Accertamento NUOVO «REDDITOMETRO» e «SPESOMETRO»

Accertamento NUOVO «REDDITOMETRO»
e NUOVO ACCERTAMENTO SINTETICO («SPESOMETRO»)

di Enrico Holzmiller

Copia documento PDF (attendere caricamento)

Quadro Normativo
La modifica dell’art. 38, D.P.R. 29.9.1973, n. 600 [CFF ➋ 6338] ad opera dell’art. 22, D.L. 31.5.2010, n. 78, conv. con modif. dalla L. 30.7.2010, n. 122, ha riformulato completamente gli strumenti per l’accertamento sintetico, identificando due forme distinte: il nuovo «redditometro» ed il nuovo accertamento sintentico.
Di particolare interesse risultano alcune previsioni, quali il riferimento al reddito dell’anno accertato quale «copertura» giustificativa (e salvo prova con- traria) delle spese sostenute nell’anno stesso, l’introduzione legale dell’obbligo di un contraddittorio preventivo, analogamente a quanto già avviene per gli studi di settore, la detrazione e la deduzione degli oneri previsti ex lege (in precedenza escluse). In questo intervento verranno analizzate le caratte- ristiche principali di questi nuovi strumenti accertativi. In un prossimo articolo verranno invece affrontate le modalità di difesa, l’efficacia presuntiva del «redditometro» (anche alla luce della recente giurisprudenza) e le precisazioni contenute nella C.M. 21.6.2011, n. 28/E.

NUOVO art. 38, D.P.R. 600/1973 – ACCERTAMENTO SINTETICO e «REDDITOMETRO»: con la nuova formulazione dell’art. 38, D.P.R. 29.9.1973, n. 600 [CFF ➋ 6338], introdotta dall’art. 22, D.L. 31.5.2010, n. 78, conv. con modif. dalla L. 30.7.2010, n. 122, il Legislatore ha ampiamente modificato la disciplina del «redditometro» e dell’accerta- mento sintetico in senso stretto.
La nuova formulazione distingue nettamente due tipologie di accertamento:
●● l’accertamento sintetico in senso stretto (o «puro»), che consiste nella possibilità per il Fisco di accertare il reddito della persona fisica in base a spese di qualunque genere, sostenute nel periodo di imposta (co. 4 dell’art. 38);
●● il nuovo «redditometro», ovvero uno stru- mento basato sull’analisi di campioni rappre- sentativi, che tiene conto dei redditi/spese
dell’intero nucleo familiare e del contesto territoriale (co. 5 dell’art. 38).
Come è stato fatto notare, tale distinzione non solo risponde ad un’esigenza sistematica, ma è più in linea con la natura stessa del «red- ditometro», che risulta ora un vero e proprio strumento standardizzato, basato su coefficienti di trasformazione di spese in reddito (1) (e, per molti versi, del tutto similare agli studi di settore).
I due strumenti, dotati di una base con- cettuale e di modalità di calcolo (del reddito accertabile) differenti, sono accomunati da una serie di previsioni normative, che troviamo ai successivi co. 6, 7 ed 8 dell’art. 38 e che sinte- ticamente si sostanziano nella:
●● previsione di un limite di tolleranza del 20% (in precedenza pari al 25%), a cui consegue l’impossibilità per il Fisco di procedere ad
accertamento laddove il reddito accertato si discosti di meno di 1/5 da quanto dichiarato dal contribuente;
●● obbligatorietà del contraddittorio (di cui si parlerà in un prossimo articolo);
●● deducibilità (ex art 10, D.P.R. 22.12.1986, n. 917 [CFF ➋ 5110]) e nella detraibilità degli oneri ai sensi di legge.
NUOVO ACCERTAMENTO SINTETICO «PURO» (cd. «SPESOMETRO»): come anticipato, il mec- canismo di accertamento del maggior reddito in questo caso è, dal punto di vista logico, elementare: se il contribuente ha sostenuto in un anno spese per un certo importo, deve aver dichiarato, per lo stesso anno, un reddito uguale o superiore a detto importo speso. È dunque la spesa effettiva sostenuta dal contribuente a rappresentare l’elemento centrale su cui poggia la quantificazione del reddito complessivo. Per tale motivo lo strumento in questione è stato soprannominato anche «spesometro» (da non confondersi con l’obbligo di comunicazione delle operazioni superiori ad e 3.000/3.600 ex art. 21, D.L. 78/2010, di cui tratta tra l’altro la C.M. 30.5.2011, n. 24/E, al quale parte della dottrina ha dato identico nome, probabilmente perché, all’atto pratico, i risultati di tale comunicazione verranno utilizzati anche ai fini della raccolta di dati di spesa, alla base dell’accertamento sintetico in commento).
Ovviamente, nella realtà non sempre tale assunto si rivela fondato, e questo per almeno due motivi:
●● molte spese, soprattutto quelle di una certa rilevanza, ed in particolar modo quelle sostenute per l’acquisto di cespiti duraturi (immobili, auto, barche, ecc.) sono spesso frutto del risparmio derivante da numerosi anni di lavoro. Ciò è a maggior ragione vero in questo periodo di crisi economica, dove i redditi dei singoli anni solari si sono note- volmente ridotti, più che proporzionalmente al costo dei beni;
●● molti redditi sono esenti, o sono stati as- soggettati a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, e come tali non «figurano» (pur se esistenti) nel reddito dichiarato.
Per tali motivi la legge lascia al contribuente la possibilità di dare dimostrazione contraria, secondo le modalità che andremo ad esaminare in un articolo di prossima pubblicazione.
Ma, all’atto pratico, quali sono le spese che
il Fisco vorrà/potrà verificare per poter applicare l’accertamento sintetico in commento?
A fronte del tenore letterale della norma, che delinea un «alveo» quanto più allargato possibile («spese di qualsiasi genere») si può già dare una generica risposta: tutte le spese che il Fisco, con i nuovi strumenti informatici, può arrivare a determinare con certezza. È stato fatto giustamente osservare come, in futuro, anche i social network come Twitter, Facebook e simili potranno essere considerati utili allo scopo. (2)
Per ora, in attesa di auspicabili prossimi interventi da parte dell’Amministrazione finan- ziaria, i riferimenti più puntuali ai quali si ritiene di rinviare sono rappresentati dalle seguenti circolari:
●● la Circolare della Guardia di finanza 29.12.2008, n. 1, nella quale viene proposta la seguente elencazione: pagamento di con- sistenti rate di mutuo, pagamento di canoni di locazione finanziaria, auto di lusso, natanti da diporto, canoni di affitto di posti barca, spese di ristrutturazione di immobili, spese per arredi di lusso ed abitazioni, quote di iscrizione in circoli esclusivi, rette per la frequentazione di scuole private particolar- mente costose, frequentazione case da gioco, partecipazione ad aste, viaggi e crociere, acquisto di beni di particolare valore quali quadri, sculture, gioielli, reperti di interesse storico-archeologico, disponibilità di quote di riserve di caccia e pesca, hobby partico- larmente costosi (a titolo esemplificativo: partecipazione a gare automobilistiche, gare di motonautica, ecc.);
●● la C.M. 9.4.2009, n. 13/E, nella quale è stato affermato che «ulteriori acquisizioni informa- tive saranno realizzate dagli Uffici mediante specifiche campagne esterne, coordinate a livello centrale, volte al rilevamento di cessioni di beni e di prestazioni di servizi considerabili di lusso, effettuate da soggetti operanti nelle rispettive circoscrizioni: porti turistici, circoli esclusivi, scuole private, wel- lness center, tour operator e così via».
NUOVO «REDDITOMETRO» e CONCETTO di «FA- MIGLIA FISCALE»: come si è anticipato, l’accertamento da «redditometro» farà riferimento ai nuclei familiari ed al tempo stesso all’area territoriale in cui il contribuente vive.
Vi è da dire, al riguardo, che il riferimento alla famiglia, nell’ambito dell’accertamento sin- tetico, non è una novità assoluta, in quanto è già accaduto in passato che il Fisco abbia verifi- cato, ove possibile, i dati attribuibili a differenti elementi del nucleo familiare (ad esempio: auto ed immobili). Qui, tuttavia, viene introdotta una nuova operatività di questo controllo incrociato, che diverrà elemento standardizzato ed insito nel processo di verifica. Già in fase di selezione dei soggetti da sottoporre a controllo, gli Uffici avranno il compito di monitorare i nuclei fami- liari, più che il singolo contribuente, al fine di eliminare a priori i casi di spese apparentemente «sovra reddito» la cui causa sia facilmente at- tribuibile al sostegno economico e finanziario dato da altro componente familiare, garantendo così una maggiore efficienza accertativa.
La particolare esplicitazione dell’area territoriale, cui verrà collocato il nucleo familiare, ed i nuovi coefficienti con cui le relative spese verranno valorizzate per una successiva com- parazione con il reddito complessivo hanno già indotto ad identificare il nuovo strumento
accertativo con l’appellativo di «studio di settore per famiglie». In effetti, molte sono le affinità con lo strumento previsto per le società: ob- bligo di un contraddittorio preventivo, calcolo basato su un’analisi di campioni rappresentativi ed, infine, l’elaborazione di un nuovo software ministeriale (ancora in fase di definizione) che, dalle premesse, ha tutta l’aria di essere un alter ego di Gerico, applicativo già utilizzato da tempo per gli «studi».
Tale avvicinamento agli studi di settore apparirà ancor più marcato se il funzionamento del nuovo software e l’utilizzo dei coefficienti si confermeranno basarsi sul «mix» di dati dei singoli componenti della famiglia, ponderati sulla base di elementi di natura statistica. Se così sarà, si assisterà ad una rottura del legame diretto «spesa/reddito – contribuente», richiamandosi così le criticità principali espresse negli utili anni in merito all’applicazione degli studi di settore, che ne hanno sancito la natura di presunzione semplice e, da ultimo, hanno portato alla presentazione di una denuncia Ue. (3)

Img Credit: Subcess