Cassazione n. 4646 del 25/02/2011

L’accertamento basato sul c.d. “redditometro” costituisce una rettifica presuntiva quindi, in primo luogo, per l’Ufficio finanziario è sufficiente dimostrare la disponibilità dei beni costituenti “fatti indice” rientranti nelle tabelle ministeriali, posto che, da ciò, scatta la “quantificazione redditometrica” dell’imponibile. Tanto premesso, il contribuente ben può sostenere che il reddito in tal modo determinato deriva da redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte, ma può anche contestare l’applicabilità del coefficiente.

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