C.T. Reg. Torino n. 28/10/10 del 27 maggio 2010

Ai fini della legittimità dell’accertamento basato sul c.d. “redditometro”, l’Ufficio deve dimostrare che il reddito accertato sinteticamente si discosta, per almeno due periodi d’imposta, di un quarto da quello dichiarato. I giudici rilevano che, come prevede la norma, lo scostamento deve effettivamente sussistere per due esercizi, per cui, ove in uno dei due esercizi presi a confronto, il contribuente non abbia presentato la dichiarazione in quanto non rientrava tra i soggetti obbligati all’invio della stessa, l’accertamento è illegittimo.

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