio in esame
ha permesso di dare soluzione al problema, gia’ evidenziato nella circolare
n. 110 del 1999, delle oscillazioni che il prezzo di vendita al dettaglio
della carne subisce nelle diverse aree del territorio nazionale. A tal
riguardo e’ stato introdotto un apposito correttivo basato sul valore
mediano dei prezzi, calcolato distintamente per ogni provincia.
L’evoluzione ha consentito altresi’ di valutare gli effetti prodotti
dalla crisi del settore causata dall’emergenza BSE ed inoltre di tenere in
debita considerazione le innovazioni introdotte nel settore del commercio
dalla Legge Bersani (D.Lgs. n. 114/1998) con la creazione di nuovi “cluster”
per quelle attivita’ di macelleria, cosiddette “allargate”, che
commercializzano anche prodotti e generi alimentari diversi dalla carne
(scatolame, surgelati, pasta, vino, olio ecc.).
Si fa presente che lo studio TM02U non e’ applicabile ai soggetti che
esercitano il commercio al dettaglio di carni e prodotti a base di carne
presso i mercati rionali come ambulanti a posteggio fisso che devono invece
fare riferimento allo studio di settore SM03A.
3. Studio di settore TM05U – Commercio al dettaglio di confezioni,
biancheria, calzature e articoli di pelletteria.
Le attivita’ interessate dallo studio sono:
52.42.1 Commercio al dettaglio di confezioni per adulti;
52.42.2 Commercio al dettaglio di confezioni per bambini e neonati;
52.42.3 Commercio al dettaglio di biancheria personale, maglieria, camicie;
52.42.5 Commercio al dettaglio di cappelli, ombrelli, guanti e cravatte;
52.43.1 Commercio al dettaglio di calzature e accessori;
52.43.2 Commercio al dettaglio di articoli di pelletteria e da viaggio.
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Lo studio di settore TM05U (approvato con decreto del Ministro
dell’Economia e delle Finanze del 18 marzo 2004, pubblicato nel S.O. della
G.U. n. 76 del 31 marzo 2004), sostituisce, a decorrere dal periodo
d’imposta 2003, gli studi SM05A e SM05B relativi ai seguenti codici
attivita’: 52.42.1 Commercio al dettaglio di confezioni per adulti, 52.42.2
Commercio al dettaglio di confezioni per bambini e neonati, 52.42.3
Commercio al dettaglio di biancheria personale, maglieria, camicie (SM05A);
52.42.6 Commercio al dettaglio di cappelli, ombrelli, guanti e cravatte,
52.43.1 Commercio al dettaglio di calzature e accessori, pellami, 52.43.2
Commercio al dettaglio di articoli di pelletteria e da viaggio (SM05B).
Lo studio in esame consente una notevole semplificazione degli
adempimenti a carico dei contribuenti. Viene, infatti, meno, grazie
all’evoluzione, l’obbligo di annotazione separata sia per gli operatori
economici che utilizzano piu’ punti vendita (cosiddetti “multipunto”) che
per coloro che esercitano attivita’ precedentemente ricomprese nei due
diversi studi ora accorpati (cosiddetti “multiattivita’”).
Il nuovo studio tiene altresi’ in considerazione le innovazioni
introdotte nel settore del commercio dalla Legge Bersani (D.Lgs. n.
114/1998).
In relazione al predetto studio, si fa altresi’ presente che, come tra
l’altro gia’ rilevato nella circolare n. 39/E del 2003, allegato 3.C, nel
settore del commercio si assiste ad una significativa ristrutturazione,
caratterizzata dalla diffusione, anche nel settore non alimentare, della
grande distribuzione organizzata, che si riflette nei confronti dei piccoli
esercizi commerciali. L’andamento sfavorevole delle vendite, puo’
determinare, in alcuni casi, la necessita’ di ricorrere in modo piu’
massiccio alle vendite “a saldo” che comportano una diminuzione del ricarico
e, di conseguenza, un peggioramento del posizionamento dell’impresa rispetto
alla congruita’ dei ricavi.
Al tal fine, come ribadito nella predetta circolare, in fase accertativa
sara’ opportuno valutare l’effettivo impatto sul contribuente di tale
situazione di crisi, prendendo in considerazione, oltre alla situazione
particolare dell’impresa, anche il contesto territoriale e di settore in cui
opera.
4. Studio di settore SM80U – Vendita al dettaglio di carburanti per
autotrazione.
Lo studio riguarda i seguenti codici attivita’:
50.50.A – Vendita al dettaglio di carburanti per autotrazione;
50.50.B – Vendita al dettaglio di carburanti per autotrazione con annessa
stazione di servizio
Lo studio SM80U e’ caratterizzato da un’alta percentuale di ricavi
derivanti da attivita’ di vendita di generi soggetti ad aggio o a ricavo
fisso.
Tali ricavi sono pero’ neutralizzati dallo studio stesso che stima
solamente la parte relativa alle attivita’ ulteriori.
Il software GERICO provvede automaticamente a calcolare la quota parte
delle spese e/o dei costi che fanno riferimento alle attivita’ per le quali
si conseguono aggi o ricavi fissi e ne neutralizza l’effetto ai fini
dell’applicazione dello studio in esame. Cio’ e’ evidenziato nelle
istruzioni del quadro F relativo agli “Elementi contabili” con riferimento
ai dati da inserire nei righi F11, F12 e F13.
Occorre precisare che ai fini dell’individuazione dell’attivita’
prevalente, per quanto riguarda l’attivita’ di “vendita al dettaglio di
carburante per autotrazione”, occorre fare riferimento ai ricavi lordi
derivanti dalla vendita di carburante. Tuttavia, si fa presente che ai fini
della individuazione del limite previsto per l’applicazione degli studi di
settore occorrera’ fare riferimento agli aggi o ricavi fissi risultanti da
tali vendite.
5. Studio di settore SM82U – Commercio all’ingrosso di metalli
ferrosi e non ferrosi.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai seguenti codici attivita’:
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51.52.1 – Commercio all’ingrosso di metalli ferrosi semilavorati;
51.52.2 – Commercio all’ingrosso di minerali metalliferi;
51.52.3 – Commercio all’ingrosso di metalli non ferrosi e prodotti
semilavorati;
51.52.4 – Commercio all’ingrosso despecializzato di metalli e di minerali
metalliferi.
Ai fini dell’applicabilita’ di tale studio, si fa presente che:
. il settore e’ caratterizzato dal fenomeno della c.d. vendita sulla
base delle condizioni di riacquisto. Si tratta di un sistema basato
sull’oscillazione del prezzo dei metalli, fattore estremamente variabile,
soprattutto per quanto concerne il mercato del rame e dell’alluminio.
L’oscillazione ufficiale del prezzo dei metalli, oltre ad essere
imprevedibile, puo’ condizionare in modo consistente l’operativita’
aziendale.
. in alcuni casi, sono tenuti in magazzino particolari prodotti, diversi
da quelli commercializzati prevalentemente dall’azienda, esclusivamente “per
servizio”, ossia per poter soddisfare le eventuali richieste di determinati
clienti. Poiche’ la rotazione del magazzino e’ strettamente legata alla
tipologia di prodotti che vengono commercializzati, in tale ipotesi l’indice
di rotazione potrebbe risultare basso proprio a causa della presenza di
detti beni. Pertanto, tale circostanza potrebbe giustificare un’eventuale
incoerenza verso il basso dell’indice di rotazione del magazzino.
6. Studio di settore SM83U – Commercio all’ingrosso di prodotti
chimici
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice 51.55.0 Commercio
all’ingrosso di prodotti chimici.
In relazione a tale studio, si fa presente che, sulla base delle
indicazioni fornite da una Associazione di categoria, sono state inserite
nel Quadro Z del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore, informazioni piu’ dettagliate
sulla tipologia di vendita praticata.
7. Studio di settore SM84U – Commercio all’ingrosso di macchine
utensili per la lavorazione dei metalli e del legno, accessori e
utensili agricoli, inclusi i trattori.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai seguenti codici attivita’:
51.61.0 – Commercio all’ingrosso di macchine utensili per la lavorazione dei
metalli e del legno;
51.62.0 – Commercio all’ingrosso di macchine per le costruzioni;
51.63.0 – Commercio all’ingrosso di macchine per l’industria tessile, di
macchine per cucire e per maglieria;
51.65.0 – Commercio all’ingrosso di altre macchine per l’industria, il
commercio e la navigazione;
51.66.0 – Commercio all’ingrosso di macchine, accessori e utensili agricoli,
inclusi i trattori.
Con particolare riferimento ai soggetti operanti nel settore del
Commercio all’ingrosso di macchine ed accessori agricoli (codice di
attivita’ 51.66.0), e’ stato rappresentato che negli ultimi anni nel settore
si e’ verificata una flessione nei margini di ricavi dovuta a fattori
contingenti. Conseguentemente, spesso, le case costruttrici, per mantenere
le produzioni, impongono obiettivi sempre piu’ competitivi e promuovono
vendite promozionali con bassi prezzi di vendita.
Pertanto, qualora il soggetto risulti incoerente per l’indicatore
“Margine Operativo Lordo” (= (ricavi – (costo del venduto + costo per la
produzione di servizi + spese per acquisti di servizi + spese per lavoro
dipendente x 100) diviso ricavi), la presenza di vendite promozionali,
imposte dalle case costruttrici, che obbligano a vendite con bassi margini,
potra’ eventualmente essere presa in considerazione per giustificare lo
scostamento dal predetto indice di coerenza.
Inoltre, l’attuale situazione del mercato spesso impone che, a seguito
della vendita, venga effettuato il ritiro in permuta di macchinari,
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attrezzature e trattori usati con l’obbligo della messa a norma prima della
rivendita. Gli stessi beni contribuiscono ad un aumento delle giacenze e
favoriscono un indice di movimentazione molto basso dovuto alla scarsa
richiesta del mercato. L'”Indice di rotazione del magazzino” potrebbe essere
influenzato dalla presenza di tali rimanenze di macchinari e attrezzature
usate ritirate in permuta. Tale circostanza, se effettivamente verificata,
potrebbe giustificare un’eventuale incoerenza del suddetto indice.
Nella definizione delle funzioni di ricavo sono risultati significativi
dei correttivi territoriali che interagiscono con la variabile “costo del
venduto”. Tali correttivi non hanno una funzione discriminante ma
rettificano il ricavo stimato qualora le differenze territoriali non vengano
completamente colte dalla cluster analysis. Tra i dieci cluster emersi dallo
studio di settore quelli tipici del settore agricolo sono il cluster 2 –
Grossisti che vendono prevalentemente prodotti per il settore agricolo e
dell’hobbystica/giardinaggio ed il cluster 6 – Imprese di piccole dimensioni
specializzate nella vendita di prodotti per il settore agricolo. Nel cluster
2 la procedura ha individuato un correttivo positivo per i soggetti operanti
in province con alto livello di benessere, con un tessuto produttivo
industriale e rete commerciale prevalentemente tradizionale o in province
con benessere molto elevato, in aree fortemente terziarizzate e sviluppate,
con rete distributiva molto evoluta; nel cluster 6 e’ emerso un correttivo
negativo per i soggetti operanti in province con livelli di benessere e
scolarizzazione molto bassi ed attivita’ economiche legate prevalentemente
al commercio di tipo tradizionale o in province con basso livello di
benessere, minor scolarizzazione e rete distributiva tradizionale.
8. Studio di settore SM85U – Commercio al dettaglio di prodotti del
tabacco.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice 52.26.0 Commercio
al dettaglio di prodotti del tabacco.
Lo studio si applica altresi’ ai contribuenti che, unitamente alla
predetta attivita’, svolgono l’attivita’ di ricevitoria del lotto e di altri
giochi a pronostici (codice attivita’ 92.71.0). Lo studio si applica anche
nel caso in cui i ricavi derivanti dall’attivita’ di ricevitoria siano
prevalenti rispetto ai ricavi derivanti dall’attivita’ di commercio al
dettaglio dei prodotti del tabacco.
Si precisa che i ricavi da prendere in considerazione ai fini
dell’applicazione dello studio sono esclusivamente quelli derivanti dalla
ricevitoria, quale attivita’ complementare, mentre lo svolgimento delle
altre attivita’ comprese nel codice 92.71.0 (scommesse, case da gioco)
comporta l’applicazione delle regole generali in materia di annotazione
separata e parametri.
SETTORE DEI SERVIZI
9. Studio di settore TG44U – Esercizi alberghieri, affittacamere e
case per vacanze.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai seguenti codici attivita’:
55.10.A – Alberghi e motel, con ristorante;
55.10.B – Alberghi e motel, senza ristorante;
55.23.4 – Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per
vacanze, bed and breakfast, residence;
55.23.6 – Alloggi per studenti e lavoratori con servizi di tipo alberghiero.
Lo studio di settore TG44U (approvato con decreto del 18 marzo 2004,
pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 76 del 31 marzo 2004)
costituisce l’evoluzione degli studi di settore:
SG44U relativo ai codici di attivita’ 55.11.0 “Alberghi e motel, con
ristorante” e 55.12.0 “Alberghi e motel, senza ristorante”;
SG65U relativo ai codici attivita’ 55.23.4 “Affittacamere per brevi
soggiorni, case per vacanze” e 55.23.6 “Altri esercizi alberghieri
complementari (compresi i residences)”.
Gli studi di settore SG44U e SG65U erano stati approvati con decreto
ministeriale del 25 febbraio 2000 ed avevano validita’, ai fini
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dell’accertamento, a decorrere dal periodo di imposta 1999. La Commissione
degli esperti prevista dall’art. 10, comma 7, della legge n. 146 dell’8
maggio 1998, aveva esaminato i predetti studi nella riunione del 3 febbraio
2000, mentre la nuova versione, e’ stata esaminata il 12 febbraio 2004 ed ha
validita’, ai fini dell’accertamento, a decorrere dal periodo d’imposta 2003.
Le nuove analisi effettuate sugli studi SG44U e SG65U sono state
condotte analizzando sia i modelli per la comunicazione dei dati rilevanti
ai fini dell’applicazione degli studi di settore per il periodo d’imposta
2001, completati con le informazioni contenute nei questionari ESG44 inviati
ai contribuenti per l’evoluzione degli studi in oggetto, sia
caratterizzazioni della nuova territorialita’. Da questo punto di vista,
l’apporto degli Osservatori Provinciali di Frosinone e di Aosta e’ risultato
fondamentale per individuare le peculiarita’ del luogo di svolgimento delle
attivita’ al fine di ottenere una migliore aderenza dello studio di settore
alle specifiche realta’ economiche territoriali.
L’evoluzione dello studio di settore delle imprese turistico-alberghiere
(TG44U) ha permesso di cogliere i cambiamenti strutturali, le modifiche dei
modelli organizzativi, le variazioni di mercato all’interno del settore
economico.
In particolare, sono stati individuati 14 modelli organizzativi distinti
sulla base del tipo di struttura (alberghiera, RTA, case per vacanza), della
sua dimensione e della tipologia di servizio offerto.
Inoltre, al fine di cogliere, nei diversi modelli organizzativi, le
differenze legate ad eventuali collocazioni territoriali piu’ o meno
favorevoli e/o a flussi turistici indotti da magneti particolarmente o
scarsamente attrattivi, e’ stato ritenuto opportuno rilevare con i
questionari per l’evoluzione le tariffe minime e massime per singola
struttura alberghiera.
Tale rilevazione ha permesso di identificare il livello delle tariffe
della singola struttura ricettiva, che, utilizzato nella funzione di ricavo,
ha determinato dei correttivi da applicare al coefficiente della variabile
“presenze”.
La nuova versione dello studio analizza le diverse tipologie di
strutture ricettive, alberghiere ed extra alberghiere quali alberghi, motel,
villaggi albergo, residences turistico alberghieri, affittacamere e case per
vacanze.
Gli elementi che hanno maggiormente contribuito a determinare i
modelli di business individuati sono risultati i seguenti:
la tipologia e la classificazione in stelle delle strutture ricettive
alberghiere;
la tipologia delle strutture ricettive extra alberghiere;
la dimensione degli esercizi in termini di numero di camere (con e senza
bagno) ed unita’ abitative dotate di servizi igienici e cucina
autonomi;
i servizi offerti alla clientela alloggiata (pernottamento, pernottamento e
colazione, mezza pensione, pensione completa);
i servizi offerti alla clientela non alloggiata (ristorazione,
banchettistica e servizio bar);
l’offerta di servizi accessori (es. cure termali, centro fitness/benessere).
Inoltre, nella definizione della funzione di ricavo, si e’ analizzato
l’effetto dovuto alle caratteristiche di stagionalita’, utilizzando il
numero di giorni di apertura dell’esercizio.
Oltre a cio’, considerando le particolarita’ strutturali delle attivita’
esaminate, sono state individuate precise soluzioni finalizzate a superare
gli obblighi dell’annotazione separata, non solo in presenza di piu’ unita’
operative, ma anche in riferimento all’esercizio di piu’ attivita’. Questo
lavoro di analisi ha consentito di cogliere le possibili interconnessioni
tra le varie attivita’ esercitate, censite dai diversi codici Istat.
E’ stata cosi’ contemplata la possibilita’ che l’operatore economico
svolga anche altre attivita’ complementari, oltre quelle principali
esercitate in forma prevalente. Tali altre attivita’ complementari sono
state identificate tra quelle che hanno una frequenza molto elevata e che
generalmente affiancano quella prevalente.
Per l’individuazione dei soggetti obbligati all’applicazione dello
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Circolare del 18/06/2004 n. 27
studio di settore TG44U, si dovra’ fare riferimento all’ammontare dei ricavi
prevalenti conseguiti dall’esercizio di una o piu’ attivita’ di seguito
indicate:
55.10.A – Alberghi e motel, con ristorante;
55.10.B – Alberghi e motel, senza ristorante;
55.23.4 – Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per
vacanze, bed and breakfast, residence;
55.23.6 – Alloggi per studenti e lavoratori con servizi di tipo alberghiero.
Lo studio di settore TG44U si applica anche se il soggetto esercita,
unitamente alle citate attivita’, svolte in forma prevalente, le seguenti
attivita’ complementari in modo non prevalente rispetto alle prime:
– 55.30.A – Ristoranti, trattorie, pizzerie, osterie e birrerie con cucina;
– 55.30.4 – Gelaterie e pasticcerie con somministrazione;
– 55.40.A – Bar e caffe’.
Nella fase di confronto tra le Associazioni di categoria e l’Agenzia
delle Entrate, che ha preceduto l’approvazione dello studio di settore
TG44U, e’ emerso che le attivita’ analizzate sono svolte adottando modalita’
organizzative tali da richiedere, per la fase di applicazione dello studio
di settore, l’elaborazione di un nuovo indicatore (“valore aggiunto per
addetto”) ai fini di una piu’ puntuale analisi della coerenza, in
sostituzione della “produttivita’ per addetto”.
La formula utilizzata dal software di calcolo GE.RI.CO. e’ la seguente:
. valore aggiunto per addetto = (ricavi – costi)
numero addetti x 1000
dove:
costi = costo del venduto + costo per la produzione di servizi + spese per
acquisti di servizi;
costo del venduto = esistenze iniziali + acquisti – rimanenze finali;
numero addetti = (giornate retribuite dei dipendenti)/312
+ (titolare (nel caso di persone fisiche)
+ collaboratori continuati e continuativi che prestano attivita’
prevalentemente nell’impresa
+ collaboratori dell’impresa familiare e coniuge dell’azienda coniugale (nel
caso di persone fisiche)
+ associati in partecipazione che apportano lavoro prevalentemente
nell’impresa
+ soci con occupazione prevalente nell’impresa (nel caso di societa’)
+ amministratori non soci (nel caso di societa’)) * ponderati con i giorni
di apertura dell’esercizio nell’anno.
Al fine di pervenire ad una piu’ corretta stima del ricavo puntuale e
del ricavo minimo ammissibile, e’ stato introdotto un correttivo da
applicare alla variabile “presenze” in relazione alla tipologia di clientela
appartenente a “gruppi intermediati e non” nella funzione di regressione.
L’applicazione GE.RI.CO. 2004, pertanto, ai fini dell’analisi della
congruita’, calcola automaticamente un abbattimento percentuale con
riferimento alle variabili presenti nella sezione “Tipologia di clientela –
Percentuale sulle presenze” righi D38 e D39 del modello per la comunicazione
dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione dello studio di settore TG44U.
Occorre ricordare che, con decreto del 18 marzo 2004, pubblicato
nella Gazzetta Ufficiale n. 73 del 31 marzo 2004, sono state aggiornate le
aree territoriali omogenee per le attivita’ turistico-alberghiere
(precedentemente approvate con decreto del 26 febbraio 2000 pubblicato nel
S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 67 del 21 marzo 2000), che consentono di
differenziare le modalita’ di applicazione degli studi di settore al fine di
tener conto del luogo in cui l’impresa svolge l’attivita’ economica,
Nell’ambito dell’evoluzione dello studio di settore (TG44U) sono state
effettuate analisi territoriali con l’obiettivo di cogliere possibili
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Circolare del 18/06/2004 n. 27
differenziali della capacita’ di produrre ricavi legati alla localizzazione
territoriale delle imprese alberghiere, a parita’ delle altre condizioni di
natura contabile e strutturale.
10. Studi di settore TG61 A-B-C-D-E-F-G-H – Intermediari del
commercio.
Le attivita’ interessate sono quelle comprese nei seguenti studi di settore:
TG61A: codici di attivita’: 51.17.1 – Intermediari del commercio di
prodotti ortofrutticoli; 51.17.2 – Intermediari del commercio di
altri prodotti alimentari, bevande e tabacco;
TG61B: codice di attivita’ 51.15.0 – Intermediari del commercio di
mobili, articoli per la casa e ferramenta;
TG61C: codice di attivita’ 51.16.0 – Intermediari del commercio di
prodotti tessili, abbigliamento, calzature e articoli in cuoio,
pellicce;
TG61D: codici di attivita’: 51.18.1 – Intermediari del commercio di
prodotti di carta, cancelleria, libri; 51.18.2 – Intermediari del
commercio di prodotti di elettronica; 51.18.3 – Intermediari del
commercio di prodotti farmaceutici e di cosmetici; 51.18.4 –
Intermediari del commercio di attrezzature sportive, biciclette e
altri prodotti n.c.a.; 51.19.0 – Intermediari del commercio di
vari prodotti senza prevalenza di alcuno;
TG61E: codice di attivita’ 51.14.0 – Intermediari del commercio di
macchine, impianti industriali, navi e aeromobili, macchine
agricole, macchine per ufficio;
TG61F: codice di attivita’ 51.11.0 – Intermediari del commercio di
materie prime agricole, di animali vivi, di materie prime tessili e
di semilavorati;
TG61G: codice di attivita’ 51.12.0 – Intermediari del commercio di
combustili, minerali, metalli e prodotti chimici per l’industria;
TG61H: codice di attivita’ 51.13.0 – Intermediari del commercio di legname
e materiali da costruzione.
Gli studi di settore TG61/ A-B-C-D-E-F-G-H (approvati con decreto del 18
marzo 2004, pubblicato nel S.O. alla Gazzetta Ufficiale n. 76 del 31 marzo
2004) costituiscono l’evoluzione degli studi di settore:
SG61A: codice attivita’ 51.17.0 “Intermediari del commercio di prodotti
alimentari, bevande e tabacco”;
SG61B: codice attivita’ 51.15.0 “Intermediari del commercio di mobili,
articoli per la casa e ferramenta”;
SG61C: codice attivita’ 51.16.0 “Intermediari del commercio di prodotti
tessili, di abbigliamento (incluse pellicce), di calzature e di articoli
in cuoio mobili, articoli per la casa e ferramenta”;
SG61D: codici attivita’: 51.18.0 “Intermediari del commercio specializzato
di prodotti particolari n.c.a.”; 51.19.0 “Intermediari del commercio di
vari prodotti senza prevalenza di alcuno”;
SG61E: codice attivita’ 51.14.0 “Intermediari del commercio di macchinari,
impianti industriali, navi e aeromobili (comprese macchine agricole e per
ufficio)”;
SG61F: codice attivita’ 51.11.0 “Intermediari del commercio di materie prime
agricole, di animali vivi, di materie prime tessili e di semilavorati”;
SG61G: codice attivita’ 51.12.0 “Intermediari del commercio di combustibili,
minerali, metalli e prodotti chimici per l’industria”;
SG61H: codice attivita’ 51.13.0 “Intermediari del commercio di legnami e
materiali da costruzione”.
Gli studi di settore SG61A, SG61B, SG61C, SG61D erano stati approvati
con decreto ministeriale del 30 marzo 1999 ed avevano validita’, ai fini
dell’accertamento, a decorrere dal periodo di imposta 1998, mentre gli studi
SG61E, SG61F, SG61G, SG61H erano stati approvati con decreto ministeriale
del 2 febbraio 2000 ed avevano validita’, ai fini dell’accertamento, a
decorrere dal periodo di imposta 1999.
La Commissione degli esperti, istituita dall’art. 10, comma 7, della
legge 8 maggio 1998, n. 146, ha esaminato le nuove versioni dei suddetti
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studi nella riunione del 12 febbraio 2004 ed i nuovi studi TG61
(A-B-C-D-E-F-G-H) hanno validita’, ai fini dell’accertamento, a decorrere
dal periodo d’imposta 2003.
L’evoluzione degli studi SG61A, SG61B, SG61C, SG61D, SG61E, SG61F,
SG61G, SG61H e’ stata condotta analizzando i modelli per la comunicazione
dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore per il
periodo d’imposta 2001, completati con le informazioni contenute nel
questionario ESG61 inviato a tutti i contribuenti interessati dalle
attivita’ di intermediazione del commercio, per l’evoluzione degli studi in
oggetto con riferimento al periodo d’imposta 2001.
L’evoluzione di tali studi di settore ha permesso di cogliere i
cambiamenti strutturali, le modifiche dei modelli organizzativi e le
variazioni di mercato intervenute all’interno del settore economico
considerato.
Con l’evoluzione, le funzioni di ricavo degli studi degli intermediari
del commercio sono state completamente rinnovate. Dal modello di stima dei
ricavi e’ stato escluso il valore dei beni strumentali e sono stati, invece,
utilizzati i volumi dell’intermediato.
Tra le principali novita’ introdotte si segnala che:
Q e’ stata sterilizzata l’incidenza dei beni strumentali, escludendo
dalla funzione di stima del ricavo, il valore degli autoveicoli;
Q e’ stata attribuita una maggiore rilevanza al cosiddetto “valore
dell’intermediato”, vale a dire ai volumi delle transazioni poste a
base per l’applicazione delle commissioni d’agenzia;
Q e’ stato preso in considerazione il “canale distributivo”, sia dal
punto di vista della tipologia di azienda rappresentata, che sotto
l’aspetto della tipologia della clientela;
Q sono stati inseriti dei correttivi territoriali legati all’area di
svolgimento dell’attivita’;
Q e’ previsto un correttivo per coloro i quali si trovano all’inizio
dell’attivita’, per cogliere la minore redditivita’ connessa ai primi
anni di esercizio dell’attivita’ di intermediazione.
Tutte queste modifiche hanno rivoluzionato il modello di stima dei
ricavi per gli studi di settore degli intermediari del commercio rispetto al
precedente.
Va, inoltre, evidenziato che con la “cluster analysis” sono stati
individuati 198 modelli organizzativi definiti sulla base della tipologia di
prodotto/servizio intermediato e della modalita’ organizzativa (agente
monomandatario, plurimandatario, sub-agente, esclusivo, distributore, con
deposito, in tentata vendita, commissionario, agente di consorzio agrario o
agenzie di rappresentanze).
Occorre tener presente che, in alcune particolari situazioni, possono
verificarsi scostamenti, anche notevoli, fra i ricavi dichiarati e quelli
stimati dovuti alla significativa differenza fra le provvigioni dichiarate
dal singolo operatore e quelle osservate tra i soggetti appartenenti allo
stesso cluster.. Tali scostamenti possono originare situazioni di “non
congruita’” o di “non coerenza” per alcune tipologie di intermediari di
commercio. Puo’, infatti, accadere che situazioni di mercato o particolari
intese fra aziende mandanti e agenti di commercio, prevedano una percentuale
di provvigioni molto inferiore al “valore medio” calcolato dallo studio di
settore. In questi casi, sara’ cura dell’ufficio, nella fase del
contraddittorio con il contribuente, esaminare tutta la documentazione
idonea a provare i piu’ bassi valori delle provvigioni contrattualmente
stabiliti e valutare, quindi, la rispondenza della singola realta’ economica
ai risultati di Gerico.
Si evidenzia altresi’ che per alcuni intermediari classificati
contrattualmente come plurimandatari, ma operanti di fatto per una sola
azienda, si possono verificare situazioni di “non congruita’”, che sono
invece sensibilmente corrette nel caso in cui gli stessi operatori vengano
classificati come monomandatari. Anche in questo caso, sara’ cura
dell’ufficio, verificare attraverso idonea documentazione fornita dal
contribuente, la corretta classificazione dell’agente di commercio e
valutare (inserendo nel software Gerico, la diversa modalita’
organizzativa), l’eventuale diversa stima dei ricavi per quegli agenti che
operano in forza di un mandato conferito come plurimandatario, ma che da
almeno 12 mesi stiano operando per conto di una sola azienda mandante.
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11. Studio di settore SG90U – Pesca in acque marine, lagunari e acque
dolci.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai codici attivita’:
05.01.1 – Pesca in acque marine e lagunari e servizi connessi;
05.01.2 – Pesca in acque dolci e servizi connessi;
In merito all’applicazione di tale studio di settore si evidenzia che le
norme del Codice della Navigazione impongono la presenza a bordo delle
imbarcazioni da pesca di un numero minimo di addetti (le c.d. tabelle
d’armamento). Conseguentemente, il numero dei marittimi a bordo delle navi
da pesca, tenuto conto delle caratteristiche delle imbarcazioni e del tipo
di pesca effettuato, e’ predeterminato dalla legge e non modificabile.
Questa circostanza comporta che, nel caso in cui in sede di regolamentazione
contrattuale sia stata adottata, nei confronti dei dipendenti, la tipologia
di “retribuzione alla parte con minimo monetario garantito”, l’armatore
dovra’ provvedere ad integrare la retribuzione ai dipendenti qualora il
valore del pescato, sulla base del quale viene calcolata la somma da
corrispondere al dipendente, non sia sufficiente a raggiungere la
retribuzione minima contrattualmente stabilita.
Pertanto, tale situazione potra’ evidenziare, eventualmente, una
situazione di crisi dell’impresa.
12. Studio SG92U – Servizi forniti da revisori contabili, periti,
consulenti ed altri soggetti.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice di attivita’
74.12.C – Servizi forniti da revisori contabili, periti, consulenti ed altri
soggetti che svolgono attivita’ in materia di amministrazione, contabilita’
e tributi.
Per tale attivita’ e’ gia in vigore, a partire dall’anno 2001, lo
studio SK06U rivolto esclusivamente a quei contribuenti che determinano
redditi derivanti dallo svolgimento dell’attivita’ in maniera professionale.
Lo studio SG92U e’ invece rivolto esclusivamente al mondo delle imprese,
composto sia da ditte individuali che da societa’ di persone e di capitali.
In tale ambito operativo va segnalata la presenza delle societa’ di
servizi costituite dalle associazioni di categoria, le quali rispondono ad
un preciso indirizzo normativo assunto dal legislatore in sede di
qualificazione e disciplina dei Centri di Assistenza Fiscale; i CAF infatti
sono autorizzati allo svolgimento di attivita’ di assistenza fiscale sia
direttamente che attraverso societa’ di servizi costituite dalle stesse
associazioni che hanno promosso i Centri. Cio’ ha comportato la scelta, di
gran parte delle Associazioni di categoria, di costituire delle societa’ di
capitali ai fini sopra indicati che operano, solitamente, attraverso
rapporti di convenzione con i rispettivi Centri di Assistenza Fiscale.
La suddivisione in cluster elaborata ai fini dello studio ha fatto
emergere uno specifico gruppo omogeneo (cluster 2) in cui, generalmente,
ricadono le societa’ di servizi facenti capo alle Associazioni di categoria.
Sulla base di questa premessa, sono stati richiesti, all’interno del
modello relativo allo studio in argomento, nel quadro Z, “Dati
complementari”, ulteriori dati al fine di individuare con maggiore
precisione i soggetti interessati da rapporti con strutture associative o
professionali alle quali fanno riferimento.
In relazione all’applicazione di tale studio e’ opportuno tenere in
considerazione alcune circostanze ai fini della corretta stima dei ricavi.
In particolare, nei confronti delle societa’ di servizi facenti capo alle
Associazioni di categoria, va attentamente valutato che:
. lo studio di settore collochi prevalentemente detti soggetti
all’interno del cluster 2;
. unitamente allo svolgimento dell’attivita’ in materia fiscale, non sia
svolta anche attivita’ sindacale o di altro tipo, senza la necessaria
comunicazione all’amministrazione finanziaria del relativo codice
attivita’. Lo svolgimento di altre attivita’ non opportunamente
codificate, non permette, infatti, l’adozione delle cautele gia’ previste
dalla disciplina generale sugli studi di settore nei confronti delle
imprese che svolgono altre attivita’ oltre a quella prevalente (causa di
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inapplicabilita’ legata allo svolgimento di attivita’ secondarie che
determinano una percentuale di ricavi superiore al 20% dei ricavi
complessivi). Nel caso di specie, per le societa’ di servizi costituite
dalle associazioni di categoria che svolgono l’attivita’ contraddistinta
dal codice 74.12.C, lo studio SG92U provvedera’ a stimare correttamente i
ricavi d’impresa, solo nel caso in cui dette societa’ non esercitino
ulteriori attivita’ da cui conseguono ricavi superiori al 20% dei ricavi
complessivi.
Infine, come gia’ segnalato, dette societa’ di capitali, in quanto
promosse da associazioni di categoria, nello svolgere anche servizi di tipo
sindacale nei confronti dei propri associati, non perseguono esclusivamente
finalita’ di lucro. Infatti, i corrispettivi percepiti dai CAF per
l’espletamento delle attivita’ di consulenza e assistenza fiscale,
successivamente retrocessi alle societa’ di servizi convenzionate, nella
maggioranza dei casi, non sono in linea con i valori di mercato, ma vengono
fissati dalle amministrazioni pubbliche in funzione di apposite convenzioni.
Sulla base di questa premessa va precisato che lo studio in esame,
avendo individuato un gruppo omogeneo (cluster 2) sostanzialmente composto
dalle societa’ di servizi in argomento, effettua la valutazione dei ricavi
attribuibili a queste societa’ in considerazione dei corrispettivi medi da
esse conseguiti per i servizi prestati.
Ai fini della corretta compilazione del corrispondente modello per la
comunicazione dei dati rilevanti per l’applicazione dello studio, si segnala
che il relativo quadro B e’ stato predisposto per indicare i dati relativi
ad un massimo di dieci unita’ immobiliari utilizzate per l’esercizio
dell’attivita’. Qualora il contribuente utilizzasse un numero superiore di
unita’, dovra’ indicare nei righi da B04 a B08 del quadro B, relativo alla
decima unita’ immobiliare, le informazioni ottenute sommando i dati relativi
a tale unita’ a quelle relative alle ulteriori unita’ immobiliari utilizzate.
13. Studio di settore SG93U – Design e stiling relativo a tessili,
abbigliamento, calzature, gioielleria, mobili ed altri beni personali
o per la casa.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice attivita’ 74.87.5 –
Design e stiling relativo a tessili, abbigliamento, calzature, gioielleria,
mobili ed altri beni personali o per la casa.
Lo studio interessa tutti i contribuenti che svolgono questa attivita’,
sia essa esercitata in forma d’impresa ovvero di lavoro autonomo.
L’esercizio delle attivita’ di design e stiling puo’ dar luogo a redditi
derivanti da royalties ovvero “redditi derivanti dalla utilizzazione
economica di opere dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi,
formule o informazioni relativi ad esperienze acquisite in campo
industriale, commerciale o scientifico”;
I redditi derivanti da “royalties”, se conseguiti nell’esercizio di
attivita’ di impresa, non generano criticita’ ai fini dell’applicazione
dello studio; nel caso, invece, in cui vengano percepiti nell’esercizio di
attivita’ di lavoro autonomo, questi costituiscono compensi di cui
all’articolo 53, comma 2, lettera b) del TUIR, cosi’ come modificato dal
D.Lgs. n. 344 del 2003 (gia’ articolo 49) e, pertanto, sono compensi che non
vengono stimati dallo studio in esame. Lo studio di settore, infatti, stima
l’ammontare dei compensi derivanti dall’esercizio di arti e professioni di
cui al comma 1 dell’articolo 54 (gia’ articolo 50) del citato TUIR.
In tali ipotesi i relativi costi sostenuti, che hanno determinato
direttamente il conseguimento di royalties, non devono essere dichiarati nel
quadro G degli elementi contabili dell’allegato studi di settore Tuttavia
puo’ accadere che talvolta non sia possibile scindere del tutto i costi
imputabili ai compensi di cui all’articolo 53, comma 2, lettera b) del TUIR
e quelli invece riferibili ai compensi di cui all’articolo 54, comma 1 del
citato TUIR.
A tal riguardo, al fine di fornire ulteriori informazioni agli uffici,
e’ stato predisposto un apposito quadro Z – Dati complementari nel quale il
contribuente deve dichiarare la percentuale di tempo impiegata per lo
svolgimento di attivita’ da cui derivano o potrebbero derivare eventuali
future royalties, rispetto al tempo complessivo dedicato all’attivita’ di
design e stiling.
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Servizio di documentazione tributaria
Circolare del 18/06/2004 n. 27
14. Studio di settore SG94U – Produzioni cinematografiche.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai seguenti codici
attivita’:
92.11.0 – Produzioni cinematografiche e di video;
92.12.0 – Distribuzione cinematografica e di video;
92.20.0 – Attivita’ radio-televisive.
Lo studio SG94U e’ stato elaborato tenendo conto della possibilita’
che l’attivita’ possa essere svolta sia in forma d’impresa che in forma di
lavoro autonomo. Il relativo modello presenta, pertanto, il doppio quadro
contabile destinato ad accogliere alternativamente i dati riguardanti
l’esercizio dell’attivita’ in forma di impresa o professionale. Ai fini
dell’applicazione dello studio di settore, i contribuenti che esercitano
tale attivita’ in forma d’impresa dovranno compilare il quadro F del modello
SG94U, mentre i lavoratori autonomi compileranno il quadro G.
SETTORE DELLE MANIFATTURE
In fase di elaborazione di questi studi, come accade frequentemente per
il comparto manifatturiero, si e’ riproposto il problema della valutazione
dei beni strumentali, in quanto non sempre gli stessi vengono impiegati in
modo continuativo nel ciclo produttivo.
Nelle circolari nn. 110/E del 21 maggio 1999, 121/E dell’8 giugno 2000 e
39/E del 17 luglio 2003, era gia’ stata segnalata agli uffici locali
dell’Agenzia, in sede di attuazione dell’attivita’ accertatrice, la
necessita’ di valutare l’effettivo utilizzo dei macchinari, anche sulla base
dei consumi inerenti ai predetti beni.
In particolare, occorre sempre valutare attentamente l’eta’ e il livello
di obsolescenza dei macchinari: tener conto esclusivamente del valore a
costo storico degli stessi potrebbe in alcuni casi non essere indicativo
del loro effettivo grado di efficienza e apporto produttivo. Tale situazione
potrebbe generare, per molte imprese, risultati di incoerenza rispetto agli
indicatori economici utilizzati. In tali circostanze i contribuenti, nella
fase di contraddittorio con gli uffici dell’Agenzia, potranno dimostrare che
eventuali anomalie riscontrate, rispetto ai risultati dell’applicazione
dello studio, ai fini della stima della congruita’ dei ricavi, nonche’ agli
indicatori di coerenza, potrebbero essere riconducibili al “particolare”
utilizzo dei beni strumentali nel proprio processo produttivo.
Si ricorda, altresi’, che, come precisato nella circolare n. 58/E del
2002, e’ possibile non tener conto del valore dei beni strumentali che
risultano inutilizzati nel corso dell’esercizio, a condizione che non siano
state dedotte le relative quote di ammortamento.
Si segnala inoltre che, per l’intero comparto degli studi delle
manifatture, approvati per il periodo d’imposta 2003, per i contribuenti che
svolgono l’attivita’ mediante l’utilizzo di piu’ punti di produzione e/o di
vendita questi non saranno tenuti a compilare il modello relativo
all’annotazione separata dei componenti rilevanti ai fini dell’applicazione
degli studi di settore, in quanto il software applicativo e’ in grado di
cogliere le realta’ economiche anche dei contribuenti cd. “multipunto”.
Per quanto attiene i nuovi studi di settore, approvati a decorrere dal
periodo d’imposta 2003, non sussiste piu’, quindi, causa di inapplicabilita’
in caso di svolgimento dell’attivita’ mediante l’utilizzo di piu’ punti di
produzione, in quanto la presenza di piu’ unita’ locali deve essere
considerata come una caratteristica fisiologica delle attivita’ esercitate.
Occorre inoltre sottolineare che la Commissione degli esperti, nella
seduta del 12 febbraio 2004, ha anche espresso la necessita’ di proseguire
l’attivita’ di approfondimento di alcuni studi gia’ in vigore, relativi alle
attivita’ dell’area c.d. “TAC” (tessile, abbigliamento e calzaturiero) per i
quali occorre procedere alla loro evoluzione in tempi brevi. La finalita’ e’
quella di cogliere meglio i profondi cambiamenti strutturali e le modifiche
organizzative in atto nei settori in esame, in modo da valutare l’impatto
sugli studi della situazione di crisi economica che ha investito negli
ultimi 3-4 anni le relative attivita’ interessate.
In attesa dell’evoluzione degli studi in oggetto, gli uffici
dell’Agenzia dovranno tenere in considerazione le valutazioni espresse al
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paragrafo 1.1.3. della circolare n. 121/E dell’8 giugno 2000 e tutti quegli
elementi che possono adeguatamente rappresentare una eventuale ed effettiva
situazione di difficolta’ dell’impresa (quali ad esempio: il minor utilizzo
dei beni strumentali collegato, nella generalita’ dei casi, alla contrazione
nei consumi di energia elettrica, il licenziamento o il ricorso ad altri
strumenti di mobilita’ del personale dipendente, la riduzione del fatturato
anche a seguito della diminuzione del numero dei committenti, la
proporzionale maggior incidenza delle spese fisse rispetto al totale dei
costi dell’impresa, ecc.).
Evoluzione degli studi di settore. Informazioni inserite nel quadro Z – Dati
Complementari.
In alcuni studi, entrati in vigore antecedentemente al periodo
d’imposta 2003, si e’ ritenuto opportuno introdurre, nel corpo del modello
per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli
studi di settore, la richiesta di ulteriori informazioni utili strettamente
necessarie ai fini della futura evoluzione degli studi stessi. Dette
informazioni sono contenute nel Quadro Z – Dati complementari. In
particolare, tra le altre informazioni richieste nel quadro in commento,
assume particolare importanza quella relativa ai “consumi energetici”.
Si ritiene, infatti, particolarmente significativa, oltre alla richiesta
dei chilowattora consumati, anche quella di recente introduzione relativa al
costo sostenuto per essi.
Ulteriori informazioni richieste nel quadro “D – Elementi specifici
dell’attivita’”. Studi di settore: SD22U, SD28U, SD29U e SD47U.
Negli studi di settore sopra elencati, in vigore gia’ dagli anni
precedenti, nel quadro degli elementi specifici dell’attivita’, e’ stata
inserita accanto alla colonna “Materiali di produzione/materie prime” (nella
quale devono essere indicati nelle diverse unita’ di misura), una colonna
per indicare il rapporto percentuale tra le materie prime impiegate in
rapporto alla quantita’ complessiva dei materiali impiegati nella produzione.
Al riguardo, si precisa che, per individuare la “quantita’ complessiva
dei materiali impiegati nella produzione”, si deve far riferimento al costo
complessivo delle materie prime utilizzate.
Nel caso in cui i materiali o le materie prime vengono impiegati nel
processo produttivo da imprese specializzate nelle lavorazioni conto terzi,
si dovra’ indicare la percentuale di costo sostenuto dal contoterzista
(ovvero sostenuto dal committente) per l’acquisto dei materiali utilizzati,
in rapporto al costo totale delle materie prime impiegate.
Si ricorda che i dati richiesti in percentuale possono essere forniti
con una approssimazione tale da non inficiare la sostanziale attendibilita’
dell’informazione richiesta.
15. Studio di settore SD45U – Lavorazione del te’ e del caffe’ e
commercio all’ingrosso di caffe’.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai seguenti codici attivita’:
15.86.0 – Lavorazione del te’ e del caffe’;
51.37.A – Commercio all’ingrosso di caffe’.
Lo studio SD45U, in vigore dal periodo d’imposta 2003, comprende
l’attivita’ di Commercio all’ingrosso di caffe’ – 51.37.A, precedentemente
inclusa nello studio di settore SM17U, approvato con decreto ministeriale
del 16 febbraio 2001 e in vigore dal periodo d’imposta 2000.
La Commissione degli esperti, prevista dall’art. 10, comma 7, della
legge n. 146 dell’8 maggio 1998, nell’esprimere il parere sullo studio di
settore SM17U, aveva formulato una serie di osservazioni per gli esercenti
l’attivita’ di commercio all’ingrosso di caffe’. In particolare, era stato
segnalato che il codice di attivita’ 51.37.A veniva impropriamente
utilizzato anche dalle imprese che, oltre alla commercializzazione del
caffe’, effettuavano l’attivita’ di torrefazione, per la quale e’ previsto
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lo specifico codice 15.86.0 – Lavorazione del te’ e del caffe’.
A causa della presenza di questi due tipi di operatori nello stesso
cluster (il numero 9), in sede di applicazione degli studi, occorreva
valutare con attenzione la stima dei ricavi e i valori assunti dagli indici
di coerenza relativi alle imprese che svolgono anche attivita’ di
torrefazione di caffe’.
Al fine di analizzare con maggiore precisione le effettive
condizioni di esercizio delle due attivita’, si e’ elaborato un nuovo studio
unico, comprendente sia la lavorazione del te’ e del caffe’, che il
Commercio all’ingrosso di caffe’.
Di conseguenza, i contribuenti che esercitano l’attivita’ 51.37.A, sono
tenuti ad applicare il presente studio di settore SD45U a decorrere dal
periodo d’imposta 2003.
Per lo studio in esame, si fa presente quanto segue:
1. Il cluster n. 3 – “Grossisti di caffe’ con vendita sul
territorio”, potrebbe non risultare in alcuni casi aderente alla
realta’ aziendale delle imprese esercenti l’attivita’ di commercio di
caffe’ verde, in conseguenza del numero esiguo di tali imprese
costituenti il campione utilizzato per la definizione del cluster;
2. Indice di rotazione di magazzino – Le imprese che producono o
commercializzano miscele di caffe’ per esercizi pubblici e/o drogherie
hanno necessita’ di stoccare notevoli quantita’ di merci nell’anno,
poiche’ la reperibilita’ dei caffe’ verdi non e’ costante. Inoltre, i
prezzi di acquisto del caffe’ oscillano in funzione del periodo di
raccolto, e generano, di conseguenza, disagi e criticita’ per le
imprese del settore. Tali fenomeni possono determinare, in alcuni
casi, anomalie nei risultati dell’applicazione dello studio in
relazione all’indice di rotazione delle scorte.
3. Valore aggiunto per addetto – I c.d. “Torrefattori” vendono
direttamente agli esercizi pubblici le loro miscele di caffe’ e
utilizzano, per la rete di vendita, propri dipendenti e/o agenti, con
o senza deposito, mono o plurimandatari. Tali modalita’ organizzative,
che si caratterizzano per la commercializzazione dei prodotti
attraverso personale dipendente e autonomo, possono provocare
situazioni di incoerenza per le imprese interessate. Potrebbe,
quindi, accadere che l’indice di coerenza in commento, calcolato come
rapporto tra il valore aggiunto e il numero degli addetti, assuma un
elevato peso a causa della mancata previsione tra questi ultimi della
figura dell’agente.
16. Studio di settore SD49U – Fabbricazione di materassi.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice attivita’ 36.15.0 –
Fabbricazione di materassi.
Per l’applicazione dello studio di settore in argomento, si segnala che:
Q il mercato e’ fortemente caratterizzato dalla presenza di poche grandi
imprese, in particolare quelle produttrici dei materassi a molle, che, di
fatto, esercitano l’attivita’ in regime di quasi esclusivo monopolio;
Q le altre aziende, di dimensioni medio-piccole, ricoprono esclusivamente
posizioni di nicchia e si rivolgono a mercati locali e provinciali;
Q le aziende con strutture piu’ grandi, si rivolgono frequentemente ad
una clientela costituita da enti pubblici e/o ospedalieri, che effettuano i
pagamenti con tempi spesso lunghissimi.
17. Studio di settore TD12U – Fabbricazione di prodotti di panetteria
e dell’attivita’ di commercio al dettaglio di pane.
Lo studio di settore TD12U (approvato con decreto ministeriale del 18
marzo 2004, pubblicato nel S.O alla G.U. n. 76 del 31 marzo 2004), in vigore
a decorrere dal periodo d’imposta 2003, costituisce l’evoluzione dello
studio SD12U relativo al codice attivita’ 15.81.1, Fabbricazione di prodotti
di panetteria, e dell’attivita’ di Commercio al dettaglio di pane, codice
attivita’ 52.24.1, gia’ ricompresa nello studio di settore del commercio
SM14U, approvato con decreto ministeriale del 15 febbraio 2002 e in vigore
dal periodo d’imposta 2001.
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Lo studio di settore SD12U era stato approvato per la prima volta con
decreto ministeriale del 30 marzo 1999, ed aveva validita’ ai fini
dell’accertamento a decorrere dal periodo d’imposta 1998.
Le attivita’ interessate dallo studio TD12U sono quelle relative ai
seguenti codici attivita’:
15.81.1 – Produzione di prodotti di panetteria;
52.24.1 – Commercio al dettaglio di pane.
La Commissione degli esperti, nel validare lo studio SM14U, aveva
formulato una serie di osservazioni relativamente al codice attivita’
52.24.1 – Commercio al dettaglio di pane. In particolare, era stato
segnalato che, a causa di un utilizzo improprio dei codici attivita’, si
collocavano nello studio anche imprese produttrici di pane e soggetti che
esercitavano l’attivita’ di commercio al dettaglio di prodotti alimentari.
Pertanto, la stessa Commissione aveva sottolineato la necessita’ di
provvedere tempestivamente all’elaborazione di un nuovo studio che
riguardasse anche il codice della produzione di prodotti di panetteria,
attraverso l’acquisizione di ulteriori informazioni utili a cogliere le
peculiarta’ del settore.
La raccolta di nuove e piu’ dettagliate informazioni ha consentito di
realizzare un’analisi completa delle caratteristiche tipologiche e
strutturali delle imprese che operano con i due codici di attivita’: inoltre
ha permesso di realizzare l’obiettivo della semplificazione degli
adempimenti fiscali a carico dei contribuenti multipunto e multiattivita’,
tenuti agli obblighi dell’annotazione separata dei componenti rilevanti ai
fini dell’applicazione degli studi di settore.
I soggetti che svolgono attivita’ della “Produzione di prodotti
di panetteria” e l’attivita’ di “Commercio al dettaglio di pane”, non
saranno piu’ tenuti agli obblighi della annotazione separata dei componenti
rilevanti ai fini dell’applicazione degli studi di settore, se una di queste
attivita’ non e’ inferiore al 20 per cento dei ricavi complessivi dichiarati.
Un ulteriore vantaggio introdotto dall’evoluzione dello studio
in esame, e’ quello di consentirne l’applicazione, senza essere tenuti ad
osservare gli obblighi di annotazione separata previsti dal decreto
dirigenziale del 24 dicembre 1999, se gli stessi soggetti unitamente alle
predette attivita’ prevalenti svolgono attivita’ complementari di seguito
elencate:
52.11.2 – Supermercati;
52.11.3 – Discount di alimentari;
52.11.4 – Minimercati e altri esercizi non specializzati di prodotti
alimentari vari;
52.25.0 – Commercio al dettaglio di bevande (vini, birra ed altre bevande);
52.27.1 – Commercio al dettaglio di latte e di prodotti lattiero-caseari;
52.27.2 – Drogherie, salumerie, pizzicherie e simili;
52.27.3 – Commercio al dettaglio di caffe’ torrefatto;
52.27.4 – Commercio al dettaglio specializzato di altri prodotti alimentari.
Pertanto, i soggetti che esercitano come attivita’ prevalente una o piu’
delle attivita’ per le quali e’ stato elaborato lo studio TD12U, sono tenuti
ad applicare il presente studio anche nel caso in cui svolgano,
congiuntamente alle predette attivita’, una o piu’ delle attivita’
complementari precedentemente elencate. L’ammontare complessivo dei ricavi
derivanti dalle attivita’ complementari non deve comunque essere prevalente
rispetto all’ammontare complessivo delle attivita’ per le quali e’ stato
elaborato lo studio.
Si deve peraltro evidenziare che lo studio TD12U, in alcune situazioni,
puo’ non stimare correttamente i ricavi per quelle imprese che
commercializzano significative percentuali di prodotti di terzi che non sono
lavorati o trasformati direttamente dalle aziende, ma che vengono
semplicemente acquistati per poi essere rivenduti a terzi. Tale situazione
si potrebbe verificare soprattutto allorquando le imprese che esercitano
come attivita’ prevalente una o entrambe le attivita’ oggetto dello studio,
svolgono anche una o piu’ delle citate attivita’ complementari. Detta
circostanza puo’ comportare situazioni di non congruita’ e incoerenza, tanto
piu’ significative quanto maggiore e’ la percentuale dei ricavi derivanti
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dalla “commercializzazione di prodotti acquistati da terzi e non trasformati
e/o non lavorati dall’impresa”.
SETTORE PROFESSIONISTI
18. Studio di settore SK26U – Guide e accompagnatori turistici.
L’attivita’ interessata e’ quella relativa al codice di attivita’
63.30.2 – Attivita’ delle guide e degli accompagnatori turistici.
Per lo studio in questione e’ stata prevista, inizialmente,
l’applicazione sperimentale. Le motivazioni di tale scelta sono analoghe a
quelle che consigliarono l’approvazione sperimentale per gli studi
riguardanti le attivita’ professionali, applicabili a decorrere dal periodo
d’imposta 2000, illustrate nel “paragrafo 9.2” della circolare 54/E del 13
giugno 2001.
Lo studio SK26U e’ stato elaborato tenendo conto della possibilita’
che l’attivita’ possa essere svolta sia in forma di lavoro autonomo che in
forma d’impresa. Il relativo modello presenta, pertanto, il doppio quadro
contabile. Ai fini dell’applicazione dello studio di settore, i contribuenti
che esercitano tale attivita’ in forma d’impresa dovranno compilare il
quadro F del modello SK26U, mentre i lavoratori autonomi compileranno il
quadro G.
In conformita’ a quanto previsto per gli studi di settore relativi ad
attivita’ professionali, sono stati introdotti appositi correttivi, al fine
di ridurre il peso, ritenuto eccessivo, che taluni valori contabili assumono
nella stima dei compensi o dei ricavi.
I correttivi si riferiscono, in particolare:
– al minor apporto, in termini di compensi derivante dal personale
dipendente addetto a mansioni di segreteria o amministrative;
– all’utilizzo per l’esercizio dell’attivita’ di strutture di terzi.
Il correttivo relativo a taluni beni strumentali (normalmente presente in
altri studi relativi alle attivita’ professionali) non e’ stato utilizzato,
in quanto detta voce contabile non concorre alla determinazione della stima
dei ricavi o compensi da attribuire al contribuente,
I dati necessari per il calcolo dei correttivi devono essere indicati nel
quadro X del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore.
I predetti correttivi sono applicati automaticamente mediante il software
Gerico nei confronti di tutti i contribuenti, indipendentemente dalla
categoria reddituale nella quale e’ stata qualificata l’attivita’ esercitata.
19. Studio di settore SK28U – Creazioni e interpretazioni nel campo
della regia di spettacolo e recitazione.
Le attivita’ interessate sono quelle relative ai seguenti codici attivita’:
92.31.B – Creazioni e interpretazioni nel campo della regia di spettacolo;
92.31.C – Creazioni e interpretazioni nel campo della recitazione.
Per lo studio in questione, come e’ avvenuto precedentemente per tutti
gli studi di settore riguardanti le attivita’ professionali, e’ stata
prevista, inizialmente, l’applicazione sperimentale. Le motivazioni di tale
scelta sono analoghe a quelle che consigliarono l’approvazione sperimentale
per gli studi applicabili a decorrere dal periodo d’imposta 2000, illustrate
nel “paragrafo 9.2” della circolare 54/E del 13 giugno 2001.
Lo studio SK28U e’ stato elaborato tenendo conto della possibilita’ che
l’attivita’ possa essere svolta sia in forma di lavoro autonomo che in forma
d’impresa. Il relativo modello presenta, pertanto, il doppio quadro
contabile destinato ad accogliere alternativamente i dati riguardanti
l’esercizio dell’attivita’ in forma di impresa o professionale. Ai fini
dell’applicazione dello studio di settore, i contribuenti che esercitano
tale attivita’ in forma d’impresa dovranno compilare il quadro F del modello
SK28U, mentre i lavoratori autonomi compileranno il quadro G.
In conformita’ a quanto previsto per gli studi di settore relativi ad
attivita’ professionali, sono stati introdotti appositi correttivi, al fine
di ridurre il peso, ritenuto eccessivo, che taluni valori contabili assumono
nella stima dei compensi o dei ricavi.
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I correttivi si riferiscono, in particolare:
al minor apporto, in termini di compensi, derivante dal personale
dipendente addetto a mansioni di segreteria e/o amministrative;
all’utilizzo di strutture di terzi per l’esercizio dell’attivita’.
Il correttivo relativo a taluni beni strumentali (normalmente presente
in altri studi relativi alle attivita’ professionali) non e’ stato
utilizzato, in quanto detta voce contabile non concorre alla determinazione
della stima dei ricavi o compensi da attribuire al contribuente,
I dati necessari per il calcolo dei correttivi devono essere indicati
nel quadro X del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini
dell’applicazione degli studi di settore.
I predetti correttivi sono applicati automaticamente mediante il
software Gerico nei confronti di tutti i contribuenti, indipendentemente
dalla categoria reddituale nella quale e’ stata qualificata l’attivita’
esercitata.
In relazione all’applicazione di tale studio, in sede di riunione della
Commissione degli esperti, e’ stato segnalato che, nel modello, tra le voci
che riguardano la “Tipologia della clientela”, manca la voce “Societa’ di
doppiaggio”, mentre il doppiaggio e’ presente come modalita’ di espletamento
dell’attivita’. Malgrado cio’, lo studio e’, comunque, in grado di rilevare
correttamente l’attivita’ di doppiaggio, poiche’ essa e’ inquadrata in uno
specifico cluster, distinto dagli altri e che racchiude i soggetti che
esercitano questa specifica tipologia di attivita’.
——————————————————————————
|ALLEGATO C STUDI APPROVATI IN VIGORE A DECORRERE DAL PERIODO D’IMPOSTA |
|2003 Comparto delle manifatture |
——————————————————————————
| |SD39U |24.12.0 – Fabbricazione di coloranti e pigmenti; |
| | |24.30.0 – Fabbricazione di pitture, vernici e smalti, |
| | |inchiostri da stampa e adesivi sintetici. |
——————————————————————————
| |SD40U |31.10.1 – Fabbricazione di motori, generatori e |
| | |trasformatori elettrici; 31.10.2 – Lavori di impianto |
| | |tecnico, riparazione e manutenzione di motori, |
| | |generatori e trasformatori elettrici; 31.20.1 – |
| | |Fabbricazione di apparecchiature per la distribuzione e |
| | |il controllo dell’elettricita’; 31.20.2 – |
| | |Installazione, manutenzione e riparazione di |
| | |apparecchiature elettriche di protezione, di manovra e |
| | |controllo; 31.30.0 – Fabbricazione di fili e cavi |
| | |isolati; 31.40.0 – Fabbricazione di pile e |
| | |accumulatori elettrici; 31.61.0 – Fabbricazione di |
| | |apparecchiature elettriche per motori e veicoli; |
| | |31.62.1 – Fabbricazione di altre apparecchiature |
| | |elettriche n.c.a. (comprese parti staccate e |
| | |accessori). |
——————————————————————————
| |SD41U |30.01.0 – Fabbricazione di macchine per ufficio; |
| | |30.02.0 – Fabbricazione di computer, sistemi e di altre |
| | |apparecchiature per l’informatica; 31.62.2 – Lavori di |
| | |impianto tecnico: montaggio e riparazione di impianti |
| | |di apparecchiature elettriche ed elettroniche |
| | |effettuato da parte di ditte non costruttrici (escluse |
| | |le installazioni elettriche per l’edilizia incluse |
| | |nella 45.31.0); 32.10.0 – Fabbricazione di tubi e |
| | |valvole elettronici e di altri componenti elettronici; |
| | |32.20.1 – Fabbricazione e montaggio di apparecchi |
| | |trasmittenti radio televisivi, comprese le telecamere e |
| | |apparecchi elettroacustici, parti e pezzi staccati; |
| | |32.20.2 – Fabbricazione di apparecchi elettrici ed |
| | |elettronici per telecomunicazioni, compreso il |
| | |montaggio da parte delle imprese costruttrici; 32.20.3 |
| | |- Riparazione di sistemi di telecomunicazione, impianti |
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| | |telefonici, radio televisivi; 32.30.0 – Fabbricazione |
| | |di apparecchi riceventi per la radiodiffusione e la |
| | |televisione, di apparecchi per la registrazione e la |
| | |riproduzione del suono o dell’immagine e di prodotti |
| | |connessi; 33.10.1 – Fabbricazione di apparecchi |
| | |elettromedicali (compresi parti staccate e accessori, |
| | |riparazione e manutenzione); 33.20.1 – Fabbricazione di |
| | |apparecchi di misura elettrici ed elettronici (comprese |
| | |parti staccate e accessori); 33.20.2 – Fabbricazione di |
| | |contatori di elettricita’, gas, acqua ed altri liquidi, |
| | |di apparecchi di misura, controllo e regolazione |
| | |(comprese parti staccate e accessori); 33.20.3 – |
| | |Fabbricazione di strumenti per navigazione, idrologia, |
| | |geofisica e meteorologia; 33.20.4 – Fabbricazione di |
| | |strumenti per disegno e calcolo, di strumenti di |
| | |precisione, di bilance analitiche di precisione, di |
| | |apparecchi per laboratorio e di materiale didattico, di |
| | |altri apparecchi e strumenti di precisione; 33.20.5 – |
| | |Riparazione di apparecchi di misura, controllo, prova, |
| | |navigazione, strumenti scientifici e di precisione |
| | |(esclusi quelli ottici); 33.30.0 – Fabbricazione di |
| | |apparecchiature per il controllo dei processi |
| | |industriali (inclusa riparazione e manutenzione); |
| | |33.50.0 – Fabbricazione di orologi. |
——————————————————————————
| |SD42U |33.40.3 – Fabbricazione di elementi ottici, compresa |
| | |fabbricazione di fibre ottiche non individualmente |
| | |inguainate; 33.40.4 – Fabbricazione di lenti e |
| | |strumenti ottici di precisione; 33.40.5 – |
| | |Fabbricazione di apparecchiature fotografiche e |
| | |cinematografiche; 33.40.6 – Riparazione di strumenti |
| | |ottici e fotocinematografici. |
——————————————————————————
| |SD43U |33.10.2 – Fabbricazione di apparecchi medicali per |
| | |diagnosi, di materiale medico-chirurgico e veterinario, |
| | |di apparecchi e strumenti per odontoiatria (compresi |
| | |parti staccate e accessori, riparazione e |
| | |manutenzione); 33.10.4 – Fabbricazione di protesi |
| | |ortopediche, altre protesi ed ausili (compresa |
| | |riparazione). |
——————————————————————————
| |SD44U |34.30.0 – Fabbricazione di parti ed accessori per |
| | |autoveicoli e loro motori; 35.41.2 – Fabbricazione di |
| | |accessori e pezzi staccati per motocicli e ciclomotori; |
| | |35.42.2 – Fabbricazione di accessori e pezzi staccati |
| | |di biciclette. |
——————————————————————————
| |SD45U |15.86.0 – Lavorazione del te’ e del caffe’; 51.37.A – |
| | |Commercio all’ingrosso di caffe’. |
——————————————————————————
| |SD46U |24.11.0 – Fabbricazione di gas industriali; 24.13.0 – |
| | |Fabbricazione di altri prodotti chimici di base |
| | |inorganici; 24.14.0 – Fabbricazione di altri prodotti |
| | |chimici di base organici; 24.15.0 – Fabbricazione di |
| | |concimi e di composti azotati; 24.16.0 – Fabbricazione |
| | |di materie plastiche in forme primarie; 24.17.0 – |
| | |Fabbricazione di gomma sintetica in forme primarie; |
| | |24.20.0 – Fabbricazione di fitofarmaci e di altri |
| | |prodotti chimici per l’agricoltura; 24.41.0 – |
| | |Fabbricazione di prodotti farmaceutici di base; 24.42.0 |
| | |- Fabbricazione di medicinali e preparati farmaceutici; |
| | |24.61.0 – Fabbricazione di esplosivi; 24.62.0 – |
| | |Fabbricazione di colle e gelatine; 24.64.0 – |
| | |Fabbricazione di prodotti chimici per uso fotografico; |
| | |24.66.1 – Fabbricazione di prodotti chimici organici |
| | |mediante processi di fermentazione o derivati da |
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| | |materie prime vegetali; 24.66.2 – Fabbricazione di |
| | |prodotti elettrochimici (esclusa produzione di cloro, |
| | |soda e potassa) ed elettrotermici; 24.66.3 – |
| | |Trattamento chimico degli acidi grassi; 24.66.4 – |
| | |Fabbricazione di prodotti chimici vari per uso |
| | |industriale (compresi i preparati antidetonanti e |
| | |antigelo); 24.66.5 – Fabbricazione di prodotti chimici |
| | |impiegati per ufficio e per il consumo non industriale; |
| | |24.66.6 – Fabbricazione di prodotti ausiliari per le |
| | |industrie tessili e del cuoio; 24.70.0 – Fabbricazione |
| | |di fibre sintetiche e artificiali. |
——————————————————————————
| |SD48U |35.11.1 – Cantieri navali per costruzioni metalliche; |
| | |35.11.2 – Cantieri navali per costruzioni non |
| | |metalliche; 35.11.3 – Cantieri di riparazioni navali. |
——————————————————————————
| |SD49U |36.15.0 – Fabbricazione di materassi. |
——————————————————————————
| |TD12U |15.81.1 – Produzione di prodotti di panetteria; 52.24.1 |
| |evoluzione |- Commercio al dettaglio di pane. |
| |dello | |
| |studio di | |
| |settore | |
| |SD12U | |
——————————————————————————
——————————————————————————
| |Comparto dei Servizi |
——————————————————————————
| |SG41U |74.13.0 – Studi di mercato e sondaggi di opinione. |
——————————————————————————
| |SG90U |05.01.1 – Pesca in acque marine e lagunari e servizi |
| | |connessi; 05.01.2 – Pesca in acque dolci e servizi |
| | |connessi. |
——————————————————————————
| |SG91U |67.20.1 – Attivita’ degli agenti e broker delle |
| | |assicurazioni; 67.20.2 – Attivita’ dei periti e |
| | |liquidatori indipendenti delle assicurazioni. |
——————————————————————————
| |SG92U |74.12.C – Servizi forniti da revisori contabili, |
| | |periti, consulenti ed altri soggetti che svolgono |
| | |attivita’ in materia di amministrazione, contabilita’ e |
| | |tributi. |
——————————————————————————
| |SG93U |74.87.5 – Design e stiling relativo a tessili, |
| | |abbigliamento, calzature, gioielleria, mobili e altri |
| | |beni personali o per la casa. |
——————————————————————————
| |SG94U |92.11.0 – Produzioni cinematografiche e di video; |
| | |92.12.0 – Distribuzioni cinematografiche e di video; |
| | |92.20.0 – Attivita’ radiotelevisive. |
——————————————————————————
| |SG95U |93.04.1 – Servizi di centri per il benessere fisico |
| | |(esclusi gli stabilimenti termali); 93.04.2 – |
| | |Stabilimenti idropinici ed idrotermali. |
——————————————————————————
| |TG44U |55.10.A – Alberghi e motel, con ristorante; 55.10.B – |
| |Evoluzione |Alberghi e motel, senza ristorante; 55.23.4 – |
| |degli studi |Affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti |
| |SG44U ed |per vacanze, bed and breakfast, residence; 55.23.6 – |
| |SG65U |Alloggi per studenti e lavoratori con servizi di tipo |
| | |alberghiero. |
——————————————————————————
| |TG61A |51.17.1 – Intermediari del commercio di prodotti |
| |Evoluzione |ortofrutticoli; 51.17.2 – Intermediari del commercio di |
| |dello |altri prodotti alimentari, bevande e tabacco. |
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| |studio SG61A | |
——————————————————————————
| |TG61B |51.15.0 – Intermediari del commercio di mobili, |
| |Evoluzione |articoli per la casa e ferramenta. |
| |dello | |
| |studio SG61B | |
——————————————————————————
| |TG61C |51.16.0 – Intermediari del commercio di prodotti |
| |Evoluzione |tessili, abbigliamento, calzature e articoli in cuoio, |
| |dello |pellicce. |
| |studio SG61C | |
——————————————————————————
| |TG61D |51.18.1 – Intermediari del commercio di prodotti di |
| |Evoluzione |carta, cancelleria, libri; 51.18.2 – Intermediari del |
| |dello |commercio di prodotti di elettronica; 51.18.3 – |
| |studio SG61D |Intermediari del commercio di prodotti farmaceutici e |
| | |di cosmetici; 51.18.4 – Intermediari del commercio di |
| | |attrezzature sportive, biciclette e altri prodotti |
| | |n.c.a.; 51.19.0 – Intermediari del commercio di vari |
| | |prodotti senza prevalenza di alcuno. |
——————————————————————————
| |TG61E |51.14.0 – Intermediari del commercio di macchine, |
| |Evoluzione |impianti industriali, navi e aeromobili, macchine |
| |dello |agricole, macchine per ufficio. |
| |studio SG61E | |
——————————————————————————
| |TG61F |51.11.0 – Intermediari del commercio di materie prime |
| |Evoluzione |agricole, di animali vivi, di materie prime tessili e |
| |dello |di semilavorati. |
| |studio SG61F | |
——————————————————————————
| |TG61G |51.12.0 – Intermediari del commercio di combustibili, |
| |Evoluzione |minerali, metalli e prodotti chimici per l’industria. |
| |dello | |
| |studio SG61G | |
——————————————————————————
| |TG61H |51.13.0 – Intermediari del commercio di legname e |
| |Evoluzione |materiali da costruzione. |
| |dello | |
| |studio SG61H | |
——————————————————————————
| |Comparto del Commercio |
——————————————————————————
| |SM41U |51.84.0 – Commercio all’ingrosso di computer, |
| | |apparecchiature informatiche periferiche e di |
| | |software; 51.85.0 – Commercio all’ingrosso di altre |
| | |macchine e di attrezzature per ufficio. |
——————————————————————————
| |SM47U |52.48.8 – Commercio al dettaglio di natanti e accessori. |
——————————————————————————
| |SM80U |50.50.0 – Vendita al dettaglio di carburanti per |
| | |autotrazione. |
——————————————————————————
| |SM81U |51.51.1 – Commercio all’ingrosso di prodotti |
| | |petroliferi e lubrificanti per autotrazione; 51.51.2 – |
| | |Commercio all’ingrosso di combustibili per |
| | |riscaldamento. |
——————————————————————————
| |SM82U |51.52.1- Commercio all’ingrosso di minerali |
| | |metalliferi, di metalli ferrosi e semilavorati; |
| | |51.52.2 – Commercio all’ingrosso di metalli non ferrosi |
| | |e prodotti semilavorati. |
——————————————————————————
| |SM83U |51.55.0 – Commercio all’ ingrosso di prodotti chimici. |
——————————————————————————
| |SM84U |51.81.0 – Commercio all’ingrosso di macchine utensili; |
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Circolare del 18/06/2004 n. 27
| | |51.82.0 – Commercio all’ingrosso di macchine per le |
| | |miniere, le cave, l’edilizia e il genio civile; |
| | |51.83.0 – Commercio all’ingrosso di macchine per |
| | |l’industria tessile, di macchine per cucire e per |
| | |maglieria; 51.86.0 – Commercio all’ingrosso di |
| | |apparecchiature elettroniche per telecomunicazioni e di |
| | |componenti elettronici; 51.87.0 – Commercio |
| | |all’ingrosso di altre macchine per l’industria, il |
| | |commercio e la navigazione; 51.88.0 – Commercio |
| | |all’ingrosso di macchine, accessori e utensili |
| | |agricoli, inclusi i trattori. |
——————————————————————————
| |SM85U |52.26.0 – Commercio al dettaglio di prodotti del |
| | |tabacco. |
——————————————————————————
| |SM86U |52.63.2 – Commercio effettuato per mezzo di |
| | |distributori automatici. |
——————————————————————————
| |TM01U |52.11.2 – Supermercati. 52.11.3 – Discount di |
| |Evoluzione |alimentari; 52.11.4 – Minimercati ed altri esercizi non |
| |degli studi |specializzati di alimentari vari; 52.25.0 – Commercio |
| |SM01U ed |al dettaglio di bevande (vini, birra ed altre bevande); |
| |SM27C |52.27.1 – Commercio al dettaglio di latte e di prodotti |
| | |lattiero-caseari; 52.27.2 – Drogherie, salumerie, |
| | |pizzicherie e simili; 52.27.3 – Commercio al dettaglio |
| | |di caffe’ torrefatto; 52.27.4 – Commercio al dettaglio |
| | |specializzato di altri prodotti alimentari. |
——————————————————————————
| |TM02U |52.22.0 – Commercio al dettaglio di carni e di prodotti |
| |Evoluzione |a base di carne. |
| |dello | |
| |studio SM02U | |
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| |TM05U |52.42.1 – Commercio al dettaglio di confezioni per |
| |Evoluzione |adulti; 52.42.2 – Commercio al dettaglio di confezioni |
| |degli studi |per bambini e neonati; 52.42.3 – Commercio al dettaglio |
| |SM05A ed |di biancheria personale, maglieria, camicie; 52.42.5 – |
| |SM05B |Commercio al dettaglio di cappelli, ombrelli, guanti e |
| | |cravatte; 52.43.1 – Commercio al dettaglio di calzature |
| | |e accessori; 52.43.2 – Commercio al dettaglio di |
| | |articoli di pelletteria e da viaggio. |
——————————————————————————
|Comparto delle attivita’ professionali (sperimentali) |
——————————————————————————
| |SK26U |63.30.2 – Attivita’ delle guide e degli accompagnatori |
| | |turistici. |
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| |SK27U |72.10.0 – Consulenza per installazione di sistemi |
| | |hardware; 72.21.0 – Edizione di software; 72.22.0 – |
| | |Altre realizzazioni di software e consulenza software; |
| | |72.30.0 – Elaborazione e registrazione elettronica dei |
| | |dati; 72.60.0 – Altre attivita’ connesse |
| | |all’informatica. |
——————————————————————————
| |SK28U |92.31.B – Creazioni e interpretazioni nel campo della |
| | |regia di spettacolo; 92.31.C – Creazioni e |
| | |interpretazioni nel campo della recitazione. |
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ALLEGATO D
MODELLI ALLEGATI STUDI DI SETTORE – SEGNALAZIONE MODIFICHE RISPETTO AL
PERIODO D’IMPOSTA 2002
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SD22U
Nel quadro D e’ stata aggiunta una seconda colonna (percentuale su quantita’
lavorata) nella sezione Materie prime e semilavorati e ulteriori due righi
relativi solo a tale colonna.
E’ stata modificata la sezione Prodotti ottenuti con l’introduzione di una
colonna “percentuale sui ricavi”, la soppressione della caselle barrate per
5 campi degli 8 esistenti e l’aggiunta di ulteriori 6 campi per un totale di
14.
Aggiunto un quadro Z con 16 righi.
SD24A
Sostituito il quadro B esistente a 19 elementi con uno nuovo a 17 elementi
Modificato il quadro Z esistente (formato da 6 righi) con l’aggiunta di
altri 12 righi
SD24B
Sostituito il quadro B esistente a 8 elementi con uno nuovo formato da 16
elementi
Modificato il quadro Z esistente (formato da 6 righi) con l’aggiunta di
altri 4 righi.
SD27U
Nel quadro D modificata la sezione Prodotti finiti con l’aggiunta di due
righi.
Aggiunto un quadro Z con 7 righi.
SD28U
Nel quadro D aggiunta una seconda colonna (percentuale su quantita’
lavorata) nella sezione Materie di produzione / materie prime.
Aggiunto un quadro Z con 14 righi.
SD29U
Nel quadro C modificata la sezione Tipologia della clientela con aggiunta
di un rigo e variazione delle dizioni dei alcuni righi
Nel quadro D modificata la sezione Materiali di produzione * Materie prime
con aggiunta di una colonna.
Aggiunto un quadro Z con 18 righi.
SD25U
Aggiunto un quadro Z con 13 righi.
SD26U
Aggiunto un quadro Z con 2 righi.
SD36U
Aggiunto un quadro Z con 2 righi.
SD38U
Aggiunto un quadro Z con 11 righi.
SD47U
Nel quadro D modificata nella sezione Materiali di produzione * Materie
prime con aggiunta di una colonna e aggiunta di due righi.
Nel quadro E sono stati aggiunti due righi.
Aggiunto un quadro Z con 26 righi.
SG46U
Nel quadro B e’ stato aggiunto un rigo.
Nel quadro D modificata la prima sezione con l’aggiunta di 5 righi.
Inserita una nuova sezione con due righi.
Modificata la sezione Tipologia clientela con l’aggiunta di un rigo.
Aggiunto un quadro Z con 7 righi.
SG58U
Nel quadro B sono stati aggiunti tre righi.
Aggiunto un quadro Z con 20 righi.
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SG51U
Aggiunto un quadro Z con 18 righi.
SG56U
Nel quadro D e’ variata la dizione di un rigo.
Modificato il quadro Z gia’ esistente con:
. l’eliminazione dei primi due righi
. l’inserimento della nuova sezione “Valore delle prestazioni
erogate a carico del SSN”, composta da un rigo
. l’aggiunta di un rigo nella sezione “Altri elementi specifici”
. l’aggiunta di un rigo per il personale di segreteria ed
amministrativo
. l’eliminazione della sezione Beni Strumentali composta da due
righi
. la ristrutturazione della sezione Beni Strumentali in comodato
d’uso con l’eliminazione di un campo
(il nuovo quadro Z ha due righi in meno rispetto al precedente
SK05U
Aggiunto un quadro Z con 6 righi.
SK10U
Aggiunto un quadro Z con 7 righi.
SK19U
Aggiunto un quadro Z con 10 righi.
SK22U
Aggiunto un quadro Z con 11 righi.
SM12U
Aggiunto un quadro Z con 7 righi.
SM17U
Aggiunto un quadro Z con 20 righi.
SM32U
Modificato il quadro Z esistente con l’aggiunta di 4 righi.
SM36U
Aggiunto un quadro Z con 4 righi.
SM37U
Aggiunto un quadro Z con 18 righi.
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Img Credit: Emagic